L’anello di vetro

Dove eravamo rimasti?

Ghunter ha combinato un bel disatro e sta fissando i caratteri a bocca aperta. Cosa accadrà adesso? Ghunter ha una visione e deciderà di fuggire (80%)

Vikyri

Stelle nella notte, ecco cosa gli ricordavano quei simboli sospesi, ma con loro portavano un messaggio. La voce di un uomo risuonò profonda nella sua mente.

Nel terzo mese dell’anno del Vetro, il nostro popolo si apprestava a partire e lasciare le pianure di Taurissia. Tutto era pronto per il rituale che avrebbe aperto le porte di Vonia, la Terra Promessa, ma la regina era debole e il suo cuore si spense.

Ghunter si ritrovò catapultato in un altro tempo. Intorno a lui camminavano in processione delle persone avvolte in lunghe cappe blu scuro dai folti capelli neri. La loro pelle sembrava porcellana. Nella destra reggevano una fiaccola e guidati dalla musica struggente di un flauto, entravano ordinati all’interno di una grande collina coperta d’erba. Adagiata su una pira se ne stava una donna, con una corona d’oro tra i capelli e un anello trasparente al dito, che brillava come il sole.

Non avrebbe potuto seguirci nella terra dei desideri, ma sapevamo che una volta dall’altra parte la magia ce l’avrebbe riconsegnata, sana e salva, saggia e sicura, com’è sempre stata. Così abbiamo adempiuto alle antiche usanze e abbiamo bruciato le sue spoglie mortali per permetterle di superare il Velo.

Il rogo divampò davanti agli occhi di Ghunter e senza che potesse opporsi si ritrovò risucchiato verso l’esterno, riuscendo a cogliere solo pochi altri particolari: delle mele rosse appese a un albero, una strada tortuosa ai piedi di una montagna innevata, una gola stretta attraversata da un fiume argentato e i campanili della capitale.

Le ceneri dell’Ultima Regina dei Vikyri furono affidate al vento per riunirsi alla terra dei nostri avi.

La finestra della stanza davanti a lui si spalancò e una corrente impetuosa lo investì, rimescolando i fogli sparsi sulla scrivania. Strinse gli occhi e dopo alcuni secondi era tutto finito. Un silenzio profondo lo circondava. La luce dei quarzi era di nuovo normale, le lastre spente. Sconvolto, osservò il disordine in cui era immerso e a sua attenzione fu catturata dall’immagine di un anello corredata da una descrizione.

Vernon gli aveva insegnato a leggere, per potergli lasciare lunghe liste piene di compiti ingrati da svolgere, e per la prima volta il ragazzo ne comprese la vera utilità. “Il popolo dei Vikyri consumò la sua intera magia per creare Vonia, una terra dove ogni loro desiderio sarebbe divenuto realtà. Per raggiungere la nuova dimensione furono forgiati degli anelli magici: gli anelli di vetro. Ogni Vikyro aveva il proprio, ma secondo la leggenda ne resta ancora uno tra noi, disperso e solo sulla Terra.”

Aggottò la fronte e si guardò intorno. Vernon era in cerca dell’anello e grazie alle iscrizioni lo avrebbe trovato. Fu preso dall’ansia. Non poteva restare lì o il vecchio lo avrebbe ridotto in poltiglia.

«Vonia» mormorò abbassando di nuovo gli occhi sulla pergamena ingiallita. Quella terra avrebbe potuto dargli tutto ciò che aveva sempre desiderato. Si tirò in piedi piegando con cura il foglio. Non avrebbe aspettato un’altra possibilità per andarsene. Non avrebbe permesso a quel vecchio egoista di raggiungere l’eterna felicità, dopo tutto ciò a cui lo aveva costretto.

Afferrò la maglia e corse al piano di sotto, dove la gettò nel camino incantato, che subito iniziò a crepitare. Agguantò una borsa da viaggio e la riempì di pane, formaggio e frutta. Arrivato nell’ingresso fissò il portone protetto dalle armature e scosse la testa. Era una follia, non sarebbe potuto passare di lì. Poi si ricordò della finestra della torre del mago. Era stata sigillata con la magia, ma quel vento era riuscito ad aprirla. Non poteva che essere un segno. Le lastre avevano scelto lui per ritrovare l’anello. Strinse la bretella della borsa con convinzione e se la mise in spalla. Quella sarebbe stata la sua avventura. S’arrampicò su un mobile dell’ingresso e staccò dal muro uno scudo e una spada. Numerouno si girò accigliato.

«Devo lucidarli» gli spiegò Ghunter con semplicità. Corse su per le scale, fino a raggiungere la propria camera. Indossò una maglia, prese un paio di coperte e portò tutto il materiale nello studio del mago. Si sporse dalla finestra e guardò di sotto. Gli mancava solo una fune per raggiungere il prato sottostante. Il minuto dopo la stava fissando a uno scaffale, per potersi calare.

Allacciò la spada alla cintura, sistemò lo scudo sulla schiena e la borsa in spalla e poi emise un profondo respiro guardandosi intorno per l’ultima volta. Non sarebbe potuto tornare indietro. Guardò all’esterno, verso il mondo che lo attendeva, e sentì il cuore farsi leggero. Il futuro lo stava aspettando. Superò il parapetto e, afferrata la fune, si calò lentamente di sotto.

Atterrò sull’erba verde con stupore. Era davvero uscito dal castello. Trattenne un grido di gioia per evitare di essere scoperto e corse alle stalle. C’era solo un vecchio cavallo nero, ma sarebbe andato più che bene. Gli caricò sul dorso le coperte e lo tirò per le briglie diretto verso l’orizzonte.

Finalmente libero, Ghunter si ritrova senza una mappa in un mondo completamente sconosciuto. Dove volete che si diriga?

  • Immettendosi sulla strada verso la capitale, incontra Julio e si fa dare indicazioni. (67%)
    67
  • Riconosce la voce del mago che sta tornando e così si rifugia nel bosco poco distante. (0%)
    0
  • Verso la capitale, le cui guglie scorge in lontananza, per seguire la visione. (33%)
    33
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40 Commenti

  1. Questa storia mi piace sempre di più 🙂
    Hai unito magnificamente le due opzioni. La ragazza che getta via il suo salvatore, poi, è un tocco di classe 😀
    Lo scudo magico è una ficata. La bestia secondo me è una lince. Ghunter seguirà la Saggia perché adesso ha bisogno di cure e di riposo. Però lo farei tentennare 😉

    Ciao 🙂

  2. Ciao! Premetto che non sono una grande fan del genere fantasy però questa storia mi ha colpito ed interessato notevolmente. Aspetto volentieri il secondo episodio. Ho scelto la vista, proprio perché sono curiosa di vedere come continua la storia.
    Anche io ho iniziato un racconto. Se ti va puoi leggerlo e commentare. Si chiama Luce. Grazie mille in anticipo e buona fortuna ! 🙂

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