L’anello di vetro

Dove eravamo rimasti?

Finalmente libero, Ghunter si ritrova senza una mappa in un mondo completamente sconosciuto. Dove volete che si diriga? Immettendosi sulla strada verso la capitale, incontra Julio e si fa dare indicazioni. (67%)

Nido di vipere

Il sole stava calando oltre le torri appuntite di Mahol. Ghunter era sulla strada principale da tutto il giorno, quando finalmente incrociò qualcuno. Guidava un carro trainato da un asino. Con stupore riconobbe i lineamenti di Justo. «Che ci fai da queste parti!» gli chiese dopo averlo salutato con la mano.

Il ragazzo lo guardò sbalordito. «Dovrei chiederlo io a te!» replicò, fermando il carro e saltando giù per abbracciarlo. «Guardati! Sembri un avventuriero in piena regola. È successo qualcosa al castello?»

Il giovane scosse il capo. «Sono fuggito» spiegò, osservando l’incredulità dipingersi sul viso appena punto di barba dell’amico.

Il sole stava tramontando e la luce sarebbe durata ancora poco. «Vieni, accampiamoci qui vicino e raccontami ogni cosa» gli propose Justo, guidando il ragazzo in una radura poco distante.

Accesero un fuoco intorno al quale sedersi e condividere le provviste. «Quindi ora mi sto dirigendo verso Mahol» concluse il fuggiasco, che nel suo racconto aveva omesso la storia dell’anello e della visione. Si rendeva conto che avrebbe attirato l’attenzione di molti.

Justo sorrise annuendo. «Se continui sulla strada sono due giorni a cavallo.»

«A piedi invece?»

Il mercante aggrottò la fronte. «Non sai cavalcare?» Ghunter scosse la testa e l’amicò scoppiò a ridere. «Dovevo immaginarlo! Sei sempre rimasto chiuso all’interno del castello. Alzati, ti insegno» decise con generosità.

Ghunter si dimostrò un ottimo allievo e Justo si rese conto che aveva uno spiccato senso d’apprendimento. «Una testa come la tua sarebbe stata sprecata alle dipendenze di quel mago.»

Ghunter arrossì e poi si stese accanto alle braci per poter riposare. «Grazie di tutto.»

Justo si chiuse nelle spalle. «Figurati, per così poco!» poi l’occhio gli cadde sulla spada che il compagno portava con sé. «Ti sei procurato delle armi che non sai neppure indossare, credo.»

«Mi era sembrata una buona idea» mormorò l’altro come a volersi scusare.

«Hai fatto bene. Domani ti insegnerò le basi, almeno saprai come difenderti dal mondo» sospirò Justo prima di addormentarsi.

All’alba Ghunter era già sveglio e stava facendo camminare in tondo il suo ronzino per ripassare ciò che aveva imparato la sera prima. Justo aprì gli occhi destato dal rumore. «Sei mattiniero» constatò alzandosi e staccando un pezzo di pane per fare colazione.

«Sono stato abituato così» replicò il ragazzo unendosi all’amico. Justo lo fissò perplesso per qualche secondo. «Che succede?» domandò Ghunter preoccupato.

«Stai bene? Sei un po’ pallido» chiese il mercante osservando come il colore dei capelli del fuggiasco sembrasse più scuro del giorno prima, forse per un gioco di luci.

Il ragazzo si strofinò le mani sul viso imberbe. «Sì, sono solo ancora un po’ addormentato.»

«Bene allora, allacciati lo scudo sul braccio sinistro» gli ordinò l’amico passandogli la protezione di metallo. Il bassorilievo di cui era decorato rappresentava un nido di vipere blu e verdi, racchiuso in un cerchio giallo sole. «Una fattura splendida» si complimentò il mercante, mentre Ghunter stringeva le cinghie.

«Spero che sia anche in buono stato» concluse prima di avvertire una puntura sulla pelle e sciogliere i lacci con il braccio dolorante.

«La spada è a posto» cercò di rassicurarlo Justo, prima di tornare a guardarlo e scoprire che si era tolto lo scudo e si si stava fissando il braccio con attenzione. «Qualcosa non va?»

Ghunter gli mostrò due puntini rossi sull’avambraccio. «Mi ha punto» spiegò e l’amico controllò il cuoio con occhio critico. «A me sembra tutto a posto. Sarà stato un insetto. Su, non fare la femminuccia e vestiti.»

Il ragazzo annuì rassegnato e, anche se la fastidiosa sensazione di avere due aghi piantati nel braccio lo distraeva, fu rapido a imparare i fondamentali. «Come sai tutte queste cose?» domandò curioso.

«Ho fatto un anno di leva militare e poi tutti i bambini sanno impugnare un’arma.»

Ghunter abbassò gli occhi affranto. A lui Vernon non aveva insegnato nulla di tutto ciò. «Posso fare il militare anch’io?» fece, desideroso di diventare come tutti gli altri.

«Certo! A Mahol troverai la sede della guardia reale. Chiedi lì.»

Il ragazzo sorrise felice e montò a cavallo. «Ancora grazie di tutto.»

Justo salì sul carretto vuoto. «Buona fortuna!» gli augurò lasciandolo e presero strade diverse. Ghunter puntò dritto verso la capitale che sorgeva al centro della pianura e quando il sole era allo zenit avvertì delle grida.

«Aiutatemi!» incontro a lui correva una fanciulla dagli abiti color pesca e i fulvi capelli mossi. Ghunter rallentò il cavallo. «Cavaliere, vi prego!» lo scongiurò. Dalla foresta poco distante emerse un uomo armato di tutto punto, dall’armatura d’acciaio scintillante e tre cani al seguito.

«Tornate qui!» gridò furioso, sovrastando l’abbaiare degli animali.

Ghunter avvertì un brivido corrergli lungo la schiena. La faccenda non gli piaceva, ma prima che potesse allontanarsi, la ragazza lo afferrò per la maglia e gli stampò un bacio sulle labbra.

L'avventura di Ghunter è appena cominciata, cosa deve fare ora?

  • Deve pensare a se stesso! Lasciar perdere la donzella e tentare di fuggire. (0%)
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  • Lasciare il cavallo alla donzella e fuggire nel bosco per cercare di salvarsi. (50%)
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  • Salvare la donzella in difficoltà e combattere contro il cavaliere dimostrando il suo coraggio. (50%)
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40 Commenti

  1. Questa storia mi piace sempre di più 🙂
    Hai unito magnificamente le due opzioni. La ragazza che getta via il suo salvatore, poi, è un tocco di classe 😀
    Lo scudo magico è una ficata. La bestia secondo me è una lince. Ghunter seguirà la Saggia perché adesso ha bisogno di cure e di riposo. Però lo farei tentennare 😉

    Ciao 🙂

  2. Ciao! Premetto che non sono una grande fan del genere fantasy però questa storia mi ha colpito ed interessato notevolmente. Aspetto volentieri il secondo episodio. Ho scelto la vista, proprio perché sono curiosa di vedere come continua la storia.
    Anche io ho iniziato un racconto. Se ti va puoi leggerlo e commentare. Si chiama Luce. Grazie mille in anticipo e buona fortuna ! 🙂

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