L’anello di vetro

Dove eravamo rimasti?

«Tu sei…» un Vikyro. La pozione che Vernon aveva preparato ti ha reso uno di loro e dovresti essere in grado di usare la magia del sangue. (50%)

Antenati

«Tu sei un Vikyro» rivelò la vecchia, lasciandolo sgomento.

«Cosa!» esclamò Ghunter saltando in piedi e scuotendo il capo. Non sapeva se esserne felice o doversi preoccupare.

La donna raggiunse il bollire di metallo che aveva iniziato a tremare e versò il contenuto in due tazze. Poi ne porse una al ragazzo. «Cosa sai di loro?» gli chiese invitandolo a tornare a sedere. Leggeva sul suo viso una gran confusione.

Gunter riprese posto e fissò il suo riflesso nel liquido color senape. Non era abituato a vedersi così diverso. «Non molto. Solo che avevano forgiato degli anelli magici» fece pentendosi di aver svelato il suo segreto, ma tanto la vecchia lo sarebbe venuta a sapere comunque.

Lei annuì e si mise comoda, girando la tisana con un cucchiaino. «I Vikyri erano un popolo di cacciatori. Non hanno mai avuto una casa o una terra in cui tornare, seguivano i branchi di animali nelle loro migrazioni. L’ultimo capo tribù aveva due figli, una bambina, Iva, e un bambino, Kemuth. Erano molto legati e con il passare del tempo quell’amicizia si trasformò in qualcosa di più profondo e proibito. Subito il capo tribù si preoccupò di organizzare un matrimonio adeguato per la figlia, ma il pretendete fu sfidato a duello da Kemuth e perì. Il ragazzo fu allontanato dalla tribù e Iva destinata a un altro uomo. Ciò non bastò a fermare i due fratelli che continuavano a vedersi in segreto e questa volta fu Iva a liberarsi del pretendente: avvelenandolo. Così venne condannata al rogo. Il giorno della sentenza Kemuth iniziò a uccidere uno ad uno ogni componente della tribù e, prima che il sole fosse altro, nel campo non restavano che lui e Iva. Accesero la pira per bruciare i cadaveri e tra le fiamme scorsero l’Ombra. L’entità chiese cosa volessero in cambio di quel sacrificio e Iva rispose che volevano il potere di restare per sempre insieme.

L’Ombra lo concesse, donando loro la magia del sangue. Iva e Kemuth decisero di creare una loro tribù, ma c’era una limitazione legata alla loro magia: solo i sangue puro potevano ereditarla. Grazie ad essa erano quasi immortali, la loro bellezza faceva sbiadire quella di ogni altra razza e con il loro potere potevano curare ogni male.

Tutti a Taurissia iniziarono a rispettarli e alla fine furono venerati come dei.

L’Ombra s’infuriò e decise che la loro era devesse finire. Inviò sulla terra sei demoni, che avrebbero dato la caccia ai Vikyri, tra cui Zir, e riversò nell’aria miasmi che neppure la loro magia poteva curare. Braccati da nemici tanto potenti divennero portatori di sventura e ogni popolo di Taurissia li fuggiva come la peste. Decimati, decisero di lasciare questo luogo, creando una terra in cui l’Ombra non sarebbe mai potuta arrivare e se ne andarono, lasciando per sempre questo luogo.»

Ghunter era rimasto senza parole, ma era anche preoccupato. Aveva già abbastanza problemi di cui occuparsi, non aveva bisogno che dei demoni lo inseguissero in lungo e in largo e poi ancora non capiva come potesse essere in Vilyro. La loro razza era scomparsa da così tanto tempo da essere diventata leggenda.

«È stata la pozione di Vernon a innescare il cambiamento» disse la vecchia. «Si è mescolata al tuo sangue quando ti sei tagliato e per un caso fortuito tu hai ricevuto ciò che quel vecchio mago aveva ricercato per tanti anni. Per fortuna la mutazione che ha innescato ti ha protetto dai suoi incantesimi di localizzazione.»

Il ragazzo emise un sospiro di sollievo. Senza dubbio Vernon lo avrebbe scuoiato vivo se fosse rimasto al castello. «Ma adesso che dovrei fare?» chiese perplesso.

La donna si chiuse nelle spalle. «Quello che vuoi. Tu puoi essere ciò che desideri. Non hai catene, non hai passato e il tuo futuro è una pagina bianca che tu solo puoi riempire.»

Ghunter fissò gli occhi verdi del suo riflesso nella tazza. Era una persona nuova, un Vikyro, un mago. Poteva cambiare le sorti del mondo eppure l’Ombra lo avrebbe braccato per sempre, pur di eliminare il suo sangue.

«Quelli che mi conoscono, mi chiamano Yelda Senza Tempo. Sono la più vecchia creatura di Taurissia, eppure sono ancora qui, senza sapere perché» rivelò la donna guardando il giovane con dolcezza. «Se vuoi quell’anello, vai a prenderlo. Se vuoi tornare il semplice ragazzo di un tempo, torna a cercarmi, ma sappi che sarà una scelta definitiva. Vernon era riuscito a trovare l’ultima goccia di sangue dei Vikyri ancora su questa terra e solo la loro magia ti permetterà di entrare in quel tumulo.»

Il giovane sgranò gli occhi sorpreso. Gli aveva letto nella mente ancora una volta, ma non sembrava intenzionata a rubare il suo tesoro. Yelda sorrise e iniziò a scomparire, mentre la casa si dissolveva.

Ghunter osservò la magia cancellare lentamente gli ambienti, lasciando spazio al bosco, e si ritrovò a sedere su un tronco coperto di un muschio verde e umido. Le sue ferite si erano rimarginate senza che se ne fosse accorto e il sole stava calando oltre gli alberi, avvolgendo tutto con una fredda luce soffusa.

Presto sarebbe scesa la notte.

Ghunter è di nuovo solo, con l’immensità del suo futuro davanti. Cosa deciderà di fare?

  • È indeciso: da una parte ha paura, ma dall'altra sa di essere potente. Vuole saggiare la magia del sangue. (50%)
    50
  • Vuole tornare normale, non se la sente di rischiare ancora la vita. Quindi si mette alla ricerca di Yelda. (0%)
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  • Continua la ricerca dell’anello, vuole sentirsi parte di un popolo. Quindi deve ritrovare il suo cavallo per rimettersi in cammino. (50%)
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40 Commenti

  • Questa storia mi piace sempre di più 🙂
    Hai unito magnificamente le due opzioni. La ragazza che getta via il suo salvatore, poi, è un tocco di classe 😀
    Lo scudo magico è una ficata. La bestia secondo me è una lince. Ghunter seguirà la Saggia perché adesso ha bisogno di cure e di riposo. Però lo farei tentennare 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao! Premetto che non sono una grande fan del genere fantasy però questa storia mi ha colpito ed interessato notevolmente. Aspetto volentieri il secondo episodio. Ho scelto la vista, proprio perché sono curiosa di vedere come continua la storia.
    Anche io ho iniziato un racconto. Se ti va puoi leggerlo e commentare. Si chiama Luce. Grazie mille in anticipo e buona fortuna ! 🙂

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