L’anello di vetro

Dove eravamo rimasti?

Ghunter è di nuovo solo, con l’immensità del suo futuro davanti. Cosa deciderà di fare? Continua la ricerca dell’anello, vuole sentirsi parte di un popolo. Quindi deve ritrovare il suo cavallo per rimettersi in cammino. (50%)

Eredità

Era solo. Di nuovo. Avvertì la stanchezza della giornata piombargli addosso e togliergli la forza di respirare. Yelda, l’ennesima persona che aveva incontrato sul suo cammino lo aveva abbandonato, ponendolo di fronte a una scelta che lo lasciava interdetto.

Era un Vikyro, o almeno in quello si era trasformato, ma era l’ultimo della sua razza, che non si era distinta per nobili natali. Per di più in eredità gli avevano lasciato sei demoni alle calcagna. Sospirò affranto.

Se si fosse fermato a vedere solo i lati negativi, sarebbe corso alla ricerca della vecchia seduta stante, ma il suo nuovo retaggio aveva avuto anche dei vantaggi. Primo tra tutti aveva impedito a Vernon di ritrovarlo e poteva ancora ritenersi al sicuro dalla sua ira. Inoltre solo lui sarebbe stato in grado di ritrovare l’anello di vetro e quindi usare il suo potere. Tutto questo grazie alla misteriosa magia del sangue, che non aveva la minima idea di come usare.

Alzò gli occhi dal sottobosco e fissò il cielo rosato tra le fronde. L’unica cosa certa era che non poteva restare lì, con Zir che gli dava la caccia. Si guardò intorno. Gli uccellini tornavano cinguettando ai loro nidi, al sicuro, sugli alberi. Poteva fare come loro. Camminò per il sottobosco fino a trovare un albero con rami abbastanza bassi per arrampicarsi e poi lo scalò fino a raggiungere un’altezza rassicurante, ma non così elevata da fargli venire le vertigini. Si sistemò a cavalcioni e chiuse gli occhi.

Quando li riaprì, un raggio di sole lo accecò. L’alba era passata da un bel pezzo e il suo stomaco brontolava affamato. Ripensò alla bisaccia e al cavallo che la fanciulla gli aveva rubato e sbuffò irritato. Non aveva modo per ritrovarla. Osservò le sue mani bianche, come la porcellana, e poi lo scudo. Magia del sangue, chissà se i serpenti si animavano per lo stesso principio.

Scese dall’albero e si chiuse i lacci intorno al braccio, stringendo i denti. Avvertì il cuoio pungergli la pelle, ma le vipere non si mossero. «Uff» emise, sganciando lo scudo. Eppure una vocina dentro di lui gli diceva che era sulla buona strada. Passò la mano sul bassorilievo e alcune gocce di sangue colpirono la superficie, stillate dalla ferita sul braccio. Fu abbagliato da un flash.

Sentiva delle risate di bambini intorno a lui. La vista che si era fatta sfocata, iniziò a permettergli di riconoscere la parete di una grotta. Su di essa era rappresentato un bisonte di grandi dimensioni e dietro di lui piccoli e stilizzati cacciatori. «Dai, dai! Fai la magia!» gridavano i tre bambini a un ragazzo di poco più grande.

Lui annuì e sfilò il coltello che aveva alla cintura. «Però promettetemi che non lo direte ai grandi.» I compagni saltellarono euforici. Allora il ragazzino si tagliò la mano e la appoggiò sul graffito, sporcando la parete col sangue. «Manifestati» sussurrò così debolmente che Ghunter, credette di non aver capito bene.

Il bisonte si mosse e scosse il capo, per poi saltare fuori dalla parete. «Gioca con noi» ordinò il giovane alla bestia, che corse verso l’uscita inseguito dai bambini urlanti.

Ghunter avvertì come un pugno colpirlo allo stomaco e strinse gli occhi accasciandosi a terra. Il dolore s’affievolì in fretta e si ritrovò nella foresta, con lo scudo a fianco. Un’altra visione dei Vikyri. Ora sapeva cosa fare. Rimosse dal fodero la spada e appoggiò la sinistra sulla lama, reprimendo un grido. Poi impresse il palmo sulla superficie dello scudo e mormorò: «Manifestati.»

Le vipere scivolarono l’una sull’altra, per poi avvolgersi sul suo braccio e restare a fissarlo in attesa di qualcosa. Ghunter aveva osservato il processo con incredulità. Ci era riuscito al primo colpo. Si obbligò a tornare concentrato. Non sapeva quanto sarebbe durato l’incantesimo. «Portatemi dal mio cavallo.»

Le vipere aprirono la bocca e fecero vibrare la lingua biforcuta. Il ragazzo le osservò guardarsi intorno smarrite e iniziò a pensare che non avrebbero potuto aiutarlo. Invece, quando si mise in piedi, una delle vipere si lasciò cadere a terra e iniziò a strisciare.

Ghunter non perse un secondo, e raccolto lo scudo, la seguì nel folto. Avanzò per parecchio tempo in mezzo agli alberi senza seguire un sentiero battuto, con i sensi all’erta per individuare il più piccolo segno di pericolo. Non sarebbe diventato la colazione del demone quel giorno.

La vipera gli stava sempre davanti e quando la perdeva di vista le sorelle attorcigliate sul braccio, lo strattonavano nella direzione giusta.

All’improvviso un grido fendette l’aria, spaventandolo. Proveniva da molto vicino. Superata la siepe che lo separava dalla guida, scorse una chioma arancione brandire un ramo e colpire la serpe con forza.

«No!» fece, ma era tardi. Vide il corpo della vipera dissolversi in finissime gocce di colore e avvertì le altre risalirgli la spalla, fino a raggiungere lo scudo per tornare ad essere semplici decorazioni.

Intanto i suoi occhi erano fissi in quelli blu della sconosciuta che lo guardava incredula, come fosse un fantasma.

Ecco comparire nuovamente la bella fanciulla dai rossi capelli. Come volete che lei si comporti?

  • «Scusa» mormora abbozzando un sorriso colpevole riguardo la vipera e Ghunter scuote la testa allungano la mano verso la bisaccia. (0%)
    0
  • «Sei vivo» mormora strabiliata e lo invita a sedere curiosa di sapere come abbia fatto a sopravvivere. (25%)
    25
  • Crede di avere di fronte un morto-vivente assoldato dal cavaliere e colpisce Ghunter con il bastone. (75%)
    75
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40 Commenti

  1. Questa storia mi piace sempre di più 🙂
    Hai unito magnificamente le due opzioni. La ragazza che getta via il suo salvatore, poi, è un tocco di classe 😀
    Lo scudo magico è una ficata. La bestia secondo me è una lince. Ghunter seguirà la Saggia perché adesso ha bisogno di cure e di riposo. Però lo farei tentennare 😉

    Ciao 🙂

  2. Ciao! Premetto che non sono una grande fan del genere fantasy però questa storia mi ha colpito ed interessato notevolmente. Aspetto volentieri il secondo episodio. Ho scelto la vista, proprio perché sono curiosa di vedere come continua la storia.
    Anche io ho iniziato un racconto. Se ti va puoi leggerlo e commentare. Si chiama Luce. Grazie mille in anticipo e buona fortuna ! 🙂

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