L’anello di vetro

Dove eravamo rimasti?

Ecco comparire nuovamente la bella fanciulla dai rossi capelli. Come volete che lei si comporti? Crede di avere di fronte un morto-vivente assoldato dal cavaliere e colpisce Ghunter con il bastone. (75%)

La serva

La ragazza passò gli occhi sulla pallida pelle di Ghunter e osservò i serpenti strisciare e attorcigliarsi sul suo braccio, fino a svanire oltre la sua spalla. Non c’erano dubbi che fosse lo stesso ragazzo che l’aveva aiutata a scappare, ma era profondamente diverso. Bianco come un cadavere e capace di comandare le serpi, non c’era nulla di umano. Strinse il bastone con entrambe le mani. Il cavaliere doveva avergli fatto qualcosa, ma lei non si sarebbe fatta catturare. Si scagliò su di lui gridando, pronta a scappare di nuovo a cavallo.

Ghunter si era perso a guardare quegli occhi blu che non sperava più di poter incrociare. Poi la scorse muovere il bastone nella sua direzione e si riparò portando avanti le braccia: «No, che fai! Ferma!» gridò, mentre la sconosciuta infieriva su di lui. «Sono io! Non ti ricordi?» aggiunse cercando di afferrare il ramo e mancandolo clamorosamente. Il legno raggiunse la sua testa e il giovane cadde a terra dolorante. «Basta!» pregò e la ragazza s’immobilizzò con l’arma a mezz’aria.

«Sei vivo?» mormorò stranita. Avrebbe giurato che nessun uomo avrebbe potuto avere la pelle così bianca.

Ghunter aggrottò la fronte e la guardò perplesso: «Certo!» replicò passandosi una mano sulla tempia che gli faceva male. Per fortuna non sanguinava.

La ragazza parve rilassarsi immediatamente e lasciò cadere in terra il bastone. «Santo cielo!» mormorò portando le mani alla bocca, estremamente sorpresa. Si piegò su di lui per aiutarlo a sedersi. «Non volevo, davvero. Se avessi saputo…» Il ragazzo strinse i denti, mentre lei gli sfiorava il braccio graffiato. Il suo tocco era caldo e dolce. «Aspetta» aggiunse lei porgendogli la borraccia.

Ghunter ne bevve grandi sorsi e poi appoggiò la superficie esterna fredda là dove sapeva gli sarebbe spuntato un bel bernoccolo.

«Scusa, è che credevo fossi un non morto inviato dal cavaliere per catturarmi» gli spiegò arrossendo. «Che sciocca» aggiunse alzandosi e guardando verso il folto della foresta con gravità.

Il giovane osservò il suo fisico snello, la vita stretta e i riccioli dolci dei capelli che le cadevano morbidi sulle spalle fino a raggiungere le anche nascoste dalla lunga gonna. Era proprio bellissima, quasi come le principesse dei suoi sogni. «Come mai quel cavaliere vi stava inseguendo?» domandò curioso.

La ragazza si voltò e puntò i due lapislazzuli blu che aveva al posto degli occhi su di lui, sorpresa. «Niente, sono scappata da palazzo.»

Il cuore di Ghunter ebbe un sussulto. «Pure io!» esclamò incredulo e scorse sul volto della giovane il più completo stupore.

«Quindi non sei un cavaliere?» domandò lei curiosa.

Il ragazzo scosse il capo lentamente, con vergogna. «Non proprio, ma mi piacerebbe diventarlo.» Si alzò e raggiunse la sella del ronzino a cui era ancora attaccata la sua borsa. L’aprì per cercare del cibo da mettere sotto i denti, sentiva il suo stomaco impazzire per la fame. Tirò fuori due mele, verdi e lucide. «Il mio nome è Ghunter» fece porgendone una alla compagna.

«Lisandra, ma puoi chiamarmi Lis» fece lei accettando il frutto.

Il ragazzo annuì. Non aveva mai sentito quel nome prima d’ora, ma il suono gli piaceva. «Da cosa sei fuggita?» le domandò addentando la colazione.

Lei lo fissò pensierosa per qualche secondo. Poi le sue labbra carnose e rosse si schiusero per rispondere: «Ero al servizio della Contessa di Erevo. Ne avrai sentito parlare, immagino.»

Ghunter scosse il capo. «Non ho idea di chi sia. So solo che presto sposerà il principe.»

Lis strabuzzò gli occhi. «Davvero non sai chi sia?»

«Sono sempre vissuto rinchiuso in un castello fino al giorno della mia fuga!» cercò di discolparsi.

La ragazza addentò la mela con gli occhi che ridevano. «È la donna più ricca e bella di tutta Taurissia. La sua reggia brilla come una stella nella notte, perché fa accendere mille candele alle finestre, ma…» si fermò incerta e fissò la punta dei suoi stivali infangati. «Ma la vita a palazzo era estremamente dura» concluse perdendo tutta l’allegria.

Il giovane la vide rabbuiarsi e s’intristì. «Credo di capire» mormorò alzando gli occhi verso il cielo terso del mattino. Non sapeva molto del mondo, ma conosceva bene la prigionia e la schiavitù. Ricordava perfettamente le bastonate che Vernon gli dava quando sbagliava qualcosa e non erano nulla in confronto a quelle di Lis.

«Dove andrai ora?» le chiese ritornando con l’attenzione su di lei. Se c’era una cosa che aveva imparato, era che nella vita serviva una meta, un obiettivo.

La giovane scosse la testa, facendo ondeggiare la chioma color carota. «Non lo so. Lontano da qui. Non voglio che mi trovino.»

Braccata. Impaurita. Ghunter avvertì il suo cuore stringersi. Era persa nel mondo, come lui prima di incontrare Yelda. Sarebbe stato nella sua stessa condizione se la pozione non lo avesse trasformato in un Vikyro. Era stato fortunato, anche se maledetto. «Vieni con me» le propose d’istinto, arrossendo subito dopo.

Lis lo squadrò sorpresa. «Io…» mormorò interdetta.

Cosa risponderà Lis?

  • Rifiuta categoricamente. Non vuole essere un peso, ma prima che i due si possano separare un'altra sventura si abbatterà su di loro. (33%)
    33
  • Inizialmente rifiuta, perchè non si fida abbastanza di Ghunter, ma lui insistendo la convincerà. (17%)
    17
  • Accetta, perchè Ghunter le sembra un bravo ragazzo e sa di aver bisogno di protezione. (50%)
    50
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40 Commenti

  1. Questa storia mi piace sempre di più 🙂
    Hai unito magnificamente le due opzioni. La ragazza che getta via il suo salvatore, poi, è un tocco di classe 😀
    Lo scudo magico è una ficata. La bestia secondo me è una lince. Ghunter seguirà la Saggia perché adesso ha bisogno di cure e di riposo. Però lo farei tentennare 😉

    Ciao 🙂

  2. Ciao! Premetto che non sono una grande fan del genere fantasy però questa storia mi ha colpito ed interessato notevolmente. Aspetto volentieri il secondo episodio. Ho scelto la vista, proprio perché sono curiosa di vedere come continua la storia.
    Anche io ho iniziato un racconto. Se ti va puoi leggerlo e commentare. Si chiama Luce. Grazie mille in anticipo e buona fortuna ! 🙂

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