Luce

Dove eravamo rimasti?

Luce POV , cosa racconta? la sua famiglia adottiva (71%)

Il passato di Luce

Luce POV

Nacqui il 29 gennaio del 2003. Della mia nascita ovviamente non ricordo nulla. Quello che so è che la mia madre biologica mi diede in adozione, precisamente mi affidó a delle suore le quali si occuparono di me. Ricordo ancora Suor Tonia, la più brava di tutte, la quale mi insegnó a cantare, a pregare e a leggere.

Se solo ora sapesse…

All’età di dieci anni fui adottata. Ero così contenta di entrare a far parte di una famiglia. La signora Angela, mia madre, era un’ex cantante andata in pensione, mentre il marito era un famoso uomo d’affari. Non erano molto giovani, ma avevano tanta voglia di avere una figlia, dopo molti tentativi non riusciti. Instaurai subito un rapporto di amore profondo con la mia madre adottiva. Ci univa la passione per la musica e il canto. Passavamo ore ed ore ad ascoltare dischi e a cantare di fronte allo specchio. Ero talmente felice che dimenticai la sofferenza passata, dimenticai di essere stata adottata, che loro non erano i miei genitori biologici e misi fine anche alla mia voglia e determinazione di conoscere il mio passato e le mie origini. 

Ma, appena raggiunsi la soglia degli undici anni, tutto cambió. La mia vita si trasformó passando da essere un meraviglioso idillio ad essere una vita colma di dolore, sofferenze e pene. La felicità era ormai soltanto un ricordo. 

Mio padre, o per lo più quello che ritenevo mio padre, mi vendette al miglior offerente. Mia madre era ovviamente contraria, ma impotente di fronte a suo marito. Effettivamente era un uomo d’affari e, fin dall’inizio del mio ingresso nella sua vita, ero stata per lui soltanto uno sporco e lurido affare. Mi fa schifo soltanto ricordarlo come quell’uomo che da piccola mi teneva in braccio e mi faceva saltellare sulle sue ginocchia. Una persona assolutamente disprezzabile, un uomo che non ha diritto di essere chiamato tale. 

Divenni così la schiava di Denis, il mio protettore. All’inizio mi faceva lavorare come sua donna, mi faceva cucinare, pulire, rassettare. Poi cominció a presentarmi anche ai suoi clienti, ai suoi amici. Diventai cosí la donna di tutti, quella che veniva chiamata “la bestia dagli istinti selvaggi”, una prostituta, una specie di dea che tutti veneravano e che bramavano nel loro gelido letto. Da quel momento in poi la Luce che era in me svanì, e mi ritrovai a vivere nelle tenebre più profonde, in una stanza buia senza via di uscita, con la porta chiusa a doppia mandata. 

Ero soltanto una ragazzina. Quello che facevo era illegale, lo sapevo. Ma si sa come vanno a finire queste cose. Se sei la figlia di un pezzo grosso tutto è lecito. Ero un segreto, una ragazzina fantasma di cui nessuno seguiva le tracce, di cui nessuno si interessava, se non altro per andarci a letto.

LURIDI BASTARDI! 

Rimasi per molto tempo nell’ombra. Non volevo essere scoperta. Avevo paura e per questo cambiai, temporaneamente, il mio nome. Non mi facevo chiamare più Luce. Mi chiamavano Sara, un nome semplice, comune. Non sentivo più di appartere a quella denominazione, a quell’appellativo che la mia madre biologica aveva scelto per me. Si, fu lei a decidere il mio nome. Mi ritrovarono con una medaglietta appesa al collo con sopra inciso : “Luce, frutto dell’amore”. Quella medaglietta ce l’avevo ancora. Era l’unica cosa di prezioso che avevo, l’unico “ricordo” del mio passato. Spesso provavo ira nei confronti dei miei genitori. Perchè mi avevano abbandonata? Sono state tante le domande che mi sono posta, fino a dannarmi giorno e notte nel trovare delle risposte, soluzioni mai arrivate a quesiti troppo complicati. 

La mia vita, fino ad oggi, non è stata facile. Gli unici anni da ricordare sono quelli passati con Angela, e i bei ricordi mi univano a lei, mentre la medaglietta era l’unico oggetto che, ogni giorno, mi ricordava da dove provenissi.

***

Per fortuna stasera ho incontrato Susan. Mi ha subito dato fiducia, mi sembra una brava persona. Inizialmente non sapevo se fidarmi, non voglio avere problemi con la polizia, ma poi, non so perchè e non so per quale motivo, mi sono fidata di lei. E’ stato come se ci conoscessimo da sempre, come una specie di amicizia iniziata in un’altra vita.

Cosa accadrà tra Susan e Luce?

  • luce scopre qualcosa sul passato di susan (67%)
    67
  • susan ritrova la medaglietta (0%)
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  • scopriranno di avere in comune molte cose (33%)
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38 Commenti

    • Grazie di essere passato. Si, sono fatti reali purtroppo, cose che accadono tutti i giorni. Sono una scrittrice abbastanza realista, amo inserire argomenti di attualità nei miei scritti, niente che sia banale. Spero che continuerai a seguirmi. Buona lettura 🙂

  • Ciao.
    Credo sia il caso che Luce parli della sua famiglia adottiva, tanto per capire come possa vivere da sola con uno sfruttatore quando è ancora minorenne. Lo sai, vero, che non è legale? Come minimo toglierebbero l’affido ai genitori se lo scoprissero e poi sarebbero perseguibili penalmente. Luce rischierebbe il riformatorio e così via. Insomma un bel casino, sotto un profilo giuridico. Ma aspetterò di capire come lo sbroglierai tu.
    In quanto alla tua scrittura ho da dirti due cose: sei in grado di pensare a qualcosa di profondo, affrontando tematiche attuali e spinose e lo fai con garbo, senza esagerare. Riesci persino a evocare ricordi in chi legge. L’immagine della madre sola che si lancia in mezzo alla strada in vestaglia per salvare una figlia che non sa di essere sua non è affatto male, molto bella, per niente banale. Più banale quella di osservarla di nascosto dietro l’albero. Ma quella della vestaglia è buona. Però, questa è la seconda cosa che voglio dirti riguardo la tua scrittura, tu ti affidi troppo alla tua capacità elettiva e dimentichi che la scrittura ha le sue regole. Le regole possono essere infrante o sovvertite, ma prima bisogna conoscerle. La tua narrazione è molto lontana. Racconta senza mostrare, spiega senza lasciarci vedere. E se abbiamo visto qualcosa non è stato per merito della narrazione ma della tua buona fantasia che riesce a trasmettere anche laddove la trasposizione manchi completamente di immagini. Ti faccio un esempio, altrimenti non mi capisci: ogni volta che usi “è stata”, “dopo che”, non stai mostrando un fatto che accade – come si fa quando si scrive un racconto o un romanzo – stai raccontando un fatto che è già accaduto e sei costretta a spiegarlo, ma spiegare non è mostrare. Il fidanzato è morto e noi non lo abbiamo visto, ce lo ha detto lei. La figlia è nata è nata e non l’abbiamo vista, l’ha data in adozione e non lo abbiamo visto; voglio dire che questo sembra più il riassunto di una bellissima storia, piuttosto che una bellissima storia, poichè finora i momenti importanti della vita di questa donna li abbiamo solo sentiti di passaggio ma non ce li hai mostrati.
    Senti la differenza:
    Dopo aver preso un cornetto e un cappuccino sono tornata a casa.
    oppure
    Il cappuccino mi ha scottato la lingua, lo faccio sempre, lecco la schiuma e mi ritrovo a scottarmi, sono una frana. Persino il cornetto mi è andato per storto e le briciole si sono infilate anche nelle trame della sciarpa. Meglio tornare a casa.

    Ogni volta che racconti un fatto già accaduto non lo stiamo vedendo, ce lo stai spiegando. Ma se lo fai accadere in questo momento, ecco che le immagini prendono vita. Questo è scrivere.

    Baci

    • Accetto senz’altro le tue critiche. Il continuo della storia ti risponderá senz’altro.
      Magari il filo della storia é un’altro e forse é proprio per questo che non mi sono basata su alcuni dettagli.
      Grazie ancora 🙂

      • Non voglio insistere. Se il punto è un altro e il filo va altrove, forse hai fatto 15.000 battute di premessa, e sarebbero comunque troppe. Ma quello che ho cercato di spiegarti è che “i dettagli su cui non ti sei soffermata”, come li chiami tu, sono già la storia, perchè una storia inizia dalla prima parola che scrivi, e quello che cercavo di dirti è che tutto, ogni cosa che metti nella storia deve essere mostrato, anche se è un semplice aneddoto e si vuole andare a parare altrove. E’ un consiglio, poi fai come vuoi, certo. Ma è un consiglio basato su regole universali, non è il mio parere personale. Comunque ti seguo e smetto di darti consigli 😉 Baci

        • No grazie mille per avermi consigliato 🙂 fa sempre bene imparare cose nuove! Il mio fine comunque é di raccontare le cose non dette in precedenza non preoccuparti, solo che userò una tecnica molto diversa. Non ne parlo dal principio, ma le racconterò attraverso ricordi ed emozioni 🙂

  • Ciao, eccomi qui.
    Premetto che non ho nessuna qualifica per dare recensioni e tanto meno consigli, ma visto che me li hai chiesti ci provo 🙂

    Nel primo paragrafo non ho capito se abbia visto la figlia o lo immagini o sia un ricordo, in ogni caso io avrei fatto uno stacco grafico tra quel paragrafo e il resto, tipo una piccola serie di asterischi.
    Cerca di andare a capo più spesso, facilita la lettura e soprattutto quando inserisci dei dialoghi, vai a capo tra un interlocutore e l’altro: rende il testo più chiaro e pulito.
    Questi sono i consigli base che si danno a tutti, me li hanno dati quando ho fatto il mio primo esperimento qui un annetto fa e sono ottimi consigli.

    Un altro consiglio poco originale ma utile è il grande classico “Show, Don’t tell” dai molte informazioni, forse troppe, in tutto il testo ma soprattutto nell’ultimo paragrafo in cui esponi il dramma che ha cambiato la vita alla tua protagonista. Capisco che sono importanti e vuoi mostrarle subito, ma risulta troppo descrittivo, il paragrafo sul ragazzo morto sembra un vero riassunto esplicativo, dovresti cercare di centellinare le informazioni da dare, farle emergere nell’evoluzione del racconto, attraverso quello che succede e i dialoghi. Così come i sentimenti dei personaggi: che avrebbe voglia di stare sola, che apprezzi l’affetto e il modo di fare della sua amica, dovresti cercare di farlo emergere dalle loro azioni e dialoghi, piuttosto che scriverlo in modo descrittivo.
    Infine, è stata dura anche per me ma poi giuro che migliora la scorrevolezza dello scritto: non mettere tutti i dettagli, molti sono scontati e il lettore li immagina, inserirli appesantisce solamente il testo. Ad esempio il passaggio sul dvd, non hai bisogno di scrivere che si sono sedute sul divano, dopo aver scelto un film, eccetera. Puoi rendere il passaggio più fluido scrivendo guardammo un dvd sul divano, un vecchio film che ci ricordava la nostra adolescenza; ma quel giorno di ricordi ne avevo già troppi che mi affollavano la mente.
    E’ solo un esempio per mostrarti quello che volevo dire.
    In ogni caso, non voler dare troppe informazioni tutte insieme: 50mila caratteri sembrano pochi ma non lo sono, avrai largamente lo spazio di inserire tutte le sfumature della tua storia nel corso dei capitoli.
    Spero che quello che ti ho scritto possa esserti utile, vedi tu.
    Ciao 🙂

    • Grazie mille 🙂 seguirò alla lettera i tuoi preziosissimi consigli! Ho iniziato a scrivere cosi in media res soprattutto perché questo é il mio stile: la narrazione prevale piú della descrizione e della forma dialogica stessa. Ognuno ha un proprio modo di approcciarsi al lettore, cercando di suscitare emozione e soprattutto suspense. Comunque il consiglio di inserire piu spazi e di dividere delle parti con asterischi lo seguirò volentieri! Credo però che utilizzare molti dialoghi non sia nel mio stile, ma cercherò di inserirli ovviamente. Il fulcro di questo racconto é giocare sul pensiero, sul ricordo soprattutto e sulla consapevolezza di non poter sfuggire al destino, bello o brutto che sia! Spero che continuerai a leggere i miei episodi e a darmi delle dritte! Grazie mille ancora e buona fortuna con Ulisse 😉 !

    • Si, é stata una scelta che ho dovuto fare per raccontare il passato di Susan, perchè sono sempre stata dell’idea che non bisogna dimenticare e che non esiste identità senza memoria , e la memoria è il nostro passato 🙂 grazie mille per aver votato e per avermi dato una possibilità! Ti aspetto al prossimo capitolo!

    • Grazie mille 😀 é davvero piacevole trovare una persona a cui, già dopo i miei primi passi, piace il mio stile e abbia fiducia in me. Spero che continuerai a leggere la mia storia e che anche gli altri inizieranno a darmi fiducia, Buona fortuna anche a te con la tua storia 🙂 e grazie ancora.

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