Meduse

Dove eravamo rimasti?

Quale dettaglio vuoi approfondire? Il personaggio della stanza 237 (80%)

Uno scotch liscio

– Prego, signor Favre, si accomodi – disse l’uomo indicando la poltrona di fronte alla propria scrivania.

– Merci-rispose Favre, adagiandosi sull’imbottitura foderata in pelle. Si sbottonò la giacca e accavallò le gambe.

Era un uomo sulla quarantina, slanciato, dal portamento elegante. Tutto in
lui ostentava ordine e precisione: dalle scarpe fatte a mano al completo grigio
antracite di taglio sartoriale, dal viso fresco di rasatura ai capelli biondo cenere pettinati all’indietro, accorciati a cadenza settimanale.
Il tipo d’uomo al quale l’autista apre la portiera. Il tipo d’uomo che catalizza l’attenzione a un evento mondano. Il tipo d’uomo capace di sedere di fronte al Segretario Generale dell’Interpol, Karl Vogel, facendolo sentire profondamente a disagio.

– Posso offrirle qualcosa da bere, signor Favre? – 

– Uno scotch andrà bene –

– Ottimo –

– Liscio o con ghiaccio? –

– Assolutamente liscio…il ghiaccio riserviamolo per i lividi e la schiena
nuda delle amanti, allo scotch serve solo uno stomaco da ardere –

– Ahah…molto bene…ecco a lei –

– Grazie – prese il bicchiere e bevve un sorso. Poi proseguì. E il tono cambiò:

– Signor Segretario, finiamola con i convenevoli. Lei sa perché sono qui. E
non certo per una rimpatriata e una bevuta di scarsa qualità . Il mio cliente…-

– Il capo di un’organizzazione criminale internazionale vorrà  dire? –

– Il mio cliente – ripeté Favre visibilmente scocciato – ha investito parte
dei suoi proventi per favorire la sua nomina, nonostante molti pareri avversi e
un paio di avversari decisamente scomodi. Ma, signor Segretario, in questo mondo l’onestà è più rara dell’acqua nel deserto, e talvolta il giusto incentivo può fare miracoli, permettendo a lei di ricoprire questo ruolo e a noi di avvalerci
dei preziosi poteri che ora ha acquisito –

Vogel scattò in piedi e batté entrambi i palmi sulla scrivania di mogano.
– Ce l’avrei fatta comunque, arrogante bastardo! Con o senza quello squilibrato che lei rappresenta! –

Favre, impassibile davanti alla rabbia di Vogel, sorrise lievemente.
– Ne sono certo, signor Segretario…ne sono certo – poi proseguì divertito- e mi dica, come stanno i suoi cari? –

– I miei cari? Che significa? – chiese Vogel perplesso.

– Da quanto racconta ai giornalisti che la intervistano nel suo bel giardino
curato, seduto sulla panchina e circondato da due figli sani e sorridenti e da
una moglie splendida e devota, deduco che per lei la famiglia sia importante. O
meglio, sia tutto. Sbaglio? –

– Non sbaglia – ora la perplessità di Vogel aveva lasciato spazio allo sgomento.
– ma continuo a non capire –

– Come reagirebbe la sua adorata famiglia se conoscesse i dettagli dei suoi
viaggi di lavoro nelle principali capitali europee? –

Vogel ora sbarrò gli occhi, il volto divenne paonazzo e si lasciò ricadere sulla poltrona.
– Alcune di loro non avevano nemmeno 15 anni, lo sa? Probabilmente sì, ma
mente anche a se stesso. Berlino, Parigi, Amsterdam, Madrid, Vienna, Praga,
Milano e il mese scorso Lisbona, se non erro. Lei dica una città  e io possiedo
un video –

– Facciamola finita – s’arrese, Vogel, i polpastrelli che sorreggevano il capo – cosa volete?-

– Bene. Finalmente ho la sua attenzione. E’ molto semplice: deve eliminare qualsiasi dossier riguardante il mio cliente. Chiudere le indagini in corso in tutti i dipartimenti. Cancellare ogni traccia che possa ricondurre a lui. Deve dimenticarsene. Se dovesse saltar fuori anche solo un post-it fucsia nel polveroso scantinato di una stazione di polizia da qui a Bangkok, io lo saprò. E per lei sarà la fine –

La pelle di Vogel era patinata di quel sudore gelato che precede un malore.

Il re non poteva più muovere. Scacco matto.

Favre si alzò, abbottonò la giacca e diede uno sguardo all’imponente vetrata dietro la scrivania di Vogel. Sospirò.

– Lione è splendida in questa stagione – poi si voltò e si diresse verso la porta.

– Quanto…quanto tempo ho? – chiese Vogel

– Il suo tempo, signor Segretario, è scaduto nel momento in cui mi ha fatto accomodare –

***

La splendida ragazza dalla pelle d’ebano che lavorava come autista per Favre gli aprì la portiera.

– All’aeroporto, per favore –

– Certo  –

Favre prese il cellulare dal taschino della giacca.

– Buonasera, signore…sì signore, sono appena uscito dal suo ufficio…ahahah… sì, direi che “fottuto” rende l’idea …domattina sono a Roma, ricorda? L’incontro al Royal Hotel…la chiamo domani nel pomeriggio –

Spense il telefono e si rivolse all’autista:

– Mia cara Celine…perdonami per l’attesa –

– Si figuri, signor Favre –

– Per te sono solo Alexandre. Da quanto tempo lavori per me? –

– Sei mesi circa –

– Te lo dico io. Sono sei mesi esatti domani. Incroceremo i calici sotto il cielo di Roma. Sarà un gran giorno domani, mia cara Celine –

 – Già…sarà davvero un gran giorno –

Celine strinse le mani al volante e serrò le mascelle.

Dalle casse dell’autoradio scivolò la voce calda di Nina Simone.

I put a spell on you, cause you’re mine

Favre non si accorse del ghigno che apparve sul viso angelico di Celine.

Il prossimo titolo inizierà con la B di...

  • Bacio (38%)
    38
  • Brindisi (13%)
    13
  • Bagagliaio (50%)
    50
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42 Commenti

  1. Ciao Alberto,
    che figura…scusa hai ragione, è che non ho riletto la fine del terzo capitolo prima di iniziare il quarto!!!
    Ma sei stato velocissimo, siamo già al quinto vedo…povero Maxime, meno male che ha la moglie che lo consola, perché ha un nuovo capo che è un Mister simpatia, lo spediscono subito fuori dai piedi e pure la valigia gli hanno rubato!!!
    Confido che sorprenderà tutti nella risoluzione del caso, così magari si riscatta!

    A presto!
    Ps: sarà banale, ma ho optato per una cassaforte 

    • ciao Cinzia, proprio adesso sto lavorando a Ginevra…e sono impaziente anch’io di scrivere un altro episodio sulla coppia di schizzate…il numero è UNO, ma non è un segreto, é l’ultima parola del terzo episodio, magari non ci hai fatto caso. non importa, ci saranno altri numeri…

  2. Adoro questo tipo di investigatore 😉
    Beh, visto che la vittima è nativa di Ginevra io andrei la a indagare, vedo però di essere in minoranza e Roma è ancora la più gettonata. Però secondo me Danta dovrebbe ascoltare l’ispettore e cercare l’autista, si sa mai 😉
    Ciao e al prossimo.

    • Ciao Cinzia, perdona il ritardo. Innanzitutto grazie per concedere a questa storia un po’ del tuo tempo. Per ora ho introdotto solo il vecchio investigatore, ma vorrei rispettare le vostre scelte, ed essendo giunti al 33% ciascuno, mi toccherà fare entrare in scena gli altri. Vedremo. Alla prossima

  3. Ciao Alberto, scusami se ci ho messo un po’ a leggerti, ma per fortuna è stata un’esperienza piacevole, mi piace la storia e mi piace il modo in cui la mostri, la serietà che si annusa tra le righe. Hai il giusto equilibrio nel prenderti sul serio, né troppo né troppo poco. Bene. Per un giallo è elemento essenziale. Poi, dico che le indagini passano al novellino. Sarebbe un colpo gobbo, fattelo dire da una che i gialli tra un po’ li vende per quanti ne ha letti. La donna e il pensionato sono triti e ritriti, ma il giovanotto magari con la fortuna del principiante, il talento del genio incompreso e gli errori del nuovo arrivato è fantastica come proposta e renderebbe la tua storia molto originale.
    seguo eccetera baci kiss

    • Ciao..grazie per aver dedicato, o perso, un po’ del tuo tempo. In effetti spero che il voto ti dia ragione, il novellino sarebbe una figura piuttosto inusuale. In realtà per ciò che ho in mente forse li userò tutti e tre…vedremo..alla prossima

  4. Di quest’ultimo episodio mi è piaciuto molto il lungo dialogo e la caratterizzazione dei personaggi. Mi permetto di farti notare solo una cosa: attento a non dare esagerati dettagli che nel contesto non sono utili e anzi possono far sorgere dubbi. Tipo quando specifichi che i post-it fucsia non devono comparire da nessuna parte… ti potrei chiedere “quelli gialli invece sì?” 🙂 era sufficiente scrivere post-it.
    Ma per il resto davvero bello, ti seguo.

  5. L’occupante della stanza.
    Il tuo incipit mi è piaciuto. Soprattutto per il contrasto tra l’apparenza della donna, che sembra uscita da un film holliwoodiano in bianco e nero, una femme fatale dai segreti pericolosi, e la sua risposta alle avances dell’operaio: un battibecco in stile adolescente smargiassa e provocatoria.
    Ciao

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