Meduse

Dove eravamo rimasti?

Il prossimo titolo inizierà con la B di... Bagagliaio (50%)

Bagagliaio

Nonostante le strade fossero sgombre dal traffico, Celine guidava concentrata al volante della Bentley, fingendo di non accorgersi degli sguardi che apparivano come lampi nello specchietto retrovisore.

Nonostante l’emicrania cominciasse a lambirgli le tempie, Favre non aveva smesso per un attimo di ricevere o effettuare telefonate. I suoi occhi glaciali, di tanto in tanto, cercavano d’incontrare quelli di Celine, scuri come il buio, nel riflesso di fronte a lui. Invano.

Arrivarono davanti al Royal Hotel e, mentre l’addetto portò l’auto nel parcheggio sotterraneo, Celine e Favre entrarono.

– signor Favre, bentornato – disse la receptionist porgendogli la scheda magnetica.  

La stanza aveva le dimensioni di un appartamento: due ampie camere matrimoniali, ognuna con bagno privato, comunicavano tra loro grazie a un corridoio, che conduceva ad un terzo locale, un grande salotto. Aprendo l’ampia porta finestra di quest’ultimo, si accedeva ad un terrazzino che affacciava direttamente sul Colosseo. Benché Celine si sforzasse di mantenere un atteggiamento distaccato, rimase incantata dinanzi a quell’imponente pezzo di Storia. Una voce la riportò al presente:

– Celine, l’altra camera è tua. Io faccio una doccia, aspetto una persona. Tu mettiti comoda, riposa un po’. In mia assenza i gladiatori veglieranno su di te –

– Un manipolo di puzzolenti uomini in gonnella?! So come proteggermi –

disse Celine accomiatandosi. Favre sorrise divertito.

Chiusasi in camera sua, attese che Favre aprì l’acqua, poi accese il cellulare:

– è appena arrivato…stanza 237 –

***

Favre aprì la porta.

– buongiorno Cassandra – la accolse, tendendo la mano.

– ciao Alex – rispose lei, infischiandosene e passando oltre – chiudi la porta, tira fuori lo champagne e proponi al mio culo una poltrona comoda –

– vieni, andiamo di là – replicò un Favre rassegnato ai modi della sua ospite.  

Si sistemarono l’uno di fronte all’altra, ognuno con la propria valigetta appoggiata sul tavolo di cristallo al centro del salotto. Lei si assicurò che lui desse le spalle alla porta.

Favre porse un calice di champagne a Cassandra.

– Non mi fai compagnia? –

– Non bevo prima delle otto del mattino –

– Peccato, è un ottimo modo per risvegliare il corpo. Il migliore è una lingua sul clitoride, ma vedi Alex, tu non rispecchi i miei canoni…quindi non ti agitare troppo –

***

Celine tolse le scarpe per evitare di far rumore, ripulì le impronte che aveva lasciato nelle altre stanze, indossò i guanti in lattice, preparò la siringa di anestetico e, molto delicatamente, aprì la porta del salotto. 

***

– Sono settimane che ti rincorro – esordì Cassandra dopo aver dato fondo al bicchiere – e sono piuttosto di fretta –

– Lo immaginavo, non hai nemmeno tolto gli occhiali da sole –

– Li terrei comunque. Non ti piacerebbe quello che c’è sotto –

– Ti meraviglieresti di sapere ciò che ho visto finora – ribattè Favre – comunque…dicevamo, i documenti sono pronti. Ho dovuto oliare qualche ingranaggio per alcuni permessi, per questo ho impiegato più tempo del previsto –

Inserì il codice per sbloccare la valigetta e sistemò i documenti davanti a sé.

– Sai, Cassandra, ho fatto delle ricerche…-

– Stai facendo le cazzo di scuole medie serali? –

– Su di te, intendo. Non avrai creduto che il mio cliente dia il benestare senza sapere con chi sta facendo affari? –

– Beh, Alex – rispose lei senza alcuna sorpresa – spero di non averti deluso –

– Al contrario, l’uomo incaricato di essere la tua ombra è scomparso dopo tre giorni. Ero in contatto con lui. Non aveva trovato nulla. E sospetto che tu l’abbia trascinato come un cagnolino sapendo di averlo alle calcagna. Finché il giocattolo non ti ha stufato –

***

Celine si mosse piano verso il divano. La preda a pochi passi.

*** 

Cassandra schiuse le labbra in un sorriso compiaciuto. si sporse verso Favre.

– La mia donna invece, è stata talmente efficiente che stasera avresti tentato di fotterla –

Favre non fece in tempo a reagire che un ago s’infilò rapido nel suo collo.

– Finalmente. Non lo reggevo più. Spocchioso pezzo di merda – sbuffò Cassandra.

– Sbrigati, tesoro – la rimproverò languidamente Celine – prendi il seghetto e passami il bisturi –

***

Le due donne presero le scale di servizio per scendere nel parcheggio sotterraneo, s’incamminarono circospette verso l’auto. Celine aprì il baule.

– Forza, bellezza. Il bagagliaio è tutto tuo – disse a Cassandra sfottendola

– Ok, ok. Prima però voglio una cosa. Sono mesi che aspetto – rispose Cassandra poggiandole le mani sui fianchi

– Lasciami indovinare – cedette Celine sollevandole gli occhiali da sole.

Le labbra si avvicinarono. Gli occhi si chiusero. I respiri si mozzarono.  

***

Il mattino seguente, l’addetta alle pulizie delle camere, dopo aver ripetutamente bussato alla 237 senza ottenere risposta, estrasse il passepartout ed entrò. Ebbe in salotto la visione che le avrebbe procurato tremendi incubi nei mesi successivi: un uomo nudo, seduto sul divano, privo di occhi e mani. Sul petto un numero inciso nella pelle.

Uno. 

E' ora di far scendere in campo l'incaricato delle indagini. Ma chi?

  • Una donna in carriera (33%)
    33
  • Il giovane rampante al primo caso (33%)
    33
  • Il vecchio sbirro prossimo alla pensione (33%)
    33
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42 Commenti

  1. Ciao Alberto,
    che figura…scusa hai ragione, è che non ho riletto la fine del terzo capitolo prima di iniziare il quarto!!!
    Ma sei stato velocissimo, siamo già al quinto vedo…povero Maxime, meno male che ha la moglie che lo consola, perché ha un nuovo capo che è un Mister simpatia, lo spediscono subito fuori dai piedi e pure la valigia gli hanno rubato!!!
    Confido che sorprenderà tutti nella risoluzione del caso, così magari si riscatta!

    A presto!
    Ps: sarà banale, ma ho optato per una cassaforte 

    • ciao Cinzia, proprio adesso sto lavorando a Ginevra…e sono impaziente anch’io di scrivere un altro episodio sulla coppia di schizzate…il numero è UNO, ma non è un segreto, é l’ultima parola del terzo episodio, magari non ci hai fatto caso. non importa, ci saranno altri numeri…

  2. Adoro questo tipo di investigatore 😉
    Beh, visto che la vittima è nativa di Ginevra io andrei la a indagare, vedo però di essere in minoranza e Roma è ancora la più gettonata. Però secondo me Danta dovrebbe ascoltare l’ispettore e cercare l’autista, si sa mai 😉
    Ciao e al prossimo.

    • Ciao Cinzia, perdona il ritardo. Innanzitutto grazie per concedere a questa storia un po’ del tuo tempo. Per ora ho introdotto solo il vecchio investigatore, ma vorrei rispettare le vostre scelte, ed essendo giunti al 33% ciascuno, mi toccherà fare entrare in scena gli altri. Vedremo. Alla prossima

  3. Ciao Alberto, scusami se ci ho messo un po’ a leggerti, ma per fortuna è stata un’esperienza piacevole, mi piace la storia e mi piace il modo in cui la mostri, la serietà che si annusa tra le righe. Hai il giusto equilibrio nel prenderti sul serio, né troppo né troppo poco. Bene. Per un giallo è elemento essenziale. Poi, dico che le indagini passano al novellino. Sarebbe un colpo gobbo, fattelo dire da una che i gialli tra un po’ li vende per quanti ne ha letti. La donna e il pensionato sono triti e ritriti, ma il giovanotto magari con la fortuna del principiante, il talento del genio incompreso e gli errori del nuovo arrivato è fantastica come proposta e renderebbe la tua storia molto originale.
    seguo eccetera baci kiss

    • Ciao..grazie per aver dedicato, o perso, un po’ del tuo tempo. In effetti spero che il voto ti dia ragione, il novellino sarebbe una figura piuttosto inusuale. In realtà per ciò che ho in mente forse li userò tutti e tre…vedremo..alla prossima

  4. Di quest’ultimo episodio mi è piaciuto molto il lungo dialogo e la caratterizzazione dei personaggi. Mi permetto di farti notare solo una cosa: attento a non dare esagerati dettagli che nel contesto non sono utili e anzi possono far sorgere dubbi. Tipo quando specifichi che i post-it fucsia non devono comparire da nessuna parte… ti potrei chiedere “quelli gialli invece sì?” 🙂 era sufficiente scrivere post-it.
    Ma per il resto davvero bello, ti seguo.

  5. L’occupante della stanza.
    Il tuo incipit mi è piaciuto. Soprattutto per il contrasto tra l’apparenza della donna, che sembra uscita da un film holliwoodiano in bianco e nero, una femme fatale dai segreti pericolosi, e la sua risposta alle avances dell’operaio: un battibecco in stile adolescente smargiassa e provocatoria.
    Ciao

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