Meduse

Dove eravamo rimasti?

E' ora di far scendere in campo l'incaricato delle indagini. Ma chi? Il vecchio sbirro prossimo alla pensione (33%)

Emicrania e gastrite

Dante si svegliò all’ improvviso, sollevandosi dallo schienale della poltrona, annaspando, con la bocca spalancata in cerca d’aria. I palmi gelidi delle mani  custodirono per qualche momento il volto imperlato di sudore. Quel sudore che sorge dall’ incubo, non dall’ eccessivo calore, e lascia un velo freddo a fior di pelle, uno sgradito regalo che il subconscio lascia al corpo nel momento in cui gli sta sfuggendo.

Dante, si alzò, la schiena irrigidita e la bocca impastata. Spense il televisore e svuotò il bicchiere di vino rosso nel lavandino. Si lavò la faccia, la barba incolta da quasi una settimana, e passò le mani sul capo, nel vano tentativo di dare una sistemata ai capelli brizzolati, che stavano sfoltendo a causa dell’incipiente calvizie. Nello specchio del bagno incrociò lo stesso sguardo che un tempo apparteneva a suo padre, un uomo burbero e introverso, che non gli aveva lasciato altro che quel monolocale in un palazzone di Roma e un paio d’occhi grigi come un cielo triste, che adesso lo scrutavano come fosse uno sconosciuto. Indossava il medesimo completo del giorno prima: una giacca marrone sdrucita all’ altezza dei gomiti; la camicia, che aveva ormai scordato di quale colore fosse, fuori dai pantaloni blu spiegazzati.

Si sedette di nuovo sulla poltrona, prese la cicca fumata a metà dal posacenere e la riaccese. Il tavolino di fronte a lui era un collage di fascicoli, rapporti e foto segnaletiche. Ne fissò una in particolare. Ritraeva una ragazzina dai capelli rossi e l’aria strafottente. La stessa ragazzina che gli faceva visita nel sonno.

La telefonata dalla centrale lo destò dal torpore.

***

Dante ingollò una manciata di aspirine contro l’emicrania e scese dall’ auto. Mostrò il tesserino al piantone all’ entrata dell’hotel.

– Catalano –

– Secondo piano, signore –

Giunto alla 237 incontrò l’ispettore.

– buongiorno capo, che ci fai qui? Ti hanno scucito il culo dalla scrivania? –

– Dante…buongiorno, dici? Da qualche parte sicuramente, qui dentro piove merda. Vieni con me –

Si stanziarono di fronte al cadavere.

– Voilà! – esordì l’ispettore – vi lascio da soli, così avrete modo di conoscervi meglio. Io torno in centrale, ci vediamo più tardi –

Dante accese una sigaretta e rimase fermo al centro della stanza, mentre il team della scientifica continuava con le rilevazioni e la raccolta prove. Fissò l’uomo sul divano: le orbite completamente svuotate, senza palpebre né bulbi oculari; le mani, troncate all’altezza dei polsi; e poi il numero.

Nonostante la visione fosse agghiacciante, non pareva particolarmente scioccato. Era incuriosito. E l’unico modo di placare la sete di risposte era fare domande.

***

– Dante, dammi qualche buona notizia. Mi stanno tempestando di telefonate –

– Ci proverò…la stanza era registrata a nome di Alexandre Favre, nato a Ginevra il 18 agosto del 1977, e di certo il medico legale non l’ha scoperto dalle impronte digitali. Era uno di quei rampolli aristocratici che adori tanto. A quanto pare era un habitué dell’hotel, la donna delle pulizie era sicura che fosse lui. Attenderemo comunque la conferma da parte dei genitori che, per la tua gioia, sono entrambi avvocati in pensione che giocano a golf con ministri e segretari di stato, quindi prepara la vaselina –

L’ispettore alzò gli occhi al cielo, poi la mano destra trovò a memoria, nel cassetto della scrivania, le pastiglie per la gastrite.

– Vai avanti –

– Ho parlato con la responsabile della reception. Favre è arrivato ieri mattina intorno alle sei e trenta,  accompagnato dalla sua autista personale, una donna di colore che lei non aveva mai visto –

– Allora trova questa stronza e facciamola finita –

– Non è tutto…un’ora dopo l’arrivo di Favre si è presentata una ragazza che aveva un appuntamento con lui e che dava l’impressione di conoscerlo. Alla reception non hanno fatto troppe domande, il caro avvocato aveva l’abitudine di ricevere piacevoli visite a qualunque ora del giorno –

– Una mignotta alle sette del mattino?! –

– O così ha voluto far credere. Abbiamo un nome, Cassandra, probabilmente uno pseudonimo, e un identikit piuttosto accurato, ma dubito che troveremo dei riscontri –

Dante prese una sigaretta dal pacchetto sul tavolo, l’accese e sguinzagliò lo sguardo oltre il vetro della finestra.

– Mmm…che hai? Quell’ espressione di solito non preannuncia niente di buono  –

– C’eri anche tu là dentro…non si imbastisce un teatrino del genere senza un motivo. E quando la platea è vuota, l’unico a godersi lo spettacolo è lo stesso che l’ha messo in scena.  Non voglio fasciarmi la testa prima di spaccarla, ma forse il nostro pezzo grosso ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e toccato qualcuno che non avrebbe dovuto toccare. La legge del taglione è sempre di moda. E il numero sul petto della vittima è un messaggio chiaro. Siamo solo all’ inizio –

Le dita di Dante spensero la sigaretta nel posacenere.

Quelle dell’ispettore tornarono nervose alla ricerca delle pastiglie.

Le indagini non sono finite. Ma dove proseguono?

  • Lione (10%)
    10
  • Ginevra (60%)
    60
  • Roma (30%)
    30
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42 Commenti

  1. Ciao Alberto,
    che figura…scusa hai ragione, è che non ho riletto la fine del terzo capitolo prima di iniziare il quarto!!!
    Ma sei stato velocissimo, siamo già al quinto vedo…povero Maxime, meno male che ha la moglie che lo consola, perché ha un nuovo capo che è un Mister simpatia, lo spediscono subito fuori dai piedi e pure la valigia gli hanno rubato!!!
    Confido che sorprenderà tutti nella risoluzione del caso, così magari si riscatta!

    A presto!
    Ps: sarà banale, ma ho optato per una cassaforte 

    • ciao Cinzia, proprio adesso sto lavorando a Ginevra…e sono impaziente anch’io di scrivere un altro episodio sulla coppia di schizzate…il numero è UNO, ma non è un segreto, é l’ultima parola del terzo episodio, magari non ci hai fatto caso. non importa, ci saranno altri numeri…

  2. Adoro questo tipo di investigatore 😉
    Beh, visto che la vittima è nativa di Ginevra io andrei la a indagare, vedo però di essere in minoranza e Roma è ancora la più gettonata. Però secondo me Danta dovrebbe ascoltare l’ispettore e cercare l’autista, si sa mai 😉
    Ciao e al prossimo.

    • Ciao Cinzia, perdona il ritardo. Innanzitutto grazie per concedere a questa storia un po’ del tuo tempo. Per ora ho introdotto solo il vecchio investigatore, ma vorrei rispettare le vostre scelte, ed essendo giunti al 33% ciascuno, mi toccherà fare entrare in scena gli altri. Vedremo. Alla prossima

  3. Ciao Alberto, scusami se ci ho messo un po’ a leggerti, ma per fortuna è stata un’esperienza piacevole, mi piace la storia e mi piace il modo in cui la mostri, la serietà che si annusa tra le righe. Hai il giusto equilibrio nel prenderti sul serio, né troppo né troppo poco. Bene. Per un giallo è elemento essenziale. Poi, dico che le indagini passano al novellino. Sarebbe un colpo gobbo, fattelo dire da una che i gialli tra un po’ li vende per quanti ne ha letti. La donna e il pensionato sono triti e ritriti, ma il giovanotto magari con la fortuna del principiante, il talento del genio incompreso e gli errori del nuovo arrivato è fantastica come proposta e renderebbe la tua storia molto originale.
    seguo eccetera baci kiss

    • Ciao..grazie per aver dedicato, o perso, un po’ del tuo tempo. In effetti spero che il voto ti dia ragione, il novellino sarebbe una figura piuttosto inusuale. In realtà per ciò che ho in mente forse li userò tutti e tre…vedremo..alla prossima

  4. Di quest’ultimo episodio mi è piaciuto molto il lungo dialogo e la caratterizzazione dei personaggi. Mi permetto di farti notare solo una cosa: attento a non dare esagerati dettagli che nel contesto non sono utili e anzi possono far sorgere dubbi. Tipo quando specifichi che i post-it fucsia non devono comparire da nessuna parte… ti potrei chiedere “quelli gialli invece sì?” 🙂 era sufficiente scrivere post-it.
    Ma per il resto davvero bello, ti seguo.

  5. L’occupante della stanza.
    Il tuo incipit mi è piaciuto. Soprattutto per il contrasto tra l’apparenza della donna, che sembra uscita da un film holliwoodiano in bianco e nero, una femme fatale dai segreti pericolosi, e la sua risposta alle avances dell’operaio: un battibecco in stile adolescente smargiassa e provocatoria.
    Ciao

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