Un girasole su un poster in una stazione

Dove eravamo rimasti?

quando riuscirà Elia a parlare con la ragazza effettivamente? In un altro momento, mentre lei è da sola (100%)

Incontri

Alla fine la festa si era rivelata quasi più interessante del previsto. Elia si era divertito un sacco anche se era uscito da solo, ma ogni volta che parlava con qualcuno aveva la sensazione strana di averlo già visto. Magari quello era un bar che aveva frequentato spesso nel passato, ma tanto ora non aveva più importanza…

Oggettivamente era una persona nuova, l’unica cosa che rimaneva del vecchio Elia era il nome e pochi dettagli fisici. Quello che poteva cambiare di sé lo aveva cambiato. 

Per come la vedeva lui , l’amnesia … Era una salvezza. Una possibilità di riiniziare da capo, di correggere sé stesso all’inverosimile… Ripartire da zero. 

Mentre rifletteva su queste cose Elia si ritrovò davanti a quella ragazza che faceva arti marziali. 

«Ehi ciao» 

«ciao ? Ci siamo già visti per caso?» disse la ragazza un po’ perplessa. 

«Ciao, sì a dire il vero ci siamo visti ad inizio serata di sfuggita e hai attirato la mia attenzione subito…» 

Ormai certi discorsi Elia sentiva di farli quasi seguendo un manuale, non li importava davvero…

«Non fare quella faccia spaventata ! É raro vedere qualcuno che faccia un’arte marziale da queste parti. ahahah »

«Arte marziale? Io faccio kickboxing,ma non si può dire che sia proprio un’arte marziale no ? Come facevi a saperlo?»

«Beh c’è da dire… Hai il fisico da sportiva, beh si vede… Ti dirò che potrei dire altre due cose sul tuo conto senza che tu me le dica» 

“Aaaah… il cold reading quanto era bello, vediamo se sarebbe caduta nella trappola ” pensava Elia.

La ragazza ci cascò in pieno e chiese con aria di sfida cosa poteva sapere lui. 

Elia la fissò per un istante. Sull’arte marziale era andato sul sicuro, per quello bastava guardarle il fisico, poi doveva cercare altre informazioni…. Interessanti possibilmente…. 

Sembrava abbastanza imperscrutabile come ragazza. 

Però qualcosa in lui si era scosso.

Aveva iniziato ad avvertire il solito mal di testa. Perché mai ? 

«Beh ti piace leggere sicuramente urban fantasy» “Questa da dove mi è uscita?” pensò Elia mentre parlava e imbastiva uno pseudo discorso sui libri. 

«Beh ti piacciono anche i girasoli»

Mentre parlava Elia iniziava a vedere nero, non stava neanche più attento a quello che diceva, gli sembrava che qualcun altro stesse parlando per lui… Qualcuno del suo passato stava parlando al posto suo…. Forse conosceva quella ragazza? Com’era possibile però?

«Ehi a proposito come ti chiami tu?» disse la ragazza ad un certo punto,

Il ragazzo, ormai, voleva solo andarsene. Non si sentiva per niente bene e aveva paura di stare per svenire e mai lo avrebbe fatto davanti ad una ragazza. Così raccolse le sue forze e disse…

«Beh io ho un nome un po’ scontato, mi chiamo Elia e mi sono trasferito qua da poco, tu invece?»

La ragazza si mise a ridere. «Beh ti dirò io una volta conoscevo un ragazzo che si chiamava Elia, quindi sarà proprio un nome scontatissimo !! Ahahaha ! Pure il mio nome è scontato allora , io vivo qua da sempre e mi chiamo Margherita!»

Elia non vide più nulla. 

Quale sarà la prima cosa che vedrà Elia quando aprirà gli occhi ?

  • una scena del giorno dell'incidente (0%)
    0
  • Margherita (33%)
    33
  • una ragazza del suo passato (67%)
    67
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6 Commenti

  • Ciao Francesco
    decisamente più scorrevole questo episodio. Se lo leggi a voce alta ti accorgerai che mancano alcune pause, per riprendere fiato (virgole) 🙂 .
    Il verbo ricordare è troppo ricorrente, può impoverire il testo.
    donna senza volto (in fondo è un rosa, no?)
    Se vorrai, ti aspetto da me.

    • ammetto che le virgole sono la mia bestia nera, spero di riuscire a migliorare, farò più attenzione! Grazie di avermelo fatto notare 🙂

      Un rosa un po’ atipico diciamo, ma presto sarà tutto chiaro lo prometto!!

      Appena ho un po’ di tempo passerò a leggere il tuo racconto !!

  • Ciao
    Un incidente, un incontro… forse importante. Vedremo dove ci vuoi portare.
    Ho notato qualche particolare che appesantisce il testo. Per esempio nella frase: «Ok grazie mille, arrivederci!» chiuse la chiamata (Elia). la ripetizione del nome del protagonista è superflua. Si capisce che parlava Elia. Tra l’altro il suo nome viene ripetuto spesso.
    “Dall’ Incidente era dovuto andare moltissime volte dallo psicologo, per tentare di recuperare il più possibile…” la frase sembra sospesa, recuperare il più possibile che cosa? senza spoilerare la storia, qualche dettaglio andava aggiunto per stuzzicare l’interesse.
    Spero tu non te la prendere, le mie sono considerazioni da lettrice, non da correttrice di bozze 🙂

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