Fulminis

Un problema romano.

I mostri erano stati sconfitti: la mia vita era finalmente libera da battaglie mortali o roba simile…O almeno così credevo. Erano passati ormai due mesi da quando li avevamo annientati e le vacanze estive erano cominciate. I miei genitori mi avevano obbligato ad andare a uno stupido campo estivo, ma non era poi tanto male. Stavo appunto pensando a questo quando il mio cellulare suonò. Sul display apparve il nome di Vittoria. Mi aspettavo qualcosa tipo: “Ciao, tutto bene? Quando torni? Mi manchi.” Invece l’unica parola che riuscii a prevedere fu “Ciao”.

– Ciao, Ehm… Abbiamo un problema. Emma è malata e continua a starnutire….-

– E quindi? Che male c’è?- Chiesi un po’ scocciato dalla chiamata improvvisa. -Tutti ci ammaliamo, prima o poi.- 

– No, il problema è molto più grosso: ecco c’è Giu…- Il cellulare mi venne strappato di mano da un ragazzo di circa diciassette anni. 

– Vediamo un po’…- Disse quello sbirciando tra i miei messaggi. Una scarica elettrica mi percorse la schiena. Un lampo giallo mi partì dal petto e il ragazzo cadde a terra.

– Ma che…?- Non fece in tempo a finire la frase che gli strappai di mano il cellulare e corsi via. Dovevo trovare un modo per tornare a casa. Senza farmi vedere sgusciai via, e camminai fino alla stazione. Non ce l’avrei mai fatta: da Genova a Milano ci voleva un ora e mezza, ed era già sera. Come fare? Mi venne un’ idea, ma probabilmente sarei morto dalla stanchezza. Salii sul treno che stava arrivando proprio in quel momento, pagai il biglietto e mi misi a sedere. Mi concentrai e spinsi in avanti la mano. La velocità del treno aumentò. Pensavo che andasse bene, ma un signore che stava passando mi urtò e il mio braccio andò più avanti. Mi ritrovai a viaggiare a una velocità allucinante. Non potevo tirare indietro la mano: il treno si sarebbe fermato di botto, cappottandosi. Ero incollato al sedile e non riuscivo a stare dritto. Mi guardai intorno: i passeggeri sembravano a proprio agio, senza notare che stavano a 1000 allora. Sentii un boato. Avevamo superato la velocità del suono. Mi costrinsi a chiudere gli occhi. Mi concentrai ancora e riuscii a ritirare la mano. Il treno rallentò e alla fine si fermò, davanti a una stazione di Milano. Mi alzai dal sedile ma avevo i capogiri . Provai a muovere un passo ma caddi in ginocchio ansimando. Il capostazione mi disse di sbrigarmi. Mi alzai di nuovo, ma avevo i capogiri. Feci il corridoio barcollando e caddi.

– Ubriaco così giovane…- Commentò il controllore. Lo guardai come se fosse matto. Lui ricambiò lo sguardo. Svenni.

Riaprii gli occhi: era notte fonda. Ero vivo! Meglio di quanto pensassi. Ero su una panchina della stazione. Mi alzai e corsi via. Fortunatamente la casa di Vittoria era vicina alla stazione e ci arrivai in pochi minuti. Bussai alla porta. Mi venne ad aprire la madre di Vittoria.

– Che ci fai qui a tarda notte?-

– Vittoria mi ha chiamato e mi ha detto che era tipo un’ emergenza.- La donna alzò gli occhi al cielo. 

– Vittoria! Vieni qui: c’è Simone!- Lai arrivò di corsa e mi trascinò in camera sua.

-Dov’eri finito?!- Mi urlò Ambra. Tutta la squadra era radunata lì.

– Scusami! Ero a Genova!- Lei strabuzzò gli occhi.

– Ma come hai…?-

– Lascia perdere.- Tagliai corto. – Allora, cos’è questa emergenza?- Vittoria aprì il suo armadio, da cui uscì un tipo con la toga e un mantello rosso: Giulio Cesare.

– Come avete osato, miserabili,  richiudere Caio Giulio Cesare in un lurido…-

– Abbiamo capito, scusaci!- Esclamò Nicola. Ero sbalordito: quello come era capitato lì?

– Eravamo qui con Emma, lei ha starnutito e…- Vittoria indicò con il pollice Giulio Cesare. Lui stava guardando con interesse la sveglia di Vittoria.

– Questo coso è strano, cos’è?-

– È una sveglia. Voi avevate le meridiane, o le clessidre.- Spiegò Sabrina.

– Ma allora…- Il romano scosse la sveglia. -Dov’è la sabbia?- Cominciava davvero a scocciarmi. Emma disse:

– Io, io…Non mi sento tanto bene…- E svenne. Ci mettemmo tutti intorno a lei. Lei spalancò gli occhi: ora risplendevano di una luce verde- gialla.

-Tutto bene…?- Chiesi. La vista mi si annebbiò e tutto cominciò a girare. Emma ci stava teletrasportando indietro nel tempo.

In quale epoca si ritroveranno i nostri amici?

  • nell'era dei dinosauri. (33%)
    33
  • Nell'antica roma. (67%)
    67
  • Nel periodo medioevale. (0%)
    0
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40 Commenti

  1. Oh, povero Simone, Vittoria è un po’ strana a volte, sembra che la sua ombra interiore prenda il sopravvento. 😉 😛
    Comunque, capitolo ben scritto. Mi ha divertito la parte di Luca che prende in giro sua sorella, mi ricorda qualcuno… Ah! Ecco: mio fratello…
    Ho votato che arrivano a Roma, basta fare giringiro senza arrivare mai, a me sarebbe già venuto il mal di testa! 🙂

  2. Ciao camostilla! Ho votato che vengono catturati, mi immagino il capo che segue il riflesso senza guardare ciò che ha intorno e calpesta i campi coltivati. Cosa mi ricorda? Uhm… fammi pensare… ah, ci sono: i ragazzini col cellulare 😀
    Un bel capitolo, avventura e ironia ben frullate insieme 🙂
    Una piccola osservazione di formattazione: quando termina il discorso di qualche personaggio, se tale personaggio non è il soggetto della frase successiva, è spesso opportuno andare a capo, così il lettore si prepara a ‘voltare lo sguardo’ verso il nuovo soggetto.
    Degli esempi:
    … capirai dove andare.- Ambra sembrava…
    (La donna dice la frase e poi riporti un pensiero di Ambra)
    … Ah, e dite a Sabrina: Vai.- Non sapevo di che…
    (Stessa cosa, frase detta dalla donna, il secondo soggetto è il ragazzo)
    … vedo solo il mio riflesso.- Ambra ci pensò…
    (Ragazzo – Ambra)
    Nota la differenza con questo:
    … Tutte le strade portano a Roma!- Si alzò di scatto…
    Ambra parla, Ambra è il soggetto della frase successiva. In questo caso, a mio parere, hai fatto bene a non andare a capo.

    Ciao, giovane autrice, spero di poterti essere utile! Buon riposo e buon domani!

  3. Ciao camostilla! Ho votato ‘Trovano una chiave’.
    Il capitolo mi è piaciuto molto, veramente fantasioso e ben raccontato. Bravissima!
    Un dettaglio, una bazzecolina: ho notato che usi spesso la “e” congiunzione dopo la virgola. È preferibile evitarlo, quasi sempre è più efficace e scorrevole scegliere o l’una o l’altra.
    In ogni caso, complimenti!
    Ti auguro un’ottima giornata 🙂

  4. Ciao camostilla! Ho votato per cambiare ancora epoca, sarebbe fantastica una giostra tra momenti storici diversi. 🙂
    Capitolo divertente e pieno di fantasia, brava!
    Se posso, avrei un’osservazione, piccola piccola 🙂 . Questo periodo;
    “Il mare intorno a Vittoria si prosciugò. Vidi Ambra che si accasciò a terra. Prima che il mare la sommergesse di nuovo mi gettai fuori bordo.”
    non mi è chiarissimo. È Vittoria l’unica fuoribordo, giusto? Però, mettendo in mezzo la frase con Ambra che si accascia, il lettore tende a pensare che il pronome successivo (*la* sommergesse di nuovo) sia riferito a Ambra. O forse è quello che intendevi e non ho capito io 🙂
    Ciao camostilla, buona giornata!

  5. In questo capitolo ci sono molti errori e ripetizioni. Non mi è piaciuto tanto quanto il primo. 🙁 Però è carino comunque 🙂 . Per la profezia: potevi farla un po’ più misteriosa e, insomma… Scorrevole (come dicono tanti). Cioè, piena di mistero ma allo stesso tempo che abbia n piccolo significato nascosto. Magari avevi finito i caratteri e io sto qui a far la predica per nulla, sai come sono fatta 😛 .
    Prova a migliorare, a rileggere il capitolo, perché sembra che sia stato scritto in frett e furia senza la minima preoccupazione. Non è un’offesa, non pensare male. Solo che magari rileggerlo 1 o 2 volte aiuta. 😉

  6. Bentornata, camostilla. Ho votato per i dinosauri, hanno sempre molto fascino.
    Il tuo incipit è molto carino e fantasioso. È scorrevole e scritto bene, ma che te lo ripeto a fare? Ormai lo sai! 😀
    Vorrei solo farti una piccolissima osservazione, poi sarai tu a decidere se è una cosa che ritieni importante o meno:
    Siamo sul treno, Simone lo accelera e va più veloce del suono. Da una parte ci fai ‘sentire’ il BANG sonico e ci fai sapere che se Simone fermasse di botto il treno sarebbe un guaio. Insomma, fai delle osservazioni molto realistiche. Dall’altra parte, però, nessuno oltre Simone si accorge di quanto il treno viene accelerato (il signore gli urta il braccio, ma non va a spiattellarsi sul fondo del vagone quando il treno parte a mille all’ora 😀 ).
    Ecco, a mio parere dovresti scegliere tra le due possibilità: o Simone fa la sua magia in modo tale che nessuno, a parte lui, se ne accorga, oppure gli altri se ne accorgono perché sentono il treno accelerare e rallentare, sentono il rumore, vedono scorrere il paesaggio. Allora magari si spaventano, commentano, eccetera.
    Perché te lo scrivo? Primo, perché sono noioso :). Secondo, perché ho notato che tendi ad immedesimarti nei personaggi e nelle situazioni che racconti, quindi penso che saprai apprezzare l’osservazione. Insomma: fatti sempre più domande che puoi su ciò che stai raccontando, cerca di prevedere quello che il lettore ti potrebbe domandare e cerca le risposte più convincenti. Non è facile, è difficilissimo, ma tu sei già su un ‘ottima strada.
    Ciao, giovane scrittrice, ti auguro un’ottima giornata. 😉

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