Fulminis

Dove eravamo rimasti?

Che cosa succederà nel prossimo episodio? Incontrano un antenato di Simone (67%)

Ambra cade in un fiume e io incontro mio nonno

Passammo da praterie, colline, fiumi… Ma Roma sembrava lontanissima…Ci voleva troppo. Non ce l’avremmo mai fatta. E poi chissà cosa intendeva Kate con “Vai”? E il secondo verso dell’indovinello? Ero confuso. Forse Vittoria avrebbe chiarito le mie idee. Mi avvicinai a lei e le presi la mano. Si scansò, quasi avessi la peste o qualche altra malattia. Mi stava nascondendo qualcosa. Volevo chiederle cosa succedesse, ma l’urlo di Ambra mi impedì di dire qualunque cosa. Eravamo arrivati vicino ad un ponte di legno, che era sospeso su un fiume pieno di rapide. Mi guardai in giro: di Ambra nessuna traccia. Per un terribile momento pensai che fosse caduta nel fiume ma, fortunatamente, era solo appesa con una mano ad un asse del ponte. Corsi verso il ponte ma Ambra mi fermò:

– Farai cedere il ponte!- Così mi feci indietro e rimasi a guardare. L’asse del ponte a cui era attaccata Ambra cigolò e si inclinò. Guardai teso e sperai che non si staccasse del tutto. Non so se ero nervoso o roba simile, ma un fulmine mi partì dalla mano e fece incendiare l’asse. Ambra non resistette al calore del fuoco e mollò. Scomparve tra le rapide. Luca mi fissò attonito. Vittoria si voltò di scatto e mi ringhiò.

 – Potevi andartene se ti stava antipatica.- Mi disse arrabbiata. Camminò sul ponte e arrivò sull’altra sponda. Gli altri la seguirono e si allontanarono. Sperai che si voltassero, che mi chiedessero perché non venivo, ma niente. Rimasi lì, ancora scioccato da quello che avevo fatto. Mi sedetti per terra. Gli altri non sarebbero tornati. Guardai il fiume. Avevo fatto annegare Ambra. Me lo meritavo, di stare lì da solo. 

– Sim….- Una voce disse il mio nome, ma poi smise, come se stesse soffocando. Mi alzai di scatto e vidi Ambra che sputacchiava aggrappata ad una roccia. La corrente la tirava lontano, ma lei cercava di resistere. Mi tolsi velocemente la felpa, ne presi un capo e gettai l’altro ad Ambra. Lei lo afferrò e io la tirai a riva. 

– Ma come…?- Ero stupito: era stata sott’acqua per almeno sette minuti. Non poteva essere viva. 

– Spettro…- Tossì. -Mi ha presa e mi ha… non so esattamente cos’ha fatto, ma sono riuscita a respirare. Non sono tornata in superficie perché la scarpa mi si era incastrata tra i sassi, ma sono riuscita a liberarmi…- Tossì di nuovo. -E a tornare in superficie.- Ero sbalordito, ma non era il momento: Ambra tremava e in più avevamo degli amici da raggiungere. Lei non aveva abbastanza forze per accendere un fuoco, quindi feci la stessa cosa che aveva fatto con l’asse. Ambra aveva ancora la spada, ma prima di proseguire per Roma dovevamo trovare i nostri amici. Eravamo lì a riscaldarci da un po’ quando un contadino seguito da un gregge di pecore ci passò vicino. Ci vide e ci sorrise.

– Caduta nel fiume?- Chiese ad Ambra. Lei annuì debolmente. – Non sei la prima. Venite, vi porto al villaggio. Camminammo per pochi minuti e arrivammo al villaggio. Era molto piccolo, ma anche molto accogliente. Il contadino ci condusse ad una casetta di pietra, ma noi decidemmo di non restare: non dovevamo perdere tempo e trovare Vittoria e gli altri. Passeggiammo per un po’ per il paese in cerca di qualche negozio di alimentari. Trovammo una panetteria da cui usciva il profumo fragrante del pane. Entrammo e ci trovammo un uomo che cercava di accendere con un fiammifero un pezzo di legno bagnato. Rimanemmo in silenzio ad aspettare. Un altro uomo entrò dal retro bottega e allungò la mano. Un fulmine accese il legno. Spalancai la bocca. L’uomo ci guardò e sorrise.

– Sì, ho dei poteri e…-

– Nonno?- Lo interruppi. Un fulmine mi percorse la mano. Anche l’uomo spalancò la bocca.

– Nipote?- Annuii. Ambra interruppe quella che sarebbe stata una bella riunione di famiglia:

– Ehm… Signor…- 

– Andor.- 

– Signor Andor, noi dovremmo trovare i nostri amici e andare il più presto possibile a Roma. A stomaco pieno, possibilmente.-

L’uomo sorrise contento – Certo!- Ci condusse nel retro bottega e ci diede una focaccia per uno. Poi prese una specie di tablet da uno scaffale e lo accese.

– L’ho comprato a caro prezzo. – Spiegò. -Come si chiamano i vostri amici?-

– Vittoria, Luca, Sofia ed Emma.- Dissi velocemente io. Lui digitò qualcosa sul tablet e poi ce lo mostrò: quattro puntini rossi lampeggiavano diversi chilometri lontani da due puntini blu, che eravamo noi. 

– Non ce la faremo mai!- Ambra era disperata. Andor ci pensò su un attimo. 

– Voi… andate a dormire. Ci penso io. – Ci indicò delle scale e noi, un po’ incerti, salimmo al piano superiore e entrammo in due stanze vicine. 

Mi svegliai all’alba e mi resi conto che mancavano solo tre giorni.

Che cosa succederà nel prossimo episodio?

  • Andor inventa una macchina volante ma vengono fermati dal re di quel paese. (25%)
    25
  • Andor inventa una macchina volante, ma non funziona bene e cadono in un altro posto. (50%)
    50
  • Ritrovano gli altri. (25%)
    25
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40 Commenti

  1. Buongiorno, camostilla. Ho votato Assisi, senza un perché, mi piace Assisi 🙂
    Ho trovato molto curato questo capitolo, anche in termini di formattazione. Scommetto che siamo quasi pronti a scoprire il mistero di tablet e radar 😀
    Ciao, buona giornata

  2. Oh, povero Simone, Vittoria è un po’ strana a volte, sembra che la sua ombra interiore prenda il sopravvento. 😉 😛
    Comunque, capitolo ben scritto. Mi ha divertito la parte di Luca che prende in giro sua sorella, mi ricorda qualcuno… Ah! Ecco: mio fratello…
    Ho votato che arrivano a Roma, basta fare giringiro senza arrivare mai, a me sarebbe già venuto il mal di testa! 🙂

  3. Ciao camostilla! Ho votato che vengono catturati, mi immagino il capo che segue il riflesso senza guardare ciò che ha intorno e calpesta i campi coltivati. Cosa mi ricorda? Uhm… fammi pensare… ah, ci sono: i ragazzini col cellulare 😀
    Un bel capitolo, avventura e ironia ben frullate insieme 🙂
    Una piccola osservazione di formattazione: quando termina il discorso di qualche personaggio, se tale personaggio non è il soggetto della frase successiva, è spesso opportuno andare a capo, così il lettore si prepara a ‘voltare lo sguardo’ verso il nuovo soggetto.
    Degli esempi:
    … capirai dove andare.- Ambra sembrava…
    (La donna dice la frase e poi riporti un pensiero di Ambra)
    … Ah, e dite a Sabrina: Vai.- Non sapevo di che…
    (Stessa cosa, frase detta dalla donna, il secondo soggetto è il ragazzo)
    … vedo solo il mio riflesso.- Ambra ci pensò…
    (Ragazzo – Ambra)
    Nota la differenza con questo:
    … Tutte le strade portano a Roma!- Si alzò di scatto…
    Ambra parla, Ambra è il soggetto della frase successiva. In questo caso, a mio parere, hai fatto bene a non andare a capo.

    Ciao, giovane autrice, spero di poterti essere utile! Buon riposo e buon domani!

  4. Ciao camostilla! Ho votato ‘Trovano una chiave’.
    Il capitolo mi è piaciuto molto, veramente fantasioso e ben raccontato. Bravissima!
    Un dettaglio, una bazzecolina: ho notato che usi spesso la “e” congiunzione dopo la virgola. È preferibile evitarlo, quasi sempre è più efficace e scorrevole scegliere o l’una o l’altra.
    In ogni caso, complimenti!
    Ti auguro un’ottima giornata 🙂

  5. Ciao camostilla! Ho votato per cambiare ancora epoca, sarebbe fantastica una giostra tra momenti storici diversi. 🙂
    Capitolo divertente e pieno di fantasia, brava!
    Se posso, avrei un’osservazione, piccola piccola 🙂 . Questo periodo;
    “Il mare intorno a Vittoria si prosciugò. Vidi Ambra che si accasciò a terra. Prima che il mare la sommergesse di nuovo mi gettai fuori bordo.”
    non mi è chiarissimo. È Vittoria l’unica fuoribordo, giusto? Però, mettendo in mezzo la frase con Ambra che si accascia, il lettore tende a pensare che il pronome successivo (*la* sommergesse di nuovo) sia riferito a Ambra. O forse è quello che intendevi e non ho capito io 🙂
    Ciao camostilla, buona giornata!

  6. In questo capitolo ci sono molti errori e ripetizioni. Non mi è piaciuto tanto quanto il primo. 🙁 Però è carino comunque 🙂 . Per la profezia: potevi farla un po’ più misteriosa e, insomma… Scorrevole (come dicono tanti). Cioè, piena di mistero ma allo stesso tempo che abbia n piccolo significato nascosto. Magari avevi finito i caratteri e io sto qui a far la predica per nulla, sai come sono fatta 😛 .
    Prova a migliorare, a rileggere il capitolo, perché sembra che sia stato scritto in frett e furia senza la minima preoccupazione. Non è un’offesa, non pensare male. Solo che magari rileggerlo 1 o 2 volte aiuta. 😉

  7. Bentornata, camostilla. Ho votato per i dinosauri, hanno sempre molto fascino.
    Il tuo incipit è molto carino e fantasioso. È scorrevole e scritto bene, ma che te lo ripeto a fare? Ormai lo sai! 😀
    Vorrei solo farti una piccolissima osservazione, poi sarai tu a decidere se è una cosa che ritieni importante o meno:
    Siamo sul treno, Simone lo accelera e va più veloce del suono. Da una parte ci fai ‘sentire’ il BANG sonico e ci fai sapere che se Simone fermasse di botto il treno sarebbe un guaio. Insomma, fai delle osservazioni molto realistiche. Dall’altra parte, però, nessuno oltre Simone si accorge di quanto il treno viene accelerato (il signore gli urta il braccio, ma non va a spiattellarsi sul fondo del vagone quando il treno parte a mille all’ora 😀 ).
    Ecco, a mio parere dovresti scegliere tra le due possibilità: o Simone fa la sua magia in modo tale che nessuno, a parte lui, se ne accorga, oppure gli altri se ne accorgono perché sentono il treno accelerare e rallentare, sentono il rumore, vedono scorrere il paesaggio. Allora magari si spaventano, commentano, eccetera.
    Perché te lo scrivo? Primo, perché sono noioso :). Secondo, perché ho notato che tendi ad immedesimarti nei personaggi e nelle situazioni che racconti, quindi penso che saprai apprezzare l’osservazione. Insomma: fatti sempre più domande che puoi su ciò che stai raccontando, cerca di prevedere quello che il lettore ti potrebbe domandare e cerca le risposte più convincenti. Non è facile, è difficilissimo, ma tu sei già su un ‘ottima strada.
    Ciao, giovane scrittrice, ti auguro un’ottima giornata. 😉

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