Fulminis

Dove eravamo rimasti?

Che cosa succederà nel prossimo episodio? Andor inventa una macchina volante, ma non funziona bene e cadono in un altro posto. (50%)

Il piccione

Scesi piano le scale per non fare rumore ma, una volta arrivato al piano inferiore, mi resi conto che erano tutti già svegli. Ambra mi salutò con la mano. Mio nonno non si girò nemmeno: stava smanettando con un qualche marchingegno. Mi avvicinai e vidi un piccione di…Ferro? Era grande almeno tre metri e largo due.

– Ma non volerà mai!- Esclamai. 

Andor mi guardò perplesso. -Perché non dovrebbe?- 

– Be’ perché è di ferro!- Risposi prontamente. 

– Gli arei volano, e sono di ferro, o mi sbaglio?- Ribatté Ambra. Io abbassai la testa. Loro ripresero a lavorare e io stetti a guardare. In pochi minuti il piccione fu pronto e mio nonno aprì una botola sul soffitto.

– Ho già spiegato ad Ambra come si usa. Tu, Simone, devi solo stare seduto.- Mi spiegò Andor. Io entrai dalla portiera, posizionata sotto l’ala del piccione. La pancia del piccione era molto accogliente: c’erano una dispensa, un divanetto, delle mappe appese ai muri…Poi, più avanti c’era una porta che dava sulla sala controlli, posizionata nella testa del piccione. Entrai nella sala e mi sedetti sul sedile di pelle accanto ad un altro. Davanti all’altro sedile stavano un volante, due leve e un radar, che segnava la nostra posizione con un pallino verde lampeggiante. Cercai di individuare i nostri amici e vidi un puntino giallo dalle parti di Bologna. Come c’erano arrivati così in fretta? Non mi feci troppe domande: ne avevo già troppe. Ambra entrò in sala controlli, si accomodò sul sedile accanto al mio e azionò le due leve. Sentii le ali che da fuori cominciavano a muoversi e noi che ci alzavamo da terra. La voce di mio nonno che salutava si sentiva in basso, qualche metro sotto di noi. Guardai fuori dagli occhi del piccione e vidi il cielo davanti a noi. Ambra girò il volante e il piccione virò. Ci lasciammo velocemente il paesino alle spalle e volammo verso Vittoria e gli altri. Mi misi comodo sul sedile e mi addormentai.

***

Venni svegliato da un cigolio e poi un fracasso assordante. Mi raddrizzai e guardai Ambra: stava cercando disperatamente di abbassare le leve, ma quelle rimanevano voltate in su. Allora girò violentemente il volante, ma niente. Guardai il radar: i nostri amici stavano proprio sotto di noi, ma non riuscivamo ad atterrare. Il piccione proseguiva dritto verso chissà dove. Ambra mi guardò impaurita.

– Cosa facciamo?-

Io ci pensai un attimo. Non potevamo atterrare. L’unica cosa da fare era proseguire. – Aspettiamo.- Dissi. Ambra fu un po’ riluttante, ma alla fine si arrese e si sistemò meglio sul sedile. Fissammo il radar: il piccione continuava ad allontanarsi dal puntino giallo. Passarono le ore. Il piccione non voleva atterrare. Non sapevo più neppure dove eravamo. Cominciavo a scoraggiarmi e a pensare che saremmo andati avanti così per sempre e saremmo morti di fame. Proprio in quel momento ci fu un altro cigolio. Mi guardai dietro appena in tempo per vedere un’ ala che si staccava, lasciando un buco sulla parete. Il piccione si inclinò di lato e anche l’altra ala si staccò. Cominciammo a precipitare. Io mi sporsi per guardare fuori dal finestrino: il mare si avvicinava velocemente. Io e Ambra ci guardammo sconsolati. Era la fine. Immaginai la mia lapide: cosa ci sarebbe stato scritto? Probabilmente “PRECIPITATO A BORDO DI UN PICCIONE GIGANTESCO.” Proprio in quel momento toccammo l’acqua. Il piccione ci protesse dall’impatto, o ci saremmo sfracellati, ma non ci permise di respirare. L’acqua salata entrò nella macchina e io dovetti trattenere il fiato. Presi Ambra per un braccio e la trascinai fuori dall’apertura dove prima c’erano le ali. Cercai di nuotare in superficie ma la felpa mi si incastrò in una sporgenza e noi venimmo trascinati verso il fondo del mare. Osservavo la superficie allontanarsi e le bolle che uscivano dalla bocca di Ambra. Non ce la feci più, le bolle di aria mi uscirono dalla bocca e io chiusi gli occhi.

Chi li salva?

  • Andor. (33%)
    33
  • Un pescatore. (0%)
    0
  • Vittoria e gli altri. (67%)
    67
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40 Commenti

  1. Buongiorno, camostilla. Ho votato Assisi, senza un perché, mi piace Assisi 🙂
    Ho trovato molto curato questo capitolo, anche in termini di formattazione. Scommetto che siamo quasi pronti a scoprire il mistero di tablet e radar 😀
    Ciao, buona giornata

  2. Oh, povero Simone, Vittoria è un po’ strana a volte, sembra che la sua ombra interiore prenda il sopravvento. 😉 😛
    Comunque, capitolo ben scritto. Mi ha divertito la parte di Luca che prende in giro sua sorella, mi ricorda qualcuno… Ah! Ecco: mio fratello…
    Ho votato che arrivano a Roma, basta fare giringiro senza arrivare mai, a me sarebbe già venuto il mal di testa! 🙂

  3. Ciao camostilla! Ho votato che vengono catturati, mi immagino il capo che segue il riflesso senza guardare ciò che ha intorno e calpesta i campi coltivati. Cosa mi ricorda? Uhm… fammi pensare… ah, ci sono: i ragazzini col cellulare 😀
    Un bel capitolo, avventura e ironia ben frullate insieme 🙂
    Una piccola osservazione di formattazione: quando termina il discorso di qualche personaggio, se tale personaggio non è il soggetto della frase successiva, è spesso opportuno andare a capo, così il lettore si prepara a ‘voltare lo sguardo’ verso il nuovo soggetto.
    Degli esempi:
    … capirai dove andare.- Ambra sembrava…
    (La donna dice la frase e poi riporti un pensiero di Ambra)
    … Ah, e dite a Sabrina: Vai.- Non sapevo di che…
    (Stessa cosa, frase detta dalla donna, il secondo soggetto è il ragazzo)
    … vedo solo il mio riflesso.- Ambra ci pensò…
    (Ragazzo – Ambra)
    Nota la differenza con questo:
    … Tutte le strade portano a Roma!- Si alzò di scatto…
    Ambra parla, Ambra è il soggetto della frase successiva. In questo caso, a mio parere, hai fatto bene a non andare a capo.

    Ciao, giovane autrice, spero di poterti essere utile! Buon riposo e buon domani!

  4. Ciao camostilla! Ho votato ‘Trovano una chiave’.
    Il capitolo mi è piaciuto molto, veramente fantasioso e ben raccontato. Bravissima!
    Un dettaglio, una bazzecolina: ho notato che usi spesso la “e” congiunzione dopo la virgola. È preferibile evitarlo, quasi sempre è più efficace e scorrevole scegliere o l’una o l’altra.
    In ogni caso, complimenti!
    Ti auguro un’ottima giornata 🙂

  5. Ciao camostilla! Ho votato per cambiare ancora epoca, sarebbe fantastica una giostra tra momenti storici diversi. 🙂
    Capitolo divertente e pieno di fantasia, brava!
    Se posso, avrei un’osservazione, piccola piccola 🙂 . Questo periodo;
    “Il mare intorno a Vittoria si prosciugò. Vidi Ambra che si accasciò a terra. Prima che il mare la sommergesse di nuovo mi gettai fuori bordo.”
    non mi è chiarissimo. È Vittoria l’unica fuoribordo, giusto? Però, mettendo in mezzo la frase con Ambra che si accascia, il lettore tende a pensare che il pronome successivo (*la* sommergesse di nuovo) sia riferito a Ambra. O forse è quello che intendevi e non ho capito io 🙂
    Ciao camostilla, buona giornata!

  6. In questo capitolo ci sono molti errori e ripetizioni. Non mi è piaciuto tanto quanto il primo. 🙁 Però è carino comunque 🙂 . Per la profezia: potevi farla un po’ più misteriosa e, insomma… Scorrevole (come dicono tanti). Cioè, piena di mistero ma allo stesso tempo che abbia n piccolo significato nascosto. Magari avevi finito i caratteri e io sto qui a far la predica per nulla, sai come sono fatta 😛 .
    Prova a migliorare, a rileggere il capitolo, perché sembra che sia stato scritto in frett e furia senza la minima preoccupazione. Non è un’offesa, non pensare male. Solo che magari rileggerlo 1 o 2 volte aiuta. 😉

  7. Bentornata, camostilla. Ho votato per i dinosauri, hanno sempre molto fascino.
    Il tuo incipit è molto carino e fantasioso. È scorrevole e scritto bene, ma che te lo ripeto a fare? Ormai lo sai! 😀
    Vorrei solo farti una piccolissima osservazione, poi sarai tu a decidere se è una cosa che ritieni importante o meno:
    Siamo sul treno, Simone lo accelera e va più veloce del suono. Da una parte ci fai ‘sentire’ il BANG sonico e ci fai sapere che se Simone fermasse di botto il treno sarebbe un guaio. Insomma, fai delle osservazioni molto realistiche. Dall’altra parte, però, nessuno oltre Simone si accorge di quanto il treno viene accelerato (il signore gli urta il braccio, ma non va a spiattellarsi sul fondo del vagone quando il treno parte a mille all’ora 😀 ).
    Ecco, a mio parere dovresti scegliere tra le due possibilità: o Simone fa la sua magia in modo tale che nessuno, a parte lui, se ne accorga, oppure gli altri se ne accorgono perché sentono il treno accelerare e rallentare, sentono il rumore, vedono scorrere il paesaggio. Allora magari si spaventano, commentano, eccetera.
    Perché te lo scrivo? Primo, perché sono noioso :). Secondo, perché ho notato che tendi ad immedesimarti nei personaggi e nelle situazioni che racconti, quindi penso che saprai apprezzare l’osservazione. Insomma: fatti sempre più domande che puoi su ciò che stai raccontando, cerca di prevedere quello che il lettore ti potrebbe domandare e cerca le risposte più convincenti. Non è facile, è difficilissimo, ma tu sei già su un ‘ottima strada.
    Ciao, giovane scrittrice, ti auguro un’ottima giornata. 😉

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