L’ agenda a fiori

Dove eravamo rimasti?

Chi sta bussando alla porta? Guglielmo (50%)

La resa dei conti

Aprì la porta e senza essere per nulla sorpreso, si trovò di fronte Guglielmo che aveva l’espressione beffarda di chi stava per ritirare l’ ambito premio tanto atteso. Si consegnò a lui, come un prigioniero al suo boia e lo seguì sul taxi parcheggiato, senza proferir parola. Alla guida, una donna, mise in moto senza dire la destinazione .

Che strano traghettatore di anime, pensò. La mitologia lo ha sempre identificato di sesso maschile.

Ad un certo punto Guglielmo disse:

–          Libero arbitrio! È l’unica cosa davvero invidiabile della vostra dimensione. Non so come tu abbia fatto, ma Lui, vuole che tu giochi con la tua anima.

Così dicendo l’auto si fermò nel bel mezzo di una strada asfaltata e, penetrato un tombino, invitò Orlando a fare altrettanto.

Era tutto intorpidito e fiacco, ma curioso della identità della donna lanciò un’occhiata in direzione del guidatore e pensò che gli ricordava tanto Margherita…si certo! Di sicuro era l’effetto delle benzodiazepine.

L’auto sgommò e trovatosi faccia a faccia con Guglielmo, lo seguì.

Percorse un cunicolo quasi del tutto immerso nell’oscurità, umido e maleodorante. Cominciò a venirgli in mente che finalmente tutto era finito. Niente più pasticche, nessun timore di formulare pensieri e di sicuro tutto quel ragionamento aveva a che fare con lo smaltimento del farmaco e perciò tra poco sarebbe stato abbastanza lucido da incontrare il Signore delle Tenebre .

Dalla penombra, Orlando, riusciva appena a distinguere la silhouette, non più umana, di Guglielmo e notò che assomigliava ad un gigantesco gargoyle. Rabbrividì al pensiero di ciò che lo aspettava.

Fu sorpreso quando trovò alla fine del cunicolo un tavolo da gioco e seduti al tavolo due mostri che gli fecero accapponare la pelle. Davanti a loro, un mazzo di carte e quattro bicchieri occupavano il centro del tavolo.

–          Siediti. Io sono Gliogulem e questi sono i nostri compagni di gioco. Io metto in gioco 10 anime, Arloc qui ha 5 anime e Zantosoc, bè lui è quasi fuori dal gioco, ma con 3 anime può reggere ancora una mano, quanto basta per assorbire la tua…

Sotto il tavolo da gioco e le sedie ribolliva la terra, come se fosse un pentolone dove a breve si sarebbe cucinata la sua anima.

Senza più nulla da perdere e con un atteggiamento di chi vuol farti sudare una facile vincita, si sedette e chiese lumi sulle regole del gioco.

–          E’ simile al poker della terra, ma al posto delle chips ci sono le anime e non è concesso foldare.

Orlando si sedette difronte a quei mostri, ma per fortuna la penombra gli impediva di visualizzare gli agghiaccianti dettagli. Tuttavia, un continuo e sinistro rumore di mascelle misto ad odore di putrido confondeva i suoi sensi.

Vennero date le carte e il primo di mano era proprio Orlando che disse:

–   Check!

Lo stupore di Gliogulem si manifestò con mezzo sorriso e aggiunse:

–    Ok, ti è concesso.

Il gioco si svolse con una certa tensione e tra una scala demoniaca e full di anime tormentate, Zantosoc uscì dal gioco, come preannunciato, ma, in modo meno prevedibile, la sua fortuna venne assorbita da Orlando.

Il gioco si faceva duro e Gliogulem sembrava divertito, finché anche Arloc, con un azzardo, fregato da un bluff di Orlando che aveva rilanciato, finì anche lui fuori gioco, inghiottito dalla melma bollente posta sotto la postazione di gioco.

Gliogulem era nervoso e irritato, ma non fu evidente sulla sua non più umana faccia, mentre la bocca, posta alla punta del petto, faceva scivolare gli uni sugli altri, dei denti rudimentali. Il rumore somigliava alle unghie che grattano l’ardesia levigata delle lavagne.

Orlando non si fece intimorire e, sollevanto l’intruglio che aveva dinnanzi, fece un cenno beneagurante e lo ingurgitò, provando non poco disgusto. Ugualmente fece Gliogulem con l’altra bocca posta sopra le aperture respiratorie.

–          E’ la resa dei conti…cos’hai in mano?

–          La mia mano non sembra fortunata, esclamò Orlando! Tuttavia, se rilanciassi la tua anima qui, adesso, sul piatto, il finale sarebbe ancora più eccitante. L’avete un’anima voi altri, no?

–          Non credo che sia una buona idea, però sarebbe interessante. Eccola.

Così dicendo chiamò la puntata. Ma quando vennero messe giù le carte, la scala infernale batteva il poker di dannati e Gliogulem si trovò nella scomoda posizione di dover dare delle spiegazioni al supremo Signore.

Un urlo tuonò nelle tenebre, incomprensibile e funesto e in mezzo al fragore e al ribollire melmoso Orlando gridò con tutta la voce che gli era rimasta in corpo

–           Voglio avverare desideri!

All’improvviso comparve sul tavolo l’agenda a fiori che si infuocò e in pochi istanti lasciò il posto alla cenere.

Qualche tempo più tardi sulla terra, seduto su una panchina, immersa nel verde di un parco pubblico, Orlando incontrò un individuo inatteso. Si palesò e si sedette al suo fianco Gabriele che lo osservò con uno sguardo di biasimo.

Laronod si alzò e facendo un giro su se stesso, sfoggiò un meraviglioso completo gessato grigio topo.

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57 Commenti

  1. E vissero tutti felici e contenti…
    Certo, Orlando è diventato un… demone cacciatore di anime?
    Meglio del posto all’università sicuramente 🙂
    Non nego che il ritmo degli ultimi capitoli non sia risultato un po’ affrettato rispetto ai precedenti, però il succo del discorso si è ben capito.
    Nel complesso mi sono divertito.
    Come dissi mesi fa, mi ha ricordato un po’ l’atmosfera di dogma (l’hai visto nel frattempo?).
    Scriverai ancora?
    Ciao Asami,

    a presto.

    • Ciao red,
      Si, Orlando ha preso il posto di Guglielmo. Ha atteso in uno stato pseudovegetativo farmacologico che arrivasse l’ occasione per esprimere un desiderio che l’avrebbe tirato fuori dai guai, e perché no?una “vita” ,o anche più di una, di agiatezza!
      Grazie per il tuo contributo

    • Ciao Fue,
      ho letto brevemente notizie su Dogma perché non lo conoscevo, ma è il genere di film che guarderei 🙂
      Non credo ci sia un “Cristo” la divinità adorata dai Guardiani della luce è femminile o meglio, sarebbe così catalogata dagli abitanti della Terra

  2. Buongiorno Asami
    In questo capitolo, c’è un po’ di mistero “misterioso” che avvolge il nostro protagonista 🙂
    Per agevolare la lettura mi permetto di suggerirti (spero tu non te la prenda 🙂 ) di andare a capo nei dialoghi, e di lasciare uno spazio dopo le virgole.E’ più immediato capire “e vedere” chi dice che cosa, più scorrevole.
    Riguardo alla frase: “Quando Orlando alzò lo sguardo per conoscere il viso del suo salvatore,vide una luce intensa,quasi accecante e poco prima di afferrargli la mano,le vide,ne era sicuro.Vide distintamente il profilo di due ali.”
    secondo me, sarebbe più scorrevole così: “Orlando alzò lo sguardo per conoscere il viso del suo salvatore e vide una luce intensa, quasi accecante. Poco prima di afferrargli la mano,scorse distintamente il profilo di due ali. Ne era sicuro.”
    Torna a casa a leggere l’agenda…

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