La donna che cominciava a ricordare

Dove eravamo rimasti?

Loredana inizia a ricordare, per lei comincia una nuova vita. Che cosa vuole fare? Uscire da sola e costruirsi nuovi ricordi (83%)

Esco a fare due passi

Aspettò il rumore della porta che si chiudeva, si alzò, scrisse un breve messaggio e uscì. Decise di scendere per le scale, temeva di restare chiusa in ascensore e non poter uscire da quella che si era trasformata, all’improvviso, in una prigione. 

Claustrofobica. Così si era sentita Loredana, mentre la sorella le raccontava la sua vita dimenticata. Si era fatta forza e aveva resistito, ma la venticinquenne che era in lei avrebbe voluto gridare e scappare, urlare «Ridammi la mai vita! Perché te la sei presa?»
Era arrabbiata con Maria e non sapeva perché. Una passeggiata da sola le avrebbe fatto bene.

Senza esitazioni si diresse verso la chiesa, lì dove il suo oblio aveva avuto inizio. Erano cambiate un bel po’ di cose: alcuni negozi avevano cambiato insegna, molti avevano chiusi e al loro posto ce n’erano di nuovi, il mercato rionale era stato ristrutturato e ingrandito, adesso sembrava un grande negozio di lusso. La chiesa invece era sempre uguale, la facciata un po’ più sporca, ma per il resto era identica a se stessa. Certo che c’erano un sacco di macchine in giro, bisognava stare attenti. Si fermò al semaforo rosso e li vide. 

Papà e mamma camminano a braccetto. Lei ha uno spolverino beige, lui col vestito della domenica, senza giacca. Lei gli cinge il braccio, i corpi vicini: dopo trent’anni di matrimonio si amano ancora. Lei lo guarda e ride, deve aver fatto una delle sue battute sull’omelia del prete. Lo prende in giro ogni volta, ma Don Francesco non se la prende, sono amici dalle elementari, lui e papà. E spesso il Don ha preso spunto dai loro discorsi per le sue prediche.

Non la vedono arrivare, la macchina sbuca all’improvviso, invece di rallentare accelera, e devia verso di loro. Uniche persone presenti. Poteva andare da qualunque altra parte e avrebbe danneggiato solo qualche negozio o sbattuto contro il muro, invece la macchina va dritta verso di loro, come se avesse volontà propria.

Chiuse gli occhi, non voleva vedere altro. Qualcuno da dietro la spintonò con malagrazia, il semaforo era verde. Si affrettò e andò in chiesa; non l’aveva mai frequentata molto e sempre solo se costretta, ma adesso ne aveva bisogno, voleva un luogo tranquillo, aveva bisogno di pregare. Non sapeva nemmeno se credeva in Dio e non le importava saperlo. Se fosse esistito l’avrebbe ascoltata, altrimenti niente, non sarebbe cambiato niente. Ma forse la preghiera l’avrebbe aiutata a stare un po’ meglio.

Si sedette su una panca a metà navata, vicina a una colonna. Aveva freddo, ma restò lì, a contemplare la statua di un santo che non riconosceva. I pensieri si inseguivano e lei li osservava rincorrersi, sovrapporsi e sgomitare per attirare la sua attenzione. Non le importava niente. Sentiva che qualcosa si era rotto e che non si sarebbe mai più riparato. 

Vagò per il quartiere senza meta e senza vedere veramente, non si accorse di essere osservata.

Maria era tranquilla, l’aveva chiamata il fruttivendolo che seguiva i passi della sorella. 

Al suo rientro a casa aveva trovato il biglietto sul tavolo in cucina:

«Esco un po’ da sola. A dopo. L.»

La capiva e in qualche modo le era grata, iniziava veramente a tornare a essere autonoma, e se questo qualche non prima l’avrebbe spaventata, adesso la rasserenava. In qualunque modo fossero andate le cose, era un bene. 

Loredana rientrò per pranzo, la tavola era apparecchiata e poggiata al suo bicchiere campeggiava la foto di loro due sorridenti al Luna Park. La persona della foto era una donna spensierata, felice, grata del regalo della vita e non corrispondeva all’umore di chi la guardava. Era confusa e arrabbiata, ma non voleva che la sorella lo sapesse, ne aveva già passate tante, il minimo che potesse fare era fingere una serenità che non provava. 

«Che bella! Grazie mille!»

Durante il pranzo Loredana le raccontò la mattinata: omise la visione e il suo turbamento, e fingendo, un po’ di quella serenità che mostrava, iniziò a penetrare e diventare reale.

«Io vado a sdraiarmi, sono un po’ stanca.»

«Va bene, io resto qui, voglio godermi la mia nuova vita!»

Loredana andò in camera sua, senza esitazione andò al settimino e sfilò i cassetti. In fondo, attaccato con lo scotch, c’era un diario.

«Eureka! Sapevo di trovarti qui.»

Seduta sul letto, iniziò la lettura.

Abbiamo lasciato Loredana che inizia a leggere il diario.

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49 Commenti

  1. Ciao Al
    Rieccomi. Questo capitolo scorre bene.
    Mi è piaciuto. L. Inizia i primi passi per la riscoperta dell’autonomia.
    C’è naturalmente un po’ di mistero su quello che le è successo, o meglio su quello che è successo alle due sorelle.
    Lo legge e…

  2. Al, che storia interessante! Ho votato che Loredana si sveglia di notte. Sono molto curiosa di sapere che succede!

  3. Ciao Al, avevo immaginato che fosse quel film con Bill Murray e la marmotta 🙂
    Vorrei che Loredana si svegli di notte, ma sono in minoranza…
    Brava, continua così 😀

  4. Ciao
    una curiosa simbiosi unisce il destino – alquanto misterioso – di queste sorelle.
    C’è un velo sulle ragioni che hanno fatto perdere la memoria a Loredana e, tutto sommato, sul ruolo assunto dalla sorella nei suoi confronti.
    Vedremo dove ci vuoi portare 🙂
    M. mantiene la parola…

  5. Ciao Al West, ho appena letto i due episodi che trovo molto interessanti. Ho scelto che vedranno un film insieme, anche perché sono proprio curiosa di sapere quale sia 🙂
    Mi piace il tuo stile, ti seguo con piacere 🙂

  6. Ciao Al West,
    ho optato per un’uscita insieme. Magari accade qualcosa di nuovo, qualcosa che porterà Lori ad aprire, gradualmente, una di quelle cassettine chiuse 🙂

    Alla prossima

  7. Ciao Al, io sono curioso di sapere quali film vorrebbe vedere Maria.
    “Probabilmente se non ti amassi così tanto, tu non avresti ragione di ricominciare ogni giorno da capo” chissà cosa significa in realtà? I dialoghi sono ben scritti, brava.

  8. Ciao Al West,
    Piacere di conoscerti. Aggirandomi tra le ultime storie pubblicate sono stato attratto dalla trama della tua storia e mi ha fatto piacere leggerla. Incipit interessante, seguo volentieri.
    Ho optato per la loro routine quotidiana, credo sia meglio farla ambientare un po’ 🙂

    Ciao, buona serata!

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