La Fenice della Distruzione (Parte 2.1) SAGA DEGLI OBRUS

Dove eravamo rimasti?

Le spire si stringono sul collo di Leryssa; a chi appartiene l'orrenda presenza nella stanza? 3. Il passato di Vigis... (100%)

3. L’origine del male

Il miasma, da ovunque esca, ha ricolmato la stanza e consuma ogni oggetto al suo interno.

Leryssa è pronta a difendersi, ma non capisce dove sprigioni tanto male: nella sua stanza c’è solo tanto di quel fumo viola e ombre…

“Ombre…”

Leryssa nota l’assenza di luce nella sua camera: le magie vengono consumate e non accennano a riattivarsi ; inoltre non riesce a percepire nessuna presenza oltre la sua e del suo ospite..

«Ci sei arrivata…»

Di nuovo la voce!

«Si! Questo è il mondo delle ombre, non è vero?»

Una gelida risata di sottofondo risponde alla domanda di Leryssa «Sei sveglia, figlia del fuoco!».

Si trova nel suo mondo, in questo modo non può rintracciarla o tantomeno percepire da dove proviene il miasma.

«Che cosa vuoi da me?»

«Voglio parlare di Vigis!» diretta e senza perdere tempo, ma incomprensibile alle orecchie di Leryssa: come fa a conoscere il nome del suo spirito?

«Ti risparmio la fatica… sono venuta a riprendermelo»

Quelle parole la colpiscono più forte di una magia offensiva.

«Vigis è il mio spirito e di nessun altro!» la risposta di Leryssa manca di convinzione, tanta da permettere alla presenza di insinuarcisi.

«Si, conosco la situazione; tuttavia in principio, ero io la padrona di Vigis e lo amo troppo per lasciartelo»

Ancora non capisce con chi sta parlando, ma una cosa è certa: si tratta di una succube.

«A quale famiglia appartieni? Mi hai già fatto capire di essere una succube!»

La voce tace, anche il miasma sembra fermarsi, quasi agisce collegato alle emozioni della succube.

«Conosci la famiglia “Obrus”…»

Il sol nome uscito dalle sue labbra, basta a gelare il sangue nelle vene. Leryssa  conosce il nome, anzi per lei è impossibile che qualcuno non la conosca. Nel loro mondo non esiste succube, che non trema al solo sentire il loro nome. La famiglia Obrus era conosciuta per la loro forza e freddezza in combattimento: le tre famiglia maggiori faticavano soltanto a mantenere i rapporti d’amicizia con il loro modo di fraternizzare freddamente con le succubi della loro stessa razza.

«Impudente! La famiglia Obrus non esiste da…»

«Quattro anni!»

Conosce anche i dettagli: non che la sorprenda…

«La famiglia si è estinta a causa della mancanza di un erede a cui trasferire i poteri di governante… almeno, questa è la versione ufficiale!» la presenza ha riportato dettagliatamente quanto scritto nei documenti; la famiglia non possedeva una succube ereditaria e, per ordine della regina, ha dovuto sciogliersi; i territorio sono stati divisi tra le contesse rimaste a governare: Vulcanus, Brizzard, Leandra, Meliadra e Ladria.

Però… se la regina avesse nascosto la verita a quel tempo, se la stessa famiglia avesse celato l’identità di un erede: allora quanto dice è vero!

«Mia cara Leryssa, mi piacerebbe continuare la nostra conversazione, ma il tempo stringe e non vorrei mostrarmi a Vigis… almeno non ancora!» il miasma inizia a ritirarsi nell’oscurità e pian piano la luce affievolita: ritorna ad illuminare la stanza.

«Aspetta, devo ancora chiederti delle cose…»

«Prima o poi capirai, a malincuore, che nel cuore di Vigis c’è posto soltanto per me e nessun’altra…»

La presenza si volatilizza, il silenzio ritorna nella camera e il mondo intorno a lei torna a girare.

Leryssa non riesce a smettere di pensare a Vigis e alle parole della succube; quando la famiglia era in carica, aveva potere sufficiente da tener testa alle tre famiglia maggiori della città: Fuoco, ghiaccio e gravità. Se hanno come nemico l’erede della famiglia, allora la situazione è ben più grave di qualsiasi prognostico posso aver immaginato.

……………………..

Nelle profondità più oscure di un luogo dimenticato da qualsiasi essere vivente, continuamente a stretto contatto con il suo ego e la fredda solitudine, lui attende…

«Sono passati sei mesi dal nostro ultimo incontro!»

Vigis, illuminato dai suoi poteri, squarcia l’oscurità nelle prigioni sotterranee; al momento non ci sono che Vigis e dei profondi respiri nell’ombra.

«Sono venuto per apprendere la verità… Erik!»

Il ritrovamento di un vecchio amico. Quale verità sveleranno le parole di Erik?

  • 3. Sull'identità dell'Aberrale... (100%)
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  • 2. Sulle orde di demoni... (0%)
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  • 1. Sul passato e la misteriosa succube... (0%)
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