Nelle vie di Tokyo

Dove eravamo rimasti?

Cosa ha fatto rabbrividire Yuki svoltando l'angolo? Una donna scalza in kimono rosso (67%)

Kimono rosso

Aveva visto con i suoi occhi la lampada del lampione fare uno scoppio prima di spegnersi e aveva sentito gli operai della mattina seguente lamentarsi dell’accaduto: “ci vorrà un settimana per ripararla, maledetto lampione si rompe ogni anno e ogni anno succede qualcosa”.

Questo due giorni prima eppure adesso il lampione gettava stancamente una luce bianca, vitrea sul selciato; ma non fu quella la causa del brivido, piuttosto fu la ragazza in kimono nel mezzo del cono di luce.

Il kimono monocolore rosso spento metteva in risalto la pelle candida del collo mentre il viso era rivolto verso la fonte di luce, dando di spalle a Yuki, mostrando così i capelli corvini che scendevano leggeri sulle spalle. Teneva le braccia incrociate sul ventre mentre le lunghe maniche nascondevano le mani. Era a piedi nudi e le nuvolette del suo respiro apparivano regolarmente nel freddo serale.

Guardando la ragazza a yuki venne da urlare ma si morse le labbra screpolate fino a farle sanguinare pur di non farlo e si girò per cambiare subito strada ma si ritrovò davanti solo un muro con affianco un saracinesca chiusa.

Guardando inebetita il muro comparso da chissà dove tirò fuori dalla borsa il telefono e compose tremando il numero di suo fratello pregando Buddah e tutti gli dei di sentire la sua voce. Invece dallo schermo apparve un messaggio che diceva “rete non disponibile, cambiare posizione per attuare la chiamata”.

Fu come essere innaffiati di colpo da una secchiata d’acqua fredda.

Rimise il cellulare nella borsa e si voltò piano aspettandosi di trovarsi la ragazza vicina, invece la vide sempre immobile, quasi aspettasse proprio l’arrivo di Yuki per scongelarsi.

Yuki non si arrese alla disperazione ma si fece coraggio e avanzò pian piano con la torcia nella mano sinistra e la mano destra infilata nella tasca ben stretta la coltellino. Passò qualche minuto prima che si avvicinasse al cono di luce ma non osò toccarne il confine nemmeno con la punta delle scarpe e penso di circumnavigarlo. Arrivata esattamente alle spalle della ragazza quest’ultima ruppe il silenzio, facendola sobbalzare per lo spavento.

“Che fredda notte è calata su Tokyo nevvero?”

La sua voce era dolce e opaca, velata di tristezza, ma comunque sembrava umana.

Yuki annuì ,impietrita dalla sorpresa.

“Sa proprio in questa notte il mio amore mi ha rifiutata, che ironia non trovate?”disse ridendo sconsolata mentre la voce di rattristava.

Nella statua,tale era rimasta yuki, alle sue spalle non nacque compassione verso la donna ma un pesante presagio di pericolo misto a voglia di infilzarle il coltellino in faccia e scappare, forse per questo il “mi dispiace” che le uscì dalla bocca parve così falso.

“Non ho potuto sopportare oltre le sue parole e ho fatto una cosa così brutta…come ho potuto scappare?!”

Si piegò coprendo il viso con le maniche del kimono poggiandole sulle gambe, il tutto nascosto sotto i capelli corvini che scoprivano la nuca pallida mentre cadevano in avanti. Singhiozzante com’era sembrava solo una povera ragazza sola e triste,per questo, con molta cautela, Yuki si avvicinò e poggiandogli la mano sulla spalla cercò di consolarla.

“Ha detto che sono troppo brutta, troppo strana! Vorrei essere bella come le altre ragazze!” singhiozzava.

Smise di colpo di piangere e disse sottovoce “vorrei avere il tuo viso…”

Una mano sbucò da sotto i capelli e prese con forza quella di Yuki.

Si girò di scatto verso di lei e gridò con voce demoniaca “DAMMI IL TUO VISO!!”.

Nella mente di yuki si accese, come una scritta a neon, la parola SCAPPA.

Cosa succederà alla sfortunata Yuki?

  • Non riesce a muoversi e aspetta la fine ormai prossima (33%)
    33
  • Sviene (0%)
    0
  • Riesce a difendersi e scappa (67%)
    67
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