Summer in the City

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà la prossima mossa di Enrico? cerca la stazione radio con la canzone dei Guns' (67%)

La Regola di PLATINO

Benissimo, la vuoi mettere così? Ci sto!

Il primo istinto, in verità, sarebbe quello di accendere il mattino con un controcanto tipo GemmaDelSud e finire il resto della canzone, magari l’intero LP. Se mi gira anche qualche best of

Poi però riesco ad ammettere a me stesso che, siccome l’arteriosclerosi, per il momento, è ancora in giro a cercarmi, non mi ci vedo tanto a farmi esplodere una vena del collo mentre starnazzo al soffitto.

Scongiuro la sincope e tendo l’orecchio. No, adesso non arriva più nessun rumore. In testa ho solo quella canzone. Temo che ci rimarrà tutto il giorno, tra l’altro.

C’è di peggio, comunque. Tipo le maratone di liscio e orchestra che si sparano i miei nonni tutte le domeniche pomeriggio. Ovviamento, a quel punto le caramelle al rabarbaro che cercano di farmi mangiare a tutti i costi ogni volta quando li vado a trovare appaiono all’orizzonte come promesse di overdose.

Vado in bagno ed accendo la sciancatissima radio con cui allietiamo i nostri soggiorni lì dentro. A volte si tratta di summit e sedute plenarie. Roba da non riuscire più ad alzarsi dal vaso di ceramica perchè ormai le gambe si rifiutano di rispondere ai comandi.

Devo trovare quella canzone. Prima che finisca. Altrimenti sono sicuro che mi perseguiterà per una settimana. Giro la manopola e mi resta in mano. La getto. Non mi arrendo. Dallo spuntone di ferro a cui era attaccata c’è la possibilità di prendere la 220 ma siccome ho fatto lettere, mi umetto il pollice e l’indice con la lingua e ricomincio.

Appena ripresa conoscenza ho telefonato a Cecilia. Cecilia divide l’appartamento con me ed è la mia migliore amica.

Mi ha detto di aver passato un’estate fantastica in Grecia e mi ha promesso che mi racconterà tutto nei dettagli appena torna. E’ una chiacchierona, ti riversa addosso copiose emorragie di parole, di piccoli particolari. Le piace raccontare le storie nella maniera più precisa possibile, senza dimenticarsi nulla. Tiene conto anche delle piccole sfumature. Ma è simpatica e ha sempre un consiglio giusto nella borsetta quando ne ho bisogno.

Ascolto il ritorno delle piccole abitudini, delle cose di cui un mese fa non mi accorgevo nemmeno.

L’isolamento è finito. Tutti tornano alla loro vita.

Mi sono preso una bella strigliata per non essermi fatto sentire.

Mi succede spesso.

Sono un po’ ciò che si dice un orso. Un lupo solitario. Un asociale. 

Non è che sono cattivo, è che penso sempre che gli altri abbiano di meglio da fare che frequentarmi. Che abbiano già una loro vita, che abbiano già i loro programmi, le loro feste, i loro impegni. Ed io sono un intruso, uno arrivato dopo, un incomodo, un comodino. Utile se c’è, se no amen.

E non parlo di persone qualunque. Parlo dei miei migliori amici, di gente che considero come fratelli.

Si, è sbagliato, ma è la filosofia che sta dietro ad ogni disadattato sociale.

Non gettate la spugna con loro. Anche loro sanno amare.

Io e Cecilia siamo amici dai tempi del liceo. Io conosco le sue piccole magagne, lei ha preso in affitto un garage per le mie. L’amicizia tra un ragazzo ed una ragazza è strana. Non ti ci puoi azzuffare, per esempio.

Un uomo ed una donna possono instaurare un rapporto fraterno, ma c’è un decalogo da tenere a mente.

EVITARE OGNI CONTATTO FISICO è la regola di Platino.

La regola non scritta è che si può essere amici se non c’è attrazione da parte di nessuno dei due, altrimenti prima o poi qualcosa si incrina ed i sentimenti, che sono legati alle ragioni del cuore più che alla testa, cercano di trasformarsi in qualcos’altro. E lo fanno con quell’ostinazione autoritaria che non fermi nemmeno a cannonate. Agli zombie puoi solo sparare in testa.

La postilla in fondo al contratto dice che nessuna delle regole sopra citate deve essere ritenuta del tutto vincolante:

Il Maschio è fondamentalmente un MAIALE e prima o poi ci proverà comunque, anche se non gli piaci.

Io e Cecilia siamo solo amici.

Solo a lei avrei potuto dire dell’inquilino del terzo piano.

Tetteballerine mi avrebbe preso per il culo mezz’ora prima di prendere in mano la scopa e bussare al soffitto con proposte di tipo sessuale così cruente che si vedono soltanto in certi tipi di porno…brividi. Orrore. Punta di curiosità. Internet. Brividi.

Si, mi sono convinto che l’inquilino sia in realtà una Lei.

Ieri il pianerottolo del terzo piano aveva un incredibile odore di Bouquet Fiorito.

Per un maschio single lontano dalla mamma tutto ciò rimanda ad una donna. L’igiene è donna.

Cecilia mi ha dato dello stronzo sessista e poi si è messa a ridere.

-Questa casa ha bisogno di te, Ceci.-

-I detersivi sono nel mobile sotto il lavello.-

-C’è un mobile sotto il lavello? FIGO.-

Ancora qualche giorno e casa si ripopolerà, tornando la bolgia che è sempre stata. Come impiegare questo scampolo di tempo?

  • Il finesettimana, d'estate, in centro città. Se non è l'inferno questo, non so voi. O mi annoio o indago ancora sull'inquilina. (0%)
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  • Cioè, c'è uno che si chiama Tetteballerine. Sei Serio? Dici Davvero?! Voglio sapere chi è! SUBITO! (50%)
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  • L'inquilina potrebbe essere una pazza ERASMUS. Entusiasmante, Vuoi sapere perchè? (50%)
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55 Commenti

    • Ciao FueGod!

      Raramente le migliori cose della vita riescono al primo colpo, che Enrico Sia l’eccezione che conferma la regola!
      Sotto sotto, spero anche io in questo fatidico incontro ma come hai detto, qua siete voi a decidere! 🙂
      Spero che la settimana prossima tu possa leggera la storia che vuoi 😉

      Buona scrittura e buon ponte!

    • Il background è sicuramente quello della vita universitaria ai suoi più splendenti albori e vuoti pneaumatici, che ho provato sulla pelle.

      L’Influenza di Paz, come di Jack Frusciante, come dei primissimi Muccino’s Brother fa sicuramente parte dell’inconscio da cui queste storie traggono fondamenta, ma c’è anche tantissimo altro.

      Ti ringrazio, come sempre!

      Buona Scrittura!

  • Tetteballerine, Ho dovuto votare quello.
    Comunque, come ho letto in qualche altro commento, consiglio anche io di approfondire un poco di più il concetto di stereotipo, piuttosto che citarlo e basta. Magari perché un determinato personaggio ha certe convinzioni ecc.
    Per il resto il capitolo è ben scritto, sarcastico e divertente. Complimenti!

    • Ciao Maria!

      A quali (dei tanti) stereotipi ti riferisci? 😉
      Per il momento c’è solo un personaggio, Enrico, il nostro narratore. Sta provando a farci il quadro della sua vita, per poi aprire le porte e farci entrare. Dopodiché, temo, non si potrà più tornare indietro.

      Ciao e buona scrittura!! 🙂

      • Mi riferisco per esempio alla frase ” Il Maschio è fondamentalmente un MAIALE e prima o poi ci proverà comunque, anche se non gli piaci.”
        Se non c’è qualche personaggio coinvolto in una scena del tipo “Show, don’t tell” la frase è superflua. Prova a toglierla, vedrai che il testo scorre lo stesso. Un suggerimento: la maiuscola si usa al solito per gridare 🙂
        ciao e Buona domenica

        PS ti aspetto da me, se vorrai naturalmente 🙂

  • Bello, scritto bene e filante che è un piacere.
    Ti seguo e spero che continuerai su questa falsariga. Ho votato per la radio, da come l’hai presentato(ma è parere mio) Enrico non mi sembra tipo che da fuori di matto(urlare al soffitto) e non sappiamo ancora com’è messo fisicamente per minacciare qualcuno(esce di casa e fa passare un brutto quarto d’ora a qualcuno)
    Ciao e a presto 😉

    • Ciao Danio!!
      Grazie mille per il tempo che ti sei preso per darmi un giudizio così esauriente su quello che è, di fatto, solo il primo capitolo di una storia molto articolata.
      Giusto, Enrico non è un ragazzo dal temperamento così caldo da dare in escandescenza. Vediamo cosa deciderà la comunity.

      Grazie mille!!

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