Summer in the City

Dove eravamo rimasti?

Il primo incontro è andato piuttosto male, ma il caso può ancora dire la sua Conosciamo Zanna, uno dei migliori amici di Enrico con una predilezione un tipo di ragazza definita "la pantera" (60%)

Zanna e la Pantera

«Cazzo, mi sono venuto nelle mutande!»

E’ il Leitmotiv con cui Zanna ci sveglia con cadenza settimanale.

Soffre di quella curiosa malattia conosciuta come Sindrome da Polluzione Istantanea. Vuol dire che ogni 3×2 ha sogni ad elevato tasso erotico ed eiacula come un pazzo.

Certo, ogni tanto ha variazioni sul tema: sinonimi come ‘Merda!’, ‘Porco Due’ e ‘oooOOOHHH’ come apertura e ‘Mi sono sborato addosso’, ‘ Che lago’ e ‘…di nuovo’, per il suo editoriale del mattino.

La cosa bella è che ogni volta ne resta meravigliato come fosse la prima. 

Zanna può finire i sogni con i fuochi d’artificio, lui è migliore di tutti noi, lui è il Superuomo. 

Zanna è lo Sceriffo, perché ha sempre il colpo in canna.

Quando si sveglia e ci comunica di aver imbrattato di nuovo le lenzuola Tette’ lo percula alla grande. Lui allora ci racconta tutto nel dettaglio, e la cosa non aiuta i nostri rispettivi alzabandiera.

«Cazzo, a te ti dobbiamo mungere, vacca troia!»

L’invidia è un animale davvero spaventoso. Come Tetteballerine. 

Lui si venderebbe un marone per poter fare la stessa cosa. 

Eiaculare. Che attività fantastica: scoperta da un uomo, collaudata da una donna.

La vita sessuale onirica dello Sceriffo è inversamente proporzionale a quella reale. 

Nelle sue fantasie non ce n’è per nessuna: è un Terminator programmato per bombare che non si ferma davanti a niente. Che siano more, rosse, bionde, brune, castane, alte, basse, magre, cameriere, segretarie, infermiere, studentesse, bibliotecarie, pessime, stupende, incredibili, punk e bestie, principesse Leila ed orchesse, non c’è salvezza. 

Lui va giù come un fuso, buca l’asteroide e piazza la carica. SBAM. Vinciamo noi Grace.

Fuori dal letto è inquietante e strano. Silenzioso quando noi altri ci scanniamo, una sorpresa quando è necessario risollevare le sorti di un giornata storta. Non puoi aspettarti niente da Zanna perché quello che ti regala è al di fuori della tua più fervida immaginazione.

Non caga collane di brillanti, non beve latte da una cannuccia infilata nondiciamodove, non viene dal Texas, non è un toro nè una checca, non canta la sigla di Popeye con un unico, poderoso, rutto. Lui queste cose non le fa, ma è il modo in cui non ci riesce che ti lascia senza parole e ti strappa un sorriso.

E’ in grado di farti ridere senza dirti una parola. Ti guarda e tu ridi, semplicemente.

Apre la bocca, fa un verso e tu ridi.

Zanna assomiglia ad uno spiritello dei boschi, uno di quelli che ha lasciato la foresta per andare a vedere il mondo delle creature alte e, innamorato, ci è rimasto. Un Amish degli elfi. 

Rosso di capelli, sparati come se si pettinasse di spavento davanti a una foto di Alfonso Signorini; tempestato di lentiggini, gli occhi piccoli e leggermente a mandorla. Non un pelo in tutto il corpo. Magro da far pena all’Anonima Sequestri. Nel suo armadio ci sono solo pantaloni a sigaretta. D’inverno ha sempre un vecchio cappotto marrone, che sfoggia in ogni occasione con il largo colletto ripiegato all’insù.

Non posso dire che con le donne sia un disastro, non lo so: non ci prova. 

Ci fa compagnia al bar quando siamo in caccia, è membro dell’ALSEf, è un’ottima spalla, ma oltre a tutto questo sembra che sia molto più avanti di me e Tetteballerine. Non sembra un uomo in cerca. Non sembra ansioso di trovare. Vive come se sapesse, se avesse la certezza che un giorno o l’altro qualcosa arriverà. Ma non l’aspetta, fa altro, come se ingannasse il tempo tanto per prenderlo per il culo.

Lo Sceriffo non si preoccupa di fare Cucujanji, lui ha un mondo tutto suo in cui stare. 

Anima e spirito libero, non puoi inquadrarlo nello schema che usavi per descrivere altri migliaia di individui della sua specie. Per lui valgono altre regole, le sue. 

Sa che gli alieni esistono e che sono tra di noi, che non sempre hanno dei gran travestimenti, ma che sono venuti per far del bene.

Zanna dal colpo in canna ha solo una cosa che lo accomuna ai suoi amici e al genere umano tutto: una sfrenata passione per le MILF.

No, non è un gioco di carte per Nerd e fricchettoni sballati di fantasy. 

E’ il sogno della Pantera.

La Pantera è quella creatura fantastica, a metà tra mitologia e Idoli ancestrali, che fa girare il bipede armato di nerchia e, con quella tigna animalesca, confessare tra i denti: “Diobbò…”

Se la pantera ti cattura, non c’è scampo, uomo bianco. Dotata di una fame mitica, non ha scrupoli. 

La pantera non chiede, ottiene.

Pausamerda ha tracciato la rotta, pioniere. Gli altri hanno seguito. Questo è stato scritto.

Non c’è niente di più bello di una donna che conosce l’amaro sapore della vita e te lo vuole fare scoprire tutto. Tutto in una notte. Da ogni punto di vista. A qualsiasi altitudine, grado di inclinazione, sotto la doccia, il vento, la pioggia. La Pantera è un catalogo di opzioni tra cui scegliere. 

La Pantera è un album Panini finito. Un miracolo.

E ora?

  • Ma Il Fangio, proprio non volete conoscerlo? Non ve ne pentirete! (33%)
    33
  • Basta con tutti questi maschi, il motore di tutto sono le donne. Presentiamole (0%)
    0
  • Enrico avrà un secondo incontro con l'inquilina misteriosa, piuttosto insolito (67%)
    67
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55 Commenti

    • Ciao FueGod!

      Raramente le migliori cose della vita riescono al primo colpo, che Enrico Sia l’eccezione che conferma la regola!
      Sotto sotto, spero anche io in questo fatidico incontro ma come hai detto, qua siete voi a decidere! 🙂
      Spero che la settimana prossima tu possa leggera la storia che vuoi 😉

      Buona scrittura e buon ponte!

    • Il background è sicuramente quello della vita universitaria ai suoi più splendenti albori e vuoti pneaumatici, che ho provato sulla pelle.

      L’Influenza di Paz, come di Jack Frusciante, come dei primissimi Muccino’s Brother fa sicuramente parte dell’inconscio da cui queste storie traggono fondamenta, ma c’è anche tantissimo altro.

      Ti ringrazio, come sempre!

      Buona Scrittura!

  • Tetteballerine, Ho dovuto votare quello.
    Comunque, come ho letto in qualche altro commento, consiglio anche io di approfondire un poco di più il concetto di stereotipo, piuttosto che citarlo e basta. Magari perché un determinato personaggio ha certe convinzioni ecc.
    Per il resto il capitolo è ben scritto, sarcastico e divertente. Complimenti!

    • Ciao Maria!

      A quali (dei tanti) stereotipi ti riferisci? 😉
      Per il momento c’è solo un personaggio, Enrico, il nostro narratore. Sta provando a farci il quadro della sua vita, per poi aprire le porte e farci entrare. Dopodiché, temo, non si potrà più tornare indietro.

      Ciao e buona scrittura!! 🙂

      • Mi riferisco per esempio alla frase ” Il Maschio è fondamentalmente un MAIALE e prima o poi ci proverà comunque, anche se non gli piaci.”
        Se non c’è qualche personaggio coinvolto in una scena del tipo “Show, don’t tell” la frase è superflua. Prova a toglierla, vedrai che il testo scorre lo stesso. Un suggerimento: la maiuscola si usa al solito per gridare 🙂
        ciao e Buona domenica

        PS ti aspetto da me, se vorrai naturalmente 🙂

  • Bello, scritto bene e filante che è un piacere.
    Ti seguo e spero che continuerai su questa falsariga. Ho votato per la radio, da come l’hai presentato(ma è parere mio) Enrico non mi sembra tipo che da fuori di matto(urlare al soffitto) e non sappiamo ancora com’è messo fisicamente per minacciare qualcuno(esce di casa e fa passare un brutto quarto d’ora a qualcuno)
    Ciao e a presto 😉

    • Ciao Danio!!
      Grazie mille per il tempo che ti sei preso per darmi un giudizio così esauriente su quello che è, di fatto, solo il primo capitolo di una storia molto articolata.
      Giusto, Enrico non è un ragazzo dal temperamento così caldo da dare in escandescenza. Vediamo cosa deciderà la comunity.

      Grazie mille!!

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