Il risveglio del signor Morrazzi

Dove eravamo rimasti?

Come deciderà di risolvere il problema il signor Morrazzi? Fingerà che vada tutto bene e andrà a lavoro (50%)

La macchina

Il tè era ormai freddo quando il primo biscotto vi venne immerso nella consueta cerimonia rituale mattutina che ne anticipava la morte per divorazione, eppure il signor Morrazzi non ci fece particolarmente caso: la sua mente era ovviamente altrove, totalmente assorta nella straordinaria intuizione che aveva avuto quella mattina e che aveva stravolto la sua vita.
Cosa doveva farne di questa consapevolezza? Cambiava in qualche modo la sua condizione esistenziale? Essere frutto della volontà di un individuo che decideva le sue sorti cambiava forse il fatto che avrebbe dovuto continuare ad alzarsi ogni mattina per andare a lavoro? Non è in fondo ognuno di noi un personaggio, protagonista o comparsa in quel racconto che ciascuno di noi fa a sé stesso della propria vita?
Erano queste le domande che invadevano come un fiume in piena la mente di Gino Morrazzi e che gli impedivano di rendersi conto del mondo che lo circondava e che non considerava più reale.
Ma se quel mondo non era reale aveva forse senso continuare a viverci? Improvvisamente sentì come un senso di delusione: tutto ciò che aveva sempre creduto vero non era mai stato tale. La sua professione, i suoi successi, il suo matrimonio, non erano letteralmente altro che momentanee righe scritte su un foglio di Word e pronte ad essere cancellate.
Sì, da qualche parte esisteva un computer o ad ogni modo un qualche macchinario preposto alla creazione di storie: se fosse entrato in suo possesso, forse, avrebbe potuto veramente prendere il controllo della propria vita. Meglio: avrebbe potuto riscriverla!
Togliersi vent’anni, diventare milionario, porre rimedio ad ogni errore passato e scelta sbagliata e – perché no? – sovvertire le leggi della natura trasformando sé stesso in un supereroe.
Già si vedeva uscire da una piscina piena di ragazze e spiccare il volo per salvare il mondo da una spaventosa minaccia che nessun altro avrebbe potuto affrontare (e che probabilmente avrebbe creato egli stesso attraverso la macchina, per darsi la possibilità di stupire il pianeta ancora una volta). Tutti lo avrebbero amato! Tutti lo avrebbero idolatrato!

Il Gino Morrazzi che immaginava sé stesso come un aitante stallone volante era in realtà un ometto piccolo e curvo, dal fisico talmente asciutto da temere potesse rompersi al primo urto. Cordiale e disponibile con tutti, era al contempo una persona molto riservata e tenuto in gran considerazione da chi lo conosceva per la sua grande intelligenza: chissà cosa avrebbero pensato se solo avessero potuto leggere queste parole e scoprire quali fossero i più reconditi desideri della sua anima, sbocciati come dal nulla nella sua mente, dischiusi al solo pensiero di un potere smisurato e incontrastabile!

Affinché i suoi vaneggiamenti potessero avere una qualsivoglia possibilità di divenire reali, il signor Morrazzi doveva però mettere le mani su quella macchina e qui si trovava il più grande e apparentemente invalicabile scoglio: fino a prova contraria lui era ancora un personaggio all’interno di una storia e la macchina si trovava in un altro piano della realtà, talmente lontana da lui da fargli apparire più probabile raggiungere il sistema solare più vicino a bordo della sua vecchia Cinquecento.
Era quindi necessario tornare al punto di partenza: l’Autore. Doveva parlare con lui. Trovare una soluzione. E quante domande avrebbe voluto porgli…
Da quanto stava scrivendo la sua storia? Quale sarebbe stato il suo futuro? E perché aveva deciso di renderlo conscio della sua condizione di personaggio?
Un momento! E se il suo risveglio non fosse stato intenzionale? Se Autore non sapesse di ciò che effettivamente stava accadendo all’interno della sua storia? Era possibile? Poteva sfruttare quella eventuale inconsapevolezza a suo vantaggio?
Decise che doveva scoprirne di più prima di fare una qualsiasi mossa avventata: muoversi nel suo vecchio mondo ingenuamente, come avrebbe fatto fino al giorno prima, e vederlo coi suoi occhi rinnovati.
Guardò la tazza di tè, nella quale un biscotto giaceva ormai disintegrato nella vana attesa di essere sollevato verso la bocca e il suo inevitabile destino. Gettò i resti della colazione a malapena consumata nell’acquaio e tornò al piano superiore per prepararsi ad uscire.

Mentre guidava verso l’ufficio continuava a puntare gli occhi verso il cielo: nonostante le strade fossero praticamente deserte sentiva come la presenza di un occhio che dall’alto spiava ogni sua mossa.
Parcheggiò la Cinquecento al suo solito posto ed entrò in ufficio dove il portiere Antonio lo salutò col consueto entusiasmo. Tutto gli sembrava finto, ripetitivo, come un mondo di plastica nel quale tutto si ripeteva all’infinito. Come poteva non essersene mai accorto?
Si sedette alla sua scrivania e riordinò alcuni fogli rimasti sparsi dalla sera prima mentre attendeva che il computer si accendesse, ma qualcosa non andava. Continuava a sentire come un disagio, un senso di strana e profonda inquietudine.
Improvvisamente tutto gli fu chiaro.

Da cosa dipende l'inquietudine del signor Morrazzi?

  • Capisce che autore non sta effettivamente scrivendo e che quello è il suo mondo in stallo, in attesa che Autore scriva qualcosa di nuovo. (60%)
    60
  • Si rende conto che nessuno lavora veramente: seppur inconsciamente, compiono azioni casuali fintanto che queste non sono utili alla trama. (20%)
    20
  • Ha capito che, nonostante tutto, inconsciamente anche lui compie azioni ripetitive:va al parcheggio e sposta l'auto con conseguenze inattese (20%)
    20
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54 Commenti

  1. Io ho votato i ricordi perché i ricordi possono anche fare molto male 😉
    Crimì non ce lo vedo ad essere “malvagio”, anche se potrebbe combinarne qualcuna, ma non apposta (poi magari mi sbaglio, eh?) mentre introdurre un altro personaggio quando si è a tre capitoli dalla fine potrebbe essere troppo difficile da gestire 😉

    Ciao 🙂

  2. Vuole guidarli: è stato solo nel periodo immediatamente successivo al risveglio e sa quanto sia difficile e straniante all’inizio. Però… beh, forse potrebbe assorbirli alla fine 😉

    Questi capitoli sono sempre più interessanti: dipingono un mondo affascinante ed inquietante 😉

    Ciao 🙂

  3. Ciao, arrivo solo ora.
    La tua storia é molto bella: originale e interessante, tanto che non mi stupirei troppo nel vederla spuntare in qualche libreria di quartiere con il sopravvalutato marchio di best-seller.
    I personaggi arrivano dritti come sono stati creati, sei riuscito a mostrarci con “parole e inchiostro” la loro anima.
    Se avessi voglia di leggere anche il mio racconto ne sarei davvero felice.
    Alla prossima, ti seguo con piacere.

  4. Facciamo che vuole ribellarsi al sistema.
    Il prologo mi ha fatto sorridere. Probabilmente è solo una perdita di caratteri, però ho comunque apprezzato, sembrava il riassunto di una serie tv.
    Il racconto a questo punto mi sembra un incrocio tra matrix e mass effect (sarà per via dei razziatori e di Adam che assorbe tutti) che si sviluppa nelle mente del creatore (?).
    Ho una leggerissima premonizione di come potrebbe terminare tutto ciò. Vedremo tra quattro capitoli se mi sbaglio.
    Ciao

    a presto

  5. Ciao Michael,
    Bello anche questo capitolo. La faccenda diventa più intricata di quello che mi sarei immaginata, ma proprio per questo il racconto diventa più intrigante.
    Per adesso il personaggio di crimì mi sta simpatico spero sia degno di fiducia?
    Sono molto curiosa di conoscere l’autore di tutti questi personaggi.
    Buona giornata

    • Grazie mille 🙂
      Devo dirti la verità: la storia si sta evolvendo in modo molto diverso da quello che io stesso mi sarei aspettato quando ho iniziato a scrivere il primo capitolo e questo lo devo anche all’interazione coi lettori che solo una piattaforma come “The Incipit” riesce a dare.
      Prova ne è il fatto che ho deciso di passare dal genere comico a quello dell’avventura, molto più affine al tipo di racconto che sta pian piano nascendo.
      Ora ho un’idea molto chiara di dove vorrei andare a parare (in generale non mi piace scrivere a braccio, senza sapere dove sto andando) ma sono curioso io stesso di scoprire se la strada rimarrà questa o se i voti e i consigli che riceverò nei commenti mi porteranno a sviluppare altre vie 🙂

  6. Io voto Forse perché così hai molto più spazio di azione 😉

    Il finale del capitolo è assolutamente fantastico! Da quello che ho capito, il nostro autore ha un momento di “mancanza di ispirazione” per cui costruisce e distrugge mondi in continuazione… rimane la domanda: Perché Crimì, Gino ed Adam si sono salvati? 😉

    Ciao 🙂

  7. Ciao Michael, quindi quando un Autore non scrive più i mondi vengono “resettati” ma i personaggi rimangono e devono cercarsi una nuova casa? Se ho capito bene però mi rimane un dubbio: il nuovo mondo narrativo che cercano deve essere scritto da qualcun altro, ma come possono dei personaggi inventati da un diverso autore inserirsi nella storia di un altro senza che questo li abbia inventati? È una domanda un po’ cervellotica… non so come mi sia venuta ?
    Comunque bel capitolo, interessante il personaggio del bambino, ritengo ci si possa fidare di lui e quindi voto l’opzione a suo favore… a presto!

  8. Ciao! Solitamente non faccio questo genere di cose perchè credo che l’arte sia libera e che ognuno sia libero di esprimersi come vuole… solo che, leggendo i capitoli finora pubblicati e, soprattutto, la trama del racconto ho notato grandissime somiglianze con un mio racconto (pubblicato quasi un anno fa proprio qui – https://theincipit.com/2014/12/vitamorte-e-miracoli-di-nitto-bezzi-federico-bronzo-giunta/10/). Ovviamente si tratta di due storie completamente diverse, da quanto ho capito… solo che prendono le mosse dallo stesso concetto.

    • Ciao Federico,
      mi spiace per l’inconveniente ma ti assicuro che non conoscevo la tua storia.
      Mi piacerebbe leggerla, ma attenderò la fine della scrittura di questa, in modo da evitare ogni possibile somiglianza.
      Ho un’idea ben precisa di dove la mia storia andrà a parare (chiaramente la direzione dipenderà anche dai voti dei lettori) per cui manterrò la mia rotta che inizierà ad essere chiara già dal prossimo capitolo,
      A presto.

  9. Il nocciolo della storia mi sembra molto interessante, ci tieni sospesi fra il flusso di coscienza e un terzo punto di vista, quello del lettore che in fondo siamo.
    Due riferimenti, sparsi, che mi sono venuti in mente e che possono magari ispirarti: le riflessioni cartesiane nella sua camera da letto sul cogito e sul Dio malvagio; the Truman show, con il personaggio che acquista consapevolezza del suo essere tale.
    Fagli rompere la quarta parete sul finale e….in bocca al lupo: ti seguo ! 🙂

    • Grazie per il tuo commento pieno di spunti interessanti.
      Il mio obiettivo attraverso questa storia e il cortocircuito narrativo che è alla sua base è in fondo anche quello di riflettere sui meccanismi della narrazione e al contempo su quelli della costruzione dell”identità. Cos’è che ci rende ciò che siamo? È più la nostra immagine a determinarci attraverso il modo in cui gli altri ci percepiscono o forse sono i nostri istinti interiori? E che succede quando quegli istinti a volte repressi fino al limite dell’inconscio si liberano improvvisamente?

  10. Ciao Michael
    Ho letto ora i tre episodi. La storia sembra interessante.
    Questo Gino/personaggio è certamente tutto da scoprire. Tu lo descrivi come uno dal fisico gracile, rispettato per la sua grande intelligenza ma, le sue “ciabatte azzurre col disegno di un orsacchiotto e di una papera abbracciati” molto alla Mr Bean, mi hanno fatto pensare ad un tipo decisamente un po’ bizzarro ?
    Perciò non escludo che siano altrettanto curiose le sue mosse future.
    Un personaggio della sua storia lo sta seguendo…

  11. Ciao Michael,
    in una sola parola… bellissimo.
    Mi piace tantissimo come scrivi e soprattutto mi piacciono i termini che usi. Il terzo capitolo ha un inizio stupendo questa immagine della foglia che volteggia sospinta dal vento è molto realistica.
    Ti faccio i miei complimenti anche per le descrizioni che sono molto belle e realistiche anche se il mondo di cui parli non è reale. Ho votato per il sopravvissuto di un nuovo mondo narrativo.
    A presto

  12. Ciao Micheal,
    Praticamente si sta rendendo conto di essere in una sorta di Truman Show letterario! Povero Gino! oppure fortunato lui?! Chissà 🙂
    Interessante, diciamo che Autore è in stallo e il nostro protagonista ha capito che può “vivere” da sè nel mentre!
    Ben fatto 🙂

    Alla prossima, ciao!

    • Grazie per la fiducia 🙂
      Il secondo capitolo della storia è quasi pronto. La cosa bella e al contempo la difficoltà dello scrivere su “The Incipit” è quello di trovare la giusta via di mezzo tra l’idea iniziale su come dovrebbe andare la storia, le decisioni dei lettori e le intuizioni che ti balenano in testa proprio grazie ai voti.
      Sono curioso anch’io di scoprire il proseguo della storia 🙂

      • Effettivamente è stato un problema scegliere il genere nel quale far rientrare questo racconto e non sono certo di aver fatto la scelta giusta: l’idea di inserirlo nella sezione humor è dovuta al fatto che mancava per ovvie ragioni una categoria specificamente dedicata al racconto paradossale e al non-sense e volevo dare risalto a questo aspetto piuttosto che ad altri.
        La mia ragazza, leggendolo dopo la pubblicazione, ha detto che l’idea le ricorda certi racconti di Calvino e, per quanto inconsciamente, col senno di poi ci vedo anch’io una qualche influenza da certi racconti delle “Cosmicomiche” o di “Ti con zero”.
        Non ti nascondo però che la mia prima scelta tra le opzioni date era stata fantascienza, subito cambiata perché associo quel genere più ad autori come Dick e al suo tipo di racconto rispetto ad esempio a Douglas Adams.

  13. Fingerà che va tutto bene, magari per prendere tempo e cercare di trovare il modo di cogliere autore in fallo.
    Il quesito affascina da quando l’uomo riflette su se stesso: e se fossi solo la creazione mentale di qualcun altro? La mia realtà esiste o è finzione? Per di più prometti che seguendo Morrazzi e le sue tribolazioni si ride, io seguo.
    L’unico consiglio che mi sorge spontaneo è di andare un po’ più spesso a capo.
    Ciao

  14. The dude ha detto:

    Gino sa che quello che ha davanti non è Crimì e che sta usando la sua voce per torturarlo.
    Ma siamo finiti all’improvviso nel far west o mi sono perso qualcosa?

  15. Red Dragon ha detto:

    Io ho votato i ricordi perché i ricordi possono anche fare molto male 😉
    Crimì non ce lo vedo ad essere “malvagio”, anche se potrebbe combinarne qualcuna, ma non apposta (poi magari mi sbaglio, eh?) mentre introdurre un altro personaggio quando si è a tre capitoli dalla fine potrebbe essere troppo difficile da gestire 😉

    Ciao 🙂

  16. Red Dragon ha detto:

    Vuole guidarli: è stato solo nel periodo immediatamente successivo al risveglio e sa quanto sia difficile e straniante all’inizio. Però… beh, forse potrebbe assorbirli alla fine 😉

    Questi capitoli sono sempre più interessanti: dipingono un mondo affascinante ed inquietante 😉

    Ciao 🙂

  17. Ciao, arrivo solo ora.
    La tua storia é molto bella: originale e interessante, tanto che non mi stupirei troppo nel vederla spuntare in qualche libreria di quartiere con il sopravvalutato marchio di best-seller.
    I personaggi arrivano dritti come sono stati creati, sei riuscito a mostrarci con “parole e inchiostro” la loro anima.
    Se avessi voglia di leggere anche il mio racconto ne sarei davvero felice.
    Alla prossima, ti seguo con piacere.

  18. The dude ha detto:

    Facciamo che vuole ribellarsi al sistema.
    Il prologo mi ha fatto sorridere. Probabilmente è solo una perdita di caratteri, però ho comunque apprezzato, sembrava il riassunto di una serie tv.
    Il racconto a questo punto mi sembra un incrocio tra matrix e mass effect (sarà per via dei razziatori e di Adam che assorbe tutti) che si sviluppa nelle mente del creatore (?).
    Ho una leggerissima premonizione di come potrebbe terminare tutto ciò. Vedremo tra quattro capitoli se mi sbaglio.
    Ciao

    a presto

    • Grazie per il tuo commento 🙂
      Si, ho pensato di fare un breve riassunto del puntata precedente, visto che questo capitolo dedicato ad Adam era nato molto lungo e sono stato costretto a dividerlo in due.
      Vediamo che succede in questi ultimi quattro capitoli 😉

  19. The dude ha detto:

    Ci sono stati, ma qualcuno li ha eliminati. Chissà se il sig. Morrazzi si fiderà dell’evanescente Adam. Probabilmente però non ha scelta…

  20. hannock ha detto:

    Crimì è degno di fiducia ma… a te incasinare il tutto.

  21. NorahEmme ha detto:

    Io non mi fiderei così facilmente di Adam e Crimì… chissà da quanto sono lì e quanti segreti custodiscono!

  22. Gino è solo una pedina di un gruppo. In realtà, i razziatori sono buoni. Mi piace moltissimo il risvolto pikappesco che sta prendendo la storia: sono curiosissimo.

    • Ahahah hai centrato in pieno la citazione da PK 🙂
      La mia ragazza invece l’aveva ricollegata alle macchine di Horizon Zero Dawn.
      Ad ogni modo in un caso o nell’altro questo potrebbe dirci qualcosa del retroterra culturale del nostro Autore 😉

  23. AUI ha detto:

    Ciao Michael,
    Bello anche questo capitolo. La faccenda diventa più intricata di quello che mi sarei immaginata, ma proprio per questo il racconto diventa più intrigante.
    Per adesso il personaggio di crimì mi sta simpatico spero sia degno di fiducia?
    Sono molto curiosa di conoscere l’autore di tutti questi personaggi.
    Buona giornata

    • Grazie mille 🙂
      Devo dirti la verità: la storia si sta evolvendo in modo molto diverso da quello che io stesso mi sarei aspettato quando ho iniziato a scrivere il primo capitolo e questo lo devo anche all’interazione coi lettori che solo una piattaforma come “The Incipit” riesce a dare.
      Prova ne è il fatto che ho deciso di passare dal genere comico a quello dell’avventura, molto più affine al tipo di racconto che sta pian piano nascendo.
      Ora ho un’idea molto chiara di dove vorrei andare a parare (in generale non mi piace scrivere a braccio, senza sapere dove sto andando) ma sono curioso io stesso di scoprire se la strada rimarrà questa o se i voti e i consigli che riceverò nei commenti mi porteranno a sviluppare altre vie 🙂

  24. Red Dragon ha detto:

    Io voto Forse perché così hai molto più spazio di azione 😉

    Il finale del capitolo è assolutamente fantastico! Da quello che ho capito, il nostro autore ha un momento di “mancanza di ispirazione” per cui costruisce e distrugge mondi in continuazione… rimane la domanda: Perché Crimì, Gino ed Adam si sono salvati? 😉

    Ciao 🙂

    • Sono contento che ti sia piaciuto. È stato difficile scrivere questo capitolo: da una parte avevo paura di essere troppo criptico e che non si capisse ciò che stava accadendo e dall’altra temevo l’effetto “spiegone”.
      Grazie per il tuo commento!
      Alla prossima 😉

  25. The dude ha detto:

    Maledetti razziatori.
    Io comunque non mi fido.
    Temo che il signor Gino dovrà contare principalmente su se stesso, almeno per il momento.

  26. Naomi ha detto:

    Ciao Michael, quindi quando un Autore non scrive più i mondi vengono “resettati” ma i personaggi rimangono e devono cercarsi una nuova casa? Se ho capito bene però mi rimane un dubbio: il nuovo mondo narrativo che cercano deve essere scritto da qualcun altro, ma come possono dei personaggi inventati da un diverso autore inserirsi nella storia di un altro senza che questo li abbia inventati? È una domanda un po’ cervellotica… non so come mi sia venuta ?
    Comunque bel capitolo, interessante il personaggio del bambino, ritengo ci si possa fidare di lui e quindi voto l’opzione a suo favore… a presto!

    • Ciao Naomi! Grazie per aver letto la storia e per il tuo commento. 🙂
      I nostri personaggi sono vittime di un paradosso: sono sopravvissuti a un mondo che avrebbe dovuto essere cancellato. Normalmente la cancellazione di un mondo comporta anche la morte dei personaggi che lo abitano.
      Nel prossimo capitolo cercherò di sciogliere gli interrogativi rimasti: perché proprio loro si sono svegliati? Perché stanno cercando un nuovo mondo e come mai i mondi non attecchiscono nella struttura?
      Quello che posso dirti per certo è che, come intuito da Gino alla fine del capitolo, i personaggi si trovano all’interno della mente dell’Autore. I mondi dai quali i personaggi arrivano e quelli che stanno cercando sono tutti frutto della mente di un unico autore.
      Nel prossimo capitolo conosceremo finalmente il misterioso Adam 🙂

  27. Ciao! Solitamente non faccio questo genere di cose perchè credo che l’arte sia libera e che ognuno sia libero di esprimersi come vuole… solo che, leggendo i capitoli finora pubblicati e, soprattutto, la trama del racconto ho notato grandissime somiglianze con un mio racconto (pubblicato quasi un anno fa proprio qui – https://theincipit.com/2014/12/vitamorte-e-miracoli-di-nitto-bezzi-federico-bronzo-giunta/10/). Ovviamente si tratta di due storie completamente diverse, da quanto ho capito… solo che prendono le mosse dallo stesso concetto.

    • Ciao Federico,
      mi spiace per l’inconveniente ma ti assicuro che non conoscevo la tua storia.
      Mi piacerebbe leggerla, ma attenderò la fine della scrittura di questa, in modo da evitare ogni possibile somiglianza.
      Ho un’idea ben precisa di dove la mia storia andrà a parare (chiaramente la direzione dipenderà anche dai voti dei lettori) per cui manterrò la mia rotta che inizierà ad essere chiara già dal prossimo capitolo,
      A presto.

  28. Red Dragon ha detto:

    Un personaggio della sua storia che lo ha seguito mentre si allontanava.

    Questa me la stavo perdendo, ma mi sembra interessante. Vediamo come si sviluppa 😉

    Ciao 🙂

  29. Il nocciolo della storia mi sembra molto interessante, ci tieni sospesi fra il flusso di coscienza e un terzo punto di vista, quello del lettore che in fondo siamo.
    Due riferimenti, sparsi, che mi sono venuti in mente e che possono magari ispirarti: le riflessioni cartesiane nella sua camera da letto sul cogito e sul Dio malvagio; the Truman show, con il personaggio che acquista consapevolezza del suo essere tale.
    Fagli rompere la quarta parete sul finale e….in bocca al lupo: ti seguo ! 🙂

    • Grazie per il tuo commento pieno di spunti interessanti.
      Il mio obiettivo attraverso questa storia e il cortocircuito narrativo che è alla sua base è in fondo anche quello di riflettere sui meccanismi della narrazione e al contempo su quelli della costruzione dell”identità. Cos’è che ci rende ciò che siamo? È più la nostra immagine a determinarci attraverso il modo in cui gli altri ci percepiscono o forse sono i nostri istinti interiori? E che succede quando quegli istinti a volte repressi fino al limite dell’inconscio si liberano improvvisamente?

  30. maria algures ha detto:

    Ciao Michael
    Ho letto ora i tre episodi. La storia sembra interessante.
    Questo Gino/personaggio è certamente tutto da scoprire. Tu lo descrivi come uno dal fisico gracile, rispettato per la sua grande intelligenza ma, le sue “ciabatte azzurre col disegno di un orsacchiotto e di una papera abbracciati” molto alla Mr Bean, mi hanno fatto pensare ad un tipo decisamente un po’ bizzarro ?
    Perciò non escludo che siano altrettanto curiose le sue mosse future.
    Un personaggio della sua storia lo sta seguendo…

    • Grazie mille!
      Credimi, persino Gino ha appena iniziato a conoscersi veramente! D’altronde la scoperta che ha fatto gli ha cambiato la vita a tal punto da dover mettere profondamente in discussione tutto ciò che ha sempre creduto…

  31. AUI ha detto:

    Ciao Michael,
    in una sola parola… bellissimo.
    Mi piace tantissimo come scrivi e soprattutto mi piacciono i termini che usi. Il terzo capitolo ha un inizio stupendo questa immagine della foglia che volteggia sospinta dal vento è molto realistica.
    Ti faccio i miei complimenti anche per le descrizioni che sono molto belle e realistiche anche se il mondo di cui parli non è reale. Ho votato per il sopravvissuto di un nuovo mondo narrativo.
    A presto

  32. Berenice ha detto:

    Ciao 🙂
    Mi piace questa storia!
    Mi piace l’idea e anche come la stai raccontando.
    Voto un altro personaggio della sua storia,
    a presto

  33. Naomi ha detto:

    Wow, che storia strana! In senso positivo, hai davvero tantissima fantasia… Mi ha preso molto quest’atmosfera strana e misteriosa. ?
    Spero che incontri qualcuno di un altro mondo narrativo, sono curiosa e quindi seguo volentieri. ?

  34. The dude ha detto:

    Un sopravvissuto di un altro mondo sarebbe una cosa intrigante. Una specie di matrix su, diciamo, carta.
    Scorre bene.

  35. Veners ha detto:

    Ciao Micheal,
    Praticamente si sta rendendo conto di essere in una sorta di Truman Show letterario! Povero Gino! oppure fortunato lui?! Chissà 🙂
    Interessante, diciamo che Autore è in stallo e il nostro protagonista ha capito che può “vivere” da sè nel mentre!
    Ben fatto 🙂

    Alla prossima, ciao!

  36. The dude ha detto:

    Il paradosso s’infittisce.
    Fintanto che l’autore scrive le azioni del sig Morrazzi, questi non può far altro che sottostare alle regole del suo padrone.
    Tuttavia potrebbe intervenire durante lo stallo.
    Secondo me l’unico momento in cui potrà risolvere la situazione.

  37. Veners ha detto:

    Ciao,
    siccome l’idea è folle e la trama mi ha attratto…Eccomi qua! Piacere di conocerti Micheal 🙂
    Seguirò la storia con interesse e intanto… Ho optato per Gino che cercherà di contattare Autore.

    Ciao, alla prossima!

    • Grazie per la fiducia 🙂
      Il secondo capitolo della storia è quasi pronto. La cosa bella e al contempo la difficoltà dello scrivere su “The Incipit” è quello di trovare la giusta via di mezzo tra l’idea iniziale su come dovrebbe andare la storia, le decisioni dei lettori e le intuizioni che ti balenano in testa proprio grazie ai voti.
      Sono curioso anch’io di scoprire il proseguo della storia 🙂

  38. Ciao!

    Cercherà di parlare con l’autore ovviamente, alla radice del problema!
    Interessante, complicata la questione, piena di spire e trabocchetti!

    Ma se questa meta-avventura fosse più da racconto grottesco o da fantascienza?

    • The dude ha detto:

      È vero, io l’avrei catalogato in un generico “avventura”.

      • Effettivamente è stato un problema scegliere il genere nel quale far rientrare questo racconto e non sono certo di aver fatto la scelta giusta: l’idea di inserirlo nella sezione humor è dovuta al fatto che mancava per ovvie ragioni una categoria specificamente dedicata al racconto paradossale e al non-sense e volevo dare risalto a questo aspetto piuttosto che ad altri.
        La mia ragazza, leggendolo dopo la pubblicazione, ha detto che l’idea le ricorda certi racconti di Calvino e, per quanto inconsciamente, col senno di poi ci vedo anch’io una qualche influenza da certi racconti delle “Cosmicomiche” o di “Ti con zero”.
        Non ti nascondo però che la mia prima scelta tra le opzioni date era stata fantascienza, subito cambiata perché associo quel genere più ad autori come Dick e al suo tipo di racconto rispetto ad esempio a Douglas Adams.

  39. befana profana ha detto:

    Fingerà che va tutto bene, magari per prendere tempo e cercare di trovare il modo di cogliere autore in fallo.
    Il quesito affascina da quando l’uomo riflette su se stesso: e se fossi solo la creazione mentale di qualcun altro? La mia realtà esiste o è finzione? Per di più prometti che seguendo Morrazzi e le sue tribolazioni si ride, io seguo.
    L’unico consiglio che mi sorge spontaneo è di andare un po’ più spesso a capo.
    Ciao

  40. The dude ha detto:

    Ok, mi sembra abbastanza assurdo da costringermi a seguirti in questo percorso surreale. Iniziamo facendo finta di nulla. Poi più in là potrebbe contattare l’autore.

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