Dove eravamo rimasti?
Finché c’è vita c’è speranza
Un mese dopo
Lidia stava sistemando i fiori freschi nel vaso che Renzo le aveva appena riportato, mentre Olga spazzava la bianca lapide dalle foglie secche.
Giuliano se ne stava un pò in disparte, pensieroso, godendosi l’ombra degli alti cipressi.
Guido non c’era, era in giro col capitano Gori per un ciclo di conferenze sulle truffe agli anziani. Raccontava la sua esperienza: quella di truffato ovviamente, non quella di infiltrato civile in un’operazione di polizia, che doveva rimanere assolutamente top secret. Alla fine aveva persino raccontato la verità alla Giulietta, che se era andata via di casa ed era tornata dalla madre novantenne. Ma, per il momento, Guido non aveva tempo per preoccuparsene.
Il contributo della cricca era valso a smascherare un’organizzazione capillare sul territorio, portando all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per una quindicina di persone, Amleto primo fra tutti, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Trentotto, in tutto, le persone indagate.
«E adesso che si fa ragazzi?» chiese Renzo, passandosi una mano sulla fronte sudata.
Si guardarono tutti negli occhi, un pò perplessi, rimanendo in silenzio: dopo le emozioni forti delle finte truffe, e del blitz conclusivo, erano ancora parecchio frastornati.
«E il vecchietto dove lo metto, dove o metto non si sa, va a finire che non c’è posto, forse neppure nell’aldilà!»
Si girarono tutti: Aldemaro stava canticchiando, facendo lo slalom fra le lapidi, come se si divertisse un mondo.
«Eccoti l’altro vaso Lidia» disse, quando li ebbe raggiunti.
Lei lo ringraziò e sistemò un secondo mazzo di fiori nel vaso che lui le aveva allungato, riponendolo con cura sulla tomba del marito.
«Ammazza che facce lunghe! E pensare che quello che stava per tirare le cuoia ero io!» esclamò Aldemaro.
«C’è poco da scherzare, brutto idiota, mi hai fatto prendere un colpo quando ti ho visto.» ribatté Renzo.
«Oh ma quanto la fai lunga! Guarda che il colpo era preso a me! Comunque sto benissimo, tre coronarie stubate e sono tornato come nuovo!»
Aldemaro stava cercando di stemperare i toni, ma tutti, lui per primo, sapevano che se l’era vista brutta.
«Comunque, se avessi saputo che mi avreste portato al cimitero, col cavolo che sarei uscito con voi anche di domenica! Una vera botta di vita, proprio quello che mi serviva per riprendermi dopo essere stato ad un passo dalla morte!»
«Senti, signor bastian-contrario, adesso ci hai proprio stufato!« intervenne Lidia, irritata «se non ti sta bene adesso andiamo da te, prendi la tua intoccabile macchina e ci porti da qualche parte a vivere!»
«No, la mia macchina non si può prendere.» rispose subito lui con decisone.
«Il solito taccagno, non sia mai che consumiamo un pò della tua preziosa benzina eh?» lo rimbrottò Renzo. «E adesso non hai più neanche la scusa del cric, dopo quello di ultima generazione che ti abbiamo regalato.»
Aldemaro rimase per un attimo in silenzio.
«Ma non posso!» sbottò all’improvviso, guardandoli ad uno ad uno negli occhi con insolita serietà.
Renzo stava per ribattere ma Giuliano lo bloccò: conosceva abbastanza Aldemaro da aver capito che almeno per quella volta non stava scherzando, e anzi stava per fare una rivelazione a tutti loro.
«Non posso prenderla perché ho squarciato una gomma mentre uscivo dal vialetto di casa. Il fatidico lunedì che tutto è cominciato ho avuto un leggero malore e sono finito contro una delle basse colonne ai lati del cancello. Quando mi sono ripreso stavo bene e non ci ho dato peso, anche se adesso so che probabilmente si è trattato di una prima avvisaglia dell’infarto. Comunque sia, secondo voi a che mi serviva il cric?!»
Per alcuni minuti rimasero tutti zitti, pensierosi, poi fu Renzo a parlare.
«E vuoi darmi a bere che la tua macchina sta ancora lì con la gomma squarciata dopo tutto questo tempo? Ma se ti abbiamo pure regalato il cric nuovo!»
«Lo so, ma io non so neanche da che parte sta una gomma!» rispose Aldemaro con un’insolita ammissione di manchevolezza. Poi, inaspettatamente, fece l’occhiolino a Renzo. Ormai tra loro era pace fatta.
«Allora, caro idiota, adesso andiamo tutti a casa tua, PRIMA cambiamo la ruota col tuo nuovo e luccicante cric, visto che grazie a Dio IO SO come usarlo, e DOPO ci porti da qualche parte!» rispose Renzo ricambiando l’occhiolino.
«Andiamo allora gente, che domani ho la chemio e poi sto fresca!» disse Lidia incamminandosi.
«A chi lo dici, a me il dottore ha ordinato una gastroscopia. Godo al solo pensiero.» replicò Giuliano.
«Se è per questo io devo fare le cataratte.» rincarò la dose Renzo.
«Alla faccia del divertimento! Nessuno ha un funerale?» chiese Aldemaro storcendo la bocca. «Ragazzi, che cricca di vecchi rincoglioniti!» concluse poi.
«Certo, la cricca del cric!» intervenne Olga, sorprendendo tutti.
La risata fu generale, e suscitò sguardi di disapprovazione tra gli altri presenti, visto il luogo.
Ma la cricca non se ne curò e se ne andò col cuore leggero, con la consapevolezza che finché c’è vita c’è speranza.

13/08/2017 at 17:01
Rieccomi, Cinzia.
Un finale insieme allegro e malinconico, come la vita, direi. A tutte le età.
La chiusura del cerchio che giustifica “Il Crick” iniziale è spassosissima.
Hai condotto la storia in porto con uno stile coerente e divertente, era facile scivolare nel melenso ma tu sei riuscita a mantenere un equilibrio invidiabile, facendo sorridere e riflettere. Brava!
Ciao, ti auguro un’ottima domenica e un sacco di bei giorni a venire 😀
09/08/2017 at 14:37
Eccoci al tuo gran finale Cinzia.
Un epilogo coerente con il resto del racconto; il gruppo di arzilli vecchietti si ritrova con il loro tipico entusiasmo.
Storia che viaggia al limite del surreale proprio in virtù dell’energia apparentemente inesauribile che li contraddistingue. Probabilmente è questo che fa ridere e riflettere allo stesso tempo.
Il messaggio è chiaro e positivo.
Il racconto è stato fluido e scorrevole, anzi, la tecnica mi è sembrata migliore rispetto alla tua storia precedente.
Ci si rivede da queste parti se deciderai di tornare.
A presto
09/08/2017 at 17:32
Ciao Fue, lieta di ritrovare anche te nel finale!
Mi ha fatto sorridere la tua osservazione: storia quasi surreale x l’energia che sprizza da tutti i pori dei miei vecchietti? Non lo so…sarà che io ho intorno a me tutti attempati esempi di questo tipo: mio padre ha apoena fatto 88 anni e in questo monento è vua da solo in campagna, mio suicera ne ha 84 e, reduce da un infarto l’anno scorso, porta a giro mio figlio in bici, mia suocera ne fa ottanta e carica la spesa in bicicletta. .e mia mamma. ..guarda la risposta a Maria 🙂 Quindi per me il loro entusiasmo è più che reale! Comunque grazie mille, anxhe x l’osservazione sullo stile migliorato 🙂
A presto!
09/08/2017 at 17:35
Mio suocero ha avuto l’infarto…odio scrivere al cellulare!!!!
08/08/2017 at 21:53
Bellissimo!!
“Finché c’è vita c’è speranza”
Proprio vero! E mi piace moltissimo L’atteggiamento sempre positivo dei tuoi vecchietti, prendere la vita con un sorriso nonostante malattie e difficoltà non è da tutti… Riescono sempre ad apprezzare le piccole gioie, la loro amicizia, ciò che gli offre ancora la vita.
Li apprezzo davvero molto, grazie per averci fatto conoscere dei personaggi così incoraggianti!
Con la tua umoria hai regalato a tutti noi più di un sorriso, ma in realtà la tua storia ha davvero un profondo significato ☺️
Complimentissimi anche per il tuo stile, per le tue descrizioni e per tutto insomma….
Buona serata Cinzia, e non vedo l’ora di rileggerti ancora e ancora!?
09/08/2017 at 19:28
Ciao cara Naomi,
sono felice che la conclusione del mio racconto ti abbia entusiasmato.
Hai, come sempre, speso parole gentili e lusinghiere…grazie di cuore!
Come ho già detto ad altri, il messaggio dei miei vecchietti non poteva che essere positivo, perchè ho la fortuna di avere vicino a me tutti esempi di grande vitalità: da mio padre, a mia madre, ai miei suoceri (guarda in proposito, se ti va, le risposte a FueGod e Maria)…pertanto devo ringraziare loro per la positvità che mi viene regalata tutti i giorni.
Un grandissimo saluto!
08/08/2017 at 17:37
Bel finale Cinzia, complimenti. Il lieto fine era d’obbligo perché, come tu stessa hai scritto in conclusione, finché c’è vita c’è speranza 😉
A presto 🙂
08/08/2017 at 17:51
Ciao Anna, grazie!
Sono contenta che il finale ti sia piaciuto…devo dire che sono piuttosto soddisfatta anch’io 😉
Meno male che, come ho detto anche sotto, l’avevo già un pò buttato giù tempo fa…adesso sono impegnata proprio su altro!!!
Infatti sto partecipando anche poco…ho visto che hai proseguito con la tua storia, se ce la farò darò un’occhiata! Un caro saluto!
08/08/2017 at 07:52
Ciao Cinzia
Storia scorrevole e con la giusta dose di humour, che non guasta mai.
Il tuo stile è piacevole da leggere. Ambientazione, personaggi (e i loro acciachi), sono ben caratterizzati. Ho solo qualche remora riguardo a Lidia e la “sua chemio”. Anche se Lidia è caratterialmente proattiva e non sembra avere la morte negli occhi, trattasi di una terapia pesante, psicologicamente e fisicamente.
A rileggerti
08/08/2017 at 16:46
Ciao Maria,
grazie per avermi seguito fino qui, e per i complimenti. Fa piacere riceverli, come fa piacere, soprattutto, aver avuto voi tanti lettori che vi siete appassionati alla mia storia: io sarei stata già contenta così.
Rispondo subito alla tua osservazione su Lidia: grazie anzi per avermi espresso il tuo sentire, così posso spendere due parole in più sull’argomento, perché non vorrei aver dato l’impressione di averlo preso alla leggera.
Ciò che ho scritto non è frutto di immaginazione, l’ho scritto con cognizione di causa.
Mia mamma ha fatto la chemio per sei mesi, e Lidia è lei. Aveva qualche fastidio dopo ogni seduta, nausea più che altro, ma dopo aver assunto i farmaci prescritti allo scopo stava bene. Era, ed è ancora, super sprint: ha dato lei forza a me, il che è tutto dire.
Continuava a preparare i suoi manicaretti stupendi, e a pensare a noi, e non l’ho mai vista piangere una sola volta. Probabilmente dentro di sé le cose erano ben diverse, ma il suo spirito era sempre vivido e …vivo!
Un caro saluto 😉
Ps: per ora niente chemio, si starà a vedere per il futuro, lo spirito è sempre lì, mia mamma pure 😉
08/08/2017 at 18:22
🙂
07/08/2017 at 17:44
Brava, anche per il modo in cui sei riuscita a mettere il punto alla storia di questi amabili vecchietti. Guarderò con occhio diverso gli acciaccati ottuagenari che passano il tempo su qualche panchina, apparentemente osservando con noncuranza il traffico, o i lavori di scavo della tranvia… potrebbero essere affiliati di una qualche cricca (quella del crack, se soffrono di colpo della strega)… ma i nostri eroi hanno figli? stai a vedere che un’ipotetica seconda puntata sarà giocata dai loro discendenti, prima i figli e i nipoti a seguire.
e buone ferie anche a te, VA’!
08/08/2017 at 16:58
Ah ah ah!!
La cricca del crack potrebbe essere un’idea…i nipoti fattoni di Aldemaro e Renzo che si becchettano 😉
Sono contenta che ti sia piaciuto il finale: a dire la vera verità lo avevo ideato già da tempo…e meno male, perchè ultimamente la mia testa è proprio da un’altra parte!!! I vecchi ottuagenari mi fanno tenerezza, tranne quando guidano un veicolo però…lì mi irritano un pò…che cattiva!!!
Un caro saluto e …a presto? Non esci più dal trivio che si triforca? Ti ha risucchiato!!!!
Peccato, ci speravo 😉
07/08/2017 at 17:38
Come avevi promesso, ecco un finale triste e allegro al tempo stesso. Per il resto non devi scusarti, anch’io sono preso da altre cose e poi siamo in Agosto, e che cavolo 😉
Bravissima, ci vediamo presto, spero 🙂
08/08/2017 at 17:00
Ciao Danio!
Un minimo di scuse ci volevano, non mi piace stare troppo lontano dalle mie storie…
Tu sei preso ma vedo che sei super presente sulla piattaforma 😉 Complimenti!
A volte non riesco a starne lontana neanche io….a questo proposito, se riesco faccio un salto al tuo nuovo racconto.
Un caro saluto e…a presto? Ma sì dai!
Grazie per esserci stato!
07/08/2017 at 16:36
CIAO A TUTTI!
Innanzitutto mi scuso per la lunga assenza. Mi sono lasciata traviare da altre cose, e mi pareva di non riuscire a mettere un punto ai miei amabili vecchietti. Però alla fine…eccomi qui!
Ringrazio tutti coloro che si sono soffermati sulla mia storia, e mi hanno seguito fin qui, lasciandomi le loro impressioni. Il confronto con i lettori è bello, istruttivo, la parte migliore di questa piattaforma.
Non so quando mi butterò in una nuova avventura scribereccia, ma per il momento auguro a tutti buona lettura e buona scrittura.
E anche buone ferie, và, visto che siamo in periodo 😉
Un caro saluto,
Cinzia
07/08/2017 at 17:10
Grazie a te per averci regalato questo racconto così fresco e scorrevole.
A presto (ma non prima di settembre).
08/08/2017 at 17:53
Grazie mille Napo!
Il riferimento a settembre lascia intendere che inizierai anche tu una nuova storia?
Con l’apertura delle scuole magari 😉
Mi farebbe piacere leggere e partecipare 😉
Un caro saluto!!!
03/08/2017 at 21:45
Ciao Cinzia,
opto per il misto di tristezza e allegria, penso che sarebbe la scelta migliore per questa storia. Non posso credere che siamo già alla fine :O
Alla prossima !
05/08/2017 at 14:45
Ciao Chiara,
piacere di ritrovarti!
Sì, siamo a fine, però come ho già detto sono in parte felice.
Certo, mi mancheranno gli scambi di battute mordaci tra Renzo e Aldemaro, però ultimamente mi sono buttata proprio su altro, e sono ansiosa di proseguire in questo nuovo filone, che mi ha preso moltissimo 😉
Grazie per essere passata, spero di pubblicare presto l’ultima puntata.
Buon fine settimana!!!
02/08/2017 at 17:11
Con un misto di tristezza e allegria, come vuole la cricca, ma anche la vita stessa che è sempre un po’ incriccata. 🙂
05/08/2017 at 14:43
Sante parole Andrea,
la vita incriccata è un’immagine bellissima!! Grazie per essere arrivato fino a qui, spero a breve di pubblicare l’ultimo capitolo, sono stata un pò latitante ultimamente!
Un saluto!
26/07/2017 at 17:47
Ciao Cinzia,
Cavolo quanto mi dispiace che il prossimo capitolo sia l’ultimo!
Ho votato per il mix tra tristezza e allegria, rimandando in tema con tutto il racconto!
Rinnovo i complimenti 😉
26/07/2017 at 20:05
Ciao Vale,
in parte dispiace anche a me, ovvio…non so come spiegarlo, ma i miei vecchini mi rendono placida e tranquilla 😉
Però il racconto è giunto alla sua naturale fine, e la mia fantasia sta già volando verso altri lidi !!!!
Grazie davvero per la presenza e i complimenti, tutto sempre gradito 😉
Buona serata!
28/07/2017 at 15:18
Ciao Vale,
grazie mille!
Per tutto: per aver seguito, e per esserti affezionata ai mei vecchini. Siamo alla fine e un po’ mi dispiace, ma onestamente in questo periodo sono molto concentrata anche su altri generi, quindi li lascio senza rimpianti 😉
Anche se mi sono divertita moltissimo nei siparietti tra Aldemaro e Renzo 😉
Buon pomeriggio!!
26/07/2017 at 15:28
Ciao Cinzia! Il finale sarà di sicuro in agrodolce, in puro stile cricca del cric!?
26/07/2017 at 16:18
E agrodolce sia!!!
Ho già diverse idee, lo ammetto 😉
Un saluto, a presto!
25/07/2017 at 19:10
Misto di tristezza e allegria, nello stile della cricca fino in fondo 😉 anche se, alla fine, quello che conta al di là del finale è il ricordo vivido che lasceranno i tuoi personaggi 🙂 così reali e indimenticabili.
26/07/2017 at 16:17
Ciao Anna,
mi sa che il mix è in netto vantaggio e, onestamente, ci speravo 😉
Ma grazie per le tue belle parole sui miei personaggi!
Mi fa davvero piacere di aver lasciato una traccia affettuosa in qualche modo..
Un caro saluto,
Cinzia
22/07/2017 at 14:14
Dolce amaro nello stile della cricca e del racconto.
Siamo infine (quasi) arrivati al termine della storia.
Sei riuscita a infilare dentro anche Tolkien 🙂
Bene.
Ciao Cinzia, ci si vede al gran finale.
25/07/2017 at 15:56
Ciao FueGod,
eh sì, siamo alla fine 🙁
Un po mi dispiace ma un po va bene così, perché ho in mente di dedicarmi ad altro 😉
Il Signore degli anelli si è infilato da solo, è nato da una pura associazione di idee: Lidia con anello/senso di colpa/seduzione del male…PAM!!!
Al gran finale 😉
22/07/2017 at 01:02
Un misto di tristezza e allegria perché la vita è fatta di quello.
Ho letto da qualche parte che la gioia è un dolore rimandato e la tristezza una felicità guastata, o qualcosa più o meno così.
E il finale lo vorrei da Sandokan 🙂
25/07/2017 at 15:37
Ciao befana!
Io parafrasarerei la tua massima dicendo che la tristezza è una gioia rimandata 🙂
Finale da Sandokan? In effetti il pensatoio è un luogo mistico…chi lo sa?!? 🙂
A presto! !
21/07/2017 at 17:27
Tristezza e allegria, stile Amici Miei quando tutti vanno al funerale e non possono fare a meno delle loro goliardate.
Altro bel capitolo, peccato che il racconto stia per finire, ma hai la stoffa per confezionarne subito un altro, ed io resto in attesa.
Ciao e al gran finale 🙂
21/07/2017 at 20:21
Ciao Danio,
ho già qualche idea sul finale agrodolce, e ovviamente Amici Miei è sempre un intramontabile cult 🙂
Anche a me dispiace che siamo a fine, ed è in effetti probabile che continui a scrivere sulla piattaforma, perché mi piace troppo relazionarmi con tutti voi…chi lo sa…
Grazie della fiducia comunque, e buona serata 🙂