L’anello di vetro II – Il marchio

Da capo

Ghunter se ne stava rannicchiato a meditare su una comoda poltrona nella tana di Yelda Senza Tempo. Era stata generosa con loro, con lui. Stringeva, con le mani fasciate, una tazza di latte caldo e miele. Una piccola consolazione in confronto a tutto quello che era successo.

Vernon, Arcimago di Taurissia e suo vecchio padrone, lo aveva ritrovato. Forse aveva persino scoperto che era diventato un Vikyro. Il mago acciecato dalla rabbia aveva deciso di ucciderlo, ma Lis lo aveva protetto.

In quel momento era stesa in un letto vicino al camino, scossa dai tremori di una febbre molto alta. L’aveva salvata, l’aveva ritrovata e ora stava per perderla di nuovo. La vecchia gli si avvicinò e prese posto su uno sgabello a fianco a lui.

«Come sta?» domandò il ragazzo cercando di leggere qualche nota di speranza negli occhi color ambra della strega.

«Non bene» replicò lei, con serietà.

Ghunter piegò il capo colpevole. Se avesse saputo combattere o usare la magia del sangue avrebbe potuto impedire quella situazione. Lis si agitò nel letto e mise in mostra la spirale nera che aveva impressa sulla schiena. Il marchio. Il ragazzo prese un sorso dalla tazza. Un marchio per ucciderlo. Chissà a quando risaliva.

«È stato Vernon durante lo scontro» gli spiegò la donna, che non avrebbe mai smesso di leggergli la mente.

Ghunter si girò a guardare la maga perplesso. «Non capisco.»

Yelda sorrise sorniona. «I Vikyri sono immuni alle magie diverse da quella del sangue. Vernon aveva bisogno di un mezzo per colpirti: una pozione, un oggetto incantato o un sicario.»

«Lis» mormorò il giovane portando gli occhi su di lei.

La donna annuì. «Impazzirà e il suo unico scopo diventerà eliminarti.»

Il ragazzo avvertì un brivido freddo percorrergli la schiena. «E tu non puoi rimuoverlo? Guarirla?» la implorò disperato. In quel momento non aveva bisogno di un altro nemico. I demoni e Vernon lo preoccupavano a sufficienza.

Yelda scosse il capo. «Sono potente, sono vecchia e so molte cose, ma non sono un Dio. Quell’incantesimo è stato creato apposta per uccidere quelli come te.»

Ghunter strinse la tazza con rabbia. Era una situazione assurda. Lis non aveva alcuna colpa, si era ritrovata in pericolo solo perché si trovava con lui. «Quindi dovrei arrendermi all’idea di lasciarla morire? Magari ucciderla, per risparmiarle una lenta agonia, e salvarmi la pelle?» gridò irritato. «Non so neppure come Vernon mi abbia trovato!»

Lis iniziò a mugugnare nel sonno e Yelda raggiunse il suo fianco per farle bere un po’ d’acqua. «Non cercava te. Doveva trovare lei.»

Ghunter strabuzzò gli occhi. «Perché?» domandò sorpreso.

La donna si girò a guardare la ragazza e la scoprì sveglia, a fissarla con gli occhioni blu che la imploravano di non dire nulla. Lo gridava ogni parte del suo subconscio. «Non lo so» concluse Yelda, osservando un sorriso riconoscente formarsi sulle labbra della giovane.

Un silenzio pesante calò nella stanza dalle pareti fatte di rami e dall’odore di legno bruciato. Ghunter strinse gli occhi. Era colpa sua, non avrebbe mai dovuto proporle di seguirlo. Era stato avventato ed egoista. Avrebbe fatto di tutto per poter cambiare quella situazione.

«Puoi» replicò Yelda attirando la sua attenzione.

Ghunter posò la tazza e scivolò giù dalla poltrona per mettersi di fronte alla donna. «Cosa devo fare?» Si sentiva pronto ad affrontare chiunque, pur di potersi mettere in moto.

«Lei non è stata la prima a ricevere il marchio e non sarà l’ultima» cominciò la donna. «La Torre Esterna, nei suoi meandri, nasconde ancora parte della conoscenza dei tuoi antenati. Sembra che loro, per proteggersi, avessero trovato un modo per rimuovere il marchio. Vai lì e impara tutto ciò che puoi. Solo la magia del sangue è in grado di guarirla.»

Ghunter afferrò la borsa da viaggio e se la mise in spalla. Poi osservò i riccioli arancioni di Lis sparsi sul cuscino, che ne nascondevano viso. Non si sarebbe arreso finché non l’avesse vista sorridere di nuovo. «Ti prederai cura di lei?» domandò per averne la certezza.

Yelda annuì. «Finché potrò, cercherò di tenerla qui.»

Il ragazzo assentì comprensivo e diede un ultimo sguardo a Lis. Avrebbe aggiustato le cose.

Lasciò la casa, immergendosi nella notte scura. A pochi passi c’era il suo fido destriero. La Torre Esterna si trovava oltre la capitale, a circa tre giorni di viaggio. Montò in sella e si diresse verso la strada.

Cavalcò tutta la notte, senza fermarsi. Mahol e le mura si avvicinavano sempre più, mentre la campagna si popolava di fattorie e campi. All’alba mancavano poche ore, quando la luce di una fiaccola illuminò la notte e grida di disperazione spezzarono il silenzio.

Due ombre s’allontanarono dall’uscio rincorrendosi, mentre un’ultima sagoma si arrestò sulla porta, scoppiando a piangere.

Ghunter rallentò il cavallo, sconvolto e perplesso. Arrivato a pochi metri dalla casa, la donna accasciata sulla soglia alzò il capo a guardarlo. Il ragazzo già sapeva cosa gli stava per chiedere e lei schiuse le labbra per dire: «Aiutami! Ferma mio marito!»

Così Ghunter si è rimesso in viaggio, ma a poche miglia dalla capitale, si ritrova di nuovo bloccato. Cosa pensa?

  • “Ho cose più urgenti da fare, non posso aiutarla!” (20%)
    20
  • “Questa gente non sa togliersi s’impiccio da sola? Mi farò ricompensare!» (20%)
    20
  • “Non di nuovo, che diamine!”, ma la donna gli fa molta pena e quindi accetta a malincuore. (60%)
    60
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43 Commenti

  1. Vista la parità tra fortuna e astuzia, ho cercato di dare spazio a ognuna XD
    Detto ciò, non so se voi riuscite a vedere le opzioni per la votazione… io no e la cosa mi lascia amareggiata, quindi ve le riporto qua sotto:

    Siamo arrivati all’ultimo episodio e Ghunter ha la pergamena per il rituale, per svolgerlo gli servirà una spada. Quale?
    1. Quella di Lis
    2. Quella di Fergus
    3. Un’altra spada (magica o oppure no… ditemi voi ?)

    Buona gionata a tutti! XD

  2. Ecco, ho recuperato i capitoli persi e sono tornata a votare!!! ?Speriamo che l’addestramento abbia reso il nostro eroe un po’ più…autosufficiente ahahah comunque spero che Semer diventi il sul scudiero, potrebbe nascere tra i due un rapporto comico e interessante ai fini della storia ?

  3. L’esercito sembrerebbe una gran perdita di tempo, al momento non ha tempo di fermarsi per imparare a combattere. Essendo il tempo essenziale dovrebbe lasciar perdere tutto o al massimo chiedere informazioni

  4. Primo!
    “Non di nuovo, che diamine!”, ma la donna gli fa molta pena e quindi accetta a malincuore.
    Adoro gli eroi a loro insaputa 😉

    Sei un mito! La storia è sempre più appassionante. Ti ringrazio di avermi avvertito perché la nuova piattaforma, per ora, non mi permette di seguire gli autori. Spero risolvano presto 🙂

    Ciao 🙂

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