L’anello di vetro II – Il marchio

Dove eravamo rimasti?

Siamo arrivati all’ultimo episodio e Ghunter ha la pergamena per il rituale, per svolgerlo gli servirà una spada. Quale? Quella di Lis (75%)

Il rituale

Il ragazzo si girò lentamente, trattenendo il fiato. Lis era lì. Vestita di nero, con una spada affilata tra le mani. Il suo viso era duro, risoluto, sporco di terra e i lunghi capelli raccolti in una coda alta affinché non le dessero fastidio.

«Lis» mormorò rendendosi conto di averci messo troppo tempo.

Sul viso della ragazza si dipinse un ghigno, poi scattò in avanti sfregiandogli la guancia. Il ragazzo cadde a terra e Fergus alzò la spada pronto a difenderlo.

«Fermi!» ordinò il Vikyro, passandosi la mano sulla ferita. «Ho trovato l’incantesimo, posso guarirti!» aggiunse fissando Lis negli occhi.

«È troppo tardi» replicò lei tornando all’attacco. Il clangore del metallo risuonò nella notte, illuminata dal falò ancora acceso del campo. Dei manovali non era rimasto più nessuno e intorno alle macerie della torre c’erano solo più loro. Ghunter osservò Fergus attingere alle sue ultime energie per aiutarlo e si tirò su, conscio del fatto che l’unico modo per risolvere la situazione fosse ricorrere alla magia del sangue. Si allontanò dal duello e raggiunse il falò, dove srotolò la pergamena e iniziò a leggere. Aveva bisogno del fuoco e di un sacrificio per gli Dei il cui sangue fosse ancora caldo. Digrignò i denti, non aveva tempo per mettersi a cacciare, poi si ricordò del demone: aveva la vittima. Inoltre gli serviva un’arma.

Un grido fendette l’aria, facendolo voltare. Fergus sembrava in difficoltà e non aveva più la spada. Ghunter ripose la pergamena, raccolse un ramo da terra e lo accese. Non aveva tempo da perdere. Si diresse deciso verso la ragazza e arrivò appena in tempo per catturare la sua attenzione. Fergus gemeva di dolore tenendosi il polso: aveva perso la mano. Alla vista del moncherino, le viscere gli si contrassero, ma Lis gli impedì di rimuginarci sopra, obbligandolo a scappare.

Ghunter si diresse verso le rovine alle loro spalle e si arrampicò tra le pietre alla ricerca della testa della salamandra. La ragazza gridò: «Non mi scapperai in eterno!»

«Non ne ho la minima intenzione» replicò lui individuando il demone. Saltellò tra le rocce e poi infilò il bastone nell’occhio sano del mostro. Attese con trepidazione che le fiamme divampassero e poi scorse Lis a pochi passi da lui.

«Ti prego! Ragiona!» fece arretrando.

Lei non rispose e corse tra le rocce per raggiungerlo. Mentre nell’aria si spandeva l’odore dolciastro di carne bruciata, Ghunter decise di arrampicarsi su un muro della torre ancora in piedi. Lis lo seguì con qualche difficoltà, permettendogli di guadagnare un po’ di tempo per riflettere. Doveva trovare una spada, compiere il rituale e aiutare Fergus.

Si passò le mani sul viso e dopo qualche passo si rese conto di essere in trappola. Il muro finiva lì e Lis aveva iniziato a risalire la parete come una furia. Si chiese come l’avrebbe tenuta ferma per colpirla e soprattutto dove avrebbe trovato il coraggio.

«Non può finire così» mormorò urtando un masso alla sua sinistra e facendolo crollare. Scorse Lis dietro di lui e comprese di avere solo due scelte: vivere o morire, condannando probabilmente anche Fergus. Doveva trovare il coraggio di accettare la sconfitta. Lis non era più quella che aveva conosciuto. Frustrato si gettò su di lei, cogliendola di sorpresa e le afferrò il braccio che brandiva la spada. Le pietre sotto di loro tremavano per nulla salde e Lis gli morse la mano per obbligarlo a lasciarla andare. Ghunter gridò e le tirò uno schiaffo, mentre la mano ferita si serrava all’avambraccio nemico. «Frantuma» sibilò, osservando il suo sangue macchiarle la pelle. La ragazza gridò di dolore e lasciò andare la spada che cadde di sotto.

Ghunter lasciò la presa, quasi pentito, e corse verso l’arma. Lis cercò d’inseguirlo facendo franare la parete. Richiamato dalle grida, il ragazzo si voltò e, quando la vide ancora viva che cercava di liberarsi dalle rocce, comprese che il danno non era poi così grave.

Raccolse la spada con mano tremante e raggiunse il corpo del demone che ardeva ancora. Estrasse la pergamena e permise alla visione di sovrapporsi alla realtà. All’unisono con il suo antenato infilò la lama nel fuoco fino a renderla incandescente, poi si diresse da Lis che piangeva, senza riuscire a muoversi.

«No, ti prego!» lo implorò, facendogli stingere il cuore.

Ghunter vide l’uomo infilzare la gamba del compagno e trapassò la schiena di Lis, stringendo gli occhi. Poi fece scorrere il proprio sangue sul metallo, ripetendo:

«Ciò che è dell’Ombra,

torni nell’ombra.

Ciò che è della Luce,

venga alla luce.

Nel fuoco della carne,

il metallo è purificato,

dal sangue della stirpe

io sono condannato,

ma tu dal marchio,

vieni liberato!»

Il cielo s’illuminò a giorno, mentre il grido della ragazza si spezzava e Ghunter sentì le forze venirgli meno. La spada iniziò a vibrare mentre la lama splendeva bianca e accecante. Un forte vento sferzò le rovine, prima che un’onda d’urto li separasse, scagliandoli lontano. La notte tornò a oscurare il cielo e tutto fu inghiottito dal silenzio.

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43 Commenti

  1. Vista la parità tra fortuna e astuzia, ho cercato di dare spazio a ognuna XD
    Detto ciò, non so se voi riuscite a vedere le opzioni per la votazione… io no e la cosa mi lascia amareggiata, quindi ve le riporto qua sotto:

    Siamo arrivati all’ultimo episodio e Ghunter ha la pergamena per il rituale, per svolgerlo gli servirà una spada. Quale?
    1. Quella di Lis
    2. Quella di Fergus
    3. Un’altra spada (magica o oppure no… ditemi voi ?)

    Buona gionata a tutti! XD

  2. Ecco, ho recuperato i capitoli persi e sono tornata a votare!!! ?Speriamo che l’addestramento abbia reso il nostro eroe un po’ più…autosufficiente ahahah comunque spero che Semer diventi il sul scudiero, potrebbe nascere tra i due un rapporto comico e interessante ai fini della storia ?

  3. L’esercito sembrerebbe una gran perdita di tempo, al momento non ha tempo di fermarsi per imparare a combattere. Essendo il tempo essenziale dovrebbe lasciar perdere tutto o al massimo chiedere informazioni

  4. Primo!
    “Non di nuovo, che diamine!”, ma la donna gli fa molta pena e quindi accetta a malincuore.
    Adoro gli eroi a loro insaputa 😉

    Sei un mito! La storia è sempre più appassionante. Ti ringrazio di avermi avvertito perché la nuova piattaforma, per ora, non mi permette di seguire gli autori. Spero risolvano presto 🙂

    Ciao 🙂

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