L’anello di vetro II – Il marchio

Dove eravamo rimasti?

Così Ghunter si è rimesso in viaggio, ma a poche miglia dalla capitale, si ritrova di nuovo bloccato. Cosa pensa? “Non di nuovo, che diamine!”, ma la donna gli fa molta pena e quindi accetta a malincuore. (60%)

Il furfante

Non di nuovo, che diamine! pensò Ghunter preso dallo sconforto. La donna che aveva davanti però, era davvero disperata. Le lacrime scendevano irrefrenabili lungo le sue guance e con le mani si reggeva allo stipite della porta. «Ti prego!» singhiozzò, facendogli stringere il cuore.

Ghunter sbuffò. Non aveva tempo da perdere dietro ogni abitante di Taurissa. Lis aveva bisogno di lui. «Che è successo?» emise in un sospiro.

Il viso della donna s’illuminò. «Un ladro si è introdotto in casa nostra e ha preso tutto ciò che avevamo: oro e provviste. Mio marito l’ha inseguito, ma è troppo vecchio per combattere. Finirà per farsi ammazzare!»

Il ragazzo annuì comprensivo. Combattere contro nemici troppo forti era stata la sua specialità nell’ultimo periodo, ma per fortuna c’era sempre stato qualcuno che lo aveva aiutato. Non poteva tirarsi indietro. «Me ne occupo io» le assicurò facendo girare il cavallo nella direzione in cui aveva visto sparire le altre ombre. Un ladro, non era un cavaliere e né un mago. Poteva farcela.

In pochi minuti avvertì delle grida e scorse il bagliore della fiaccola. I due dovevano essere laggiù. Emise un profondo respiro e si allacciò lo scudo al braccio, stringendo i denti, e sfilò la spada dal fodero accorgendosi per la prima volta dello stridore metallico che produceva. «Ah!» fece, spingendo il cavallo al galoppo.

In pochi secondi raggiunse la coppia. La lama del ladro si stava abbassando sul bastone di legno della torcia che l’uomo usava per difendersi e attaccare. Ghunter intercettò la daga avversaria e, grazie allo slancio del destriero, costrinse il ladro a fare qualche passo indietro, per non essere travolto.

Il vecchio guardava il nuovo arrivato con gli occhi sgranati, incerto se fidarsi o meno.

Ghunter si riportò in posizione d’attacco e il furfante fece altrettanto. I suoi occhi chiari scintillavano alla debole luce della fiaccola. «Restituisci il maltolto!» gli intimò tirando fuori la voce.

Il ladro scoppiò a ridere. «Non credo proprio.»

Ghunter scosse il capo irritato. Stava solo perdendo tempo. «Non costringermi a usare la forza.»

«Cavaliere, non oserei mai» fece l’avversario, riponendo l’arma nel fodero e scattando verso il vecchio. Fu un lampo, una macchia verde che si confondeva con l’oscurità, e Ghunter ebbe l’impressione di essere immerso nella melassa.

Il ladro buttò a terra il vecchio e gli tolse la fiaccola, mostrando una certa forza fisica. «Ora se volete scusarmi, ho ben altro da fare» annunciò e con gesto teatrale gettò la torcia sul selciato per la spegnerla con lo stivale e far piombare gli astanti nel buio. «Semer, il re dei lari, porge i suoi saluti!»

«No!» gridò il vecchio disperato, mentre Ghunter era rimasto a bocca aperta. Anche se era sicuro di vincere, quel furfante era riuscito a sfuggirgli. Smontò da cavallo e aiutò l’uomo a rimettersi in piedi.

«Grazie, per essere stato completamente inutile» mormorò lo sconosciuto portandosi la mano alla schiena.

«Mi spiace» fece Ghunter ferito nell’orgoglio, rendendosi conto di aver fallito ancora una volta. Il vecchio era vivo, ma la refurtiva lontana.

L’uomo non sembrò ascoltare le sue scuse, intento a scrutare l’oscurità come se potesse indovinare dove si fosse diretto Semer. «Re dei ladri» sbuffò irritato. «Ogni anno ce n’è uno nuovo!» e così dicendo si girò per tornare a casa.

Ghunter rimase lì, fermo, ad osservarlo andar via. A parte quel rimprovero non gli aveva detto altro, ma forse l’amarezza per come erano andate le cose era troppa. Riusciva a capirlo. Sospirò amareggiato pensando cosa poter fare per essere d’aiuto, ma non gli venne in mente nulla. Doveva buttarsi tutto alle spalle e ripartire. Lis e Yelda contavano su di lui. Fece schioccare la lingua e il cavallo si avvicinò. Poi partirono alla volta di Mahol.

A metà mattina le mura della grande città erano di fronte a lui. Un via vai di mercanti intasava l’ingresso della capitale. Le guardie reali facevano la ronda e fermavano i commercianti per controllare le merci che entravano e uscivano. Ghunter osservava quel formicaio con incredulità. Non aveva mai visto tanta gente messa insieme. Fu obbligato a smontare da cavallo e a proseguire a piedi, spintonato da destra e sinistra. La città era un caleidoscopio di colori, odori e suoni. Per la prima volta vide la forgia incandescente di un fabbro, la bottega di un liutaio e il forno di un panettiere che risvegliò il suo appetito. Affamato raggiunse un piccolo parco tranquillo, lontano dagli schiamazzi della piazza centrale, e consumò le ultime provviste che gli restavano. Mentre se ne stava appoggiato a un muro scorse un volto noto rappresentato su una locandina. Justo.

Staccò l’annunciò incuriosito. Cercasi manovali, dieci monete a giornata. Ne avrebbe avuto bisogno. Senza denaro si sarebbe ritrovato senza cibo e sarebbe stato costretto a rubare a sua volta, però Lis poteva impazzire da un momento all’altro e allora se la sarebbe ritrovata alle costole. Alzò gli occhi al cielo combattuto.

Cosa doveva fare?

  • Si ricorda che Justo gli aveva parlato dell’esercito e decide di arruolarsi per imparare a combattere. (60%)
    60
  • Lasciar perdere e rimanere concentrato sulla missione. In qualche modo si aggiusterà. (20%)
    20
  • Cercare Justo e chiedergli più informazioni. (20%)
    20
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43 Commenti

  1. Vista la parità tra fortuna e astuzia, ho cercato di dare spazio a ognuna XD
    Detto ciò, non so se voi riuscite a vedere le opzioni per la votazione… io no e la cosa mi lascia amareggiata, quindi ve le riporto qua sotto:

    Siamo arrivati all’ultimo episodio e Ghunter ha la pergamena per il rituale, per svolgerlo gli servirà una spada. Quale?
    1. Quella di Lis
    2. Quella di Fergus
    3. Un’altra spada (magica o oppure no… ditemi voi ?)

    Buona gionata a tutti! XD

  2. Ecco, ho recuperato i capitoli persi e sono tornata a votare!!! ?Speriamo che l’addestramento abbia reso il nostro eroe un po’ più…autosufficiente ahahah comunque spero che Semer diventi il sul scudiero, potrebbe nascere tra i due un rapporto comico e interessante ai fini della storia ?

  3. L’esercito sembrerebbe una gran perdita di tempo, al momento non ha tempo di fermarsi per imparare a combattere. Essendo il tempo essenziale dovrebbe lasciar perdere tutto o al massimo chiedere informazioni

  4. Primo!
    “Non di nuovo, che diamine!”, ma la donna gli fa molta pena e quindi accetta a malincuore.
    Adoro gli eroi a loro insaputa 😉

    Sei un mito! La storia è sempre più appassionante. Ti ringrazio di avermi avvertito perché la nuova piattaforma, per ora, non mi permette di seguire gli autori. Spero risolvano presto 🙂

    Ciao 🙂

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