L’anello di vetro II – Il marchio

Dove eravamo rimasti?

Cosa doveva fare? Si ricorda che Justo gli aveva parlato dell’esercito e decide di arruolarsi per imparare a combattere. (60%)

Al Comando Centrale

Tornò con gli occhi sulla locandina, per osservare quel volto amico che lo aveva aiutato a sopravvivere in quel mondo. Se non lo avesse incontrato non avrebbe saputo dove andare, né difendersi, anche se la strada per diventare un guerriero era ancora lunga. Quella mattina era già stato beffato da un ladro, ma nonostante la disavventura, era arrivato a Mahol e Justo gli aveva detto che lì aveva sede il Comando Centrale. Poteva arruolarsi, imparare a combattere ed essere in grado di difendersi dai demoni.

Sospirò incerto. Quanto tempo avrebbe potuto aspettare Lis? L’unica cosa sicura era che avrebbe dovuto difendersi anche da lei. Fu preso dallo sconforto. Dove credeva di andare in quelle condizioni? Era solo un ragazzo perso nel mondo con una spada al fianco. Da quando aveva lasciato il castello non aveva combinato nulla di buono. Quella constatazione lo ferì. Doveva cambiare le cose, imparare a combattere, a cavarsela da solo. Accartocciò il volantino di Justo e, preso il cavallo per le briglie, si diresse verso la fortezza interna.

L’ingresso del Comando era un’enorme portone di quercia, piantonato da quattro sentinelle. Ghunter varcò la soglia intimorito e subito gli si parò davanti un uomo grasso, dal naso a patata e pochi capelli fulvi in testa. «Alto là! Cosa cerchi?» gli chiese portando le mani ai fianchi.

«Vorrei arruolarmi» mormorò poco convinto.

L’omone lo squadrò perplesso, poi indicò una stanza alle sue spalle. «Di là.»

Ghunter annuì ed emise un «Grazie» appena udibile. Iniziava a sentirsi nervoso. L’ambiente era spartano e tutti sembravano poco ben disposti verso gli estranei. Dovette bussare tre volte prima di essere ricevuto. L’uomo alla scrivania alzò gli occhi dal dispaccio che stava leggendo e gli fece cenno d’avvicinarsi. «Che succede?»

«Sono qui per arruolarmi» rispose Ghunter cercando di mantenere la voce ferma.

«Mh» emise l’uomo prendendo un foglio bianco e alzando un sopracciglio. «Nome, cognome, età, luogo di nascita» gli chiese intingendo la penna nel calamaio. Quel ragazzo così magro e impaurito sarebbe durato poco.

Il giovane sbiancò. Non aveva pensato che gli avrebbero fatto così tante domande e non poteva certo dire di essere vissuto alle dipendenze dell’Arcimago o Vernon lo avrebbe ritrovato subito.

«Allora?»

«Ghunter…» e si fermò perché un cognome non l’aveva mai avuto. «Laught» aggiunse inventando e osservando l’altro scrivere ogni cosa in bella grafia. L’età era un altro guaio. Vernon non gli aveva mai fatto festeggiare alcun compleanno e la scoperta di quella ricorrenza risaliva a una vecchia chiacchierata con Justo. «Diciannove anni, di Emeria» fece spacciandosi per l’amico.

«Bene, fai uno scarabocchio qui e posa le tue cose all’ingresso, poi consegna il foglio alla guardia qua fuori.»

Ghunter strinse la penna tra le dita. «Perché uno scarabocchio?» domandò perplesso. Aveva visto Vernon firmare moltissimi documenti e sempre con molta attenzione.

Il capitano lo fulminò. «Sai scrivere per caso?» tuonò acido. Il giovane annuì terrorizzato. L’uomo mutò subito espressione e sembrò farsi curioso. «Firma, allora» replicò, prendendo dei fogli e uscendo dall’ufficio.

Ghunter fece come gli era stato detto e, nel giro di un’ora, si vide confiscare ogni bene. In cambio ricevette una branda e una ciotola, poi fu spinto all’interno di un’arena sabbiosa, sotto il sole, ad allenarsi con i nuovi compagni. Corsa, flessioni, sollevamento pesi, per prima cosa doveva rafforzare il corpo. A fine giornata era sfinito. Si trascinò al letto, redendosi conto di avere più muscoli di quanti ne conoscesse, e s’addormentò immediatamente.

All’alba del mattino seguente si svegliò in mutande davanti alle latrine, simpatico benvenuto dei suoi compagni di stanza, così fece tardi all’appello del caporale Lucius che, sorridendo, gli inflisse la prima punizione: pulire la camerata per due settimane e per quel giorno avrebbe digiunato.

Ghunter si sentì mancare. Non per l’umiliazione, né per la durezza con cui era stato trattato, dato che il caporale gli aveva risparmiato venti frustate, quanto per l’amarezza di essersi messo in gabbia da solo e, da ciò che comprese il terzo giorno, sarebbe rimasto chiuso là dentro per molto tempo. Sei mesi d’inferno, gridò la sua coscienza, ma retribuiti. Cinquanta monete al mese e forse le cose sarebbero migliorate.

*

Quella mattina per la prima volta si era alzato dalla branda consapevole del fatto che non avrebbe dovuto riordinare la stanza da solo. La sua punizione era terminata e aveva fatto amicizia con un altro ragazzo di nome Fergus. Veniva da una famiglia di contadini, ma il suo sogno era diventare un condottiero. Si trovavano nell’arena ad allenarsi. Ghunter era migliorato molto, anche se il caporale continuava a correggerlo. «Tieni lo scudo più alto e chiudi il braccio!» gli gridò scuotendo il capo.

Justo fermò il cavallo all’ingresso del Comando ed entrò stringendo un foglio tra le dita. «Devo parlare con il capitano» fece rivolto al soldato dell’ingresso.

Sono trascorse due settimane, mentre Ghunter si allenava. Che sarà successo nel frattempo? Cosa volete che vi racconti?

  • Rimaniamo a Mahol e vediamo che succede al Comando (40%)
    40
  • Cosa ha fatto Vernon (0%)
    0
  • Cosa è successo alla tana di Yelda (60%)
    60
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43 Commenti

  1. Vista la parità tra fortuna e astuzia, ho cercato di dare spazio a ognuna XD
    Detto ciò, non so se voi riuscite a vedere le opzioni per la votazione… io no e la cosa mi lascia amareggiata, quindi ve le riporto qua sotto:

    Siamo arrivati all’ultimo episodio e Ghunter ha la pergamena per il rituale, per svolgerlo gli servirà una spada. Quale?
    1. Quella di Lis
    2. Quella di Fergus
    3. Un’altra spada (magica o oppure no… ditemi voi ?)

    Buona gionata a tutti! XD

  2. Ecco, ho recuperato i capitoli persi e sono tornata a votare!!! ?Speriamo che l’addestramento abbia reso il nostro eroe un po’ più…autosufficiente ahahah comunque spero che Semer diventi il sul scudiero, potrebbe nascere tra i due un rapporto comico e interessante ai fini della storia ?

  3. L’esercito sembrerebbe una gran perdita di tempo, al momento non ha tempo di fermarsi per imparare a combattere. Essendo il tempo essenziale dovrebbe lasciar perdere tutto o al massimo chiedere informazioni

  4. Primo!
    “Non di nuovo, che diamine!”, ma la donna gli fa molta pena e quindi accetta a malincuore.
    Adoro gli eroi a loro insaputa 😉

    Sei un mito! La storia è sempre più appassionante. Ti ringrazio di avermi avvertito perché la nuova piattaforma, per ora, non mi permette di seguire gli autori. Spero risolvano presto 🙂

    Ciao 🙂

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