L’anello di vetro II – Il marchio

Dove eravamo rimasti?

Siamo a poche miglia dalla Torre Esterna e Ghunter ha ritrovato molti amici. Cosa ne farà di Semer? Lo aiuta a condizione che diventi suo scudiero. (100%)

Dentro la torre

Semer lo fissava con aria disperata e Ghunter pensò che non poteva lasciarlo lì così.

«Ti aiuterò, solo se diventerai il mio scudiero.»

«Cosa?» protestò l’altro incredulo. «Sono un ladro, non una mammoletta!»

«Allora rimarrai lì» replicò il giovane. «Non ti permetterò di tornare alla tua vecchia vita.»

Semer sbuffò e avvertì un’altra fitta alle tempie. «Accetto» mormorò desiderando solo che quella tortura finisse.

Ghunter sorrise e con un colpo deciso della spada recise la corda tesa. Semer cadde a terra come un sacco di patate e rimase steso a sentire la pressione intracranica diminuire. Ghunter scese da cavallo e gli liberò i piedi dai lacci. «Forza, seguimi» fece aiutandolo ad alzarsi.

Raggiunsero la colonna che era avanzata e si accodarono. Semer si guardava intorno chiedendosi perché quel giovane lo avesse voluto al suo fianco. Il sole stava calando quando domandò: «Dove siamo diretti?»

Ghunter sorrise felice e indicò un’ombra nera che si stagliava davanti al sole dorato. «Laggiù.»

Si accamparono ai piedi della torre che ormai era sera. Nel cielo terso c’erano solo stelle. I due soldati stavano mangiando la loro razione di zuppa l’uno accanto all’altro, quando Justo s’avvicinò: «Vorrei che cominciaste da subito i turni di guardia.»

Ghunter annuì. L’oscurità lo avrebbe aiutato a portare a termine il suo compito. «Comincio io» fece d’impulso.

Fergus lo guardò perplesso. «Sei sicuro?»

Il ragazzo sorrise: «Certo, non preoccuparti.» Finì il pasto in fretta, poi andò a cercare Semer e lo prese da parte. «Devi farmi entrare nella torre questa notte» gli disse senza ammettere repliche.

«Perché?» domandò l’altro curioso.

«Fallo e basta» concluse Ghunter allontanandosi e raggiungendo l’unico ingresso visibile. Era chiuso da ben quattro lucchetti di ferro e solo Justo ne aveva le chiavi. Il chiacchiericcio proveniente dal campo iniziò ad attenuarsi verso la mezzanotte, quando il fuoco centrale fu spento. Ghunter fremeva per poter entrare.

«Pss» fece il ladro.

«Che hai trovato?»

«Nulla. Questa torre è inaccessibile» rispose Semer scoraggiato. «Posso solo forzare la serratura.»

«No! Justo ci scoprirà!» protestò Ghunter.

Un luccichio apparve negli occhi del ladro. «Non se abbiamo le chiavi» fece filandosi il mazzo dall’interno della camicia.

Ghunter rimase a bocca aperta. «Ma… come? Quando?»

«È stato in gioco da ragazzi» replicò il furfante, raggiungendo i lucchetti e aprendoli uno dopo l’altro. Poi spinse il battente con incredibile leggerezza. I cardini arrugginiti scricchiolarono appena. «Dopo di te» fece permettendogli di passare.

Ghunter osservò il campo e quando fu certo che tutti dormissero, afferrò la fiaccola che aveva a fianco e s’inoltrò nell’oscurità. All’interno, coperti da ragnatele e polvere, c’erano lunghi tavoli e sgabelli ammassati alle pareti. Un paio di candelabri di ottone si trovavano agli angoli della stanza e una scala sembrava portare ai piani superiori. Il ragazzo si guardò intorno spaesato.

«Cosa cerchiamo?» domandò Semer in sussurro.

«Libri. Tu dove li nasconderesti?»

Il ladro scosse la testa. «In un posto non visibile.»

«Controlla di sopra» ordinò Ghunter, apprestandosi ad accendere i candelabri. La stanza ben illuminata non mostrava segni di magia. Il ragazzo posò a terra la torcia e sfilò per qualche pollice la spada dal fodero. Poi si tagliò il palmo. Doveva provare ogni strada. Appoggiò la mano sul mancorrente e si sentì trascinato verso il basso ad alta velocità.

I suoi occhi scorsero delle coste marroni, una di seguito all’altra, ordinate in scaffali di legno, immerse nella luce azzurrina dei cristalli incantati, appena sufficiente a scacciare le tenebre più scure. Poi vide un uomo andare verso di lui. Aveva una lunga barba bianca e un saio cinto con una striscia di cuoio nero. «Vai via!» gli disse con voce profonda. Ghunter sentì le sue mani afferrarlo per le spalle e scuoterlo con forza. Si spaventò. Nessuna visione era mai stata così reale, ma non sapeva come lasciarla. Cercò di divincolarsi e si ritrovò a urlare. Allora uno schiaffo lo raggiunse in pieno volto.

Semer stava davanti a lui, con una mano ancorata alla sua spalla e l’altra sollevata. «Vuoi farci scoprire?»

Ghunter ancora frastornato, scosse il capo. «I libri sono sotto di noi» mormorò affannato.

Il ladro si guardò intorno e raccolta la torcia iniziò a ispezionare ogni centimetro della torre. Gunter intanto si fasciava la mano, chiedendosi la ragione di quell’avvertimento.

«Ho trovato l’ingresso!» fece Semer indicando una lastra di pietra segnata con un glifo. Ghunter strabuzzò gli occhi. Erano gli stessi caratteri che aveva visto sulle lastre al castello del mago. Semer provò a spingere la mattonella e a rimuoverla, ma senza successo. Ghunter sospirò, rimosse la benda e appoggiò la mano ferita sul pavimento. Ormai iniziava a capire come funzionava. Il glifo rifulse di luce e illuminò la stanza a giorno.

Quando i due ebbero di nuovo modo di vedere non erano più nella stanza, ma in un lungo corridoio scuro. «E adesso?» mormorò Semer.

«Esploriamo.»

Nel prossimo episodio:

  • Ghunter e Semer verranno scoperti (50%)
    50
  • La biblioteca verrà distrutta (25%)
    25
  • Ghunter scoprirà qualcosa sul suo passato (25%)
    25
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43 Commenti

  1. Vista la parità tra fortuna e astuzia, ho cercato di dare spazio a ognuna XD
    Detto ciò, non so se voi riuscite a vedere le opzioni per la votazione… io no e la cosa mi lascia amareggiata, quindi ve le riporto qua sotto:

    Siamo arrivati all’ultimo episodio e Ghunter ha la pergamena per il rituale, per svolgerlo gli servirà una spada. Quale?
    1. Quella di Lis
    2. Quella di Fergus
    3. Un’altra spada (magica o oppure no… ditemi voi ?)

    Buona gionata a tutti! XD

  2. Ecco, ho recuperato i capitoli persi e sono tornata a votare!!! ?Speriamo che l’addestramento abbia reso il nostro eroe un po’ più…autosufficiente ahahah comunque spero che Semer diventi il sul scudiero, potrebbe nascere tra i due un rapporto comico e interessante ai fini della storia ?

  3. L’esercito sembrerebbe una gran perdita di tempo, al momento non ha tempo di fermarsi per imparare a combattere. Essendo il tempo essenziale dovrebbe lasciar perdere tutto o al massimo chiedere informazioni

  4. Primo!
    “Non di nuovo, che diamine!”, ma la donna gli fa molta pena e quindi accetta a malincuore.
    Adoro gli eroi a loro insaputa 😉

    Sei un mito! La storia è sempre più appassionante. Ti ringrazio di avermi avvertito perché la nuova piattaforma, per ora, non mi permette di seguire gli autori. Spero risolvano presto 🙂

    Ciao 🙂

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