Le Cronache di Traeh

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà mai il figlio dell'anziana signora? Secondo me... (100%)

Flòh VII

<<Cavolo è vero, tu Arya sei sempre piene di energie, ma la negatività di questa città ha trasformato il tuo entusiasmo in rabbia>>.

<<Si, credo che sia proprio andata così. E tu invece? Per la paura di perdermi hai ceduto al tuo lato affettuoso?>> infierì Arya ammiccante.

Subito Steven cercò di negare quelle accuse, ma qualcosa andò contro a ciò che diceva, era diventato completamente rosso. Ma Arya smise di infierire sull’amico e tornò a parlare alla donna che li stava accompagnando chiedendole chi vivesse in quel luogo. La donna le spiegò che nel tempio vivevano i monaci, e suo figlio era uno di loro. Da quando le persone cominciarono a dare segni di stanchezza e di apatia, si erano rinchiusi li dentro temendo di rimanere contagiati e cominciarono a perseguire chiunque tentasse di entrare. Anche se suo figlio era uno di loro, la sua era una situazione un po’ particolare perché aveva avuto un figlio da una monaca, cosa gravissima e punita con la pena capitale. Ma riuscì a non farsi scoprire e a consegnarmelo affinché potessi crescerlo in segreto. Dopo quell’intima confessione, Steven le chiese perché aveva confidato a loro un tale segreto, e la donna gli rispose che si fidava di loro e che, se gli altri monaci l’avessero rivisto, non avrebbe avuto il tempo di parlare, notizia che fece partire una risata isterica al giovane. La donna continuò dicendo che non sapeva di preciso cosa stava succedendo li, pensava fosse colpa del buio che aveva colpito la città, la nebbia densa che non permetteva più di vedere la luce del Sole, ma non ne era più sicura. Continuò dicendo che l’apatia comparve qualche mese prima, ma in quel momento la città era già l’ombra di quella che era prima. Un tempo Flòh era un luogo vitale, una frenesia incredibile animava quelle strade; un tripudio di colori, fiori, alberi, foglie coloravano ogni angolo della città. Le persone di giorno lavoravano duramente puntando ad obiettivi produttivi e qualitativi di giorno in giorno più alti. Era la culla della civiltà, in quel luogo erano nate nuove conoscenze, nuove tendenze culturali che poi si diffusero ovunque; la sera invece pochi dormivano, si festeggiava fino al mattino successivo, si dormiva poco e si viveva molto. Le feste di Flòh erano conosciute in tutto il pianeta, migliaia di turisti andavano li per passare serate indimenticabili tra fuochi d’artificio, fiumi di alcol, ritmi frenetici, belle donne e… anche begli uomini. Quando la gente cominciò a sentirsi apatica ed esaurita e i monaci chiusero le porte del tempio, suo figlio uscì in segreto e la cercò. Le permise di entrare nel tempio di tanto in tanto permettendole così di riprendere le energie e potersi occupare del nipotino. Successivamente il suo pensiero passò proprio a quel povero bambino facendole scendere una lacrima; aveva nove anni e si sentiva già spento e incapace di reagire. Il figlio non le permise mai di portarlo nel tempio per non destare sospetti, secondo la donna i monaci erano in grado di avvertire il grado di parentela tra due persone, anche se non sapeva come. Mentre parlava fece gesto ai ragazzi di fermarsi, a momenti sarebbe dovuto arrivare suo figlio, e probabilmente avrebbe potuto spiegargli più cose di quelle che aveva fatto lei stessa. Così i tre si misero seduti su quelle splendide scale e si misero ad aspettare in silenzio l’arrivo del monaco che avrebbe potuto dargli qualche spiegazione. Ma la loro attesa durò poco, un forte trambusto proveniente dai piani superiori interruppe quel silenzio, trambusto che si rivelò essere generato dalla corsa di un uomo. 

<<Mamma, chi sono questi?>> urlò l’uomo. <<Non ti avevo avvertito di non portare nessuno? Solo tu potevi entrare senza far scattare i sistemi di sicurezza, ma ormai vi hanno scoperti! Scappate!>>

Ma ancora prima di realizzare ciò che aveva appena detto il figlio dell’anziana, alle loro spalle comparvero due monaci.

<<Bene bene, abbiamo trovato gli intrusi. Ma guarda un po’ chi abbiamo qui, Steven. Nonostante il nostro avvertimento sei tornato. Ammettilo, sei un agente segreto mandato dai Pilastri per controllarci!>>

<<Agente segreto? Pilastri? Ma di che diavolo state parlando? Forse sarebbe ora di uscire da questo tempio visto che a quanto pare avete carenza di ossigeno>>.

<<Cosa, stai dicendo che non ti mandano i Pilastri? E secondo te ti crediamo? Lo sappiamo come lavorate>>.

<<Guardate, pensate quello che volete. Facciamo una cosa, noi ce ne andiamo così discutete quanto vi pare, va bene?>> disse il giovane prendendo Arya per mano e incamminandosi verso le scale che li avevano portati in quel luogo.

(Ho scoperto adesso che la storia “dovrebbe” finire qui, ma non succederà assolutamente, troppe cose ancora devono accadere. Quindi quello che succederà è che ci saranno altre pubblicazioni “separate” da questa. Grazie.)  

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14 Commenti

  1. Manca l’ultimo capitolo quindi è qualcuno che ha tutte le risposte: o qualcuno che sa come rompere l’incantesimo o colui che lo ha fatto (a tua scelta).

    Credo che ci sia stato un problema all’inizio del capitolo…

    Sembrerebbe sia rimasto solo io…

    Ciao 🙂

    • l’inizio del capitolo è venuto così perché ho dovuto interrompere il racconto di Alex ed essendo abbastanza lungo, se non ce lo mettevo il capitolo veniva corto. Mi dispiace che nessun altro segue qui la storia, però nel frattempo ho iniziato la storia su Youtube sotto forma di audio libro (apportando qualche modifica tra cui la descrizione dei protagonisti che mi sono accorto non aver fatto) e spero che così riesca a raggiungere più persone.
      Ciao 🙂

  2. Secondo me è una maledizione che ha oscurato il sole e toglie la vitalità alle persone. Anche chi ha “qualcosa da portare assolutamente a termine”, per cui la fiacchezza non riesce a fermala, è comunque influenzata divenendo indisponente perché ha fretta di terminare per “andarsene a dormire”. Chi ha lanciato la maledizione? Non lo so. Perché? Probabilmente:
    a) qualche sgarbo subito da un qualche mago/essere fatato/altro
    b) si tratta di un incantesimo per prendere in pugno una città altrimenti imprendibile (e qui bisognerebbe capire il perché)
    c) qualcuno odiava la città dei fiori per motivi suoi…

    Ciao 🙂

  3. a) stai andando troppo veloce: così voto solo io!
    b) questo capitolo è stato più breve degli altri o sbaglio?
    c) giustiziati no, se no la storia è già finita. Nel magico mondo del fantastico sì per via della trama riportata nell’incipit. Avrei voluto votare il secondo me… ma non saprei che cosa, visto che non conosco il mondo (l’unica opzione possibile sarebbe la famiglia che abbiamo visto all’inizio).

    Ciao 🙂

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