Le Cronache di Traeh

Dove eravamo rimasti?

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Flòh II

-Scusi, posso farle una domanda?- chiese Arya.
Non ricevendo alcuna risposta, Arya scucì parte degli stracci che componevano il suo vestito mettendo in mostra una prominente scollatura, ma neanche questo esperiente riuscì ad attirare l’attenzione dell’uomo.
-Accidenti! Ma che razza di posto è questo?- urlò Arya.
In quel momento i clienti del bar si voltarono verso di lei scocciati e borbottarono di fare silenzio.
-Perchè state tutti accasciati sul pavimento? Non vi interessano più le vostre vite e le vostre famiglie? Che razza di uomini siete diventati?- continuò Arya.
A quel punto il barista alzò la testa, un lampo di nostalgia illuminò i suoi occhi.
-Non so…- guaì per poi riaccasciarsi quasi avesse fatto uno sforzo titanico.
-Lasciali tranquilli- intervenne una voce affannata.
Arya si girò di scatto e vide un’anziana signora piantata all’entrata del bar. Lo sguardo era accigliato e molto provato, la fronte era sudata e le gambe erano leggermente tremanti, quasi fosse troppo il peso che dovesse sopportare.
-Si sente bene signora?- chiese preoccupata Arya .
-Ragazza, vedi qualcuno che sta bene qui intorno? Tu stessa stai iniziando a dare segni di cedimento, guarda le tue mani, sono tutte screpolate- controbattè l’anziana signora.
Arya si spaventò e le osservò attentamente.
-Ma come è possibile? Poche ore fa non erano così- rispose traumatizzata Arya.
-Seguimi- aggiunse l’anziana signora.
Detto questo, uscì dal locale e col dito tremante indicò una flebile luce nel cielo coperta da un coperta di nuvole, come se anche il Sole fosse stato colpito dalla stanchezza di quella città.
-Sono ormai settimane che non vediamo più la luce del Sole, questo butterebbe a terra chiunque- disse l’anziana signora.
-Lei però è ancora in piedi, come me lo spiega questo?- rispose Arya.
-Sono ancora in piedi perchè c’è qualcosa che devo portare a termine a tutti i costi!- disse l’anziana signora.
-Di cosa si tratta?- domandò incuriosita Arya.
-Fai troppe domande, ragazzina. Adesso che hai capito perché le persone stanno così male puoi levarti dai piedi prima che l’assenza del Sole tolga la vitalità anche te- rispose infastidita l’anziana signora.
Stupita della risposta, Arya si voltò e se ne andò stizzita verso il centro della città. Durante la camminata cominciò a sentirsi un pò affannata e iniziò a tirare occhiate nervose verso la flebile luce in cielo.
-Com’è possibile che sia l’assenza del Sole a far stare così male gli abitanti? Anche a Dread quando è nuvoloso non si vede il Sole, ma le persone mica stanno così male. O questa gente è scema, oppure qualcosa non quadra- disse tra se e se Arya.
Distese di persone mezze morte contornavano il panorama urbano; Arya camminava cautamente cercando di non disturbare il loro riposo, ma anche lei cominciava a sentire sempre più il richiamo del terreno, le sembrava sempre più soffice e la strada dinanzi a lei sempre più inutile e vana. Gli occhi le si stavano per chiudere, quando una forza interiore gli ridiete una rinnovata energia che le fece tornare la voglia di riprendere il cammino.
Nel frattempo, qualche metro più giu…
-Non credi che dovremmo fare qualcosa?- chiese Alex a Steven.
-Certo, non vedi che mi sto impegnando?- rispose Steven coprendosi il volto col grosso cappello che lo contrastingueva e sistemandosi la sacca che conteneva la sua poca roba a mò di cuscino.
-Non possiamo lasciare Arya da sola. Ha bisogno di noi! ribattè Alex.
-Non ho certo intenzione di fermarti, anzi vattene che mi stai dormendo troppo vicino- rispose Steven.
Alex si alzò a fatica, barcollò un pò e se ne andò spazientito.
Cominciò a camminare per le vie spente e desolate della città avvicinandosi alle persone per vedere se fossero coscienti o chiuse nei loro pensieri. Una di queste era adagiata su un balcone, dove da sotto si notava solo una gamba penzolante che sporgeva dalla ringhiera; un’altra era sdraiata in una pozzanghera; un’altra ancora era adagiata sanguinante su quella che probabilmente in passato fu una siepe, ma che ormai era solo un’insieme di rametti secchi che gli scorticavano la pelle lasciando solchi insanguinati, eppure questi non tradiva dolore se non attraverso una leggera contrattura del sopracciglio.

Ma cosa sta succedendo in questa bizzarra città?

  • Secondo me... (100%)
    100
  • Eh Chris le informazioni che ci hai dato sono poche per capire. (0%)
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  • Mi sembra strano che la mancanza del Sole possa fare tutto questo macello. (0%)
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14 Commenti

    • l’inizio del capitolo è venuto così perché ho dovuto interrompere il racconto di Alex ed essendo abbastanza lungo, se non ce lo mettevo il capitolo veniva corto. Mi dispiace che nessun altro segue qui la storia, però nel frattempo ho iniziato la storia su Youtube sotto forma di audio libro (apportando qualche modifica tra cui la descrizione dei protagonisti che mi sono accorto non aver fatto) e spero che così riesca a raggiungere più persone.
      Ciao 🙂

  1. Secondo me è una maledizione che ha oscurato il sole e toglie la vitalità alle persone. Anche chi ha “qualcosa da portare assolutamente a termine”, per cui la fiacchezza non riesce a fermala, è comunque influenzata divenendo indisponente perché ha fretta di terminare per “andarsene a dormire”. Chi ha lanciato la maledizione? Non lo so. Perché? Probabilmente:
    a) qualche sgarbo subito da un qualche mago/essere fatato/altro
    b) si tratta di un incantesimo per prendere in pugno una città altrimenti imprendibile (e qui bisognerebbe capire il perché)
    c) qualcuno odiava la città dei fiori per motivi suoi…

    Ciao 🙂

  2. a) stai andando troppo veloce: così voto solo io!
    b) questo capitolo è stato più breve degli altri o sbaglio?
    c) giustiziati no, se no la storia è già finita. Nel magico mondo del fantastico sì per via della trama riportata nell’incipit. Avrei voluto votare il secondo me… ma non saprei che cosa, visto che non conosco il mondo (l’unica opzione possibile sarebbe la famiglia che abbiamo visto all’inizio).

    Ciao 🙂

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