Oro

Dove eravamo rimasti?

Prossimamente Rebecca ... Durante un'incursione de soldati scappa (80%)

Tra correre e scappare

Nel suo corpo non c’è niente .È vuoto .

Almeno le sembrava quando si era svegliata credendo di cadere.

Mal di testa, mal di braccia, sete, fame. Sì, non era nella sua forma migliore. Faceva molto caldo in quella stanza, doveva essere pomeriggio inoltrato, l’aria le opprimeva la pelle, le si appiccicava addosso e i moscerini le giravano attorno alle orecchie. Non aveva mai sopportato gli insetti.

Dei nitrati attirarono la sua attenzione, erano quelli che la avevano svegliata, poi la porta si spalancò. Questione di secondi e il ragazzo in sedia a rotelle le si fiondò addosso slegandole i polsi.
“Devi andartene, stanno arrivando i soldati”
Meglio, la avrebbero liberata.
“Gli altri vogliono ucciderti”
O forse no.

Si massaggiò i polsi rossi e gli chiese:”Perché allora tu mi aiuti Jonathan?”
“Perché amo tua sorella”
Lei era sconcertata. Era lui lo schiavo.
“Eri tu lo schiavo che si è buttato dalle mura, vero? Non c’era abbastanza spazio in macchina e tu l’hai lasciata salire. È così che sei finito sulla sedia a rotelle” sussurrò Rebecca.
“Avrei preferito rimanere sulla macchina con lei” rispose lui dandole le spalle sulla soglia”scappa dalla finestra, nessuno deve vederti”.

Chiuse la porta a chiave e la buttò sotto l’uscio, quella ferraglia le toccò il piede.

La raccolse e se la infilò in tasca. Aprì la finestra e scavalcò il davanzale, erano al piano terra. Si abbassò e camminò furtivamente attaccata alla parete guardandosi intorno.

Riusciva a vedere la parete rocciosa, era praticamente impossibile scalarla altrimenti lo avrebbero già fatto. Se era vicina al margine dello Strapiombo però voleva dire che era vicina agli uffici dei militari. Sì, “vicina”, la Fossa era talmente grande che avrebbe potuto dover camminare una giornata intera per raggiungere la parete.

O forse no.

Il cavallo che sentiva da dentro era legato al palo lì vicino. Sbirciò dalla finestra dell’entrata, stavano tutti discutendo animatamente anche se sottovoce, il suo rapitore, Alex, si stava avvicinando alla porta, aveva la mano sopra alla maniglia.

Non poteva lasciargli prendere il cavallo. Per fortuna qualcuno lo chiamò e lo fece fermare. Rebecca decise di lasciare la strategia difensiva e si mise a correre verso il cavallo, cercò di slegarlo ma proprio in quel momento il ragazzo aprì la porta. La vide e tirò fuori una pistola. Come faceva ad avere una pistola? Uno schiavo con una pistola, maledetti i doppiogiochisti che gliela avevano venduta. Maledetta società permeata dalla deficienza.

Montò in sella alla svelta e spronò il cavallo. Il primo colpo partì e anche il secondo.
“No, no, così la uccidi!” gridò Abraham.
“Era questa l’intenzione” disse Barrie rubando la pistola al ragazzo e premendo di nuovo il grilletto. Il proiettile andò a segno, le si conficcò nel fianco destro. Ma oramai lei era già troppo lontana per sparare.

***
Un terrore terribile le trasmetteva il tremolio alle mani. Le sembrava di non riuscire a stare dritta, il cuore bussava talmente forte che lei era certa di stare morendo. Stava cavalcando da mezz’ora, l’adrenalina c’era ancora, sì, ma il dolore della ferita si faceva sentire. E sempre più forte. Non ce l’avrebbe mai fatta.
Dopo un po’, non sapeva dopo quanto, cadde di sella. Vedeva il cavallo che si allontanava ma non riusciva a muoversi.

Aiuto, aiuto.

Si mise a piangere. E questo fatto la fece ridere. Stava ufficialmente impazzendo. Che bello piangere, era tanto che non piangeva per niente. Di solito piangeva per morti, guerre, malattie, il mondo, … ma piangere per niente, beh era fantastico.
Si mise coricata sulla schiena a guardare il cielo.
“Eh sì, devo ricordarmi di piangere più spesso per niente”
Rimase lì stesa, il sangue continuava ad uscire, era una palloncino che si svuotava dell’aria. Un palloncino afflosciato.
Che ridere un palloncino afflosciato.
Per fortuna stava ridendo altrimenti i soldati la avrebbero trovata già morta.
Vide le uniformi bianche e dorate luccicare al tramonto.
Vostra grazia, vostra grazia, uccelli fastidiosi.

***

“Ti rimetterai presto”

Ma questo lo sapeva già. Ciò ch e non uccide fortifica e lei oramai era un masso di roccia.

“Grazie” disse congedando il dottore.

La prima persona che si aspettava di vedere non era di certo Samantha. Eppure lei entrò e si accomodò sulla sedia. Silenzio imbarazzante.

“Stai bene?” le chiese.

“Stavo meglio prima”

“Già, immagino. Ascolta, ho convinto Papà a farti andare un po’ dalla nonna”

Dalla sua nonna, al mare, lontano da qui.

“Perché?” chiese Rebecca sospettosa.

Samantha alzò le spalle. Non avrebbe detto niente. In risposta Rebecca la fissò ancora di più e fu allora che notò l’anello.

“Non mi vuoi tra i piedi mentre organizzi il matrimonio?” domandò ironica.

Sam la guardò con gli occhi socchiusi e il sorrisino ironico forzato sulle labbra.

“Fai pure, rovinati la vita. Ma quando lui ti spezzerà non venire a piangere da me perché io il cerotto sulla ferita non te lo metterò”

Samantha aveva gli occhi lucidi, si alzò in fretta e sbattè la porta uscendo. Maledetta società permeata dalla deficienza.

Di cosa parla Noah?

  • In cosa si trasformerà? Suggerimenti (13%)
    13
  • Si trasformerà in un animale (38%)
    38
  • La maledizione della fata porterà Katrina a trasformarsi in una di loro (50%)
    50
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59 Commenti

  1. Ciao Smarty, ultimamente sto vagando un po’ sul sito in cerca di racconti, poi ho visto il tuo e subito mi sono precipitato a leggerlo.
    è bellissimo, i protagonisti ti compaiono davanti agli occhi ed è come se li avessi conosciuti da sempre!
    Mi è dispiaciuto molto non poter partecipare alle scelte che hanno creato una storia tanto fantastica, ma me ne farò una ragione.
    Complimenti! Se hai voglia, vieni a leggere la mia storia!

  2. Ok . Ho capito che mi ha messo delle cose a caso nelle tre opzioni finali.
    QUELLE CHE AVEVO SCEITTO ERANO : 1- Rebecca a dalla nonna da sola e scopre delle cose su sua mamma.
    2- Rebecca va dalla nonna con Nicholas e scopre delle cose su sua mamma .
    3- Litiga con i suoi e va dalla nonna.
    ??????

  3. Ciao marti bentornata,
    Il tuo punto forte secondo me sono come sempre gli stati d’animo: li descrivi benissimo.
    Stavolta ho fatto un po’ di confusione con i personaggi, ma essendo un genere che non leggo spesso penso sia abbastanza normale.
    Ero indecisa su quale opzione votare quindi spero di aver votato bene ?
    A presto e buona giornata

  4. Ciao marti scusa il ritardo ma ultimamente ho la testa più tra le nuvole che altro ?.
    Bravissima come sempre tutto molto scorrevole (almeno per me), in più mi è piaciuta molto la descrizione dei vari personaggi che si trova davanti Rebecca e specialmente quella dell’uomo nero (che è nero davvero io pensavo fosse un epiteto ahaha)
    Ciao cara e a presto ❤️?

  5. Ciao Marty, mi sono un pochino persa in qualche punto per i molti personaggi, ma probabilmente é colpa della stanchezza di fine scuola, faccio fatica a capire tutto… Mi é piaciuta molto la descrizione iniziale del caldo e della sofferenza della prigioniera, così come il suo stupore alla vista dell‘ “uomo nero” 😀
    Bravissima come sempre!
    Credo che scapperà alla prima occasione…mi sembra che questo si adatti al suo carattere coraggioso e un po’ impaziente 😉

  6. Ciao marti! Però che movimento ahaha.
    Mi è piaciuto anche questo capitolo specie la scena in cui lei vede gli occhi marroni dello schiavo…mi sono immaginata benissimo le sue emozioni. Ero indecisa su cosa votare perciò ho messo resta prigioniera per un po’.
    A presto ?❤️

  7. Ciao Marty, mi è piaciuta moltissimo questa frase:
    “tende bianche di seta trasportavano sogni sussurrati dal vento”
    Davvero meravigliosa ?
    Bello anche il ritmo dell’orologio che scandisce le varie vicessitudini…
    Adesso io direi spiegazione schiavi-Strapiombo…
    Bacione ?

    • Ciao ! Grazie mille per i tuoi consigli . In effetti concordo con te sulla farraginosità , in parte è voluta ( personalmente mi piacciono le storie che creano un po’ di confusione all’inizio ) , credo che i dialoghi contribuiscano a creare questa nebbia . Vedremo se migliorerò ? .

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