I lupi di metallo

Dove eravamo rimasti?

Dove atterra Jake? In un lago. (60%)

La sfera dorata

L’aria fredda gli sferzava il viso e sentiva i vestiti agitarsi sulla sua pelle. Riaprì gli occhi: avrebbe guardato la morte in faccia. Sotto di lui una roccia appuntita si avvicinava sempre di più. Che tristezza: aveva appena scoperto un nuovo mondo, ma non sarebbe vissuto abbastanza per raccontarlo. Magari a Flossie era andata meglio, magari lei sarebbe sopravvissuta. O magari lei si era già spiaccicata su un’altra roccia lì nei paraggi. Jake sentì uno sparo e subito dopo qualcosa di morbido che gli arrivava addosso. L’impatto deviò la sua traiettoria, e ricominciò a precipitare, stavolta verso un laghetto. Un cuscino lo aveva appena colpito. “Guerre di cuscini tra lupi parlanti” Pensò “Ora ho visto proprio tutto.” Ridacchiò, per poi scoppiare in una risata vera e propria: stava precipitando verso la morte e pensava a cose stupide come quelle. Mancavano pochi secondi. A quel punto disse la prima cosa che gli venne in mente: – Non voglio morire!- Gridò a pieni polmoni. Improvvisamente i suoi occhi diventarono due fari. La luce che proiettavano nel cielo si solidificò, si plasmò in una sfera dorata e intrappolò il ragazzo al suo interno. La bolla d’oro atterrò sull’acqua con un “ciaf”. Jake si alzò lentamente e si massaggiò la schiena. Come sarebbe uscito di lì? Da quando era arrivato in quella strana terra non si poteva stare un attimo tranquilli: i problemi si susseguivano uno dopo l’altro. Cominciò a spingere un lato della bolla. Quella non si mosse. Provò a spingere l’altro lato. Ancora niente. Che fare? D’accordo, non sarebbe morto spiaccicato su una roccia, e nemmeno sulla superficie di un laghetto, ma sarebbe sicuramente morto di fame o di sete. Sospirò. Gli tornò in mente mentre precipitava: aveva gridato, e poi era apparsa la sfera. E se… No. Era impossibile. “Anche svegliarsi con un lupo parlante vicino è impossibile. Eppure è appena successo.” Si disse Jake. E poi, tentar non nuoce, giusto?

– Io…- Cominciò, un po’ insicuro. -Io voglio uscire di qui.

La bolla cominciò lentamente a disintegrarsi. Letteralmente: minuscole pepite d’oro che sembravano polvere si staccavano dalla sfera e si disperdevano nell’aria, mentre il tutta quella gabbia dorata si sbriciolava. Alla fine Jake si ritrovò nell’acqua gelida del laghetto. Nuotò fino a riva e si strizzò i vestiti. Di nuovo fradicio. Evviva! Cominciava ad odiare l’acqua. Almeno quella che si impregnava nei suoi vestiti. Si guardò intorno: era atterrato in mezzo ad un’immensa prateria. Raccolse qualche legnetto striminzito da terra e fece un mucchietto. 

– Voglio un fuoco. – Ordinò. I bastoncini si incendiarono subito di un fuoco color oro. – Non c’è un altro modello? Tipo azzurro?- Chiese Jake. Il fuoco non rispose. Il ragazzo si sedette sull’erba e guardò il sole che tramontava all’orizzonte. Non sapeva che animali ci fossero in quella terra, oltre ai lupi. Potevano esserci pericoli ovunque, come poteva essere una terra pacifica. Doveva stare all’erta, non poteva permettersi di addormentarsi. Non doveva essere difficile: aveva dormito circa un’ora prima, con Rowl. Però la sfera che aveva creato lo aveva sfinito. Gli sembrava di aver passato la giornata a zappare un campo. Si diede uno schiaffo per restare sveglio. Non passò nemmeno un minuto che le palpebre tornarono ad abbassarsi. Chissà se la nonna si era accorta dell’assenza dei due nipoti. Magari aveva visto i letti vuoti e aveva pensato che fossero andati al paese. O magari se ne era semplicemente infischiata. Albina Villa odiava i suoi nipoti. La madre di Jake, Maria Villa, se n’era andata di casa a vent’anni e si era trasferita a Houston, dove aveva incontrato Daniel Peters, il padre di Jake. Maria non amava stare con sua madre, e Albina non amava stare con sua figlia. In altre parole? Si odiavano. Jake e Flossie erano andati in vacanza dalla nonna soltanto perché non avevano nessun altro con cui stare mentre i genitori si rilassavano sulle spiagge di Maiorca. Il ragazzo cercò di pensare positivo: magari sarebbe sopravvissuto a quello stranissimo mondo. Come per dimostrare il contrario, qualcosa frusciò tra l’erba del prato.

Chi c'è tra l'erba?

  • Un altro Lupo d'Oro (29%)
    29
  • Flossie (71%)
    71
  • Rowl (0%)
    0
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59 Commenti

  1. Questo capitolo mi è piaciuto un sacco! ?
    Mi ha fatto sorridere quando Rowl ha “tappato” la bocca a Jake, sei brava a creare certe scene.
    Cambiando argomento…
    Sul serio?! Morire?! È stato difficilissimo scegliere! Alla fine ho scelto Flossie, è stata quella meno presente nella storia, e gli altri due sono troppo simpatici per rinchiuderli nell’Ade.
    Non vedo l’ora di sapere come finisce! ?
    Ciao, ci vediamo!

  2. Ma che cattivo, far morire qualcuno nell’ultimo capitolo! Ok, sono cattiva pure io e non ti dico chi ho scelto (comunque, mi pare di capire che al momento le scelte sono due perché le dà al 50%).
    Hai chiuso il capitolo in grande stile, con i lupi dagli occhi dorati assiepati al cancello e una decisione importante sui giochi. Per il decimo capitolo, sono sicura che farai ancora meglio. Ottimo capitolo, ben scritto con descrizioni che arriano chiare e vivide. Brava 🙂

  3. Ciao Camostilla, ma lo sai che sei davvero brava?
    Ho letto la tua storia con piacere e attenzione, e devo dire di essere stato colpito da come il tuo racconto ti entra dentro, presentandoti i fatti, i pensieri e tutte le splendide ambientazioni della storia.
    Ho votato che i lupi d’oro si mettono in viaggio, ma sinceramente adesso ci sto ripensando: è così che vorrei che la storia continuasse?
    Il tuo stile di scrittura è molto simile a quello di Rick Riordan, e se continui così tra poco lo potrai raggiungerlo in bravura!
    Se hai voglia vieni a leggere il mio racconto, mi farebbe felice!

  4. Le armi e gli addestramento di questo tipo mi hanno sempre affascinato. Mi hai ricordato lo scudo dei Falworth (film antichissimo che non credo abbia visto nessuno qui) c’era un addestramento simile. Essendo un film d’epoca niente pc. Tutti muscoli come per il tuo povero personaggio. La storia mi piace 🙂 Voto per l’arrivo di un membro dei lupi d’argento.

  5. Appena mi è arrivata la notifica, mi sono “fiondata” nel racconto e penso di essere la prima a leggere e commentare. Il capitolo mi ha ricordato le lezioni dei grandi saggi, da Mago Merlino passando per i maestri tibetani. Gli allievi devono sempre superare molte prove prima di arrivare alla consapevolezza. Interessante il lupo dai poteri soprannaturali con un nome da rubare (Rowl). Il tuo è un testo che si presterebbe molto bene a un gioco di ruolo, ti faccio i miei complimenti. Ho trovato qualche refuso, per esempio “core” invece di “corre” e qualche incertezza nella punteggiatura. A parte queste piccole cose, è un bel fantasy con descrizioni ben fatte e dialoghi credibili. Bravo.

  6. Rieccomi…
    Bello questo capitolo, mi hai fatto ridere in alcune parti, sei davvero brava. ?
    Mi sembra un ragazzino molto capace di comandare a bacchetta, e quindi voto per molto capace di comandare ma non di combattere… anche perché così sarebbe divertente vederlo mentre impara poco alla volta… (ho pensato subito all’addestramento di Mulan, la scena più divertente del film)?

  7. Strano, invitante, misterioso, non so dire altro, ci sono molti misteri che sono sorti in questo primo capitolo, questo è già un buon inizio. 🙂
    Questa storia ti rispecchia, l’ho capito da subito, conoscendoti la farai diventare una delle migliori.
    Ciao, camosilla, ci vediamo. 🙂

  8. Ottimo inizio, tipico inizio da fantasy 🙂 A proposito… ma perchè mi sembra che la cugina sia una sirena? ahahahahah niente, sto straparlando 😛

    Per quanto riguarda la votazione… parto dal presupposto che non esista il “neutro”: o sei bianco o sei nero (in questo caso oro o argento…) ma non so perchè mi immagino questo lupo come una sorta di cattivone, o comunque qualcuno con le intenzioni non proprio chiare… per questo voto neutro, perlomeno è quel che dice al protagonista…

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