RITORNI (IN)ASPETTATI

Dove eravamo rimasti?

Chi c'è dietro di me? Vittorio (67%)

Passato-Presente.

“BASTAAAAAARDOOOOO” gli urlo con una rabbia così forte che quasi sembra che dalla mia bocca possa uscire una lampa di fuoco.

Vittorio mi fissa, ha gli occhi lucidi, e uno sguardo assente.

“La devi smettere di cercarmi, che sei venuta a fare qui ne? Cosa vuoi? Lo so che sai tutto, tutto il cazzo di residence sa tutto. PORCA TROIA.” , e mentre urla tira un pugno all infisso che incornicia la porta rompendolo in mille pezzetti di legno che volano ovunque. 

Lo guardo scioccata, quasi impaurita, quel ragazzo che ho aspettato interminabilmente, senza mai stancarmi è lì di fronte a me ha un espressione severa, agghiacciante, e quasi fatico a riconoscerlo. Lo guardo bene, i suoi occhi tra il verde e il marrone sono viola, con delle puntine di vene rosse che contornano la pupilla. Le labbra serrate e le vene del collo gonfie, gonfissime. Urla e sento il suo alito pesante che travolge il mio viso, così ingombrante da sembrare di stare in una camera chiusa da anni.

Mi fa tenerezza. 

“Buonanotte.”, metto le auricolari con la playlist “relax” consigliata da Spotify e esco dal residence.

“Forever and ever, you’ll stay in my heart
And I will love you
Forever and ever, we never will part
Oh, how I love you                                                                 
Together, forever, that’s how it must be
To live without you
Would only mean heartbreak for me”

Aretha Franklin canta sulle note di “I say a little parayer for you.”, e io la seguo cercando di andare a ritmo a voce bassa, così da non sembrare pazza.

L’aria è fresca, il cielo e sereno, arrivo su un punto del fiume e mi siedo sul prato a fumarmi una sigaretta. “Chi vorrei ora qui con me?”, inizio a pensare che forse la solitudine non è poi così male, che in altre circostanze avrei chiamato subito Luca e mi sarei sfogata con lui fino all’alba. Ma non posso, ora non posso più. Penso poi a Vittorio, a quanto l’ho elogiato, lodato. L’ho sempre visto perfetto, bellissimo, generoso, simpatico, solare, unico. E oggi anche questa certezza mi è crollata, la realtà mi ha sbattuto un immagine di lui che a tratti mi fa venire i brividi, quelli brutti però. 

Penso anche ad Alyssa che da quando è con Diego quasi non mi ascolta più, a Edera la mia migliore amica che deve tornare dallo scambio culturale e che non sento da settimane ormai. Maledetto fuso orario. 

Però ora qui, in questo momento la quiete di questa piccola cittadina mi sta rilassando, facendomi per un momento dimenticare tutte le tensioni che sto accumulando, a vuoto come direbbero i miei. 

“Hey Alyyyyy 28 l’ho passato andiamo subito a bere!”

Un’altro esame è andato, finalemente. Percorro velocemente le scale della facoltà e subito mi ritrovo fuori a festeggiare insieme ai miei compagni di corso. Oltrepassiamo il cancello rosso e andiamo a bere al bar “Germogli di sole” quello di fronte la sede. “Per me uno spritz”, “Due”, “Io gin lemon”, “Per me tonic”. Ogni volta è sempre così, l’alcol diventa il nostro migliore amico dopo gli esami.

“Chiedi un attimo dentro a Roberto se ha un accendino, per favore Gine”

“Quanto rompi Manu. Ora vado”

Entro nel bar in cerca del barista ma un ragazzo mi rovescia una telnet’s addosso. Mi giro, si scusa e mortificato cerca di asciugarmi con dei tovagliolini trovati lì sul bancone, quelli che sembrano fogli di carta. 

“Non ti preoccupare, lascia stare, va bene così”

“Scusami, sono desolato. Cazzo mi sono girato senza guardare. Che bevi? Offro io”

“Mai. Non è nulla, due secondi e si asciuga. Già ho preso grazie mille, ciao.”

Esco fuori e brindo con gli altri. Il ragazzo biondo ogni volta che guardo verso l’entrata del bar lo trovo a fissarmi e a parlare con gli amici. E’ proprio bello, anzi bono. Sto per andarmene, esco dal gazebo mi accendo una sigaretta e lui che è all’impiedi di fianco a me si presenta: ” Comunque piacere, Vittorio” lo guardo e penso che  il nome gli si addice perfettamente al suo viso. “Piacere Ginevra.” e vado via. 

E’ quasi buio, quanto tempo sarà passato? Guardo l’orologio e sono le 22. Cavolo, quando m’immergo nei pensieri perdo completamente la cognizione del tempo. Il primo incontro con Vittorio lo penso quasi sempre, alcune volte lo maledico altre volte lo ringrazio. Non avrei mai pensato che sarebbe potuto accadere tutto questo, è uno schifo. 

Arrivo al cancello del residence, questa volta la canzone che mi tiene compagnia è “Bandiera Bianca” di Battiato, un classico. Sto per entrare nell’atrio quando mi sento chiamare. Un ragazzo bruno, alto davanti a me inizia a parlare: “Devi essere Ginevra. Piacere sono Federico, il fratello di Vittorio. Devo parlarti, è urgente.”

Cosa vuole questo da me? Come fa a sapere chi sono?

“Che s-s-succede?”, dico e le parole mi escono balbettanti.

“Ti devo dire una cosa, sei l’unica con cui posso parlare. Tu sei l’unica che può e deve sapere. Vittorio..”

Cosa mi dirà Fabrizio?

  • E' sparito (60%)
    60
  • E' malato (40%)
    40
  • E' gay (0%)
    0
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24 Commenti

  • Ciao, ho letto tutti i capitoli. Mi congratulo con te perché la lettura è facile, piacevole e tutto è assolutamente credibile. Piccole imprecisioni di punteggiatura ci sono ma il potenziale è alto e potresti cimentarti su temi più complessi senza timore di fallire. Bene.
    Voto un mese perché questi vanno per le spicce e non vorrei tenerli a freno per troppo tempo
    Alla prossima, ciaoo

  • Ciao Soul,
    direi che non reagisce bene e le dà dell’invadente.
    Occhio alla punteggiatura, che detto da me può anche sembrare strano (faccio casini immani con punti e virgole). Ci sono troppe cose, puntini… Punti interrogativi, seguiti da punti. Ti consiglio anche, come faccio sempre quando noto errori di battitura, di rileggere prima di pubblicare.
    Basta, la smetto che poi risulto antipatica.
    Attendo il seguito e alla prossima!

  • Bene!
    Eccoci difronte ad un Ritorno Aspettato!
    Ci stai portando a chiedere sempre di più, e Vittorio qualche spiegazione dovrà pur darla.
    Sono anche convinto che nonostante i quattro capitoli mancanti, credo che ci regalerai altri colpi di scena, spero solo che Ginevra sia munita di una corazza che le protegga il cuore.
    Continua così!
    Ciao

  • Ciao Soul. I racconti rosa non mi entusiasmano se devo dirti la verità, ma ho letto il primo capitolo della tua storia e mi ha talmente preso da spingermi a leggere il resto. Ho apprezzato in modo particolare la descrizione delle emozioni della protagonista e il modo in cui hai fatto evolvere i personaggi nel corso della narrazione. Ho votato per “Vittorio è sparito.”
    Complimenti e alla prossima 🙂

  • Ciao Soul, così ti chiamano tutti ed io mi adeguo!
    Il tuo incipit mi ha incuriosito e poi io amo le colonne sonore.
    Sulla scelta mi sono orientato su quella della sparizione, perché anche se tu sottolinei una sorta di autobiografia, mi piace poter cambiare le carte in tavola e cambiare gioco.
    Mi stuzzica l’idea di far volare, molto alta, la fantasia.
    Alla prossima!

  • Ciao Soul,
    un piccolo consiglio, cerca un modo per evidenziare i ricordi, per introdurli. Molti, compresa me, usano gli asterischi. Il flashback non l’ho capito finché i ragazzi si sono presentati e ho capito che si trattava del primo incontro tra Ginevra e Vittorio.
    Credo che la frase di Federico lasci poco spazio alla scelta, una cosa che solo Ginevra può e deve sapere, cosa può essere se non la malattia.
    Aspetto di conoscere il seguito.
    Alla prossima!

    • Ciao Kezia 😀
      Io avevo messo il tratteggio ma nella pubblicazione me l’ha levato.. non si capisce bene che è un flashback. Si potrebbe essere anche che è sparito chissà! Vedremo i lettori cosa vorranno sapere e li accontenteremo! Grazie di essere passata ci vediamo al prossimo capitolo (spero) !
      Baci.

  • Ciao Soulintended,
    credo che tu abbia pochi incipit solo perchè il rosa è un genere spesso scansato dai più, non so per quale motivo. In realtà tendo a farlo anche io, forse perchè preferisco horror e umoristici, poi ci son quelli che se leggono di robot e alieni difficilmente si perdono dietro le storie d’amore. E invece fanno così bene… 😉

    Che ti piace scrivere si vede, lo sai fare non c’è dubbio. E anche se come ti dicevo il Rosa non è il mio genere mi è piaciuto ritrovarmi in mezzo ai pensieri e agli avvenimenti di questa ragazza innamorata, illusa e disillusa che mi ricorda di me, di quando ero più giovane e credevo ad ogni mazzo di fiori che ricevevo. Sa far male, l’amore, non lo ricordavo più.

    Se vuoi farti conoscere di più ti consiglio di visitare qualche racconto altrui, lasciare commenti, metterti in vista così sia mai che trovi quel gruppo di persone che alle storie d’amore non rinuncerebbe mai! Ciao, alla prossima! 😉

    • Ciao Flow! Grazie mille per i complimenti, fa sempre piacere riceverne ogni tanto:)!
      Anche io penso che il genere rosa sia un po’ sottovalutato, ma il mio racconto ha un impronta così autobiografica che anche se lo leggono poche persone mi piace pensare che qualcuno sappia la mia storia attraverso delle sfumature di anonimo. Grazie ancora, spero di farti appassionare sempre più. 😀
      Baci.

  • Ciao Soul,
    posso chiamarti Soul, è più semplice 🙂
    Mi hai chiesto di passare a dare un’occhiata e io l’ho fatto. Non amo particolarmente il genere rosa, di solito non lo leggo, a meno che la storia non abbia qualcosa di speciale. La tua storia. una cosa speciale ce l’ha: mi ricorda i miei racconti di ragazza. Quando ero più giovane, e mi piaceva un ragazzo, scrivevo racconti su racconti inventando situazioni con quella persona. Il tuo racconto mi ricorda un po’ i miei e mi fa tornare indietro nel tempo.
    Io ho scelto Alyssa, perché credo sia la soluzione migliore. Luca se ne va, come è giusto che sia, dato che non è corrisposto e Vittorio deve pensare alla nuova fidanzata che, a quanto pare, è anche incinta. Ma queste sono considerazioni che poco hanno a che fare con il cuore a cui non si comanda, quindi vedi tu come vuoi che la storia continui.
    Alla prossima!

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