Dove eravamo rimasti?
Cacciatore di onde
Non ci si abitua mai ai tramonti di Paraiba, perché ogni tramonto è diverso dall’altro e il cielo diventa una tavolozza dove si mischiano il giallo, il rosso e il blu e il mare ha il colore del grano maturo.
Bastiano andò incontro alla moglie lungo la strada che portava alla tenuta degli Honorato. Aveva tante cose da raccontarle e si stupì quando vide che scendeva lungo il sentiero in compagnia di un giovane con una zazzera bionda che gli copriva gli occhi. Notò anche che la moglie indossava un abito differente, uno di quei vestiti leggeri che basta un alito di vento per farli ondeggiare e sollevare. Rosana lo vide e sorrise.
“Ti presento Ignazio Honorato” disse spingendo in avanti il giovane. “Dopotutto è lui il mio datore di lavoro.”
Bastiano corrugò la fronte. Ignazio era figlio del suo peggior nemico, promesso sposo di Luz e inoltre pareva piuttosto in confidenza con sua moglie. Gli strinse la mano senza calore. “Non hai bisogno di accompagnare mia moglie, ci sono io che bado a lei” disse.
Rosana scosse la testa divertita. “Non essere scorbutico, Bastiano. Ignazio mi ha regalato questo splendido abito in cambio di un favore. A dire il vero lo abbiamo provato entrambi e visto che stava meglio a me…”
“Che genere di favore?” la interruppe Bastiano allarmato.
“Un favore che lo sta aspettando al porto e a quest’ora si starà chiedendo perché tarda così tanto.”
Pochi minuti più tardi un ragazzo dalla pelle scura come un tizzo di carbone, si materializzò sulla spiaggia; era stato per tutto il giorno a lisciarsi i capelli, perché non gli piaceva averli crespi. Ignazio divenne rosso e si congedò con un saluto frettoloso. Si allontanarono nella notte tenendosi per mano, illuminati dalle torce che allungavano le ombre sulla spiaggia. Ridevano felici come possono esserlo due innamorati che cercano un rifugio per fermare l’attimo che già fugge via.
Bastiano immaginò che la cosa non sarebbe piaciuta per niente a Pablo e concluse con una punta di soddisfazione, che Luis non aveva nulla da temere riguardo a Luz.
Una volta nella capanna, tirato il catenaccio e accesa la lampada a olio, Bastiano si fermò a osservare Rosana che trafficava con la borsa. Il vestito era scuro con dei grandi fiori rossi con le corolle aperte che sembrano bocche. Si avvicinò e avvertì il calore del corpo di lei, accaldato dopo la lunga camminata.
“Ti aiuto io con il vestito” disse. Le cinse la vita e risalì con le mani lungo la schiena, dove c’erano i piccoli bottoni di madreperla. Li slacciò con calma guadagnando palmi di pelle che esplorava con le mani. Sentì il respiro della moglie che si faceva più rapido, abbassò le spalline e le affondò il viso sul collo aspirando il profumo di viole di cui i capelli erano impregnati.
Il giorno seguente, Jacinto gli diede una mano a tirare la barca in secca. Non era ridotta male come pensava, ma alcuni pannelli che ricoprivano lo scafo avevano ceduto e dovevano essere sostituiti. Sistemarono la barca dietro alla capanna di Jacinto, perché c’erano dei supporti per tenerla sollevata. Una volta asciutta, le parti danneggiate avrebbero dovuto essere segate e asportate. Bastiano si procurò i listelli e le parti di supporto allo spaccio, gli fecero credito perché un pescatore con la barca ha più fortuna nell’oceano. Purtroppo, non poteva contare sulla fiamma per velocizzare le operazioni, ma una volta pulita e asciutta e tutte le parti giuntate, la barca sarebbe stata pronta per prendere il largo.
Jacinto aveva un rifornimento di birra che teneva al fresco sotto il pontile, un pezzo di sughero e un palloncino a indicare la posizione della cassa. Se ne scolarono un paio seduti sulle assi che puzzavano di pesce, con i piedi a mollo. Jacinto non reggeva bene l’alcol come Bastiano e quando anche la terza bottiglia rotolò lungo il pontile, ciondolava la testa seguendo una musica immaginaria.
“Mi sei stato di grande aiuto, Jacinto. Prima o poi ricambierò il favore, vedrai” disse Bastiano.
“Oh, di barche non ne so niente. Se fosse stato un aereo allora…”
“Che tipo di aereo?” chiese Bastiano.
“Qualsiasi tipo. Quando ne sai riparare uno, li ripari tutti.”
“Dunque, sei un meccanico o giù di lì” concluse Bastiano.
Jacinto lo guardò cercando di metterlo a fuoco senza riuscirci. “Sono un pilota e posso costruire un aereo dai chiodi alla saldatura alla cabina di pilotaggio.” Poi si tirò su a fatica e barcollò cercando di mimare con le braccia le ali di un aereo.
Bastiano si alzò aiutandosi con la corda di un paletto della recinzione e gli allungò una sigaretta. “Non ti chiederò di fare un giro o almeno, non oggi.”
Si incamminarono verso la baia canticchiando una canzone che nessuno dei due conosceva bene. Parlava di un cacciatore di onde che era capace di ritrovare la sua isola anche senza bussola, seguendo le correnti, la voce del vento e l’istinto che solo un vero lupo di mare possiede.
“Sono un cacciatore di onde: il mare è la mia bussola, il vento è il mio nord e la corrente è la strada che mi porterà a casa.”
Sull'isola del tesoro troviamo...
- Una brutta sorpresa (48%)
- Un nuovo personaggio (24%)
- Luis (29%)

04/09/2017 at 21:22
Ciao Angela! Io ci metterò più di Napo, ma lo leggerò appena sarò libero (poi ti spiego il perché) :))) Certo che se avvisavi…
04/09/2017 at 21:33
Ciao Diego, non sapevo fossi ancora su The Incipit. Comunque, ritorno in grande stile per te e Napo 🙂
Ci aggiorniamo quando avrai più tempo a disposizione. Un caro saluto.