Waves catcher – Cacciatore di onde

Dove eravamo rimasti?

Sull'isola del tesoro troviamo... Una brutta sorpresa (48%)

L’isola del tesoro

Il giorno seguente Bastiano era già al lavoro sulla barca. Aveva sostituito le doghe di lesionate e le aveva giuntate con il collante di resina. Gli stucchi erano già secchi, ma per il varo ci voleva almeno una settimana. Jacinto non si era ancora visto e la porta era sprangata con una doppia catena. Bastiano aveva attribuito la sua assenza alla sbornia del giorno prima, ma quando lo scorse in lontananza, con il passo veloce e la testa bassa, si rese conto che era sobrio e probabilmente di pessimo umore. Si tolse i guanti e si asciugò il sudore che gli colava dalla fronte con la manica della camicia. “Hai passato la notte fuori? Spero ne sia valsa la pena” esclamò. Jacinto alzò la testa e vide che aveva il labbro inferiore gonfio e due tamponi nel naso.

“Ti sei scontrato con un autotreno ma non hai voglia di parlarne, giusto?” continuò Bastiano. “Ti invito a colazione da Santos, mi fa credito perché gli ho promesso il primo merlin che mi capiterà a tiro.”

Il bar di Santos era una catapecchia di legno a tema piratesco con tanto di bandiera sul tetto e un grosso teschio vicino all’insegna. Le tende laterali sudice e strappate sembravano vele scampate alla tempesta. Bastiano e Jacinto si sistemarono sugli sgabelli di legno e ordinarono pane, formaggio e un caffè. Mangiarono in silenzio, gomito a gomito, immersi nei propri pensieri. Santos aveva una radio che gracchiava musica italiana e ogni tanto metteva su il disco di Modugno, perché era la canzone dell’estate e tutti conoscevano “Volare”.  Mentre strofinava i bicchieri con un cencio logoro, chiese a Bastiano quando avesse intenzione di riprendere il mare e se per caso pensava di prendere ragazzini “a bottega”, come una volta.

“Ha fatto un ottimo lavoro con i meninos de rua sa” disse rivolto a Jacinto. “Li ha tolti dalla strada e gli ha insegnato l’amore per l’oceano. Doveva vederli come correvano la mattina, quando Bastiano usciva con la barca, loro saltavano dentro e sognavano di conquistare terre lontane e magari pescare pescecani!”

Bastiano di schernì, non gli piaceva ricordare il passato. Dopo colazione s’incamminarono verso casa, sulla spiaggia alcuni giovani avevano disegnato un campo di calcio, ma avevano finito per darsele di santa ragione.

“Quindi non mi vuoi dire cosa è successo. Potrei aiutarti se solo me ne dessi l’occasione” disse Bastiano.

“Credo sia venuto il momento di rivelarti qualcosa” rispose Jacinto sorprendendolo. “Temo però che non ti piacerà per niente.”

“Sappi che ero già preoccupato prima” aggiunse Bastiano.”Cosa devo aspettarmi?”

“Il peggio. Aspettati il peggio.”

Quando remava qualche ora dopo, Bastiano si chiese se la barca avrebbe retto fino all’isola di Areia Vermelha. Non era più allenato e i muscoli gli dolevano e il sole lo martellava e l’oceano sembrava una bestia impazzita che non riusciva a cavalcare. Ogni tanto si fermava, alzava i remi e sperava che la corrente gli regalasse qualche miglio in più, ma le onde, che sembravano provenire dalle viscere dell’inferno, lo scuotevano e gli ricordavano che lui aveva rinunciato molto tempo prima a dominarle. Era diventato un estraneo, una pustola nel ventre dell’oceano. Allora riprendeva a remare con maggiore forza, sperando che la barca non s’inabissasse, perché lui non era ancora pronto a morire. Ogni tanto gli tornavano in mente le parole di Jacinto, il monito e l’enigma che avrebbe dovuto risolvere una volta sull’isola.

Jacinto aveva trovato la mappa e dalle indicazioni che era riuscito a decifrare, il tesoro si trovava a nord di Paraiba, in un’isola chiamata Areia Vermelha, presumibilmente in grotte o caverne sotterranee.  Bastiano conosceva l’isola, era una lingua di terra soggetta alle maree, meglio conosciuta come “Atlantide brasiliana”, perché parte della costa si inabissava quando c’era l’alta marea, per poi riemergere con la bassa marea. Si potevano visitare le grotte solo in alcuni periodi, quando l’acqua permetteva l’accesso all’imbocco, con l’alta marea invece, erano completamente sommerse. Se Luis era sull’isola come Bastiano immaginava, aveva certamente esplorato quegli anfratti e probabilmente aveva trovato “l’occhio” che a quanto pare, era l’ingresso principale della stanza del tesoro.

Ma Jacinto lo aveva messo in guardia. “Questa notte la luna, la terra e il sole saranno allineati e la forza di attrazione gravitazionale diventerà esponenziale, l’alta marea potrebbe raggiungere i 100 metri di altezza e cancellare tutte le isole intorno a Paraiba.”

Come se non bastasse, gli aveva anche comunicato che quello stesso giorno ci sarebbe stata una battaglia “con fuoco e fiamme sull’oceano”.

Bastiano non aveva tempo per avvisare Rosana, ma gli aveva fatto promettere solennemente di portarla in salvo da Padre Nereo. Poi era partito portando con sé poche cose, con la barca che rischiava di imbarcare acqua da un momento all’altro chiedendosi quale Dio avesse offeso.

Finalmente, come un sogno o un incubo, comparve isla Areia Vermelha sotto un fitto fumo.

Cos'altro può succedere?

  • Dove diavolo è "l'occhio"? (27%)
    27
  • Il vulcano si sta risvegliando (27%)
    27
  • Luis è rimasto intrappolato nelle grotte (45%)
    45
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