Gente perbene, qualcuno l’accoppa

La professoressa

Il condizionatore aveva ceduto al secondo giorno di caldo. L’ispettore Vicini era chiuso nel suo ufficio, colletto della camicia e cravatta slacciati. 

Fissava lo screen saver, facendosi aria con una rivista; di tanto in tanto si leccava i baffi, per lavar via le goccioline di sudore.

L’agente Petrilli bussò alla porta un attimo prima che l’ispettore si addormentasse.

Ispettore mi scusi, hanno trovato un cadavere nel fiume, una donna.

 Vicini schizzò dalla sedia, allacciandosi all’istante camicia e cravatta.

Andiamo, non c’è tempo da perdere.

 La caserma distava meno di cinque minuti dal punto in cui era stato rinvenuto il cadavere. Una folla di curiosi si era già radunata sul ponte da cui era possibile vedere la donna, rimasta incastrata nella secca proprio lì sotto. Il gommone dei sommozzatori era già lì; nessuno dovette bagnarsi oltre le caviglie per recuperare il cadavere.

Ha dei documenti? Urlò Vicini.

Uno dei sommozzatori lo guardò di traverso e fece cenno di aspettare. . L’ispettore fremeva, in quella piccola cittadina non accadeva mai nulla che lo impegnasse, forse era la volta buona per mettere a frutto la sua preparazione. I sommozzatori portarono il cadavere all’ambulanza parcheggiata sul ponte e tornarono a scandagliare il fiume.

La donna sembrava avere quaranta anni, forse qualcuno in più. Ben vestita, il trucco ancora in ordine.

Porca troia, è la professoressa Galieni! Urlò qualcuno.

Vicini si alzò sulle punte per individuare l’uomo che aveva urlato.

Chi è stato? Venga subito qui.

Un uomo sulla sessantina si avvicinò all’ispettore.

Sono stato io, la donna è la professoressa Elena Galieni, insegna inglese al liceo classico, ha fatto scuola ai miei nipoti.

L’ispettore annuì ed intimò agli astanti di allontanarsi, per dar modo all’ambulanza di passare. 

L’ambulanza partì a sirene spiegate, la folla si disperse. Vicini prese lo smartphone, andò su facebook e cercò il profilo della donna; una foto di lei al mare era tutto quello che poteva vedere. Allertò subito la polizia postale per chiedere di esaminare l’attività del profilo e ordinò a Petrilli di verificare se la donna avesse dei familiari; l’agente fece un paio di chiamate e gli disse che risultava divorziata, senza figli. Gli passò un foglio con su scritto il nome e il recapito telefonico dell’ex marito.

“L’ex marito, un classico”, pensò Vicini mentre lo chiamava.

Signor Reale? Buonasera, sono l’ispettore di Polizia Vicini, devo purtroppo informarla che abbiamo rinvenuto il corpo di sua moglie nel fiume, senza vita. Dovrebbe venire in ospedale il prima possibile, per il riconoscimento.

L’uomo urlò.

Chi sei? Avete rotto le palle con questi scherzi, sarà la cinquantesima volta che trovate mia moglie morta da qualche parte!

Vicini sussultò.

Signor Reale, mi dispiace ma questa volta è tutto vero, se vuole posso mandare a prenderla da una pattuglia. Mi dispiace, la prego di accettare le mie condoglianze.

Seguì un breve silenzio, poi ancora urla:

Sì,  sono in ufficio, via Torino 14. Vediamo se hai le palle di venire, così risolviamo la questione tra uomini.

L’ispettore sbuffò, ordinò a Petrilli di andare a prendere l’uomo e di portare con sé un collega. Lui si diresse subito in ospedale. Si piazzò fuori dalla stanza dove era in corso l’autopsia, poco dopo arrivarono gli agenti con il signor Reale. Camminava ingobbito, in lacrime. Vicini gli strinse la mano, rinnovò le condoglianze e gli chiese di attendere la fine dell’autopsia per il riconoscimento. Decise di non fargli domande.

Nel giro di un’ora ricevette via mail tutti i post della professoressa, una decina in tutto in quattro anni di iscrizione al social network. L’ultimo, risalente al primo pomeriggio di quel giorno, era l’unico interessante:

Non posso continuare a vivere così, le voci infamanti sul mio conto si fanno ogni giorno più pesanti. Chi mi conosce, sa bene che tutto ciò che si dice di me non corrisponde a verità, ma ormai vedo la diffidenza negli occhi dei miei alunni e dei loro genitori, subisco scherzi di dubbio gusto, la mia autorità di professoressa è compromessa. Chiedo perdono a chi mi vuole bene, alle persone che hanno cercato di aiutarmi in questi mesi, ma non ho più la forza per andare avanti.

Vicini sbatté il pugno sul ginocchio: il suo grande caso era un semplice suicidio? Lesse e rilesse il post: la professoressa non aveva praticamente utilizzato il profilo, aveva quindici amici in tutto, e sceglieva Facebook per la sua lettera d’addio?

Mostrò il post al Reale, seduto di fianco a lui, piegato su se stesso. Quello annuì.

Come le ho detto, sono stato vittima di decine di scherzi telefonici, tutti riguardanti la morte della mia ex. Lei non se la passava meglio, si diceva che avesse una storia con un suo alunno.

Vicini sospirò ed iniziò a prendere appunti.

Alle tre di notte il medico legale confermò la morte per annegamento, intorno alle 16 del giorno precedente. La lettera d’addio era stata scritta alle 15:45. Sconsolato, l’ispettore attese che il Reale completasse il riconoscimento.

Il mattino seguente Vicini interroga l'ex marito e la preside del liceo. Le loro versioni saranno...

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56 Commenti

  • la cosa che mi è piaciuta di più è lo schiaffo a quel cretino di Gianluca!
    Ciao GR,
    bravo. mi è piaciuto molto l’intero capitolo, solo avrei parlato con un po’ più di garbo alla povera mamma di Petrilli…
    tuttavia il racconto sta prendendo la giusta sfumatura di giallo…
    alla prossima!

  • Ciao GR, ho aperto il tuo racconto incuriosita dal titolo (azzeccatissimo, bravo).
    Ora che sono arrivata alla fine del quinto capitolo, spero tanto di leggere il seguito. Vicini è irritante, può darsi… ma si trova nel mezzo (finalmente) di un bel caso, quindi gli si può perdonare tutto (o quasi).
    Torna presto con il resto della storia. Buona domenica!

  • Un giallo al posto giusto. Bravo, mi piace il tuo stile. Ho una sensazione strana, tipo che tu abbia due profili.. 🙂 O magari mi sono lasciata trasportare troppo dal sospetto che un buon giallo deve insinuare nel lettore.
    Gli elementi ci sono tutti: più sospettati, molti moventi e una buona dose di mistero, che in un buon giallo non deve mai mancare.
    seguo la storia e aspetto nuova puntata.

  • Posso dire che Vicini è abbastanza irritante? Non che la cosa debba per forza essere un difetto, rimane comunque un personaggio ben scritto, ma il suo modo di fare mi fa inevitabilmente venir voglia di prenderlo a pedate.
    Comunque. Io voto per continuare a sentire il Reale e poi di andare dalla vedova, se non altro per una questione di coerenza… non credo che faccia bene alle indagini, saltellare di da uno scenario all’altro.

  • Ciao GR, sono curiosa di arrivare fino alla fine e scoprire finalmente chi è il nostro assassino! Ho votato per l’internet point perché credo che le indagini debbano seguire una certa logica, ma anche una capatina ai funerali non mi dispiacerebbe: potremmo scoprire qualcosa di nuovo.
    Aspetto impaziente il prossimo capitolo!
    PS: ti seguo ?

  • Prima il dottore e poi l’avvocato, dal momento che nel loro caso si ha la certezza che non si siano suicidati.
    Non mi è chiarissimo il significato della parentesi sul padre infortunato: serve per fare un approfondimento sulla psicologia dell’ispettore (cosa che verrà meglio nella versione estesa) oppure avrà risvolti in futuro?

    A presto!

  • Ciao GR, veloce come sempre…ma come fai?!?!?
    Stavolta sono rimasta in pari però!
    Ho optato per dottore-professoressa…ricominciamo dai primi.
    Bellissimo il finale dell’episodio “se ci si può suicidare colpendo ripetutamente lo spigolo di una scrivania..” ah ah ah 😉
    A presto!

  • Rieccomi, GR. Ho votato “dottore – professoressa”, andiamo con ordine 🙂
    Potrà sembrarti strano, visto quello che scrivo, ma una delle cose che apprezzo di più in ciò che leggo è la costruzione realistica e coerente. Questi quattro capitoli sono, da questo pinto di vista, esemplari. L’unica appunto che posso muovere è che in alcuni punti si ha l’impressione che tu stia riassumendo alcune parti (vedi operazione del padre) in origine molto più corpose.
    Ciao, ti auguro una buona serata e tante ottime giornate 😀

  • L’avvocato, perché ancora non sappiamo nulla di lui e la professoressa, per ricapitolare dall’inizio.
    Questo Vicini che si eccita fisicamente davanti a un’indagine per omicidio e poi obbedisce come un bambino alla sua mamma è un po’ caricaturale, o forse è solo un uomo? 😉
    Spero di cominciare a scorgere qualche indizio

  • Ciao Gr…Luca e Laura Scala 😉
    Ma sei velocissimo a pubblicare!!! Devo ancora finire di leggere Carnevale, ahimè! Ultimamente non riesco a tenere il passo con scrittura e lettura ;-(
    Adesso un giallo, interessante. L’ho trovato buffo in un paio di passaggi: il poliziotto che usa subito Facebook per avere notizie della vittima, e la preside che esordisce con “era un’insegnante esemplare” per poi concludere che alla fin fine crede alle voci sul suo conto…viva la coerenza!!!!
    A presto!

  • Approfondiamo l’interrogatorio.
    Di solito cerco di trattenermi dal fare la “maestrina” ma stavolta non posso: già che la d eufonica andrebbe solo tra vocali identiche, ma ne abusano tutti e passi, ma “ed” davanti a una h, proprio no!!!!!
    Scusa per lo sfogo, l’intreccio è sempre intrigante.

  • Voto per il terzo cadavere: Il rischio è che, aspettando a introdurlo, non ci sia poi il tempo per sviluppare bene la vicenda.
    Poco delicato, da parte del nostro protagonista, mettere da parte il povero dottore per indagare sulla professoressa… Non mi stupisce che il figlio del defunto non l’abbia presa bene!

  • Dunque, dunque, prima cosa: il tuo modo di rendere dialoghi e pensieri mi confonde. Non so, solitamente si usano le virgolette per rendere appunto i dialoghi, mentre il corsivo si usa per i pensieri: tu fai esattamente il contrario. Cos’è, una scelta stilistica legata a qualcosa di particolare?
    Al di là di questo, il tuo stile mi pare ragionevolmente buono, anche se, per ora, il testo è ancora troppo corto per esserne certi. I fatti si svolgono forse un po’ troppo velocemente e le reazioni dell’ex marito mi sembrano un po’ troppo caricaturali, ma credo che leggerò oltre, nel momento in cui pubblicherai altri capitoli.
    Per la cronaca: ho votato per le versioni concordanti, giusto per vedere come te la cavi.

    • Grazie per il commento attento, provo a rispondere per punti:
      Visivamente, mi piace di più rendere i dialoghi con il corsivo, è una scelta che viene utilizzata da vari scrittori, McCarthy per citarne uno.
      Sulla velocità di svolgimento hai ragione, ma condensare un giallo in pochi caratteri richiede qualche taglio. La versione che sto scrivendo in realtà è più lunga, qui taglio per limiti di spazio e per avere un’idea di come possa rendere quello che dovrebbe essere un romanzo breve.
      Le reazioni del marito, possono essere caricaturali, ma dettate dagli scherzi che ha subito, o dice di aver subito…
      Grazie per l’attenzione.

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