Gente perbene, qualcuno l’accoppa

Dove eravamo rimasti?

Prossimo capitolo sentiremo Laura Scala e... Ma Luca Talamo che fine ha fatto? (100%)

Mal di testa

Vicini apprese della morte della moglie del dottore mentre guidava verso l’ospedale.

Mi dispiace Petrilli, era una donnina simpatica. Al momento però la priorità è scoprire che fine abbia fatto Luca.

Pare sia a letto con la febbre.

Molto bene, allora informatelo che domani mattina andrò a trovarlo. Laura Scala?

L’abbiamo contattata, si dice sconvolta per la morte dell’avvocato, meno per quella del dottore. Almeno è sincera. L’abbiamo convocata per domani pomeriggio.

Bravo Petrilli. Tienimi informato se ci dovessero essere novità.

Mise giù, guardava fuori dal finestrino il paesaggio scorrere veloce lungo l’autostrada. Alberi, vecchi capannoni abbandonati, alberi bruciati, nuovi capannoni mai utilizzati con i cartelli “affittasi” ormai quasi cancellati.

Masticò un paio di caramelle nella speranza che bastassero per far passare il mal di testa che aveva cominciato a farsi sentire con delicatezza durante il funerale e in un crescendo rossiniano era esploso dopo la chiamata di Petrilli. Vicini cominciò a parlare da solo.

Ho tre morti ammazzati e nemmeno uno straccio di indizio. Papà in ospedale, mamma più incontenibile del solito, il mal di testa è il minimo. Luca Talamo sarebbe il mio sospettato numero uno, se non fosse che dovrebbe aver ucciso il nonno; fosse morto uno dei suoi genitori, sarei certo della sua colpevolezza, ma chi uccide un nonno?

Questa Laura Scala, aveva il movente per ammazzare il dottore, forse anche l’avvocato, ma la professoressa?

E il Reale, mi pare troppo fesso per questa carneficina. Porca troia, non potevo fare il falegname come papà?

Arrivò in ospedale, passare dai ventuno gradi dell’aria condizionata ai quaranta dell’esterno fu come essere soffocato con un sacchetto.

Le otto di sera e ancora un caldo bestiale, previsioni del mio cazzo.

Trovò il padre sveglio, lo sguardo perso. La madre gli stringeva la mano.

Papà, finalmente sei sveglio.

Lo abbracciò scavalcando la madre.

Sono molto rincoglionito. Rispose il padre con un filo di voce.

Dai, vedrai che tra un paio di giorni ce ne andremo da qui. Vero mamma?

Si voltò verso di lei sorridendo, il mal di testa era sparito.

Ah, allora esiste anche la tua povera mamma.

Il mal di testa tornò all’istante. Sbuffò.

Andiamo a mangiare qualcosa?

Bravo, portala a mangiare, è seduta qui da almeno quattro ore, non si è mossa nemmeno per pisciare.

Allora prima cambiamo il pannolone. Vicini e il padre risero, la mamma saltò in piedi e uscì dalla stanza con le mani sui fianchi.

Ci vediamo tra poco papà, riposati.

Si strinsero in un abbraccio e Vicini raggiunse la madre.

Non siete simpatici, nemmeno un po’.

L’ispettore stava per rispondere quando squillò il cellulare. Petrilli.

Ispettore scusi il disturbo, abbiamo arrestato il ragazzo che indossava il berretto rosso al funerale della professoressa, spacciava erba in piazza. Si chiama Gianluca Pantano.

Ci avrei giurato. Fatelo spaventare un po’ e mandatelo via, abbiamo altro a cui pensare.

C’è un problema, anzi due. Abbiamo dovuto chiamare la madre, visto che è minorenne. E la madre è Laura Scala. Il cliente con cui l’abbiamo beccato è Luca Talamo, abbiamo chiamato i genitori ma non rispondono.

Cazzo. Urlò l’ispettore, facendo girare tutti i presenti alla tavola calda dell’ospedale.

Vengo subito, compatibilmente con il fatto che dovrò fare un’ora e mezza di auto, tienili lì.

Ci provo, lei vuol chiamare il suo avvocato.

Il suo avvocato è morto, dille di aspettarlo in caserma, credo servirà più di un’ora e mezza per vederlo risorgere. Continua a chiamare i genitori di Luca, intanto tieni i ragazzi separati.

Attaccò, la madre lo fulminò con uno sguardo che non vedeva da quando era adolescente. Le diede un bacio sulla fronte e corse via.

Arrivò in caserma dopo poco più di un’ora, bruciando ogni limite di velocità possibile. Laura Scala era seduta nel suo ufficio. Di spalle era una donna massiccia, i capelli folti non molto curati. Vicini entrò deciso, salutandola.

Buonasera signora Scala, scusi l’attesa.

Lei si voltò, stanca più che arrabbiata. Portava occhiali da vista fuori moda e indossava una camicia di seta vecchia di venti anni.

Buonasera, mi avevano informata che avrei dovuto attendere, ma per i figli si fa questo e altro.

Già, rispose l’ispettore stringendole la mano. Le mani erano l’unica parte del corpo che la Scala sembrava curare. Petrilli arrivò conducendo con sé il ragazzo. Indossava il solito berretto rosso; guardò la madre con sufficienza e l’ispettore con aria di sfida. Sorrise.

Io non riderei tanto fossi in te. Disse Vicini mentre Petrilli gli passava un foglio. Lo lesse, imprecò a mente, nessuna notizia dei genitori di Luca.

Dieci grammi di erba addosso, beccato mentre incassavi cento euro, non c’è niente da ridere.

Il ceffone con cui la Scala colpì il ragazzo viaggiò alla velocità della luce. Quello impiegò un po’ a realizzare, poi tentò di scagliarsi sulla madre. Petrilli lo afferrò e lo rimise a sedere, Vicini si alzò in piedi e con le mani alzate al cielo cercò di riportare la calma.

Facciamo i bravi, ho un gran mal di testa.

I genitori di Luca...

  • Fanno gli gnorri (50%)
    50
  • Dormono (25%)
    25
  • Sono fuori città (25%)
    25

Voti totali: 4

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56 Commenti

  1. la cosa che mi è piaciuta di più è lo schiaffo a quel cretino di Gianluca!
    Ciao GR,
    bravo. mi è piaciuto molto l’intero capitolo, solo avrei parlato con un po’ più di garbo alla povera mamma di Petrilli…
    tuttavia il racconto sta prendendo la giusta sfumatura di giallo…
    alla prossima!

  2. Ciao GR, ho aperto il tuo racconto incuriosita dal titolo (azzeccatissimo, bravo).
    Ora che sono arrivata alla fine del quinto capitolo, spero tanto di leggere il seguito. Vicini è irritante, può darsi… ma si trova nel mezzo (finalmente) di un bel caso, quindi gli si può perdonare tutto (o quasi).
    Torna presto con il resto della storia. Buona domenica!

  3. Un giallo al posto giusto. Bravo, mi piace il tuo stile. Ho una sensazione strana, tipo che tu abbia due profili.. 🙂 O magari mi sono lasciata trasportare troppo dal sospetto che un buon giallo deve insinuare nel lettore.
    Gli elementi ci sono tutti: più sospettati, molti moventi e una buona dose di mistero, che in un buon giallo non deve mai mancare.
    seguo la storia e aspetto nuova puntata.

  4. Posso dire che Vicini è abbastanza irritante? Non che la cosa debba per forza essere un difetto, rimane comunque un personaggio ben scritto, ma il suo modo di fare mi fa inevitabilmente venir voglia di prenderlo a pedate.
    Comunque. Io voto per continuare a sentire il Reale e poi di andare dalla vedova, se non altro per una questione di coerenza… non credo che faccia bene alle indagini, saltellare di da uno scenario all’altro.

  5. Ciao arrivata da poco, ho letto e sto leggendo con piacere il tuo giallo. Secondo me è il momento di andare ai funerali osservare le reazioni e fare qualche domanda. 😉
    Mi piacciono molto i gialli. Se per caso ami i fantasy vieni mi a trovare e dimmi cosa ne pensi del mio racconto. A presto! 🙂

  6. Ciao GR, sono curiosa di arrivare fino alla fine e scoprire finalmente chi è il nostro assassino! Ho votato per l’internet point perché credo che le indagini debbano seguire una certa logica, ma anche una capatina ai funerali non mi dispiacerebbe: potremmo scoprire qualcosa di nuovo.
    Aspetto impaziente il prossimo capitolo!
    PS: ti seguo ?

  7. Prima il dottore e poi l’avvocato, dal momento che nel loro caso si ha la certezza che non si siano suicidati.
    Non mi è chiarissimo il significato della parentesi sul padre infortunato: serve per fare un approfondimento sulla psicologia dell’ispettore (cosa che verrà meglio nella versione estesa) oppure avrà risvolti in futuro?

    A presto!

  8. Ciao GR, veloce come sempre…ma come fai?!?!?
    Stavolta sono rimasta in pari però!
    Ho optato per dottore-professoressa…ricominciamo dai primi.
    Bellissimo il finale dell’episodio “se ci si può suicidare colpendo ripetutamente lo spigolo di una scrivania..” ah ah ah 😉
    A presto!

  9. Rieccomi, GR. Ho votato “dottore – professoressa”, andiamo con ordine 🙂
    Potrà sembrarti strano, visto quello che scrivo, ma una delle cose che apprezzo di più in ciò che leggo è la costruzione realistica e coerente. Questi quattro capitoli sono, da questo pinto di vista, esemplari. L’unica appunto che posso muovere è che in alcuni punti si ha l’impressione che tu stia riassumendo alcune parti (vedi operazione del padre) in origine molto più corpose.
    Ciao, ti auguro una buona serata e tante ottime giornate 😀

  10. L’avvocato, perché ancora non sappiamo nulla di lui e la professoressa, per ricapitolare dall’inizio.
    Questo Vicini che si eccita fisicamente davanti a un’indagine per omicidio e poi obbedisce come un bambino alla sua mamma è un po’ caricaturale, o forse è solo un uomo? 😉
    Spero di cominciare a scorgere qualche indizio

  11. Ciao Gr…Luca e Laura Scala 😉
    Ma sei velocissimo a pubblicare!!! Devo ancora finire di leggere Carnevale, ahimè! Ultimamente non riesco a tenere il passo con scrittura e lettura ;-(
    Adesso un giallo, interessante. L’ho trovato buffo in un paio di passaggi: il poliziotto che usa subito Facebook per avere notizie della vittima, e la preside che esordisce con “era un’insegnante esemplare” per poi concludere che alla fin fine crede alle voci sul suo conto…viva la coerenza!!!!
    A presto!

  12. Approfondiamo l’interrogatorio.
    Di solito cerco di trattenermi dal fare la “maestrina” ma stavolta non posso: già che la d eufonica andrebbe solo tra vocali identiche, ma ne abusano tutti e passi, ma “ed” davanti a una h, proprio no!!!!!
    Scusa per lo sfogo, l’intreccio è sempre intrigante.

  13. Voto per il terzo cadavere: Il rischio è che, aspettando a introdurlo, non ci sia poi il tempo per sviluppare bene la vicenda.
    Poco delicato, da parte del nostro protagonista, mettere da parte il povero dottore per indagare sulla professoressa… Non mi stupisce che il figlio del defunto non l’abbia presa bene!

  14. Dunque, dunque, prima cosa: il tuo modo di rendere dialoghi e pensieri mi confonde. Non so, solitamente si usano le virgolette per rendere appunto i dialoghi, mentre il corsivo si usa per i pensieri: tu fai esattamente il contrario. Cos’è, una scelta stilistica legata a qualcosa di particolare?
    Al di là di questo, il tuo stile mi pare ragionevolmente buono, anche se, per ora, il testo è ancora troppo corto per esserne certi. I fatti si svolgono forse un po’ troppo velocemente e le reazioni dell’ex marito mi sembrano un po’ troppo caricaturali, ma credo che leggerò oltre, nel momento in cui pubblicherai altri capitoli.
    Per la cronaca: ho votato per le versioni concordanti, giusto per vedere come te la cavi.

    • Grazie per il commento attento, provo a rispondere per punti:
      Visivamente, mi piace di più rendere i dialoghi con il corsivo, è una scelta che viene utilizzata da vari scrittori, McCarthy per citarne uno.
      Sulla velocità di svolgimento hai ragione, ma condensare un giallo in pochi caratteri richiede qualche taglio. La versione che sto scrivendo in realtà è più lunga, qui taglio per limiti di spazio e per avere un’idea di come possa rendere quello che dovrebbe essere un romanzo breve.
      Le reazioni del marito, possono essere caricaturali, ma dettate dagli scherzi che ha subito, o dice di aver subito…
      Grazie per l’attenzione.

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