Dove eravamo rimasti?
Ricordi di una vita passata
Laura si rimise in piedi pulendosi le mani sporche di terra sulle cosce, prima di estrarre il telefono dalla tasca posteriore dei jeans. Il display lampeggiava mostrandole il nome di Francesco. Rifiutò la chiamata e silenziò il telefono pensando a quanto le persone riescano a chiamare sempre nei momenti peggiori, poi si chinò a coprire la buca, rimise il contenuto nella scatola e con fare seccato vi gettò dentro anche il cellulare. Con la scatola fra le mani calpestò il punto in cui aveva scavato in modo da apparare il terreno, poi si diresse verso la porta d’ingresso.
I suoi ricordi d’infanzia si sovrapponevano alle foto. Le venne da pensare alle sue feste di compleanno: suo padre era solito fare brevi apparizioni per poi dileguarsi con la scusa del lavoro. Poi, al nome sul braccialetto per neonati. Lo stesso nome di sua nonna, probabilmente l’unica donna cui suo padre era stato davvero legato sentimentalmente.
Si richiuse la pesante porta alle spalle e nel farlo fu assalita dalla nausea. Riconobbe subito l’odore dolciastro che aveva accompagnato incubi e visioni degli ultimi tempi, si portò una mano alla bocca strizzando gli occhi in una smorfia di disgusto e una volta riaperti si ritrovò seduta su di un sedile grigio e impolverato. Al volante di quella che ora riconosceva come la Marbella di sua madre c’era Michele, mentre seduto al posto del passeggero, riconobbe la zazzera di capelli ricci di Francesco.
Le loro parole le erano arrivate da prima confuse, poi sempre più nitide.
-Le ha persino dato il nome della nonna. Hanno solo aggiunto quel “Maria”. Come nascondersi dietro un dito.-, stava dicendo Michele stringendo il volante con tale forza da farsi diventare le nocche bianche. -Ma non ne sa niente! Non puoi fargliene una colpa.-, Francesco aveva fatto tintinnare qualcosa fra le mani. -Mia madre l’ha scoperto, come hai potuto vedere. Diciamo che tenere in casa i ricordi della tua figlia bastarda non è una grande trovata. -, aveva aggiunto Michele spazientito, indicando con il pollice la scatola di latta lucida che l’amico teneva fra le mani.
Laura la riconobbe subito, allungò una mano in avanti quasi a volerla toccare, poi arrivò il buio. Si ritrovò in un’oscurità fatta di silenzio e solitudine al centro del quale si poteva vedere un’unica fioca luce gialla data da un’ampia finestra: vi si affacciò.
-Presto sarò trasferito a Roma. Potrai venire con me e non dovremmo più nasconderci.-, era la voce di Michele. -Non vedo l’ora!-, aveva sorriso malinconicamente Maria, poi lo aveva baciato su una guancia.
Il buio l’aveva nuovamente inghiottita, tremava e l’odore era tornato. Sentì due mani scheletriche risalire il profilo delle sue spalle sino al viso e coprirle gli occhi.
Si ritrovò circondata da alti faggi.
-Cosa hai fatto.-, piagnucolava Francesco con la testa fra le mani. -Cosa abbiamo fatto.-, lo corresse Michele seduto fra le foglie secche, gli scarponi coperti di fango e la fronte imperlata di sudore, -Ci sei dentro fino al collo. Tu l’hai guidata da me e sempre tu mi hai fatto vedere questo posto. Ah, e indovina chi le ha consegnato quella graziosa piantina con tanto di campanella uguale a quelle sui rami dell’albero a cui è stata impiccata?-. Gli aveva poggiato una mano sul ginocchio, -Pensa alla tua famiglia.-. Ora Francesco piangeva, -Pensavo volessi mostrarle le foto, pensavo che volessi solo rivelarle la verità.-, la voce gli tremava. – Ho fatto anche quello. Terrò io la scatola, tu assicurati di tenere chiusa la bocca ed essere pronto a qualche piccolo lavoro di giardinaggio extra. Poi potremmo lasciarci tutto alle spalle.-.
DIN DIN
Il tintinnio del campanellino l’aveva riportata nel mondo reale.
Laura era scoppiata in lacrime sul pavimento dell’ingresso.
Intanto dal vialetto sentì provenire l’affaticato rombo di un vecchio motore cigolante. L’orologio segnava l’una e un quarto. Michele aveva appena staccato da lavoro.
Un moto di terrore la colse. Quando si era ritrovata sopraffatta dall’ oscurità aveva di sicuro lasciato cadere la scatola. Le foto erano sparse ovunque attorno a lei, il braccialetto era rotolato fin sotto il tavolino del soggiorno mentre lo schermo del suo telefono continuava a spegnersi e accendersi. Era ancora Francesco.
La ragazza si mise il telefono in tasca e, con il cuore che le tamburellava nel petto, iniziò a raccogliere le foto gettandole alla rinfusa nella scatola il più velocemente possibile.
Michele aveva appena parcheggiato l’auto. Sceso dall’auto si era stiracchiato pigramente al sole, come fosse un gatto. Poi qualcosa aveva attirato la sua attenzione, avvicinandosi alla porta d’ingresso notò come la terra attorno alle radici del vecchio ceppo fosse stata smossa.
Laura lo osservava nascosta dietro la tenda della finestra che dava in giardino, stringendo a se la scatola si morse il labbro. Ora, lei sapeva che suo fratello non era affatto uno sprovveduto, sapeva che era un assassino e sapeva che non l’avrebbe lasciata andare.
Ultimo capitolo! Quale sentimento avrà la meglio?
- Odio (25%)
- Paura (42%)
- Rimorso (33%)

23/02/2021 at 20:38
Recuperato e voto per la paura.
La storia nel complesso non è male, ha tutte le caratteristiche che ci si aspetta da una storia horror. Bella l’idea di questa ragazza che cerca giustizia attraverso la protagonista. Aspetto di vedere come concluderai questo racconto.
17/02/2021 at 12:06
Ciao Norah
Ti devo confessare che non amo il genere horror -forse è un mio limite perché mi fa perdere storie ben scritte.
Rimorso
16/02/2021 at 20:19
Ciao NorahEmme, ho recuperato gli ultimi e ho votato “rimorso”. Perché “paura”, beh, fa sempre paura :). Mentre “odio” mi sa più di miccia iniziale che di finale. Peccato solo sia passato tanto tempo per questi capitoli finali, perché nel complesso mi sembra un racconto horror ben scritto ma mi sono inevitabilmente persa dettagli e emozioni che sarebbe stato meglio mantenere vivi con episodi più ravvicinati. Comunque brava, aspetto il finale.
16/02/2021 at 20:02
Ciao, Io direi la principessa dell’orrore: la paura. Odio e rimorso ci saranno, sono sicuro che non mancheranno come contorno al piatto principale. Buon lavoro per il finale. Ciaooo
16/02/2021 at 10:15
Ciao, NorahEmme.
Mi spiace, ti ho mandato in parità le opzioni, ma c’è tempo perché tornino a sbilanciarsi.
Bel capitolo, molto ben reso il ricordo, brava.
Ho votato per la paura, in fondo si tratta di un horror. 😉
Alla prossima!
16/02/2021 at 16:53
Ciao, keziarica! Ti ringrazio, spero che anche il prossimo capitolo sia di tuo gradimento.
Se dovesse succedere di avere una situazione di parità, come per questo capitolo, troverò il modo di utilizzare entrambe le opzioni!
A rileggerci! 😉
15/02/2021 at 23:47
Ciao Norah!
Ho votato per rimorso. Bel capitolo, che rimanda tutto come è giusto alla scena finale con il fratello. Mi immagino ancora un ruolo per Giorgio. Chissà, vedremo presto.
Complimenti, la tensione continua a salire!
Ciao!
16/02/2021 at 16:47
Ciao Minollo! Chissà…al momento non posso svelare nulla! Ti ringrazio per il commento e i complimenti. Spero di rendere giustizia al racconto con un ultimo capitolo interessante 🙂
15/02/2021 at 20:04
ciao! ho votato la terza opzione,vediamo cosa succede
31/01/2021 at 15:46
Ciao Norah!
Letto tutto… sei veramente brava a lasciar crescere piano piano la tensione, disvelando qua e là le tessere del mistero. Mi piace il genere horror, anche perché i fantasmi sono spesso allegorie di traumi o di proprie angosce, dell’incapacita’ dei protagonisti di cambiare. E la famiglia è il teatro più naturale.
Questo almeno è quello che penso io… :)). Bellissima lettura, ho votato per l’incubo, visto che ci sai fare :))
Ciao!
06/02/2021 at 20:31
Ciao! Ti ringrazio davvero per le belle parole!
Essendoci un ex aequo fra l’incubo e l’arrivo improvviso dovrò ingegnarmi…spero di saperci fare anche con il prossimo capitolo!
30/01/2021 at 09:55
Rieccomi, NorahEmme.
Ho votato “un arrivo improvviso”.
Una storia avvincente e molto ben raccontata. Un horror, un thriller, come tutti i racconti ben costruiti, spazia tra i generi. Mi piace molto. Una cosa non ho ben capito: quando Laura incontra Francesco, lui le dice che il fratello gli ha chiesto di rimuovere le radici e piantare un nuovo limone. Poi, però, se non ho capito male, sembra ostile all’idea. Ecco, questa è l’unica, piccola sbavatura che ho trovato in una storia davvero bella e scritta bene.
Ciao, ti auguro un ottimo weekend
30/01/2021 at 11:59
Ciao Erri! Ti ringrazio ❤
A suo tempo capirai tutto ?
Spero di riuscire a dare una degna fine a questo thriller/horror!
29/01/2021 at 22:50
Io ho letto tutto ora, gran bel racconto complimenti!
Otto capitoli e ho trovato giusto un paio di errorini di battitura, che comunque non rovinano la lettura.
Brava!
29/01/2021 at 22:59
Ciao! Ti ringrazio…mh, più di uno direi! Distrazione, mancanza di tempo e un computer poco efficiente hanno avuto la meglio, come avrai anche capito dalla grande differenza temporale della pubblicazione dei capitoli?
31/01/2021 at 13:07
No non ci ho fatto caso perché mi sa che le date di pubblicazione non si vedono!
O almeno, io non le vedo 😀
Quando uscirà il prossimo capitolo sarò qui 😀