L’anello di vetro III- Il Custode

Superstiti

Semer si guardò intorno confuso. Il cielo notturno era stato rischiarato a giorno. Alzando gli occhi vide Luce, la grande aquila d’oro, risplendere sopra le rovine della torre, per poi dissolversi, prima che un vento fortissimo lo scaraventasse a terra.

Sapeva perfettamente chi era rimasto alle rovine: Ghunter, il misterioso ragazzo che lo aveva salvato, Fergus, il suo amico per nulla simpatico, e quella ragazza dai capelli rossi, che lo aveva minacciato di morte. Motivo per cui l’idea di tornare indietro per capire cosa fosse successo non lo allettava per nulla. Tuttavia sapeva che sotto i loro piedi c’era una montagna d’oro e non aveva alcuna intenzione di rinunciarvi. Quindi si mise in piedi e decise di andare a controllare.

Quando raggiunse le rovine sembravano deserte. Della torre era rimasto ben poco, ma sperava di poter comunque ritrovare il passaggio per raggiungere la biblioteca. Mentre avanzava protetto dall’oscurità vide qualcosa risplendere e s’avvicinò furtivo.

Con stupore riconobbe il corpo di Ghunter riverso in terra e a pochi passi da lui una spada dalla lama bianca e lucente. Si domandò se la pazza dai capelli rossi lo avesse ucciso davvero e decise di appurare la cosa. Colmò la distanza che li separava e girò Ghunter a pancia in su. «Ehi, amico!» fece in sussurro, scuotendolo.

Il ragazzo emise un rantolo e tossì. Semer sorrise rassicurato. Ghunter aprì gli occhi e si tirò su dolorante, era ricoperto di ferite e lividi che non ricordava di essersi procurato. «Semer» mormorò riconoscendo il compagno, poi scorse la spada e i ricordi delle ultime ore gli affollarono la mente.

«Lis» fece mettendosi in piedi e scrutando la notte. «Lis! Fergus!» chiamò preoccupato.

Semer lo guardò perplesso. Come poteva avere tanta energia? «Vuoi davvero vuoi rivedere quei due?» gli chiese incredulo.

«Sono miei amici e hanno bisogno di me» replicò Ghunter serissimo, prima d’inciampare.

«Direi che tu sei il primo ad aver bisogno di una mano» commentò Semer aiutandolo a rimettersi in piedi.

Il ragazzo sbuffò: «Allora non startene lì impalato e fai qualcosa!» e dettò ciò raccolse la spada e si diresse dritto davanti a lui.

Semer incrociò le braccia offeso. «Che razza d’ingrato» mormorò, prima di dargli le spalle e rimettersi alla ricerca del tesoro.

Il ragazzo intanto era diretto nel luogo in cui aveva compiuto il rituale, facendosi luce con la spada. Lis doveva trovarsi lì vicino. Scorse una ciocca di capelli rossi provenire da un mucchio di pietre e cominciò a scavare preoccupato, ma per fortuna non era lì sotto. Emise un sospiro di sollievo e poi osservò quei capelli con un sorriso. Aveva imparato un paio d’incantesimi piuttosto utili scorrendo i libri della biblioteca. Si punse il dito e lasciò che qualche goccia di sangue cadesse sulla ciocca. «Individua» ordinò e poi si guardò intorno. Una luce rossastra s’accese tra le rocce a pochi metri da lui. S’affrettò in quella direzione e la trovò. «Lis!» esclamò prendendole il volto tra le mani. Immediatamente la girò sulla schiena per controllare che non fosse ferita.

«Ma che fai!» si lamentò lei svegliandosi.

Ghunter sorrise felice. «Per fortuna stai bene!» esclamò più tranquillo. «Stavo controllando…»

La ragazza si mise seduta e annuì. «Il marchio, lo so.»

«Beh, visto che stai bene e non stai cercando di uccidermi, direi che tutto è tornato alla normalità.»

Lis sorrise e allungò la mano verso l’alto per essere aiutata ad alzarsi, ma il viso le si contrasse in una smorfia di dolore.

«Male?» chiese il Vikyro.

«Al braccio» confermò lei.

Ghunter si ricordò di averglielo rotto. «Oh, scusa.»

«Sì, va bene, ma ora rimettilo a posto!» protestò lei.

«Questo non lo so fare» mormorò lui imbarazzato.

«Ma come!» si lamentò Lis cercando di rimettersi in piedi da sola.

«Troverò un modo» le promise Ghunter aiutandola e insieme tornarono verso il falò ormai spento.

«L’ho trovato!» gridò Semer non molto lontano.

Ghunter lasciò il fianco dalla ragazza dicendo: «È Fergus, torno subito!»

Quando raggiunse il compagno non aveva una bella cera. «Aiutami a portarlo al campo» chiese al ladro. Insieme lo adagiarono sul prato, Semer riaccese il falò e Ghunter osservò il moncherino tagliato di netto.

«Puoi aiutarlo?» chiese Lis colpevole.

«Non posso ridargli la mano» le spiegò il giovane. «Solo fermare l’emorragia» così dicendo si tagliò il palmo e lo appoggiò là dove l’arto mancava. «Risana.»

«Grazie» disse Fergus, aprendo gli occhi.

«E di che?» replicò Ghunter rattristato. «Ora ti sarà difficile diventare comandante.»

«Non quanto credi» disse una voce familiare proveniente dalla foresta.

Tutti si girarono in quella direzione sorpresi.

«Yelda!» esclamarono Ghunter e Lis correndole incontro. La vecchia sorrise e raggiunse il falò dove si prese cura del braccio di Lis e ridiede la mano a Fergus. «Ci saranno imprese più importanti in cui perderla» gli disse bonaria.

Poi fece rivolta a Ghunter: «Sei stato bravo.»

«Grazie» mormorò lui arrossendo.

«Ma non credere che le sfide siano finite, Vernon non si arrenderà mai.»

Nel prossimo capitolo riprenderemo il viaggio verso l'anello e...

  • appariranno nuovi avversari (14%)
    14
  • Ghunter troverà un libro per affinare le proprie tecniche magiche (71%)
    71
  • insegneremo a Lis a combattere (o pensate che ne sia già in grado? Fatemi sapere) (14%)
    14
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37 Commenti

  1. Ed ecco, con un po’ di ritardo e suspance, il finale!
    Spero davvero che vi piaccia e non vi deluda, ma nel caso siate rimasti insoddisfatti fatemi sapere cosa non vi è andato giù.
    Colgo l’occasione per ringraziare Red Dragon e Darkridher che hanno avuto la pazienza di seguire la storia capitolo per capitolo fino alla fine, anche quando l’autrice (mea culpa) tardava ad aggiornare.
    Ed inoltre ringrazio anche chi avrà voglia di leggere i capitoli nei mesi a venire.
    Io mi sono divertita molto a scrivere la storia con voi e vi auguro di poter continuare a leggere e creare ancora per molti giorni.

    Ciao e grazie a tutti! XD
    A rileggerci 🙂

  2. Grazie a tutti per gli splendidi commenti e perdonate la mia lunga assenza, ma tra esami, lauree e vacanze non ho proprio trovato il modo di aggiornare, soprattutto perché ogni volta che provavo qualcosa m’interrompeva.
    Spero che l’episodio v’incuriosisca almeno un po’ e vi auguro delle ottime giornate di riposo.

    Ciao, ciao!

  3. Quando si parla di anelli e di fantasy, si rischia sempre il paragone con Tolkien, ma tu non hai nulla da temere perché sei riuscito a portarci su un territorio differente e in più hai uno stile fluido e scorrevole. Ti seguo con piacere, così guadagni due punti. Se ti va fai un salto nei mio, sto per postare il quarto capitolo. A presto

  4. “ma se l’artefatto era davvero così potente come diceva la leggenda, allora avrebbe potuto fare anche al caso suo.”
    Molto molto interessante. E le opzioni sono tutte e tre interessanti. Siccome siamo al 2° capitolo, per ora lascerei indietro il mistero di Lis e mi concentrerei solo sul libro o sulla spada… io voto la spada, ma suggerisco che il libro debba essere aperto da una chiave… una chiave creata dalla magia 😉

    Ciao 🙂

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