L’anello di vetro III- Il Custode

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo riprenderemo il viaggio verso l'anello e... Ghunter troverà un libro per affinare le proprie tecniche magiche (71%)

Un nuovo inizio

I ragazzi riuscirono a riposare qualche ora, protetti da Yelda che aveva deciso di fermarsi fino all’alba. Quando la vecchia si alzò per andarsene, destò Ghunter. «Sei ancora intenzionato a trovare l’anello?» s’informò.

Il ragazzo annuì. Ormai era una questione di principio: non avrebbe mai permesso a Vernon di averlo.

«Buona fortuna, allora» gli augurò la maga prima di tornarsene nella foresta.

Ghunter la osservò sparire nel folto e decise di sgranchirsi le gambe. S’avventurò per le macerie, ricordando con una certa nostalgia l’imponenza della torre e l’immenso tesoro che nascondeva. Mentre vagava senza meta scorse una copertina rossa, bordata d’oro. Si piegò sulle ginocchia e liberò il volume dalla polvere. Non aveva titolo ed era chiuso con un lucchetto di ferro. «Curioso» mormorò cercando inutilmente di forzarlo. Deciso più che mai a capirne il contenuto, tornò al capo e scosse Semer per la spalla. «Mi daresti una mano?» gli chiese indicando la serratura.

Il ladro sbuffò, frugò nelle ampie tasche dei pantaloni, tirò fuori un portachiavi pieno di lunghi pezzi di metallo appuntiti e si mise al lavoro. Ghunter osservò l’arte dello scassinatore con intesse e quando Semer disse: «Mi spiace, sembra bloccata» rimase deluso.

«Grazie lo stesso» fece il ragazzo alzandosi e osservando la copertina pensieroso. Né la forza di una pietra, né la bravura di un ladro erano riusciti ad avere la meglio, ragion per cui il sospetto che la serratura fosse incantata, gli sembrava ormai l’unica soluzione logica. Tuttavia, non sapeva come sfruttare la magia a suo favore. Decise di andare per gradi. Prima fece cadere solo qualche goccia di sangue sul metallo, senza sortire alcun effetto, poi tentò diverse parole: «Apri, apriti, schiudi, rivela, slaccia, scatta» e infine, sconfitto, si limitò a osservare torvo il volume.

Il sole era ancora basso, quando scorse qualcuno procedere sulla strada e salutarlo. Posò il libro e sorrise non appena riconobbe Justo.

«Credevo che non avrei ritrovato più nessuno!» fece l’amico abbracciandolo.

«Per fortuna stiamo tutti bene» lo rassicurò Ghunter.

Justo osservò le macerie e si passò la mano tra i capelli. «È venuto giù tutto» mormorò quasi dispiaciuto. «Vorrà dire che i lavori finiranno prima» aggiunse positivo.

«Senza dubbio» rise l’altro.

Raggiunto il falò, Ghunter sorrise nel vedere tutti i suoi amici riuniti e quasi gli si stringeva il cuore a dover dire loro addio, ma sapeva che sarebbe stato meglio così. Era una calamita per demoni e voleva evitare di causare altri problemi. «Ho un annuncio da fare» disse ottenendo la più completa attenzione. «Come sapete sono un Vikyro e Vernon mi sta alle costole, quindi devo partire.»

Fergus si mise in piedi e scosse il capo contrariato. «Cosa dirò al generale? Verrai additato come un disertore!»

Ghunter fece una smorfia. «Lo so, ma penso di avere una buona soluzione al problema. Tra le macerie c’è il corpo della Salamandra. Tornerai al Comando dicendo che sono morto nello scontro e che tu l’hai sconfitta, prendendoti la gloria che meriti. Per quanto riguarda i libri della biblioteca, sono ancora tutti lì sotto. Una volta rimosso il demone, avrete un facile accesso e tu, Justo, non rischierai l’ira di quel vecchio mago e avrai la tua ricompensa. Per quanto riguarda te Semer, fai davvero pena come scudiero, quindi ritieniti libero e sfrutta al meglio la sala del tesoro.»

«Ma come…» domandò il ladro incredulo.

Il ragazzo gli fece l’occhiolino: «Ho passato molto tempo laggiù. Per finire Lis…»

«Sono pronta a partire» fece sapere la ragazza mettendosi in piedi, pulendo i pantaloni, «e sappi che non accetterò un no.»

I presenti scoppiarono a ridere. Ghunter emise un sospiro pesante e si arrese. Aveva imparato a conoscere la cocciutaggine della ragazza.

Lei sorrise e, mentre il suo compagno di viaggio diceva addio agli amici, preparò il cavallo. Affamata si domandò se nello zaino fosse rimasto qualcosa e frugando trovò un foglio di pergamena. “Il popolo dei Vikyri consumò la sua intera magia per creare Vonia, una terra dove ogni loro desiderio sarebbe divenuto realtà. Per raggiungere la nuova dimensione furono forgiati degli anelli magici: gli anelli di vetro. Ogni Vikyro aveva il proprio, ma secondo la leggenda ne resta ancora uno tra noi, disperso e solo sulla Terra.”

Lis rilesse il foglio un paio di volte e poi si girò a guardare Ghunter incredula. Era un Vikyro e di certo era alla ricerca dell’anello, ma se l’artefatto era davvero così potente come diceva la leggenda, allora avrebbe potuto fare anche al caso suo. Ripose velocemente il foglio dove l’aveva trovato e tornò dai compagni.

«È tutto pronto» annunciò con un sorriso angelico.

«Grazie» fece Ghunter, prendendo le redini del destriero. Poi rivolse un’ultima occhiata al gruppo intono a lui e salì in groppa al cavallo. «Buona fortuna e che Luce vi guidi sempre» augurò loro, prima di porgere la mano a Lis, farla accomodare davanti a lui e partire al galoppo diretto a nord-ovest.

I nostri eroi sono ripartiti e una grande sfida li attende, ma intanto:

  • dedichiamo un po’ di attenzione alla vecchia spada di Lis, che ora ha la lama bianca e lucente (67%)
    67
  • vediamo cosa contiene il libro misterioso e come sarà aperto (se avete suggerimenti scriveteli) (0%)
    0
  • cerchiamo di capire meglio perché Lis vuole l’anello (33%)
    33
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37 Commenti

  1. Ed ecco, con un po’ di ritardo e suspance, il finale!
    Spero davvero che vi piaccia e non vi deluda, ma nel caso siate rimasti insoddisfatti fatemi sapere cosa non vi è andato giù.
    Colgo l’occasione per ringraziare Red Dragon e Darkridher che hanno avuto la pazienza di seguire la storia capitolo per capitolo fino alla fine, anche quando l’autrice (mea culpa) tardava ad aggiornare.
    Ed inoltre ringrazio anche chi avrà voglia di leggere i capitoli nei mesi a venire.
    Io mi sono divertita molto a scrivere la storia con voi e vi auguro di poter continuare a leggere e creare ancora per molti giorni.

    Ciao e grazie a tutti! XD
    A rileggerci 🙂

  2. Grazie a tutti per gli splendidi commenti e perdonate la mia lunga assenza, ma tra esami, lauree e vacanze non ho proprio trovato il modo di aggiornare, soprattutto perché ogni volta che provavo qualcosa m’interrompeva.
    Spero che l’episodio v’incuriosisca almeno un po’ e vi auguro delle ottime giornate di riposo.

    Ciao, ciao!

  3. Quando si parla di anelli e di fantasy, si rischia sempre il paragone con Tolkien, ma tu non hai nulla da temere perché sei riuscito a portarci su un territorio differente e in più hai uno stile fluido e scorrevole. Ti seguo con piacere, così guadagni due punti. Se ti va fai un salto nei mio, sto per postare il quarto capitolo. A presto

  4. “ma se l’artefatto era davvero così potente come diceva la leggenda, allora avrebbe potuto fare anche al caso suo.”
    Molto molto interessante. E le opzioni sono tutte e tre interessanti. Siccome siamo al 2° capitolo, per ora lascerei indietro il mistero di Lis e mi concentrerei solo sul libro o sulla spada… io voto la spada, ma suggerisco che il libro debba essere aperto da una chiave… una chiave creata dalla magia 😉

    Ciao 🙂

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