L’anello di vetro III- Il Custode

Dove eravamo rimasti?

I nostri eroi sono ripartiti e una grande sfida li attende, ma intanto: dedichiamo un po’ di attenzione alla vecchia spada di Lis, che ora ha la lama bianca e lucente (67%)

Vecchie conoscenze

Lis e Ghunter avevano viaggiato per una settimana senza incontrare intoppi. Il ragazzo era deciso a seguire quei pochi particolari ancora vividi nella sua mente che la visione, quasi un mese prima, gli aveva lasciato. Così aveva chiesto aiuto a Lis per identificare il fiume argentato che aveva visto scorrere in una stretta gola oltre la capitale. La ragazza, dopo un’attenta riflessione, era giunta alla conclusione che si trattasse della Valle del Diavolo.

Il fiume Morn, aveva scavato la roccia per secoli, fino a incunearsi nei meandri sconnessi di quell’arida pianura. Intorno a loro crescevano solo sterpaglie rinsecchite e i due non si aspettavano d’incontrare case ancora per molte miglia. Per fortuna Justo aveva lasciato loro provviste abbondanti e la necessità di fermarsi per fare rifornimento era lontana.

«Mi spieghi perché sei voluto venire quaggiù?» gli chiese Lis perplessa. Da ciò che ricordava le ultime costruzioni dei Vikyri ancora in piedi si trovavano a nord-est, dall’altra parte di Taurissia.

Ghunter fermò il cavallo per farlo riposare e aiutò la ragazza a scendere. «Mi avevano parlato di questo posto e volevo vederlo» mentì, continuando ad avanzare a piedi.

«Vernon dà la caccia a entrambi e tu vuoi farmi credere che sei venuto qui in villeggiatura?» sbottò lei irritata.

Il ragazzo emise un lungo sospiro. «Se anche fosse? Di certo non mi cercherà qua e poi cosa pensi che possa fare contro di lui? Io non sono un mago.»

«Ma hai la magia del sangue!»

Ghunter le lanciò uno sguardo di rimprovero: «So a malapena due incantesimi, non fare affidamento sulle mie conoscenze delle arti arcane.»

La ragazza sbuffò, incrociò le braccia e decise di seguire il Vikyro in silenzio. Era evidente che non le avrebbe mai rivelato quale fosse il suo piano.

Verso sera si accamparono lungo il crepaccio che seguivano diretti verso la sorgente del fiume. Accesero un piccolo fuoco e dopo aver cenato, Ghunter osservò il libro con rassegnazione. Per giorni aveva provato parole su parole per rimuovere il lucchetto, ma aveva sempre fallito ed era sempre più convinto che dovesse contenere segreti di una certa importanza. Si slacciò la spada dalla cintura e ne osservò il rosso rubino sull’elsa. Fino a quel momento la curiosità verso il libro aveva superato il suo interesse per l’arma. La estrasse da fodero e fu costretto a socchiudere gli occhi a causa del chiarore che emanava.

Lis si girò incantata. Con tutto quello che era successo, neppure lei aveva prestato grande attenzione alla sua vecchia spada. «Me l’aveva data Vernon» fece in un soffio avvicinandosi.

Ghunter guardò Lis sentendosi colpevole. L’aveva coinvolta in guai che avrebbe potuto evitare.

«E adesso sembra che Luce l’abbia benedetta» aggiunse lei, allungando la mano per sfiorare la superficie del metallo.

«Benedetta?» domandò il giovane incredulo.

Lis scoppiò a ridere. «Certo! Vuoi dirmi che non hai visto un Cavaliere della Luce?»

Il ragazzo scosse la testa. «E tu?»

Lei annuì. «Un gruppo si fermò a palazzo una volta» ammise perdendosi nei ricordi. «Si dice che siano gli araldi del Dio, che ricevano ordini direttamente da Luce. Neppure il re ha potere su di loro.»

Poi un incedere metallico richiamò la loro attenzione. Quel rumore di ferro che batteva sul ferro si faceva sempre più vicino. Ghunter si alzò in piedi e scrutò l’oscurità del crepuscolo che s’infittiva ogni secondo di più. Erano a pochi metri da loro quando la luce della lama gli permise di riconoscerle. Due armature avanzavano fianco a fianco, instancabili. Numerouno con il pennacchio blu, Numerodue con quello rosso.

«Lis, credo che faresti meglio ad andare» disse il ragazzo slacciando dalla sella lo scudo con le vipere dipinte sulla superficie. Lei lo guardò con aria interrogativa. Il Vikyro indicò i due cavalieri con un cenno del capo. «Loro sono senza dubbio qui per me.»

Lis annuì e in attimo fu un in sella al destriero. «Sta attento» aggiunse prima di allontanarsi.

Ghunter strinse lo scudo sul braccio sinistro e avvertì la consueta fitta di dolore attraversargli la carne, segno che, in caso di necessità, le serpi lo avrebbero aiutato. Poi strinse l’elsa della spada tra le dita e fissò i due avversari con determinazione. Quella volta non poteva rimandare lo scontro.

Le due armature incantate si fermarono simultaneamente e imbracciarono la picca, puntandola contro di lui. Il ragazzo deglutì e poi le vide scagliarsi nella sua direzione. Deviò un’arma con lo scudo e l’altra con la spada. Le vipere avevano preso vita e le loro teste saettavano nell’aria, cercando di affondare i canini nel lucido metallo. Ghunter ruotò su se stesso per poter tener sottocchio gli avversari e di nuovo sfuggì al loro assalto senza poter causare danni. Anche se fosse stato così fortunato da poter resistere per ore, sapeva che non poteva contare sulla stanchezza dei suoi avversari. «Amici, parliamone» mormorò parando l’affondo di Numerodue, ma i due cavalieri non emisero un fiato.

Vernon ha inviato le sue fedeli schiere a fare giustizia, cosa sarà fondamentale per vincere lo scontro?

  • La spada benedetta (67%)
    67
  • La magia del sangue (0%)
    0
  • L’intervento di Lis (33%)
    33
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37 Commenti

  1. Ed ecco, con un po’ di ritardo e suspance, il finale!
    Spero davvero che vi piaccia e non vi deluda, ma nel caso siate rimasti insoddisfatti fatemi sapere cosa non vi è andato giù.
    Colgo l’occasione per ringraziare Red Dragon e Darkridher che hanno avuto la pazienza di seguire la storia capitolo per capitolo fino alla fine, anche quando l’autrice (mea culpa) tardava ad aggiornare.
    Ed inoltre ringrazio anche chi avrà voglia di leggere i capitoli nei mesi a venire.
    Io mi sono divertita molto a scrivere la storia con voi e vi auguro di poter continuare a leggere e creare ancora per molti giorni.

    Ciao e grazie a tutti! XD
    A rileggerci 🙂

  2. Grazie a tutti per gli splendidi commenti e perdonate la mia lunga assenza, ma tra esami, lauree e vacanze non ho proprio trovato il modo di aggiornare, soprattutto perché ogni volta che provavo qualcosa m’interrompeva.
    Spero che l’episodio v’incuriosisca almeno un po’ e vi auguro delle ottime giornate di riposo.

    Ciao, ciao!

  3. Quando si parla di anelli e di fantasy, si rischia sempre il paragone con Tolkien, ma tu non hai nulla da temere perché sei riuscito a portarci su un territorio differente e in più hai uno stile fluido e scorrevole. Ti seguo con piacere, così guadagni due punti. Se ti va fai un salto nei mio, sto per postare il quarto capitolo. A presto

  4. “ma se l’artefatto era davvero così potente come diceva la leggenda, allora avrebbe potuto fare anche al caso suo.”
    Molto molto interessante. E le opzioni sono tutte e tre interessanti. Siccome siamo al 2° capitolo, per ora lascerei indietro il mistero di Lis e mi concentrerei solo sul libro o sulla spada… io voto la spada, ma suggerisco che il libro debba essere aperto da una chiave… una chiave creata dalla magia 😉

    Ciao 🙂

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