L’anello di vetro III- Il Custode

Dove eravamo rimasti?

Vernon ha inviato le sue fedeli schiere a fare giustizia, cosa sarà fondamentale per vincere lo scontro? La spada benedetta (67%)

Mastro Forgiatore

Ghunter parò per l’ennesima volta con i muscoli sempre più rigidi per la stanchezza. Era passata quasi mezz’ora, ma per i suoi avversari non era trascorso neppure un minuto. Le vipere si erano arrese subito, consce di non poter essere di alcun aiuto e così si era ritrovato solo. Aveva stretto i denti e si era battuto al meglio delle sue possibilità.

Il braccio ferito dallo scudo gli bruciava, ma non poteva arrendersi e, se voleva sopravvivere, sapeva di doversi giocare il tutto per tutto. Nel tempo in cui i due cavalieri si giravano per caricare, allentò la fibbia dello scudo e lo gettò lontano. Numerodue correva con la picca puntata al suo collo. Ghunter si piegò sulle ginocchia all’ultimo e, impugnata la spada con entrambe le mani, colpì l’armatura alle articolazioni, tranciandogli le gambe.

Numerouno tuttavia incombeva su di lui. Ghunter ruotò sui talloni e cercò di colpirlo mentre si rialzava con i muscoli delle gambe che gridavano per lo sforzo. La lama bianca rifulse tagliando la picca a metà, attraversando il ferro e conficcandosi nel petto dell’armatura. Il cavaliere dal pennacchio blu emise un grido profondo simile allo stridio del metallo. I fori che avrebbero dovuto ospitare gli occhi emisero una luce rossastra e l’avversario si sgretolò, cadendo in terra pezzo dopo pezzo, privo di vita.

Ghunter, che si perso a osservare la scena attonito, non si accorse che Numerodue cercava vendetta. Lo ferì al fianco strappandogli un grido. Istintivamente si portò la mano alla ferita e avvertì il sangue viscoso sulla pelle. Strinse i denti. «Rimargina» mormorò, prima di gettarsi su di lui per colpirlo. Il cavaliere ruotò su se stesso, ma Ghunter sfiorò la superficie lucida della corazza con mano insanguinata e una luce acciecante lo abbagliò.

C’erano un uomo e un ragazzo, un maestro e l’allievo. Tra loro stava una forgia e alle loro spalle armi, elmi e scudi. «Non si butta mai via niente» stava dicendo il Mastro Forgiatore «neppure il metallo incantato che è forse più prezioso di quello vergine.»

«Ma, maestro, se è già stato incantato, non può essere riforgiato» replicò il ragazzo perplesso.

«Non dal fuoco, ma risponde alla magia. Osserva» e così dicendo afferrò un guanto, vi lasciò cadere del sangue e ordinò: «Incanta: dita.» Intono al guanto si formò un alone azzurro e, laddove il guanto era un unico pezzo, si separarono quattro prolungamenti. Lo fece indossare al ragazzo e ripeté l’operazione dicendo: «Incanta: adatta.»

Ghunter avvertì una fitta lancinante alla tempia e si ritrovò catapultato nella battaglia. Numerodue gli aveva tirato un pugno e un rivolo di sangue gli colava a fianco all’occhio. Il ragazzo strinse la spada nella destra, si girò di scatto e lo decapitò. L’elmo rotolò in terra vuoto, mentre Numerodue gridava disperato e la magia che lo teneva in vita si dissolveva.

Il silenzio tornò ad essere padrone della notte e Lis che si era nascosta nei paraggi, corse da lui. «Stai bene?» gli domandò osservando il volto ferito.

Lui annuì e si guarì, poi si abbandonò in terra stremato. Voleva solo dormire e recuperare le forze, ma la ragazza domandò: «Che ti è successo durante lo scontro? Ti sei bloccato e credevo saresti morto.»

Ghunter non avrebbe voluto dirle della visione, ma non c’erano altre scuse plausibili. «Ho visto i miei antenati» mormorò chiudendo gli occhi.

«E…» lo incoraggiò lei curiosa.

«Penso di sapere come rimuovere il lucchetto» aggiunse. «Ci penseremo domani, ora sono troppo stanco.»

Lei annuì e si girò per nascondere la delusione che le affiorava sul viso. Si sedette in disparte a rimuginare. Quel ragazzo le faceva venire il nervoso. Invece di correre incontro al suo destino, se la prendeva comoda, esplorava il mondo e si metteva costantemente in pericolo, sopravvivendo per pura fortuna. Non era un gran guerriero, non era un mago e forse non si rendeva neppure conto della possibilità che aveva: cercare l’anello. Trattenne un grido di frustrazione e decise di stendersi a sua volta.

Il mattino seguente Ghunter prese tra le mani il libro e un elmo. Lis tratteneva il fiato al suo fianco. Il ragazzo fece scorrere qualche goccia di sangue sulla visiera e mormorò: «Incanta: chiave». Il metallo rifulse azzurro, mentre cambiava forma, e lo inserì nella serratura. «Incanta: adatta.» La chiave vibrò appena, la ruotò nella toppa con le dita tremanti e la serratura scattò.

I due si scambiarono un’occhiata carica di curiosità. Ghunter appoggiò il libro in terra, quasi fosse una reliquia. Una grafia sinuosa riempiva le pagine, mentre l’inchiostro rosso formava dei grumi lì dove c’erano i punti fermi.

«Sangue» mormorò sfiorando le parole.

La voce cavernosa di un uomo risuonò nelle sue orecchie. «Finalmente un degno Apprendista. Il mio nome è Hugs Flot, ultimo Forgiatore di Parole del nostro popolo. Ora che hai superato la prova, sei pronto per intraprendere la Via del Sangue.»

Il libro è stato aperto e il contenuto rivelato. Nel prossimo capitolo:

  • Ci imbattiamo in Ser Dobraux (100%)
    100
  • Incontriamo un Cavaliere della Luce (0%)
    0
  • Vediamo cos’è la Via del Sangue (0%)
    0
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37 Commenti

  1. Ed ecco, con un po’ di ritardo e suspance, il finale!
    Spero davvero che vi piaccia e non vi deluda, ma nel caso siate rimasti insoddisfatti fatemi sapere cosa non vi è andato giù.
    Colgo l’occasione per ringraziare Red Dragon e Darkridher che hanno avuto la pazienza di seguire la storia capitolo per capitolo fino alla fine, anche quando l’autrice (mea culpa) tardava ad aggiornare.
    Ed inoltre ringrazio anche chi avrà voglia di leggere i capitoli nei mesi a venire.
    Io mi sono divertita molto a scrivere la storia con voi e vi auguro di poter continuare a leggere e creare ancora per molti giorni.

    Ciao e grazie a tutti! XD
    A rileggerci 🙂

  2. Grazie a tutti per gli splendidi commenti e perdonate la mia lunga assenza, ma tra esami, lauree e vacanze non ho proprio trovato il modo di aggiornare, soprattutto perché ogni volta che provavo qualcosa m’interrompeva.
    Spero che l’episodio v’incuriosisca almeno un po’ e vi auguro delle ottime giornate di riposo.

    Ciao, ciao!

  3. Quando si parla di anelli e di fantasy, si rischia sempre il paragone con Tolkien, ma tu non hai nulla da temere perché sei riuscito a portarci su un territorio differente e in più hai uno stile fluido e scorrevole. Ti seguo con piacere, così guadagni due punti. Se ti va fai un salto nei mio, sto per postare il quarto capitolo. A presto

  4. “ma se l’artefatto era davvero così potente come diceva la leggenda, allora avrebbe potuto fare anche al caso suo.”
    Molto molto interessante. E le opzioni sono tutte e tre interessanti. Siccome siamo al 2° capitolo, per ora lascerei indietro il mistero di Lis e mi concentrerei solo sul libro o sulla spada… io voto la spada, ma suggerisco che il libro debba essere aperto da una chiave… una chiave creata dalla magia 😉

    Ciao 🙂

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