L’anello di vetro III- Il Custode

Dove eravamo rimasti?

Il libro è stato aperto e il contenuto rivelato. Nel prossimo capitolo: Ci imbattiamo in Ser Dobraux (100%)

Verità

Nei giorni seguenti avevano proseguito verso la sorgente del Morn. Ghunter non appena aveva un attimo di tempo s’immergeva tra pagine del libro, mentre la ragazza lo osservava chiedendosi quando quel vagare senza meta avrebbe avuto fine. Da quattro giorni avevano abbandonato il letto del fiume e stavano seguendo un sentiero tortuoso ai piedi della Vetta Bianca, la montagna più alta di Taurissia. La vegetazione era tornata a ricoprire il terreno nutrita dalle gelide acque del ghiacciaio.

Il sole stava calando rapidamente dietro la montagna e le ombre si allungavano inghiottendo l’ultima luce, quando Lis mormorò: «Converrebbe accamparci.»

Ghunter annuì. «Vado a fare un po’ di legna, almeno sta notte non avremo freddo.»

Lei lo osservò svanire a piedi nel folto, mentre legava il cavallo a un albero. Staccò lo zaino con le provviste dalla sella e si sedette in terra per controllare cosa restava. Non c’era più molto, il pane vecchio di due settimane era maledettamente secco e solo la frutta a guscio sembrava aver resistito. Di certo avrebbero dovuto trovare un ruscello e riempire le borracce. Avvertì sotto le dita la pergamena che le aveva dato speranza. Si guardò intorno per essere certa che Ghunter non fosse nei paraggi e la estrasse. Vonia, l’anello e il suo desiderio. Era tutto a un passo da lei, ma forse si era sbagliata, il Vikyro non aveva intenzione di ritrovare l’artefatto.

Il rumore di un ramo spezzato la fece trasalire e l’attimo dopo una mano si serrò sulla sua bocca lasciandole a malapena la facoltà di respirare. L’altra le puntava un pugnale alla gola e si rese conto che non era il caso di opporre resistenza.

«Guarda cosa ti ho portato!» fece Ghunter tornando. Teneva per le orecchie una lepre, non paffuta, ma quanto meno commestibile. «Lis?» chiamò senza capire dove potesse essere andata. Lasciò la legna in terra e appese la preda alla sella. La sua assenza non prometteva nulla di buono. Prese un ramo robusto e mormorò: «Incendia» per riuscire a vedere qualcosa. Tutto sembrava normale, tranne lo zaino abbandonato e la pergamena aperta lì accanto.

«Diamine!» esclamò guardandosi freneticamente intorno. Se Lis aveva intenzione di cercare l’anello da sola si sarebbe persa e cacciata in guai più pericolosi di quelli che avevano affrontato. Doveva ritrovarla prima che fosse troppo tardi. Il pensiero corse alla prima volta che aveva dovuto rintracciarla e se le vipere lo avevano già fatto in passato, potevano aiutarlo ancora. Le convocò con la magia e loro ubbidienti risposero. Lo guidarono per il bosco, strette intorno al suo braccio, fino a quando fu certo di udire la sua voce.

«Lasciatemi andare, Dobraux! È un ordine» gli intimò Lis legata come un salame.

L’uomo scoppiò in una risata profonda. Ghunter era certo di averlo già visto. «Non credo che siate nella posizione di dettare legge Contessa e poi vostro padre ha ordinato di riportarvi a palazzo con ogni mezzo.»

La giovane digrignò i denti irritata. «Posso farvi avere tutto ciò che avete sempre desiderato, vi ricoprirò d’oro!» gli propose.

L’uomo dalla folta capigliatura nera, gli occhi così blu da sembrare neri e il naso affilato la osservò interdetto come se stesse valutando l’offerta. «Non mi interessa, al mio ritorno lo otterrò comunque.»

Lis si sentì morire. «Non mi sposerò. Non darò un centesimo a quell’ubriacone del Re e a quello spocchioso di suo figlio.»

Ser Dobraux sembrava divertito. «La questione delle nozze è stata risolta. Taurissia non ha più bisogno di voi» disse con un ghigno dipinto sul volto.

«Che cosa gli dato al mio posto?» mormorò lei preoccupata.

«Un’altra regina e se non potevate essere voi, allora…» rispose allargando le braccia e lasciando a lei il sottointeso.

Lis tremò. «Non Cornelia! È ancora una bambina!»

Ghunter se ne stava nascosto tra i cespugli. Non riusciva a credere che Lis gli avesse mentito per tutto quel tempo. Era la Contessa di Erevo, la promessa del principe, eppure lo aveva seguito mettendosi in pericolo. Perché? Poi un lampo si accese nella sua mente: per la pergamena, per l’anello. Perché con quel potere avrebbe ottenuto la libertà che tanto agognava. Conosceva il suo obiettivo fin dall’inizio e alla prima occasione lo avrebbe pugnalato alle spalle. Cadde in ginocchio, ferito dalla verità, mentre iniziava a capire che dietro ogni mossa c’era stato un piano. Il bacio, l’aria spaesata, l’identità che si era creata erano tutte menzogne per legarlo a sé e ci era riuscita. Si era affezionato così tanto da sacrificare i suoi amici per salvarla. Represse un grido di rabbia e la guardò per l’ultima volta con disprezzo. Non voleva più vederla.

Si rimise in piedi deciso ad abbandonarla, ma non si era accorto che le vipere erano rimaste fedeli al suo ultimo ordine.

Lis abbassò gli occhi colmi di lacrime, mentre le si formava un groppo in gola e vide la serpe strisciare. I colori così accesi le infiammarono il cuore di speranza. «Ghunter!» gridò, certa che fosse sulle sue tracce.

La vera identità di Lis è venuta a galla, ma il nostro eroe è distrutto. Che cosa ne sarà del loro rapporto:

  • Ghunter la fa prigioniera (0%)
    0
  • Lis riconquisterà in parte la fiducia di Ghunter (50%)
    50
  • Ghunter dopo averla salvata l’abbandona al suo destino (50%)
    50
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37 Commenti

  1. Ed ecco, con un po’ di ritardo e suspance, il finale!
    Spero davvero che vi piaccia e non vi deluda, ma nel caso siate rimasti insoddisfatti fatemi sapere cosa non vi è andato giù.
    Colgo l’occasione per ringraziare Red Dragon e Darkridher che hanno avuto la pazienza di seguire la storia capitolo per capitolo fino alla fine, anche quando l’autrice (mea culpa) tardava ad aggiornare.
    Ed inoltre ringrazio anche chi avrà voglia di leggere i capitoli nei mesi a venire.
    Io mi sono divertita molto a scrivere la storia con voi e vi auguro di poter continuare a leggere e creare ancora per molti giorni.

    Ciao e grazie a tutti! XD
    A rileggerci 🙂

  2. Grazie a tutti per gli splendidi commenti e perdonate la mia lunga assenza, ma tra esami, lauree e vacanze non ho proprio trovato il modo di aggiornare, soprattutto perché ogni volta che provavo qualcosa m’interrompeva.
    Spero che l’episodio v’incuriosisca almeno un po’ e vi auguro delle ottime giornate di riposo.

    Ciao, ciao!

  3. Quando si parla di anelli e di fantasy, si rischia sempre il paragone con Tolkien, ma tu non hai nulla da temere perché sei riuscito a portarci su un territorio differente e in più hai uno stile fluido e scorrevole. Ti seguo con piacere, così guadagni due punti. Se ti va fai un salto nei mio, sto per postare il quarto capitolo. A presto

  4. “ma se l’artefatto era davvero così potente come diceva la leggenda, allora avrebbe potuto fare anche al caso suo.”
    Molto molto interessante. E le opzioni sono tutte e tre interessanti. Siccome siamo al 2° capitolo, per ora lascerei indietro il mistero di Lis e mi concentrerei solo sul libro o sulla spada… io voto la spada, ma suggerisco che il libro debba essere aperto da una chiave… una chiave creata dalla magia 😉

    Ciao 🙂

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