L’anello di vetro III- Il Custode

Dove eravamo rimasti?

I due hanno definitivamente rotto, ma Lis non mollerà tanto in fretta. Cosa troveranno a guardia della tomba? Non-morti (che altro aspettarsi dai Vikyri?) (100%)

Guardia millenaria

Raggiunse il campo stanco, sanguinante e afflitto. Aveva un forte mal di testa, ma prima di poter chiudere gli occhi e trovare un po’ di pace, doveva curare la ferita profonda che Ser Dobraux gli aveva inferto. Prese il libro, fece scorrere il tributo per la magia e si guarì.

Il mattino seguente si svegliò che il sole era già alto e quando non trovò traccia di Lis non poté far a meno di sentirsi solo. Anche se lo aveva profondamente deluso, lo aveva accompagnato fin dall’inizio e il vuoto che aveva lasciato era tangibile. Era diventata un’amica al pari di Justo, Fergus e Semer, il suo tradimento non poteva essere facilmente perdonato.

Proseguì verso il tumulo cercando di dimenticare chi si era lasciato alle spalle e discese il versante per raggiungere una valle stretta attraversata da un fiumiciattolo e ricolma di alberi da frutto. Avanzò per giorni, mentre un vento gelido lo faceva rabbrividire, obbligandolo a stringersi nella casacca, e infine all’orizzonte apparve la collina, coperta di fresca erba verde, proprio come nella visione.

Era arrivato.

Si concesse qualche attimo per godere della vittoria, poi scese da cavallo e si accostò al portone di legno e ferro che chiudeva l’ingresso. Sulla superficie era incisa una grande runa. Solo la magia dei Vikyri gli avrebbe permesso di entrare e ormai sapeva cosa fare. Si punse il pollice e percorse le linee sinuose del glifo, fino a completarne la figura. Il sangue iniziò a brillare, ingrandendo il simbolo e staccandosi dal portone. Dopo qualche attimo si dissolse, mentre i battenti si aprivano davanti all’ultimo Vikyro e alla sua magia.

Ghunter fece un gran respiro e s’introdusse all’interno. Il tumulo era buio. Le ombre erano scacciate da pochi cristalli bianchi nascosti in nicchie nelle pareti. Il silenzio era rotto dal cadenzato gocciolio dell’acqua che s’infiltrava. L’odore di muffa e chiuso impregnava ogni cosa. Il ragazzo avanzò con il cuore in gola e gli occhi ben aperti fino a raggiungere una vecchia e ripida scala a chiocciola che lo avrebbe portato nel ventre della Madre Terra.

I pochi gradini di legno scampati al tempo scricchiolavano infidi. Dovette aggrapparsi all’impalcata in metallo per scendere sempre più giù e quando toccò il pavimento di pietra con la punta dello stivale, l’ambiente s’illuminò di colpo. Le fiaccole bruciavano voraci, i cristalli nelle nicchie spandevano luce dorata. La sala circolare, sorretta da colonne di pietra, aveva nel suo centro un cumulo di cenere grigia che nascondeva il tanto agognato tesoro.

Il ragazzo corse verso la meta, mentre l’aria si riempiva di rantoli per nulla umani e alzando gli occhi incontrò le orbite vuote dei guardiani dell’anello. Cinque scheletri, armati di tutto punto, stavano stirando le membra risvegliati da un sonno profondo durato molto a lungo.

Ghunter rabbrividì e arretrò di qualche passo. I non morti non avevano un aspetto gradevole o rassicurante. In ogni caso, se voleva l’anello, doveva lottare. Sguainò la spada, si preparò all’impatto e si pentì di aver dimenticato lo scudo attaccato alla sella.

Il primo fendente arrivò da sinistra, costringendolo a dare le spalle a due nemici. Il clangore del metallo riempì la sala e l’eco raddoppiò il rumore prodotto nella battaglia. Si piegò sulle ginocchia schivando la lama che alle sue spalle voleva decapitarlo, mentre una terza attraversava la casacca di pelle e gli apriva il fianco. Gridò, parò l’affondo seguente e portò la mano alla ferita per ricorrere alla magia, ma i cinque non avevano intenzione di dargli tregua. Di nuovo avvertì il freddo metallo attraversargli la carne prima della spalla, poi della coscia. «Rimargina» strillò richiudendo la prima ferita.

Uno dei guardiani lo colpì di piattò facendogli perdere l’equilibrio e il Vikyro rotolò per terra macchiando il pavimento. La vista gli si annebbiò, prima di essere abbagliato da un flash. «Non ora!» mormorò, certo che non fosse il momento più adatto per avere una visione.

La lama che stava per attraversargli il petto, fu intercettata da quella di Ser Dobraux e la fitta provocata da un calcio al fianco riportò il ragazzo alla realtà. «Non è il momento di morire!» lo riprese Lis, difendendosi e tenendo a bada due aggressori.

Ghunter parò appena in tempo, si tirò su e tentò di mutilare il corpo del redivivo. «Sai come farli fuori?» chiese, intento a salvarsi la pelle.

Lei parò l’affondo e abbatté la lama sulla spalla avversaria. Il braccio cadde a terra senza vita. «Riducili in pezzi» tagliò corto, mettendosi all’opera.

Il Vikyro annuì e dopo un accanito duello riuscì a tagliare la mano armata di uno dei suoi nemici. Per un attimo riportò l’attenzione su Lis. Lo aveva seguito, lo aveva salvato e voleva ancora l’anello. Non poteva lasciarglielo. Strinse i denti e decapitò l’avversario successivo.

Poi il fragore di un tuono fece tremare le pareti. Da una fessura fatta d’ombra, emerse il pastrano nero del suo più temibile avversario: Vernon.

Qualcosa gli disse che erano giunti alla resa dei conti.

Ci stiamo avvicinando alla fine e i giochi sono iniziati. Chi arriverà per primo all'anello?

  • Vernon (50%)
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  • Ghunter (0%)
    0
  • Lis (50%)
    50
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37 Commenti

  1. Ed ecco, con un po’ di ritardo e suspance, il finale!
    Spero davvero che vi piaccia e non vi deluda, ma nel caso siate rimasti insoddisfatti fatemi sapere cosa non vi è andato giù.
    Colgo l’occasione per ringraziare Red Dragon e Darkridher che hanno avuto la pazienza di seguire la storia capitolo per capitolo fino alla fine, anche quando l’autrice (mea culpa) tardava ad aggiornare.
    Ed inoltre ringrazio anche chi avrà voglia di leggere i capitoli nei mesi a venire.
    Io mi sono divertita molto a scrivere la storia con voi e vi auguro di poter continuare a leggere e creare ancora per molti giorni.

    Ciao e grazie a tutti! XD
    A rileggerci 🙂

  2. Grazie a tutti per gli splendidi commenti e perdonate la mia lunga assenza, ma tra esami, lauree e vacanze non ho proprio trovato il modo di aggiornare, soprattutto perché ogni volta che provavo qualcosa m’interrompeva.
    Spero che l’episodio v’incuriosisca almeno un po’ e vi auguro delle ottime giornate di riposo.

    Ciao, ciao!

  3. Quando si parla di anelli e di fantasy, si rischia sempre il paragone con Tolkien, ma tu non hai nulla da temere perché sei riuscito a portarci su un territorio differente e in più hai uno stile fluido e scorrevole. Ti seguo con piacere, così guadagni due punti. Se ti va fai un salto nei mio, sto per postare il quarto capitolo. A presto

  4. “ma se l’artefatto era davvero così potente come diceva la leggenda, allora avrebbe potuto fare anche al caso suo.”
    Molto molto interessante. E le opzioni sono tutte e tre interessanti. Siccome siamo al 2° capitolo, per ora lascerei indietro il mistero di Lis e mi concentrerei solo sul libro o sulla spada… io voto la spada, ma suggerisco che il libro debba essere aperto da una chiave… una chiave creata dalla magia 😉

    Ciao 🙂

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