Le Ore Fatidiche

Dove eravamo rimasti?

La situazione in Grecia non è delle migliori. Cosa visitiamo? L' isola di Citera. Tutta la popolazione è morta. Lì è successo qualcosa di terribile. (67%)

Citera, l’ isola infernale. Un’ unica speranza.

Citera, isola armoniosa e candida, terra di mare e di tradizioni, talmente bella da essere stata considerata la terra natia di Afrodite, bianca d’ aspetto quanto d’ animo, spiaggia dorata e tempio d’ argilla e di creta, fonte di pace e di comunità, era morta.


I prati bruciati, le case a fuoco, centinaia di cadaveri di greci sparsi per le strade della città di Chora. Le mura bianche delle case e delle chiese macchiate di sangue, avvoltoi e corvi che volavano attorno alle salme, e talvolta scendevano.


Uccelli che mangiavano morte, uccelli che volavano basso.


Non una voce, non un sussulto, non una preghiera, ma solo desolazione, gracchio, e morte; il cielo stesso, sereno e soleggiato come sempre, era bugiardo. Non un senso a tutto questo, non un fine. Isola della bellezza, scuoiata in un lampo… Il rosso inzuppava i corpi e le strade, si mescolava all’ acqua che sgorgava dalle eleganti fontane.
Un’ isola maledetta, che non aveva testimoni e tutta la sua storia cancellata, affidata ad altre terre.


Non vi era speranza, né forma di vita cosciente. Tutto ciò che sapevamo è che fu la stessa coscienza umana a causare tutto quella morte. Ciò che successe lì restò un mistero.


Il governo greco incaricò persino l’ esercito affinché si scoprisse qualcosa, ma questi tentativi fallirono. Ogniqualvolta un essere umano metteva piede nell’ isola, uccideva e/o si suicidava. Il presidente ellenico ed il corpo scientifico realizzarono che vi era nell’ isola un “presunto influsso energetico che alterava le coscienze”; fu l’ unica spiegazione valida.


Ma tornando al 7 Giugno, vi fu una storia nell’ isola di Citera, una possibile speranza:


Mentre le urla, le furie, le violenze e la guerra esplosero all’ improvviso, mentre le fiamme cominciavano a divorare la bianca isola, una donna, Eirene Alanis -il cui volto era nascosto da un cappuccio rosa- correva spaventata verso la spiaggia. Si distingueva da tutti gli altri ed era l’ unica a non farsi condizionare dalla guerra. Teneva in braccio qualcosa, le lacrime di lei cadevano sull’ oggetto tenuto, le lacrime di lei cadevano sulle strade insanguinate.
Ella camminava furtivamente, trattenendo il singhiozzo, il suo cuore batteva forte, il suo sguardo disperato.


<< Devo farcela…! Devo farcela…! Devo farcela…! >> ripeteva sempre, avviandosi verso la spiaggia.


Ma le urla di dolore e di rabbia della popolazione la terrorizzavano; le vertigini erano sempre più prepotenti; non un perché, non un senso alla mostruosità, ma la donna corse, più in fretta che potette, senza farsi scoprire..


Sapeva che sarebbe stato inutile farsi domande, non poteva risolvere niente, ma poteva proteggere ciò che aveva con sé, finché poteva.
Si nascondeva, e quando non vedeva più uomini posseduti dall’ ira, correva verso il prossimo nascondiglio, mimetizzandosi tra mura e cespugli.


Nascosta in uno di questi ultimi, vide davanti a sé una scena terrificante. Tre uomini posseduti dall’ ira avevano gli occhi completamente neri ed un piccolissimo puntino rosso al posto della pupilla, brandivano entrambi coltello e forchetta e cercavano di ferirsi, urlando furiosamente, digrignando i denti come se fossero bestie. Due su tre morirono, il terzo si suicidò subito dopo, senza se e senza ma.
Eirene pietrificata, paralizzata dalla paura..


Una volta morti tutti e tre, corse ancora e giunse alla spiaggia.

Tuttavia un manto violaceo cominciò ad offuscare la sua vista, e poi subentrò un rosso furore; imperativi immorali, ebbe il pensiero di distruggere ciò che teneva tra le braccia, il senso di colpa. Perché il senso di colpa? Si chiedeva. Ma poi ritrovava sé stessa..


<<Cosa mi sta succedendo???>> Si chiese, entrando in conflitto con le strane sensazioni che stava provando.


<< Il cielo è crollato e i nostri cuori si sono sgretolati… Non c’ è cura e salvezza di fronte a tutto ciò… Non c’ è un ordine e siamo tutti figli del caos… >> Si chiedeva ancora, ed il manto prima violaceo, poi rosso continuava ad offuscare la sua vista, che inoltre tremava e vedeva essenze distorte.

Arrivò nella spiaggia, posò sulla riva l’ oggetto che teneva in braccio; un cesto, che conteneva un piccolo neonato, ed anche una lettera…

<< Devo resistere… Anche se non ha senso… O forse sì… Piccolo mio, mettiti in salvo.. La vita è bella… Io… Lo spero… Il male si sta impossessando di tua mamma, ma l’ amore che provo per te sarà sempre più forte…! >>

Sorrise piangendo..


<< Tua mamma ha resistito al male! Spero tu possa salvarti, amore mio… >>


Eirene osservò il cesto trascinato dalla corrente. Il figlio sempre più lontano, l’ oblio sempre più vicino…


Gli occhi di lei si fecero quindi viola, tendenti al nero e si disse da sola:


<< Quando il tuo ultimo patetico barlume di luce si spegnerà, cadrai nell’ abisso e ne diventerai parte >>


<< Cosa sei? Un mostro…. >> si domandò da sola.


<< No. Io sono la tua pace, il tuo riposo, la tua culla. Adesso afferra una pietra >>

La lettera è una testimonianza del caso. Cosa volete che succeda?

  • Eirene, "posseduta" dall' energia, inseguirà il cesto.Il neonato morirà e la lettera sarà distrutta.Nessuno saprà cos' è successo a Citera. (0%)
    0
  • Eirene, "posseduta" dall' energia, tirerà pietre verso il cesto. Il neonato non si salverà ma la lettera sarà ritrovata. (33%)
    33
  • Il neonato si salverà e sarà ritrovato insieme alla lettera. (67%)
    67
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31 Commenti

  1. Sono indeciso tra Ananke che rifiuta e la terza entità. Ma visto che hai detto che è una prima parte, facciamo comparire la terza entità nella seconda parte e facciamo scoprire a Kronos quanto è stato terribile il suo errore 😉

    Ciao 🙂
    PS: non è che riesci a farmi un riassunto di tutte le entità in gioco? Mi sono un po’ perso con tutte queste pause.

    • In Grecia abbiamo una situazione davvero drammatica. Kiùrios, per ora unico difensore dei greci sembra sia stato eliminato, quindi in gioco ci sono Kronos, almeno una a Citera (che ha spazzato via la popolazione e che quindi è altrettanto maligna) e Ananke che sta nascendo senza essere contrastata.

      In Egitto abbiamo per ora due entità: una con un corpo dai movimenti felini e femminile e l’ altra travestita da medico della peste, anche se non sembrano così minacciosi, sicuramente non la prima che “tempera” il secondo, un po’ più cupo ma per ora tranquillo.

      In Italia per ora conosciamo solo una sfera d’ energia nera nell’ Isola D’ Elba che sembra produrre l’ oscurità su metà della nazione e poi uno strano attacco da parte di “creature striscianti” che hanno messo in fuga sia la Confraternita, sia i militari che l’ hanno contrastata.

      Per ora sappiamo questo. Nella seconda parte però ci sarà un “focus” sul caso della Grecia, mentre nella terza parte su un’ altra nazione. Ho deciso di adottare questo metodo successivamente perché è davvero difficile, dispersivo e confusionario trattare i “casi del mondo intero” in una parte sola, che deve avere certi limiti. La mia trama implica giocoforza molta lunghezza, che su theincipit può realizzarsi solo metto un certo ordine. Quindi la seconda parte sarà quasi del tutto concentrata sugli eventi in Grecia, a meno che le vostre scelte non li facciano terminare prima del previsto 🙂

  2. Saluto e mi scuso con tutti i miei lettori per il tempo che ho messo per completare il nono e penultimo capitolo della prima parte de Le Ore Fatidiche. Purtroppo gli esami universitari mi hanno pressato molto ma ora ho del tempo a disposizione e tra oggi e dopodomani ci saranno i capitoli conclusivi. Spero che restiate con me per scoprire il finale della prima parte. Un grande grazie a chi mi ha supportato fino a questo punto.

  3. Cercherà alleanze.
    CIao, LupoSolitario.
    Ho letto la tua storia. Vedo che sta entrando nel vivo ed è interessante l’idea che c’è alla base. Vedo che alla tua richiesta che ti venissero esplicitati gli errori del capitolo due non è stato dato seguito. Siccome penso che potrà esserti utile, ti indico quelli che ho trovato io.

    Errori di formattazione:
    Spazio tra apostrofo e parola che segue: “d’ indagare”, “d’ attrazione”. Ce ne sono altri.
    Nessuno spazio dopo virgole, punti e doppie virgolette; qualche esempio: “… importanti.La…”, “piloti aerei,sedici cameraman,diciotto agenti dell’ FBI,due cuochi,due giornalisti,un”, “… luoghi>>si…”. Ce ne sono altri.

    Errori grammaticali:
    “Charles e la troupe notò…”. Il verbo va coniugato al plurale.
    “… prima che la costa statunitense fu raggiunta…”. Direi “venisse raggiunta” o “prima di raggiungere…”.
    “Il mandato non è sufficiente ai fini dell’ Articolo della Costituzione…”. Al massimo “ai sensi”, perché “ai fini”?

    Refusi: “lo sciame cominciò ad volare”. Ti è sfuggita una eufonica.

    A proposito di “d eufonica”, la usi molto spesso. Ti suggerirei di utilizzarla solo per gli incontri di vocali identiche, tranne i casi in cui è consolidato l’utilizzo (es. “ad ogni”).

    Visto che sono arrivato fin qui, ti faccio notare qualcosa anche sull’ultimo capitolo:

    Errori di formattazione:
    Spazio tra apostrofo e parola che segue, esempi: “posseduto da un’ energia elettrica”, “privo d’ espressività”.
    Spazio prima del punto di domanda, esempi: “la manifestazione stessa ?”.
    Spazio prima della virgolette di chiusura (Orida. ”, benevolo… “)

    Inoltre la frase “che ci fosse iscritta nelle cose una legge simile” non è il massimo di chiarezza.

    Che dire? La storia ha un nucleo anche interessante, ma ho trovato l’esposizione un po’ confusa. TI suggerirei di curare di più alcuni aspetti: la forma è importante e alcune regole fondamentali vanno rispettate, in caso contrario il rischio è fare innervosire o scoraggiare il lettore.
    Troppe informazioni sono inutili e dannose, lima, offri solo quelle veramente necessarie al lettore per capire cosa accade. L’espediente del telegiornale andrebbe bene, ma lo rendi inverosimile proprio perché lo carichi di troppe cose.
    I cinquemila caratteri a capitolo sono un limite, ma possono anche essere un’ottima palestra per capire cosa è efficace e cosa no, cosa può essere tralasciato e cosa si deve necessariamente raccontare, o meglio, “mostrare”.

    Ciao, a presto

    • Che dire, ti ringrazio per le correzioni 🙂 In effetti sembra che io non sia pratico con l’ uso dello spazio, ma sai, è anche perché ho difficoltà a scrivere in maniera così sintetica. Questa condizione dei 5.000 caratteri è per me tutta nuova, non che mi dispiaccia. Nessun problema comunque, presterò più attenzione.
      Solo una cosa; la frase “che ci fosse iscritta nelle cose una legge simile” è volutamente resa poco chiara, perché chi sta parlando deve e vuole dare una sensazione di disorientamento. Su questo dovere e su questa volontà ci sarà una spiegazione definitiva negli ultimi due capitoli, il nono ed il decimo.

  4. Io voto che darà risposte importanti perché al settimo capitolo credo che qualche risposta serva… questo però non significa che poi la Grecia non gli dichiari guerra o l’entità si dimostri tirannica ad un certo punto 😉

    Questo capitolo è stato molto cinematico: tra un po’ correvo pure io…

    Ciao 🙂

  5. Passa sempre troppo tempo tra un capitolo e l’altro ed io mi scordo un sacco di cose. Sono dovuto andarmi a rileggere il pezzo della Confraternita ed alla fine ho votato che ha guai col governo.

    Non so chi siano le due entità, anche se mi ricordano qualcosa, ma il capitolo mi risulta comunque spettacolare ^_^
    Sei un grande!

    Ciao 🙂

  6. Abbiamo due eventi sospesi. Anche se mi piacerebbe saperne di più, la vocina mi dice che è meglio lasciarli in sospeso e passare ad un altro luogo. Italia od Egitto? Pur essendo attratto dai gatti, voto l’Italia e l’Isola d’Elba ^_^

    Ti fai aspettare coi capitoli, ma poi son spettacolari ^_^

    Ciao 🙂

  7. All’isola di Citera un misterioso evento ha sterminato la popolazione… Non potevo non votarlo! Il mistero solletica la mia curiosità, come quello della confraternita dell’isola d’Elba. Spero in futuri approfondimenti sull’argomento: voglio sapere cosa succede in quel posto.
    Il terzo capitolo recupera la mia attenzione, anche se vacilla nei punti in cui fa la cronaca degli avvenimenti. In questo caso sarebbe più appropriata la tecnica del “show don’t tell”. Intendo dire, perché non affidare a terzi il racconto di ciò che accade in giro per il mondo? E non solo al tg…
    Buono comunque. Voglio sapere che succede. Forza!

  8. L’isola di Citera: La chiave la scoprirei tra qualche capitolo.
    Posso suggerirti di fare un po’ più di attenzione alla forma? Gli eventi sono importanti, sì, ma anche il modo in cui sono scritti: Eviterei di andare troppo sul barocco, in un contesto simile e, sopratutto, starei attento ai tempi verbali e alla punteggiatura.

  9. Ciao, ho votato per l’Egitto e la Grecia: abbiamo già visto Italia e USA, credo sia il caso di dare un’occhiata anche al terzio scenario.
    La forma del tuo racconto non è impeccabile – soprattutto i dialoghi, che mi sembrano un po’ poco credibili – e ho come il sospetto che la trama meriterebbe uno sviluppo più ampio, ma, per ora, quello che scrivi mi sembra interessante… ti seguo!

  10. Eccomi! Facciamo Egitto o Grecia! Dopo aver visto l’Italia e l’America diamo un’occhiata alle altre parti del mondo prima di partire col vivo!

    Sono rimasto appassionato dalle descrizioni. Il secondo capitolo risente di errori ma recupera nel finale. Tante volte anch’io ho avuto problemi con la lunghezza dei caratteri: il lavoro di taglia e cuci, purtroppo, non sempre viene bene. Il mio consiglio è di usare i commenti per spiegare qualcosa che ti sembra rimasto poco chiaro durante la rilettura (senza esagerare, ma questo si impara a furia di fare 😉 ).

    Ciao 🙂

  11. Mi hai catturato sin dalle prime righe. L’espediente narrativo funziona e non lo trovo così inverosimile. Secondo me funziona molto bene. La curiosità sale alle stelle grazie al ritmo del capitolo introduttivo. Purtroppo, precipita nel secondo.

    Non si capisce dove ha luogo la conversazione tra i membri della spedizione. Si intuisce, ma non si riesce a visualizzare il tipo di trasporto utilizzato per seguire lo sciame. Errori grammaticali, di punteggiatura e assenza di spazi dopo le virgole e i punti. So che il limite di battute si fa sentire, ma questo espediente turba l’occhio.

    Il secondo capitolo perde l’interesse del lettore. Mi spiace. Le premesse erano molto buone. Ho votato per tornare a Milano. Vediamo se tenendo conto dei miei suggerimenti riesci a produrre un capitolo più accattivante. 😉

    • Ciao, hai ragione, il problema è il limite di battute… Avevo preparato l’ intero capitolo in mattinata ma quando l’ ho ricopiato contava ben 9.000 caratteri sul sito! Mi sono trovato impreparato, non avendo esperienza con il sito, così ho scelto di tagliare diverse parti per ridurlo a 5.000, ma il risultato secondo me è come dici tu e l’ assenza di spazi dopo le virgole e i punti appesantisce la lettura. Il luogo della conversazione è su uno dei tre aerei incaricati di seguire lo sciame.
      Però non mi sembra d’ aver trovato errori grammaticali dopo una rilettura.. Potresti segnalarmeli?

  12. L’idea del tg che sa tutto di tutti è inverosimile, per cui funziona perfettamente come espediente narrativo per introdurre l’avvenimento principale. Tuttavia, non sono ansioso, nè curioso: hai fatto un elenco di fenomeni. Per il prossimo capitolo, prova a concentrarti sui personaggi e sulla loro reazione.
    Fra l’Apocalisse e la Guerra dei Mondi scelgo… una cospirazione malvagia di scienziati ricattatori.
    Bello, comunque. Ti seguo 🙂

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