Le Ore Fatidiche

Dove eravamo rimasti?

La lettera è una testimonianza del caso. Cosa volete che succeda? Il neonato si salverà e sarà ritrovato insieme alla lettera. (67%)

Il potere che si erge sopra Atene

Il ruggito del cielo imperava sempre più veemente sulla capitale.

La patria del pensiero occidentale, maestra d’ architettura sovrastata da innumerevoli fulmini e rompi di tuono; una bocca rossa che si ergeva in cielo, luminosa quanto oscura, un concentrato di potenza che inghiottiva la maestosa Atene.

L’ aria era squarciata dalle lame scintillanti, il vento era agitato e prepotente, un’ oscurità tanto terribile incalzava spettacolare.

Qual era la causa principale di quell’ infausto fenomeno?

Gli strumenti più all’ avanguardia non riuscirono a rilevare nessuna fonte scatenante, persino i rapporti degli shuttle fallirono. Ma all’ interno di quel vortice di fulmini doveva esserci qualcosa.

Per la salvaguardia di Atene e dell’ umanità,pochi soldati d’ elite greci, i più coraggiosi, disposti a morire per la propria patria come gli antichi campioni del passato, a bordo dei migliori caccia, si offrirono per addentrarsi all’ interno della feroce bocca.  

Akaios Mikalis era un generale di oltre 60 anni con 39 anni di servizio che aveva servito la Grecia e che si era offerto per dirigere la missione. Stimato da tutti per il suo valore, per i suoi ideali e per un grande senso paterno, Mikalis infondeva fiducia e ardore nella sua squadra e avrebbe dato la sua vita pur di salvare quella dei suoi compagni. 

A bordo di uno dei nove caccia in missione, il generale osservava -al salire dei velivoli- solo alcune volte quel cielo buio e infuriato e spesso spostava lo sguardo su quello alienato dei suoi soldati, entrambi molto giovani, entrambi cresciuti nella più ferrea disciplina militare: “Mai piegarsi alla paura”.

Quando i due sguardi s’ incrociavano, quello di Mikalis si faceva commosso, appassionato e quasi tendente alla lacrima, come se provasse un grande amore paterno per ognuno di quei soldati.

<< Sono fiero di aver vissuto con voi per tutti questi anni. Antipas… >> rivolgendosi verso uno dei due soldati che c’ erano a bordo con lui: << Ti sei contraddistinto negli anni per la tenacia e l’ onestà. Kallistos, il tuo senso di fratellanza non ha mai smesso di riscaldarci nel cuore. Siete stati due uomini eccezionali >>.

<< E tu sei stato come un padre, un padre forte e umano… Ci hai insegnato a trovare l’ equilibrio tra emozione e razionalità e sei stato un punto di riferimento per tutti noi… >> rispose altrettanto commosso Kallistos, mentre Antipas preferì un silenzio altrettanto amorevole.

<< Dai rapporti del governo risulta che questi fulmini si comportino in modo strano… >> pronunciò il generale Mikalis: << Leggete qua >> ed estrasse dei documenti governativi:

<< Sono passati tre giorni dall’ apertura della voragine e finora gli oltre 10 milioni di fulmini hanno colpito 17 persone… ladri, mafiosi, sfruttatori, usurai e politici corrotti.. Forse è un caso, ma… Questi dati ci mettono un po’ serenità… A meno che voi non siate sotto sotto… >>

Disse scherzando Mikalis, poi ordinò ai caccia di addentrarsi sempre più in profondità verso la voragine, che emanava centinaia di fulmini senza mai colpire i velivoli.

All’ improvviso però un’ onda di luce investì i caccia e un bagliore accecò tutti per qualche istante, in un lampo subentrò uno strano ultrasuono e nello smarrimento generale Mikalis esternò un grido.

Al dissolversi del bagliore, il guidatore del caccia Kallistos aquisì di nuovo la vista, ma quando si voltò alla sua destra, dov’ era seduto Mikalis, vide il generale avviluppato da piccole saette ed i suoi occhi emanavano una luce sfavillante.

Lo sguardo di lui fisso, imperscrutabile, assente, il suo viso privo di emozione.

Ma ad un certo punto si mosse.

Mikalis appoggiò la mano destra sotto il braccio sinistro e osservò il proprio avambraccio, che si era gonfiato come l’ intero corpo. Esso produceva elettricità e le vene pulsavano come se un’ energia volesse esplodere dentro di esse.

Restò con uno sguardo alieno, poi produsse due voci altisonanti all’ unisono pur restando a bocca chiusa:

<< Questo contenitore è ciò che stavo cercando. Potente e prestante, mi regge. è degno di me. Kalòs Kài Agatòs >>.

<< C-c-cosa s-sei…? >> Domandò terrorizzato Kallistos, mentre Antipas restò impietrito di fronte a quell’ energia davanti a lui.

<< Portami dal presidente >> dissero le due voci di Mikalis, non degnandosi di rispondere alla domanda e restando a sguardo fisso verso il suo avambraccio.

<< L-lascia stare il mio g-generale…! >> tuonò con paura e veemenza insieme Antipas.

<< Se non ti calmi sarai polverizzato. Sono io che detto le regole. Io sono il legislatore. Sono io che faccio domande, effimero mortale >> pronunciarono le due voci con tono d’ indifferenza e snob.

<< Sei un mostro! >> tuonò con ferocia Antipas sul punto di assaltarlo

<< Sì, ma sono anche effigie di Atene e sono anche uno dei vostri più preziosi alleati. Obbedite senza tergiversare e andrà tutto bene >>

Il prossimo capitolo dove sarà ambientato?

  • Sempre in Grecia. Il presidente parlerà con l' entità che possiede Mikalis. (l' identità sarà rivelata) (33%)
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  • In Egitto. Scopriamo dove sono giunti i gatti e gli sciacalli. (33%)
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  • In Italia. Andiamo nell' Isola d' Elba. (33%)
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31 Commenti

  1. Sono indeciso tra Ananke che rifiuta e la terza entità. Ma visto che hai detto che è una prima parte, facciamo comparire la terza entità nella seconda parte e facciamo scoprire a Kronos quanto è stato terribile il suo errore 😉

    Ciao 🙂
    PS: non è che riesci a farmi un riassunto di tutte le entità in gioco? Mi sono un po’ perso con tutte queste pause.

    • In Grecia abbiamo una situazione davvero drammatica. Kiùrios, per ora unico difensore dei greci sembra sia stato eliminato, quindi in gioco ci sono Kronos, almeno una a Citera (che ha spazzato via la popolazione e che quindi è altrettanto maligna) e Ananke che sta nascendo senza essere contrastata.

      In Egitto abbiamo per ora due entità: una con un corpo dai movimenti felini e femminile e l’ altra travestita da medico della peste, anche se non sembrano così minacciosi, sicuramente non la prima che “tempera” il secondo, un po’ più cupo ma per ora tranquillo.

      In Italia per ora conosciamo solo una sfera d’ energia nera nell’ Isola D’ Elba che sembra produrre l’ oscurità su metà della nazione e poi uno strano attacco da parte di “creature striscianti” che hanno messo in fuga sia la Confraternita, sia i militari che l’ hanno contrastata.

      Per ora sappiamo questo. Nella seconda parte però ci sarà un “focus” sul caso della Grecia, mentre nella terza parte su un’ altra nazione. Ho deciso di adottare questo metodo successivamente perché è davvero difficile, dispersivo e confusionario trattare i “casi del mondo intero” in una parte sola, che deve avere certi limiti. La mia trama implica giocoforza molta lunghezza, che su theincipit può realizzarsi solo metto un certo ordine. Quindi la seconda parte sarà quasi del tutto concentrata sugli eventi in Grecia, a meno che le vostre scelte non li facciano terminare prima del previsto 🙂

  2. Saluto e mi scuso con tutti i miei lettori per il tempo che ho messo per completare il nono e penultimo capitolo della prima parte de Le Ore Fatidiche. Purtroppo gli esami universitari mi hanno pressato molto ma ora ho del tempo a disposizione e tra oggi e dopodomani ci saranno i capitoli conclusivi. Spero che restiate con me per scoprire il finale della prima parte. Un grande grazie a chi mi ha supportato fino a questo punto.

  3. Cercherà alleanze.
    CIao, LupoSolitario.
    Ho letto la tua storia. Vedo che sta entrando nel vivo ed è interessante l’idea che c’è alla base. Vedo che alla tua richiesta che ti venissero esplicitati gli errori del capitolo due non è stato dato seguito. Siccome penso che potrà esserti utile, ti indico quelli che ho trovato io.

    Errori di formattazione:
    Spazio tra apostrofo e parola che segue: “d’ indagare”, “d’ attrazione”. Ce ne sono altri.
    Nessuno spazio dopo virgole, punti e doppie virgolette; qualche esempio: “… importanti.La…”, “piloti aerei,sedici cameraman,diciotto agenti dell’ FBI,due cuochi,due giornalisti,un”, “… luoghi>>si…”. Ce ne sono altri.

    Errori grammaticali:
    “Charles e la troupe notò…”. Il verbo va coniugato al plurale.
    “… prima che la costa statunitense fu raggiunta…”. Direi “venisse raggiunta” o “prima di raggiungere…”.
    “Il mandato non è sufficiente ai fini dell’ Articolo della Costituzione…”. Al massimo “ai sensi”, perché “ai fini”?

    Refusi: “lo sciame cominciò ad volare”. Ti è sfuggita una eufonica.

    A proposito di “d eufonica”, la usi molto spesso. Ti suggerirei di utilizzarla solo per gli incontri di vocali identiche, tranne i casi in cui è consolidato l’utilizzo (es. “ad ogni”).

    Visto che sono arrivato fin qui, ti faccio notare qualcosa anche sull’ultimo capitolo:

    Errori di formattazione:
    Spazio tra apostrofo e parola che segue, esempi: “posseduto da un’ energia elettrica”, “privo d’ espressività”.
    Spazio prima del punto di domanda, esempi: “la manifestazione stessa ?”.
    Spazio prima della virgolette di chiusura (Orida. ”, benevolo… “)

    Inoltre la frase “che ci fosse iscritta nelle cose una legge simile” non è il massimo di chiarezza.

    Che dire? La storia ha un nucleo anche interessante, ma ho trovato l’esposizione un po’ confusa. TI suggerirei di curare di più alcuni aspetti: la forma è importante e alcune regole fondamentali vanno rispettate, in caso contrario il rischio è fare innervosire o scoraggiare il lettore.
    Troppe informazioni sono inutili e dannose, lima, offri solo quelle veramente necessarie al lettore per capire cosa accade. L’espediente del telegiornale andrebbe bene, ma lo rendi inverosimile proprio perché lo carichi di troppe cose.
    I cinquemila caratteri a capitolo sono un limite, ma possono anche essere un’ottima palestra per capire cosa è efficace e cosa no, cosa può essere tralasciato e cosa si deve necessariamente raccontare, o meglio, “mostrare”.

    Ciao, a presto

    • Che dire, ti ringrazio per le correzioni 🙂 In effetti sembra che io non sia pratico con l’ uso dello spazio, ma sai, è anche perché ho difficoltà a scrivere in maniera così sintetica. Questa condizione dei 5.000 caratteri è per me tutta nuova, non che mi dispiaccia. Nessun problema comunque, presterò più attenzione.
      Solo una cosa; la frase “che ci fosse iscritta nelle cose una legge simile” è volutamente resa poco chiara, perché chi sta parlando deve e vuole dare una sensazione di disorientamento. Su questo dovere e su questa volontà ci sarà una spiegazione definitiva negli ultimi due capitoli, il nono ed il decimo.

  4. Io voto che darà risposte importanti perché al settimo capitolo credo che qualche risposta serva… questo però non significa che poi la Grecia non gli dichiari guerra o l’entità si dimostri tirannica ad un certo punto 😉

    Questo capitolo è stato molto cinematico: tra un po’ correvo pure io…

    Ciao 🙂

  5. Passa sempre troppo tempo tra un capitolo e l’altro ed io mi scordo un sacco di cose. Sono dovuto andarmi a rileggere il pezzo della Confraternita ed alla fine ho votato che ha guai col governo.

    Non so chi siano le due entità, anche se mi ricordano qualcosa, ma il capitolo mi risulta comunque spettacolare ^_^
    Sei un grande!

    Ciao 🙂

  6. Abbiamo due eventi sospesi. Anche se mi piacerebbe saperne di più, la vocina mi dice che è meglio lasciarli in sospeso e passare ad un altro luogo. Italia od Egitto? Pur essendo attratto dai gatti, voto l’Italia e l’Isola d’Elba ^_^

    Ti fai aspettare coi capitoli, ma poi son spettacolari ^_^

    Ciao 🙂

  7. All’isola di Citera un misterioso evento ha sterminato la popolazione… Non potevo non votarlo! Il mistero solletica la mia curiosità, come quello della confraternita dell’isola d’Elba. Spero in futuri approfondimenti sull’argomento: voglio sapere cosa succede in quel posto.
    Il terzo capitolo recupera la mia attenzione, anche se vacilla nei punti in cui fa la cronaca degli avvenimenti. In questo caso sarebbe più appropriata la tecnica del “show don’t tell”. Intendo dire, perché non affidare a terzi il racconto di ciò che accade in giro per il mondo? E non solo al tg…
    Buono comunque. Voglio sapere che succede. Forza!

  8. L’isola di Citera: La chiave la scoprirei tra qualche capitolo.
    Posso suggerirti di fare un po’ più di attenzione alla forma? Gli eventi sono importanti, sì, ma anche il modo in cui sono scritti: Eviterei di andare troppo sul barocco, in un contesto simile e, sopratutto, starei attento ai tempi verbali e alla punteggiatura.

  9. Ciao, ho votato per l’Egitto e la Grecia: abbiamo già visto Italia e USA, credo sia il caso di dare un’occhiata anche al terzio scenario.
    La forma del tuo racconto non è impeccabile – soprattutto i dialoghi, che mi sembrano un po’ poco credibili – e ho come il sospetto che la trama meriterebbe uno sviluppo più ampio, ma, per ora, quello che scrivi mi sembra interessante… ti seguo!

  10. Eccomi! Facciamo Egitto o Grecia! Dopo aver visto l’Italia e l’America diamo un’occhiata alle altre parti del mondo prima di partire col vivo!

    Sono rimasto appassionato dalle descrizioni. Il secondo capitolo risente di errori ma recupera nel finale. Tante volte anch’io ho avuto problemi con la lunghezza dei caratteri: il lavoro di taglia e cuci, purtroppo, non sempre viene bene. Il mio consiglio è di usare i commenti per spiegare qualcosa che ti sembra rimasto poco chiaro durante la rilettura (senza esagerare, ma questo si impara a furia di fare 😉 ).

    Ciao 🙂

  11. Mi hai catturato sin dalle prime righe. L’espediente narrativo funziona e non lo trovo così inverosimile. Secondo me funziona molto bene. La curiosità sale alle stelle grazie al ritmo del capitolo introduttivo. Purtroppo, precipita nel secondo.

    Non si capisce dove ha luogo la conversazione tra i membri della spedizione. Si intuisce, ma non si riesce a visualizzare il tipo di trasporto utilizzato per seguire lo sciame. Errori grammaticali, di punteggiatura e assenza di spazi dopo le virgole e i punti. So che il limite di battute si fa sentire, ma questo espediente turba l’occhio.

    Il secondo capitolo perde l’interesse del lettore. Mi spiace. Le premesse erano molto buone. Ho votato per tornare a Milano. Vediamo se tenendo conto dei miei suggerimenti riesci a produrre un capitolo più accattivante. 😉

    • Ciao, hai ragione, il problema è il limite di battute… Avevo preparato l’ intero capitolo in mattinata ma quando l’ ho ricopiato contava ben 9.000 caratteri sul sito! Mi sono trovato impreparato, non avendo esperienza con il sito, così ho scelto di tagliare diverse parti per ridurlo a 5.000, ma il risultato secondo me è come dici tu e l’ assenza di spazi dopo le virgole e i punti appesantisce la lettura. Il luogo della conversazione è su uno dei tre aerei incaricati di seguire lo sciame.
      Però non mi sembra d’ aver trovato errori grammaticali dopo una rilettura.. Potresti segnalarmeli?

  12. L’idea del tg che sa tutto di tutti è inverosimile, per cui funziona perfettamente come espediente narrativo per introdurre l’avvenimento principale. Tuttavia, non sono ansioso, nè curioso: hai fatto un elenco di fenomeni. Per il prossimo capitolo, prova a concentrarti sui personaggi e sulla loro reazione.
    Fra l’Apocalisse e la Guerra dei Mondi scelgo… una cospirazione malvagia di scienziati ricattatori.
    Bello, comunque. Ti seguo 🙂

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