Masha

Dove eravamo rimasti?

Cosa c'è di fronte a Masha? Una creatura leggendaria (100%)

Due

L’esclamazione di sfida della ragazza – quell’esclamazione stupida, che serviva solo a prendersi gioco della bestia – rivela la sua posizione e quello si gira lentamente, quasi senza fretta.

Masha lo guarda e prova l’istinto di rannicchiarsi di nuovo dietro al masso umido di nebbia, di nascondersi come quando, da bambina, si nascondeva dalla cinghia di suo padre.

Ma no, quei tempi sono passati e Masha ha imparato ad affrontare i mostri. La ragazza non abbassa il fucile, allora, ma respira piano, mentre un velo di lucida esaltazione scivola sui suoi sensi e rende il mondo attorno più luminoso, con confini nitidi e improvvisamente taglienti. Il cuore le rimbomba nelle orecchie, ma non è confusione, è ritmo, battito regolare che scandisce i suoi pensieri e li rende più chiari e coerenti.

Quello rimane immobile per qualche istante, forse confuso dalla sua presenza, forse intimorito dal fucile, e la giovane si prende il tempo di studiarlo con calma. È grosso, oh, sì, incredibilmente grosso. Più di due metri al garrese, stima, anche se, in realtà, non ne è affatto certa. Potrebbe essere solo un metro e mezzo o forse tre, ma non è importante. Il suo pelo è cangiante, color della notte un istante e argenteo come la pioggia l’istante successivo. Le orecchie sono piccole, tonde, il cranio possente, il muso corto, le spalle muscolose, gli artigli lucidi come ossidiana e, Masha ne è certa, affilati come falci.

Gli occhi non sono gli occhi di brace che hanno popolato gli incubi della sua infanzia: anche a metri di distanza, la giovane riesce a vedere che sono solo occhi scuri di animale, piccoli e infossati.

La delusione è solo passeggera. Sembra un orso, quello, ma Masha lo sa, che non è affatto un orso: è uno di loro; e sono proprio gli occhi a rivelarglielo. C’è una consapevolezza innegabile nel modo in cui seguono il movimento del fucile, l’ondeggiare quasi impercettibile dettato dal respiro della ragazza.

Masha potrebbe sparare, è pronta per farlo, ma qualcosa la trattiene. Non è la paura di sbagliare, di mancare il bersaglio e di ferire soltanto un nemico che il dolore renderebbe ancora più temibile. No, è piuttosto quell’incoscienza (quella pazzia) che, da bambina, la faceva correre sul ghiaccio sottile del lago, sfidando la morte, ridendo delle fratture della superficie e delle grida dei ragazzini più piccoli. 

Masha non ha mai avuto paura dell’abbraccio gelido dell’acqua del fiume. Allo stesso modo, non teme la creatura ferma davanti a lei. Vuole vedere quale sarà la sua prossima mossa. Vuole che prenda coscienza della sua presenza e del fatto che sarà lei a ucciderlo. Anche se l’attesa potrebbe esserle fatale.

Quello sembra intuire le sue intenzioni – anzi, Masha è certa che le abbia intuite – ma non fugge. Forse vuole andare incontro alla morte in modo dignitoso, senza volgerle le spalle. È allora che lo sguardo nero e profondo dell’animale si scontra con quello di lei, grigio e piatto come l’ardesia: è l’incontro di un momento, il dialogo muto di un istante che esplode nel ruggito della bestia.

Masha avverte la vibrazione nell’aria, prima ancora di udire il grido roco e profondo che le graffia le orecchie, prima ancora di vedere quello scuotersi, rompere la sua immobilità e lanciarsi verso di lei. 

La carica della bestia è breve, dura pochi passi, ma mentre corre il terreno trema e la ragazza si lascia cogliere di sorpresa, mentre un istinto che non può combattere le immobilizza i muscoli e le rende le mani dure come il granito. Il fucile le sfugge, cade, finisce a terra – il colpo ancora in canna, inutile.

Improvviso, l’odore di selvatico la investe, l’odore delle foglie morte e della pioggia, l’esalazione terribile delle fauci aperte e del pelo bagnato. Masha sente il suo orizzonte restringersi, sente qualcosa di estraneo – ma così famigliare! – crescerle nel petto, sente la mascella contrarsi e la sua pelle farsi come di fuoco. Dimentica del fucile, la ragazza affonda le unghie smussate nel terreno umido, poi si sporge in avanti, scopre i denti, ringhia. Sono unghie umane, le sue, i suoi sono piccoli denti arrotondati che non fanno paura a nessuno, il ringhio che le lascia la gola è poco più del borbottio di un cucciolo, eppure, quello si ferma.

La bestia è tanto vicina che la ragazza può vedere le gocce di pioggia sulla punta di ogni pelo, può vedere il nero della pupilla fondersi con l’iride bruna, e resta ferma, in attesa, spalle larghe e respiro rumoroso. Quello la guarda, guarda i suoi capelli arruffati, il viso pallido, lo sguardo grigio da sparviero, le ossa sporgenti e i muscoli tesi, asciutti.

Poi, lentamente, retrocede di un passo, e poi di un altro ancora. Masha lo sa, che probabilmente è perché il vento ha ormai disperso la nebbia e il sole torna a filtrare nella radura – e a loro non piace, il sole – ma, nel profondo, è convinta che, se se ne va, è perché ha paura. Non del suo ringhio, non del suo fucile, ma di quello che ha visto in lei.

E quel pensiero le riempie la testa di una felicità storta.

Nel prossimo capitolo, un evento spiacevole:

  • Masha riceve una visita poco gradita (25%)
    25
  • Masha si trova nei guai a causa del maltempo (0%)
    0
  • La creatura uccide una delle bestie di Masha (75%)
    75
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69 Commenti

  • Ciao. Mi piace questa storia e l’aria di suspense che si respira. Sei brava con le descrizioni e nel modo di alternare pensieri e azioni dei personaggi tra loro.

    Voto per il “Non fa niente, perché succede una cosa imprevista”.

    Sono curioso di vedere cosa t’inventi per noi 😀

  • Ciao,
    bentornata!
    Ho letto la storia e mi piace molto il mistero della “creatura” così come mi piace molto Masha. Non so dirti bene il perché, ma mi ricorda molto Tokyo, una della protagoniste della casa di carta.
    Sono curiosa di leggere il finale.
    Alla prossima, ciao

  • Ho scelto il contrassegno della mucca per esclusione, le altre due opzioni non mi convincevano.
    Capitolo molto coinvolgente, non so cosa sia successo ma di sicuro qualcosa di importante: l’istinto di Masha si è messo in iperattività. Curiosa di saper chi è il barbuto e cosa voglia.
    Peccato che pubblichi la tua storia in periodo estivo, avrebbe meritato più pubblico.
    Ciao

  • Ottime le descrizioni del bosco e il momento in cui incontrano la bestia. Mi aspettavo qualcosa di più forte, invece non succede niente. Probabilmente hai deciso di rimandare perché mancano ancora diversi capitoli ed è giusto che le cose avvengano per gradi. Sto notando che il tuo racconto ha poche visite ed è un peccato, il problema principale è che non ci sono lettori puri, sono quasi tutti autori quelli che commentano. Di conseguenza, per avere la loro attenzione, devi leggerli e commentare a tua volta. Non so dirti neppure io perché ho votato per l’orecchino e la mucca viva. Spero di non averti complicato le cose, ma immagino che tu abbia una spiegazione per tutto. A rileggerti 🙂

    • Ciao! Ho preferito rimandare lo scontro perché, essendo questa storia così corta, ho preferito seguire uno schema che ho deciso a priori, almeno per quanto riguarda la storia della storia. Una cosa in realtà è successa, in questo capitolo, ma credo che sarà una cosa che si noterà più in là…
      Per quanto riguarda il leggere, faccio sempre un po’ fatica ad adattarmi alla mentalità “lettura x lettura”, anche perché vengo da siti che la disapprovano o vietano proprio. Io leggo, naturalmente, ma solo storie che mi interessano davvero. Se lascio un commento, è perché ho qualcosa da dire: Mi sento un po’ inutile a scrivere solo “scelgo la uno, passa da me, per favore”, come ho visto fare. Ho notato, tra l’altro, che spesso i commenti critici vengono presi maluccio, quindi ho deciso di non scrivere niente, se non ho nemmeno una cosa carina da dire.
      Delle visualizzazioni, ti dirò, mi importa pochino: Quello che mi interessa, il motivo per cui sono qui, è trovare un input e nuova linfa per quelle storie su cui mi sono arenata da anni…

      • Condivido senz’altro le tue osservazioni, difatti, quando TI mi ha chiesto un parere tramite il questionario, ho espresso proprio questa problematica: cioè l’assenza di lettori. Ok, è anche vero che gli autori sono anche lettori, ma purtroppo i commenti vengono esclusivamente da autori. Ho anche proposto un’app. da scaricare magari sugli smartphone che invogli alla lettura. Trovo anch’io che sia brutto commentare chiedendo di passare nel nostro racconto, ma ho visto che l’andamento generale è questo. Non si può neanche biasimare come discorso, in fondo scrivere è comunicare. Quanto alla tua considerazione finale, è anche la mia. Trovare una buona idea, qualcosa che ci coinvolga davvero, non è facile. Si va per tentativi e sicuramente questa piattaforma è un modo per mettersi alla prova. Non è per niente semplice costruire qualcosa sulle scelte di altri, però ti costringe a far lavorare la fantasia e secondo me rende i testi originali. Vengo anch’io da forum di scrittura come te, dove però era obbligatorio commentare gli altri autori. Non potevi postare se non avevi almeno un commento al tuo attivo. Il buonismo generale su TI credo sia dovuto al fatto che spesso gli autori si devono arrampicare sugli specchi per seguire le scelte, non sarebbe giusto infierire. Mettersi a fare editing, rischierebbe di far franare storie che invece meritano. Penso tu abbia trovato il giusto equilibrio, se c’è qualcosa che non funziona, lo fai notare ma senza demolire il testo. Ho scritto un papiro, sorry 😀

        • Scusate se entro nel vostro ragionamento.

          Il problema dell’assenza dei lettori sta anche nel fatto che i lettori per commentare devono registrarsi e questo frena un pochino.

          TI nasce credo per esercitarsi/mettersi alla prova, non per scrivere un vero libro con dei lettori veri. Solo alcuni autori ricevono dei premi, li guadagnano a prescindere dalla classifica, quindi diciamo che c’è sempre un “giudizio superiore”.

          Per quanto riguarda la lettura X lettura, se la storia non mi piace non la leggo.
          Little se una storia non ti piace fai benissimo a non leggerla.

          Invito spesso gli altri autori a leggere la mia storia e a dire cosa ne pensano. In moltissimi casi questo mi ha aiutato. Ci sono stati commenti/critiche fondate che mi hanno aiutato a migliorare. Ad es. la tua critica sulla assenza di pensiero dei miei personaggi è fondata. 🙂
          Certo succede anche di non condividere alcune critiche. Penso sia giusto anche mantenere le proprie opinioni e non chinarsi proni ad ogni commento.

          Non capisco troppo il discorso che fate sul “buonismo”. Se leggete attentamente in giro troverete spessissimo delle critiche e molto raramente dei commenti completamente positivi. Credo dipenda dal fatto che una storia (anche se perfetta) può sempre essere migliorata.

          Buona giornata 🙂

          • Però chi ha un account facebook ci mette due minuti a loggarsi. Io ho fatto moltissima pubblicità nei gruppi di lettura su Facebook, ebbene, non credo di aver avuto un solo voto da questi gruppi. Si è loggato qualche amico, ma i commenti li ho ricevuti solo da autori di TI.
            Quanto al discorso sui commenti costruttivi, condivido. Cercherò di essere più critica nei prossimi; chiaramente una critica costruttiva, altrimenti non serve a niente.
            Quali sono i premi di cui parlava Bassilissa oltre alla copertina?

            • Hannock il tuo racconto è bellissimo e ha giustamente avuto due dei premi (copertina e visibilità). Uno dei premi lo leggi sopra nella home (si riferisce ai racconti estivi). Per avere la lista completa dei premi devi contattare quelli di TheIncipit. Io conosco solo questi tre.

              Hai ragione che una persona spende solo due minuti per loggarsi, tuttavia io ho inserito il mio racconto su uno di questi siti. Non so quale tu abbia scelto ma in quelli che ho scelto io i commenti si aggiornano con nuovi volumi/proposte di lettura e consigli ogni 2/3 minuti è impressionante.
              Secondo me in quel brevissimo lasso di tempo è veramente arduo far capire a dei lettori che anche lì esistano che se si loggano non succede nulla, che è tutto gratuito, e che il tuo racconto è bellissimo e che volendo possono votare e comunicare con te.

              PS.
              Comunque potremmo creare un nostro gruppo fantasy/avventura su fb in cui accogliamo libri fantasy/avventura gratis e invitiamo dei lettori, citando The-incipit. Per leggere il racconto i lettori si dovrebbero comunque loggare e quindi questo sito non perderebbe nulla in teoria. Chissà se si può fare? A voi interesserebbe? E’ una proposta indecente? 🙂

              Hannock comunque se rettifichi il tuo bellissimo commento su di me mi vendicherò pesantemente >:-) (scherzo) 🙂

              • Tutto si può fare, certo. Però considera che io ho un gruppo su FB dedicato ai libri e alla letteratura che conta oltre 2.000 membri. Sono l’ammistratrice, quindi ho messo il racconto fisso in prima posizione da settimane. Niente. Non ho ricevuto neanche un commento di lettori esterni a TI. Ti dirò di più. Ho diversi libri in promozione gratuita su Amazon, anche quelli vengono scaricati raramente. Mi verrebbe da pensare di essere davvero scarsa, ma la questione è generale. Tempo fa mi è capitato di pubblicare con uno pseduonimo con una piccola casa editrice che non chiede contributo. Sono trascorsi due anni e questo editore è sull’orlo della bancarotta. Ha oltre 150 libri in catalogo, ma ne vende al massimo cinque o sei al mese. Hai ragione tu quando dici che TI è una buona palestra, adatta per esercitarsi e mettersi alla prova. Comunque se deciderai di fare il gruppo, fammelo sapere che lo pubblicizzo anche nel mio 🙂 Forse un gruppo mirato ha più chance rispetto a uno generico. A presto.

  • M’è piaciuto molto questo capitolo. Scritto davvero molto bene, tra l’altro. A tratti, mi sembrava quasi di leggere un libro e non il racconto di un esordiente (ammesso che tu lo sia). Ho visto che si tratta di una storia per adulti, ma io ne apprezzo il lato fantasy. Queste creature dei boschi di cui si sente parlare, sono una bella sfida. Per me vanno entrambi, mi sembra comunque la scelta che va per la maggiore. Comincia a pensarci. Ottimo lavoro.

    • Ciao! Sì, avevo notato il cambio dell’avatar, anche se devo ammettere che, sulle prime, non avevo capito che eri tu!
      Ti dirò, l’avvertenza “per adulti” l’ho messa perché, quando ho iniziato questo racconto, non sapevo dove sarebbe andato a parare e mi ero tenuta la possibilità che virasse anche verso contenuti più maturi (cosa che potrebbe ancora fare, magari?) Poi, boh, mi piace mischiare i generi… infatti, quando scribacchio, sono sempre un po’ incerta su quale categoria scegliere, visto che faccio sempre un po’ di mix tra un genere e l’altro.

      Ps. a proposito della tua storia: grazie per aver fatto luce sulla mia ignoranza geografica XD

  • Wow, sara una delle poche storie che io abbia mai letto in cui la narrazione in terza persona singolare è al presente. Ed è una tecnica che per questo tipo di storia si addice benissimo. Il presente dà infatti una sensazione di immediatezza, e le emozioni che provano i tuoi personaggi non sono mai lasciate divagare. E tutto grazie a questo tuo particolare stile narrativo molto efficace.
    La storia è carina, e le scelte che fanno i tuoi personaggi si rivelano sin da subito obbligate in un contesto che li forza a fare ciò che devono. Molto bello. Inoltre mi piace questo alone di mistero che hai lasciato intorno a loro, come se ci fosse una sorta di sottotrama.
    Dunque, ora bando alle ciance però!
    Ho scelto l’opzione in cui entrambi si incamminano all’avventura, forse perché mi sembra che questi due personaggi abbiano tanto da condividere. Approfondendo il loro legame ne verrà fuori qualcosa di ancora più bello.
    Fammi sapere, ci conto,
    Ciao ciao
    Fant

    • Ciao! Questo tipo di narrazione mi viene molto più naturale rispetto a quella al passato o – ancor peggio! – quella in prima persona… però cerco di usarla poco, perché non è uno stile che si adatta a tutti i contesti.
      Grazie per il tuo parere (in effetti c’è una storia dietro a questa, ma non credo che l’affronterò mai) e per il voto… passo da te!

  • Rieccoci. Secondo me hai fatto bene a lasciare Ilya nella storia 🙂
    Il capitolo mi è piaciuto molto. Sono molto curiosa di cose come il tablet e gli spinelli in un fantasy, lo trovo insolito. Mi piace molto.
    Secondo me data la natura dei due personaggi è molto probabile che vadano insieme, perché Ilya è molto curioso e lei troppo testarda per lasciarlo andare da solo.
    Ciao.

  • Rieccomi, Little. Molto, molto indeciso sulle opzioni, alla fine ho scelto la menzogna, così, perché mi pare coerente con l’atteggiamento dei personaggi che hai delineato.
    Vedo molto, molto mestiere: scrittura scorrevole e piacevolissima, immagini efficaci, la storia che emerge naturalmente dall’interazione dei personaggi…
    Insomma, in una parola, complimenti!
    Ciao, buona serata e ottimi giorni!

  • Ciao littlerrdowl,
    storia davvero ben scritta ed interessante! L’incipit impostato sull’attesa ed il duello preda/cacciatore, che a mio avviso potrebbero anche essere intercambiabili, mi è piaciuto molto.
    Non ho potuto votare per i primi capitoli ma questa volta potendo scelgo l’appartenenza di Masha ad una certa classe sociale, immagino fra le meno agiate!
    A rileggerci e colgo l’occasione per invitarti a sbirciare il mio racconto ?

  • Rieccomi, LittleRedOwl. Ho votato per la pena alternativa, perché a questo mi pare alludessero gli accenni nel racconto.
    La tua versione di Masha e Orso (o quasi orso, orso mannaro) è affascinante, anche se ho l’impressione che tu miri a un pubblico di lettori un po’ più grandi di quelli per i quali è pensato il cartoon 😀
    Mi ha colpito la caratterizzazione di Masha: una ragazza ma non fanciulla, i denti guasti o rotti, ha imparato a combattere i mostri…
    Di quest’ultima capacità dà una dimostrazione plastica con il “ruggito” da cucciolo.
    A proposito, quella è la scena che mi è piaciuta di più, molto coinvolgente e suggestiva.
    Ma la frase che mi ha colpito di più è questa:
    “cercando di evitare che i numeri si accavallino nella sua mente – come fanno sempre.”
    Mi affascina questa ricerca dei dettagli, mi sembra che tu per prima abbia pensato tanto al personaggio da immaginarne molte sfaccettature, così da renderlo reale e credibile.
    Complimenti!
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

    • Ciao! In realtà, ho cercato di scrivere questa storia (come one-shot, ma va be’) già parecchio tempo fa, quando Masha e Orso non era ancora approdato in suolo italico… ho pensato di cambiare il nome della protagonista, per evitare “assonanze”, ma non mi suonava e quindi ho lasciato perdere.
      Grazie per l’apprezzamento, mi fa molto piacere… e mi fa ancor più piacere il commento ragionato 🙂

  • Mi sembrava di aver intuito dai precedenti capitoli che scontasse una pena, ho votato quell’opzione.
    Mi piace molto l’idea che se può prendere forma umana le faccia meno paura e si senta in grado di affrontarlo.
    Forse anche questo ti viene dall’inglese, ma in italiano il soggetto sottinteso è decisamente d’uso comune, penso che tu non sia obbligata di ripetere così spesso Masha, la ragazza, la giovane, soprattutto visto che è praticamente sempre lei il soggetto dell’azione.
    Ciao

    • Cavolo, è vero! Cerco sempre di ricordarmi che non c’è bisogno di ripetere mille volte il soggetto, ma è più forte di me! Già è una cosa un po’ pesante di per sé, ma qui, con i caratteri limitati, è proprio un po’ uno spreco… cercherò di tenerlo presente per i prossimi capitoli.
      Grazie per essere passata!

  • Ho scelto la visita poco gradita per uscire un po’ dallo scontro a quattr’occhi tra Masha e Quello.
    Mi è piaciuto tutto, molto, tanto l’atmosfera e la descrizione dell’azione che le emozioni di lei; due piccole cose mi lasciano perplessa: il “serviva” della prima riga: perché all’imperfetto e non al presente?
    Perché usi il corsivo per “certa”, “familiare”, eccetera? non capisco il senso del corsivo. Sono dettagli ma mi “perplimono” ^^
    Ciao

    • Ciao! Sul “serviva” ci ho pensato un po’: sono bilingue e a volte le logiche dell’inglese hanno la meglio italiano XD Però, in effetti, sarebbe stato meglio usare il presente, anche se l’azione è passata.
      Per quanto riguarda il corsivo, è una cosa che mi piace usare per dare enfasi a certe parole, ma non è che serva proprio a molto, in effetti…

  • Facciamo uccidere la creatura, mi pare abbia bisogno di sfogarsi. Scrivi bene, però a volte sei un po’ troppo ampollosa, la ricerca della metafora e/o similitudine non sempre è necessaria e finisce, nelle descrizioni, per appesantire il testo. Questa è una mia caratteristica di lettore, non amo un certo tipo di descrizioni, per esempio adoro Il Signore degli Anelli ma molti passaggi li strapperei 🙂

    • Ah, invece io adoro lo stile del Signore degli Anelli XD No, be’, a parte tutto, io di solito scrivo in modo molto più snello: Per questo mi è capitato di ricevere piuttosto la critica inversa, ovvero di fare descrizioni troppo scarne e terra-terra. Per questo qui voglio sperimentare un po’ e provare uno stile che non è quello che uso di solito… Anche se capisco che la cosa possa risultare pesante per chi preferisce cose più lineari!

  • Con tutte queste premesse certamente una creatura leggendaria.
    Molto carino, intrigante, accenna e instilla curiosità, antefatti, sviluppi, personaggi, ben scritto, mi permetto solo di farti notare l’uso eccessivo dei pronomi: lei, lui, le. Amo molto le ripetizioni ma hai davvero ecceduto, e molti di quei pronomi potevano essere omessi.
    Se no, gran bell’incipit, ci sono tutto gli ingredienti di una bella storia.

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