Nella terra dei Mesosuchi

Nella terra dei Mesosuchi

Sarebbe apparso davanti ai suoi occhi, il capo dei Mesosuchi, il popolo più spietato del regno di Ognos. Intorno a lei i Mesosuchi armati delle loro lance dalle lame infuocate l’avevano circondata, solo l’arrivo del loro capo impediva loro di assalirla ed ucciderla. Davanti agli occhi gialli e vitrei dei Mesosuchi Emilia lo vide fasi largo tra loro.

“Così sei venuta per parlare con me, mi dicono.”

“Tu sei Retimnos, il capo dei Mesosuchi?”

“Proprio così, e tu sei o molto coraggiosa o molto stupida. Il tuo nome?”

“Emilia. Sono qui per giocare una partita con te.”

A quelle parole molti dei Mesosuchi cominciarono a ridere, Retimnos invece la osservava con i suoi occhi freddi e inespressivi.

“Io sono il capo dei guerrieri più malvagi di queste terre cosa ti fa credere che perderei il mio tempo con te? Uccidetela.”

Mentre si avvicinavano i Mesosuchi Emilia mostrò la sua mano sinistra gridando:

 “Io vengo guidata da Ognos signore di queste terre e tu non puoi uccidermi o farmi alcun male.”

Nel far ciò Emilia mostrò loro un anello argentato con una pietra azzurra.

Retimnos si avvicinò ed osservò l’anello.

 “Chi mi dice che tu non lo abbia rubato.”

“Potrei averlo rubato certo, oppure potrei averti detto la verità e se mi uccidi dovrai risponderne.”

 “Ragazzina, io sono Retimnos ultimo della mia specie e non temo nessuno nemmeno l’ira di Ognos, ma questo anello vale forse un minuto del mio tempo, dimmi perché sei venuta.”

“Le leggende narrano che tu possiedi il tempo e i suoi custodi, ho bisogno di parlare con uno di loro.”

“Cosa ti fa credere che ti darò questa possibilità?”

“Molti sono venuti a sfidarti io accetterò qualunque prova.”

“Le mie prove hanno sempre una conseguenza ragazza se perdi nemmeno Ognos in persona potrà interferire e tu sarai nostra schiava finché l’ultimo dei Mesosuchi sarà in vita.”

“Ne sono consapevole.”

Retimnos fece un cenno ad uno dei suoi che si presentò poco dopo con un masso gigantesco sulle spalle, egli sembrava portarlo senza alcuna fatica, lo depose ai piedi di Retimnos, il capo prese una sacca di polvere e la cosparse sulla pietra che sembrò sgretolarsi come sabbia e davanti agli occhi dei presenti si aprì un passaggio.

“Hai paura?”

“Solo una stupida non ne avrebbe.” 

“La tua prova sarà entrare in questa caverna e uscirvi.”

Emilia si avvicinò all’apertura per guardarvi attraverso, nulla sembrava più oscuro di quel buco aperto nelle viscere della terra e nemmeno il bosco che aveva attraversato per arrivare dai Mesosuchi era così spaventoso.

“Esiste una via d’uscita? O hai creato un’illusione solo per tenermi occupata?”

Retimnos sorrise.

“I Mesosuchi attraversano questa caverna prima di diventare guerrieri, certo questa caverna non è adatta ad una fanciulla così delicata, perché non torni dal re Ognos visto che ti ha dato questo anello sarà certo felice di aiutarti.”

Emilia si avvicinò all’apertura.

“Quanto tempo ho per uscire?”

“I Mesosuchi vi entrano ed escono, ma poiché la tua presenza mi diverte ti concederò un’ora per attraversare la caverna.”

 “Come saprò che mi hai tenuto per un’ora e non per meno tempo?”

Retimnos fece un cenno ad uno del suo seguito che giunse con un sacco, il capo praticò un piccolo foro con la punta del suo pugnale e poi diede il sacco ad Emilia.

“Inserisci della terra all’interno di questo sacco, riempi il sacco per cinque volte, man mano che il sacco si svuota il tempo scorre come da una clessidra, quando l’ultimo granello di terra sarà caduto il tuo tempo sarà finito.”

“Dammi una torcia per superare la caverna.”

Il popolo dei Mesosuchi rise ancora.

“Puoi portare una o anche duecento torce.”

Emilia prese una torcia, appese il sacchetto alla sua cintura e penetrò nella caverna, l’apertura si richiuse dopo il suo passaggio. Intorno a lei centinaia di ossa, in quanti non avevano superato la prova? Ma l’aveva poi superata qualcuno? Emilia si fece coraggio riempì il sacco che le aveva dato Retimnos. La caverna doveva essere un labirinto, Emilia prese una delle ossa la piantò nel terreno e pose al di sotto un teschio, poi proseguì per la galleria che aveva di fronte fino alle prime tre aperture Emilia passò a segnarle lasciando anche lì altre ossa. Superate quelle si trovò di nuovo davanti altre tre aperture, poi ancora altre tre, in tutte Emilia lasciava un segno del suo passaggio. Ad un certo punto si ritrovò nel punto iniziale. Quindi almeno l’ultima apertura che aveva attraversato doveva essere la strada sbagliata. Tornò indietro e prese l’altra uscita che la condusse a nuovi varchi ma nonostante modificasse ogni volta la strada alla fine delle lunghe gallerie si ritrovava sempre nel punto iniziale. Emilia si rese conto che aveva terminato il primo sacchetto, lo sfilò dalla cintura e lo riempì di nuovo. Cominciò ad osservare la prima caverna altri prima di lei avevano usato le ossa per lasciare dei segni sulla parete, ma come si poteva uscire da un labirinto ad anello?

La risposta per superare la caverna doveva essere lì ma sarebbe stata in grado di trovarla?

  • Non c'era modo di superare la caverna. Emilia fu catturata dai Mesosuchi e resa schiava. (33%)
    33
  • Si ricordò delle risate dei Mesosuchi quando aveva chiesto la torcia. La spense e finalmente vide una luce e l'uscita davanti a lei. (67%)
    67
  • Il sacchetto che le aveva dato Retimnos poteva trasformare la terra nella stessa sabbia che aveva aperto il primo varco nella caverna. (0%)
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180 Commenti

  • Ciao Basilissa,
    ci hai fatto aspettare tanto per queste nuove avventure di Emilia!
    E’ sempre un piacere leggerti, peccato che la lunga attesa non faciliti la ripresa della trama.
    Per il finale (che non sarà proprio tale, mi sembra di capire…) volevo darti libera scelta con i trattini all’inizio, ma poi, perdonami, la profezia mi ha incuriosita troppo.
    Molto belle le descrizioni del palazzo, molto bella tutta la tua storia comunque.
    Ciao e a presto!

  • Sai che ti dico? Te la voglio rendere difficile! Non avevamo lasciato giù altre persone? Non vi era anche il corpo/guscio di Giulio, alias Parsifal? E se Parsifal avesse dato loro una possibilità? Magari in relazione alla profezia 😉

    Fantasie ed Incubi, piante che si spostano, il castello deserto che incute timore ma di cui non vi sembra pericolo perché non c’è nessuno che abbia anche solo l’idea di ribellarsi… Una descrizione vivida e stupenda.
    Ma i Mesonuchi? Possibile che siano stati semplicemente “lasciati indietro”?

    Ciao 🙂

  • Ciao Basilissa,
    Bel capitolo molto scorrevole come sempre. Mi è piaciuta la descrizione del palazzo sospeso. Ho votato per la profezia perché mi ispira tantissimo…
    da quello che capisco la tua intenzione è quella di continuare le avventure di Emilia, giusto ?
    A presto e buona giornata

  • Carina la storia. E complimenti per la scrittura. Il fantasy non è il mio genere, ma devo ammettere che non m’è dispiaciuta la tua storia.
    Comunque se t’interessa, ho scritto il proseguo di un mio vecchio racconto: Le arme, gli amori.
    A presto!

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