Nella terra dei Mesosuchi

Dove eravamo rimasti?

E adesso... ... è il momento di dare qualche spiegazione. Chi sono i Mesosuchi? Ognos? Parsifal? L'anello a che serve? (83%)

Parsifal

Nell’oscurità apparve un piccolo essere, non particolarmente avvenente. Parsifal aveva i lineamenti eccezionalmente marcati, il naso sporgente e un pallore cavernicolo ma, con il suo aspetto insignificante, egli nascondeva un eccezionale potere.

“Parsifal!”

Parsifal si guardò intorno con circospezione, si avvicinò alla cella di Emilia e la oltrepassò come se non ci fosse stato nulla a dividerli.

“Ricapitolando… Prima insisti per venire qui. Poi ti lasci catturare dai Mesosuchi. Lasciami dire che mi sento profondamente insultato, nessuno dei miei umani si è mai fatto catturare con tanta facilità.”

“Mi hanno atterrato, non so nemmeno io come.”

Parsifal alzò gli occhi al cielo e impose le mani per aprire la gabbia, che cedette.

“Aspetta! Non posso andarmene senza gli altri, non posso abbandonarli qui…”

Parsifal aprì un varco tra le mura.

“Andiamo.”

“Non mi hai sentito?”

“Sono un elfo, ho sentito le parole nella tua testa, e quando le hai pronunciate, entrambe le volte erano delle farneticazioni. Non te lo ripeterò due volte, o mi segui o rimani qui. La scelta dovrebbe essere semplice.”

In quel momento si udì un rumore, Parsifal sparì. La gabbia e il muro tornarono intatti. I Mesosuchi entrarono per lasciare il pasto, una brodaglia disgustosa, poi uscirono. Emilia prese il pane che le aveva dato Giorgio, lo morse. Era più duro di un sasso, ma era pane. Passarono delle ore. Un nuovo rumore. I suoi compagni di cella stavano tornando. Emilia vide che erano distrutti, sembrava che avessero scavato addirittura con le mani.

Perché Retimnos, che aveva aperto una galleria in pochi istanti, aveva bisogno degli umani per scavare?

Da lontano sentì che stavano portando un’altra persona, forse catturata da poco. I Mesosuchi scaraventarono il ragazzo dentro alla cella e se ne andarono. Egli si guardò intorno, e vide Emilia.

“Sei un essere umano anche tu? Dove siamo?”

“Nella terra dei Mesosuchi.”

“Meso… che? Chi sono?”

“Quanto di più vicino ad un essere umano, e quanto di più lontano. Hanno la crudeltà degli uomini, ma sono quasi due volte più grandi di un essere umano e sono talmente longevi da sembrare immortali. Per tutte queste ragioni, oltre che per il loro aspetto, si fanno chiamare Mesosuchi, come il nome di un coccodrillo preistorico. Il tuo elfo non ti ha parlato delle specie pericolose del mondo di Ognos?”

“Ognos?”

“È re di tutte le terre conosciute. Ha poteri immensi, riunisce in sé tutte le capacità delle specie di questo mondo.”

“Beh… se questi sono i Mesosuchi, non ho nessuna fretta di incontrare Ognos. È repellente come loro?”

Emilia esitò.

“Tutto l’opposto – Adolfo, che li stava ascoltando, rispose per Emilia – si dice che abbia la bellezza dell’alba dell’ultimo sole, e la pelle morbida come la rugiada al mattino. Nessuno è in grado di descriverlo, perché il suo aspetto varia a seconda della persona che ha davanti. Quando si invaghisce di una donna prende le sembianze dell’uomo più desiderabile per quella donna. Per questa ragione in molte si sono lasciate andare ad un amore incondizionato – Adolfo lesse dell’imbarazzo sul volto di Emilia, noncurante continuò – Ognos porta un anello al dito con una pietra rarissima qui, un lapislazzulo, che ebbe al momento della sua incoronazione.”

“E l’anello ha un qualche potere?”

“Non sono informato sui poteri dell’anello, ma so che la pietra sceglie il successore al trono. Lo sceglie dal momento in cui il re posa gli occhi sulla donna che diventerà la madre del suo erede. Il re quindi dona l’anello alla sua futura sposa e questo resta al dito della donna finché l’erede non sale al trono.”

Adolfo osservò Emilia, i suoi occhi tradivano incertezza e paura. Gli altri si stavano riprendendo. Alberto si contorceva dal dolore.

Giorgio aprì gli occhi: “Chi sei?”

“Mi chiamo Giulio. Se posso, quali sono i vostri nomi?”

“Io sono Giorgio, alla mia destra Alberto, Adolfo e Parìk.”

Giulio si voltò aspettando l’ultimo nome.

“Emilia” disse lei timidamente.

“Vorrei dire che è un piacere ma…”

“… ma visto che quasi certamente moriremo possiamo anche risparmiarci i convenevoli. Ti pare?” fece Adolfo.

“Noi non moriremo” fece Emilia con un filo di voce.

“Vuoi dire che tu non morirai” insistette Adolfo.

“In realtà – disse Giulio – nessuno di noi morirà” e detto questo tirò fuori un medaglione che aveva tenuto nascosto, lo accostò alla gabbia che si dissolse.

 “Come fai ad avere un medaglione elfico?” disse Giorgio turbato.

“In realtà non è mio, l’ho ottenuto da un elfo che ho incontrato stamani al mio risveglio. Mi ha detto che mi avrebbe istruito, ma che avrei dovuto dimostrare di esserne degno liberando una fanciulla in difficoltà, Emilia – Giulio fece una pausa – e naturalmente anche i suoi amici.”

Era certamente Parsifal

 Giulio accostò il medaglione al muro e aprì un varco, fece passare Emilia e rimase ad attendere gli altri. Giorgio prese in spalla Alberto e si avviò verso l’uscita. Adolfo si avvicinò bruscamente a Giorgio e gli fece sottovoce: “Fermati! Questo tizio, non mi convince…”

“Vuoi rimanere qui?” disse Giorgio

Tutti i nostri amici passeranno il varco ma… Cosa dovremmo fare ora?

  • È il momento di un flashback. Dobbiamo conoscere meglio Emilia e capire come ha fatto ad entrare in possesso dell’anello. (83%)
    83
  • Dovremmo trovare un posto sicuro. (0%)
    0
  • Dovremmo cominciare a creare i presupposti per un flirt (o magari per qualcosa di più) (17%)
    17
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180 Commenti

  • Ciao Basilissa,
    ci hai fatto aspettare tanto per queste nuove avventure di Emilia!
    E’ sempre un piacere leggerti, peccato che la lunga attesa non faciliti la ripresa della trama.
    Per il finale (che non sarà proprio tale, mi sembra di capire…) volevo darti libera scelta con i trattini all’inizio, ma poi, perdonami, la profezia mi ha incuriosita troppo.
    Molto belle le descrizioni del palazzo, molto bella tutta la tua storia comunque.
    Ciao e a presto!

  • Sai che ti dico? Te la voglio rendere difficile! Non avevamo lasciato giù altre persone? Non vi era anche il corpo/guscio di Giulio, alias Parsifal? E se Parsifal avesse dato loro una possibilità? Magari in relazione alla profezia 😉

    Fantasie ed Incubi, piante che si spostano, il castello deserto che incute timore ma di cui non vi sembra pericolo perché non c’è nessuno che abbia anche solo l’idea di ribellarsi… Una descrizione vivida e stupenda.
    Ma i Mesonuchi? Possibile che siano stati semplicemente “lasciati indietro”?

    Ciao 🙂

  • Ciao Basilissa,
    Bel capitolo molto scorrevole come sempre. Mi è piaciuta la descrizione del palazzo sospeso. Ho votato per la profezia perché mi ispira tantissimo…
    da quello che capisco la tua intenzione è quella di continuare le avventure di Emilia, giusto ?
    A presto e buona giornata

  • Carina la storia. E complimenti per la scrittura. Il fantasy non è il mio genere, ma devo ammettere che non m’è dispiaciuta la tua storia.
    Comunque se t’interessa, ho scritto il proseguo di un mio vecchio racconto: Le arme, gli amori.
    A presto!

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