Nella terra dei Mesosuchi

Dove eravamo rimasti?

Tutti i nostri amici passeranno il varco ma… Cosa dovremmo fare ora? È il momento di un flashback. Dobbiamo conoscere meglio Emilia e capire come ha fatto ad entrare in possesso dell’anello. (83%)

Il primo incontro con Ognos

Emilia si coprì gli occhi con la mano, poi rapidamente si riabituò alla luce. Erano ancora nella foresta dei Mesosuchi. Emilia osservò i compagni alle sue spalle. Alberto doveva avere qualche anno più degli altri, era alto, magro e dai tratti spigolosi. Giorgio con i capelli castani e gli occhi verdi. Parìk albino e con i lineamenti delicati. Adolfo aveva una folta chioma di capelli scuri davanti al viso, e lo sguardo melanconico.

Per ultimo uscì il loro salvatore. Giulio aveva i capelli castano scuro, gli occhi di un marrone tetro e i lineamenti del viso irregolari.

Emila si guardò intorno cercando Parsifal, inutilmente.  Poi si rivolse a Giulio: “Avevi detto di essere accompagnato da un elfo.”

“No, ho detto che un elfo mi aveva dato il medaglione.”

Emilia rimase in silenzio, era certa che l’elfo fosse Parsifal, ma per qualche strana ragione non era lì.

Giulio propose una sosta in una caverna nei paraggi per la notte. Questo avrebbe dato il tempo ad Alberto di riprendersi, mentre loro avrebbero evitato di attirare l’attenzione con un fuoco all’aperto, in terra ostile.  

**

Stesa nella caverna Emilia osservò il sonno giungere sui suoi compagni. Chiuse gli occhi. I pensieri corsero al suo incontro con il re.

Emilia era riuscita ad arrivare al Palazzo sospeso di Ognos avvolta da un mantello che, a detta di Parsifal, avrebbe dovuto proteggerla.

“Quando sarai al suo cospetto non toglierti il mantello per nessuna ragione, non mostrare il tuo volto, e non guardare mai il re negli occhi” le aveva detto Parsifal.

Così Emilia aveva rivolto ad Ognos le domande che tanto la interessavano.

***

“Resto sempre basito quando gli esseri umani si avventurano fin qui soltanto per pormi domande banali come queste. Mi chiedete dove vi trovate, quando ogni singola notte entrate volontariamente in queste terre” iniziò il re.

Emilia stava facendo il possibile per nascondere il suo volto, e non guardarlo negli occhi. Osservò il cielo, era giorno pieno.

Ognos sorrise: “Sei nel mondo dei Sogni, ma non è detto che debba essere per forza notte.”

“Sogni? Mi stai dicendo che sto dormendo? È assurdo. Se questo fosse un sogno potrei fare quello che voglio, anche tornare alla vita reale.”

“Per quanto infinitesimale, ogni singolo granello di sabbia si trova qui unicamente perché io l’ho voluto. Voi esseri umani siete ospiti, non creatori. La maggior parte di voi dimentica, o conserva solo un vago ricordo di questo luogo al mattino. Altri sono così ancorati al loro mondo, che sognano unicamente brandelli della vita giornaliera. Ogni tanto entro nelle storie più noiose e le rielaboro, un tantino…”

“Ma io non dormo da quando sono venuta qui. La maggior parte degli umani che ho incontrato invece si addormentano e sognano.”

“… Si addormentano per tornare nel vostro mondo. Tu invece resti nel mio” la corresse.

“Vuoi dire che nella vita reale sto dormendo da anni? Ti prego dimmi chi sono” Emilia, turbata, aveva alzato lo sguardo e incontrato gli occhi del re. Si affrettò ad abbassare lo sguardo. Ognos si stava avvicinando. Emilia provò ad indietreggiare, ma non riuscì a muoversi.

“Nessuna donna è mai riuscita a fuggire da qui. Non te lo ha detto l’elfo che ti ha dato il mantello? In ogni caso, ti garantisco, le donne che mi vedono difficilmente desiderano andar via.”

Il re si accostò e le abbassò il mantello.

Ognos era quanto di più desiderabile avesse mai visto. Il corpo, la pelle color marmo, gli occhi di un verde profondo incastonati in un viso dai tratti regolari e mascolini. L’impossibilità di muoversi di Emilia, era pari soltanto allo stupore sul volto di lui.

“Sei tu” disse Ognos.

Emilia era frastornata. Lo sguardo del re si era fatto tenero, come quello di un amante. In quel momento Emilia riuscì a divincolarsi. Entrò in un’altra stanza. Mentre cercava l’uscita, irruppe in una sala con una loggia senza altre uscite che un varco aperto verso il vuoto. Emilia osservò la distanza e lo specchio d’acqua al di sotto.

Se questo è un sogno, posso farcela.

Nel frattempo alle sue spalle Ognos si era avvicinato, con cautela.

“Una caduta di questo tipo, per un essere umano, equivale a un suicidio.”

“Hai detto che siamo nel mondo dei sogni, quindi al massimo mi risveglierò nel mio letto.”

Le nuvole si diradarono. Mentre stava per lanciarsi si accorse di qualcosa che sfidava persino l’assurdità di quel mondo. Il paesaggio, le architetture, le cascate, l’intero panorama sottostante era disposto in modo da ricreare il proprio viso. Osservò alcuni dei luoghi che aveva visitato, indugiò con lo sguardo e ne riconobbe le architetture. Non poteva essere stato trasformato dal re in quel momento. Ognos le era ora vicino. Riusciva quasi a sfiorarle il polso.

“Tu hai creato questo mondo. Come potevi conoscere il mio viso se fino a pochi istanti fa non sapevi della mia esistenza?” chiese Emilia.

“Una profezia alla mia nascita annunciò il tuo arrivo. Poi divenni re e, dal tempo della mia incoronazione, il tuo volto non ha più abbandonato i miei pensieri.”

***

“Non dormi?”

Chi avrà disturbato i pensieri di Emilia? Nel prossimo episodio...

  • Vedremo Emilia combattere. (45%)
    45
  • Assisteremo ad un flirt. (18%)
    18
  • Conosceremo il motivo per cui i Mesosuchi stanno scavando. (36%)
    36
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180 Commenti

  • Ciao Basilissa,
    ci hai fatto aspettare tanto per queste nuove avventure di Emilia!
    E’ sempre un piacere leggerti, peccato che la lunga attesa non faciliti la ripresa della trama.
    Per il finale (che non sarà proprio tale, mi sembra di capire…) volevo darti libera scelta con i trattini all’inizio, ma poi, perdonami, la profezia mi ha incuriosita troppo.
    Molto belle le descrizioni del palazzo, molto bella tutta la tua storia comunque.
    Ciao e a presto!

  • Sai che ti dico? Te la voglio rendere difficile! Non avevamo lasciato giù altre persone? Non vi era anche il corpo/guscio di Giulio, alias Parsifal? E se Parsifal avesse dato loro una possibilità? Magari in relazione alla profezia 😉

    Fantasie ed Incubi, piante che si spostano, il castello deserto che incute timore ma di cui non vi sembra pericolo perché non c’è nessuno che abbia anche solo l’idea di ribellarsi… Una descrizione vivida e stupenda.
    Ma i Mesonuchi? Possibile che siano stati semplicemente “lasciati indietro”?

    Ciao 🙂

  • Ciao Basilissa,
    Bel capitolo molto scorrevole come sempre. Mi è piaciuta la descrizione del palazzo sospeso. Ho votato per la profezia perché mi ispira tantissimo…
    da quello che capisco la tua intenzione è quella di continuare le avventure di Emilia, giusto ?
    A presto e buona giornata

  • Carina la storia. E complimenti per la scrittura. Il fantasy non è il mio genere, ma devo ammettere che non m’è dispiaciuta la tua storia.
    Comunque se t’interessa, ho scritto il proseguo di un mio vecchio racconto: Le arme, gli amori.
    A presto!

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