Nella terra dei Mesosuchi

Dove eravamo rimasti?

Arriviamo al Palazzo Sospeso. Come lo immagini? Un palazzo scintillante, dalle mille architetture e giardini. (50%)

Il Palazzo Sospeso 1/2

I pochi che si erano avventurati sulla scala di vetro, descrivevano quella esperienza come una camminata prima in cielo, poi sulle nuvole. Le scale immettevano su una terrazza di cristallo, a cui seguiva un lunghissimo corridoio. Al di sotto, si estendevano i lussureggianti giardini del re. Sotto i loro piedi si trovavano Incubi e Fantasie, i sudditi più fedeli di Ognos. Erano vestiti da cortigiani, i loro volti erano biancastri, le labbra tinte di un rosso artificiale, in testa avevano dei capelli posticci colorati, gli abiti abbondavano di sete, rasi e merletti. C’era qualcosa di pomposo e vetusto nei loro atteggiamenti come se fossero usciti in blocco da un quadro del Settecento. Alcuni di loro giocavano attorno ad un enorme cumulo di terra alberato sospeso nel vuoto, da lontano qualcuno ogni tanto scommetteva o dava un giudizio sulla mossa fatta, il più delle volte ad una azione corrispondevano delle risate che si diffondevano come unico rumore in quel giardino.
“Giocano a scacchi” disse Parsifal.
“Ma non ci sono pezzi, come può essere una scacchiera?”
“Gli uomini e le creature del mondo dei sogni sono i pezzi. Passano il tempo a creare nuovi sogni, i migliori li sottopongono al giudizio del re che assegna la vittoria a questo o a quello. Fantasie e Incubi sono tra le creature più fatue”
Emilia si sporse per osservare meglio. Una delle cortigiane la vide e richiamò l’attenzione di un tizio basso e grasso, dall’aspetto effeminato e dalle vesti variopinte.
Egli si sollevò a stento su di una panchina del giardino e da quella su un largo tavolo in marmo. Poi si fece passare il bastone passeggio e, puntati i piedi, diede due colpi sul tavolo per richiamare gli altri.
Una volta catalizzata l’attenzione di tutti, urlò scandendo bene queste parole: “Sia fatto onore/ alla nostra futura regina/ di queste terre/ e di tutte le terre note” poi, non senza una certa difficoltà, si inchinò con deferenza. Gli altri, in religioso silenzio, si inchinarono con lui.
Emilia istintivamente si ritirò dal parapetto.
“Sono innocui. Rispondi al saluto. Ma cura di essere decisa e distaccata o per l’ansia di omaggiarti non ci lasceranno più andare via”
Emilia obbedì, poi entrambi proseguirono.
Entrarono nel labirinto che collegava il giardino al palazzo. Questa volta, le siepi, i muri, persino le statue e le porte si scostarono realizzando un unico corridoio per farli passare.
“Sentono che hai l’anello” disse Parsifal rispondendo ai pensieri di Emilia. Il palazzo del re, come quello di Cnosso si ergeva con le sue ampie logge. Scintillante nei suoi ottoni e mattoni bruniti, era un luogo fatto per catturare la luce, non c’era un ambiente del palazzo che fosse al buio in nessun momento della giornata. Il palazzo riuniva tutte le meraviglie architettoniche note sulla terra vincendo la gravità nelle forme più assurde.
L’interno era un susseguirsi di stanze con specchi e stucchi, porte arabeggianti, maioliche, serre e giardini con le piante più strane. C’era tuttavia un qualcosa sinistro nella ripetitività di quelle sale e nella pesantezza di quegli arredi che Emilia non riusciva a spiegarsi. Percepiva il disagio dell’essere osservata e tuttavia nessuno era presente in quelle sale rutilanti. Istintivamente Emilia mise la mano sulla spada, pronta a sguainarla.
“Non corri pericolo. Nessuno in queste sale o nel palazzo sospeso ha la possibilità o anche solo l’idea di sfidare l’ira del re”.
Arrivarono ad un portone, su di esso erano incise delle linee e dei piccoli punti a riprodurre i corpi celesti. Prima di aprire quell’ultima porta Emilia esitò, ma ruotò la maniglia prima dell’intervento di Parsifal.
Davanti a loro Ognos, completamente solo e vestito di tessuti simili a quelli egizi, era seduto su un divanetto. Sosteneva sulle sue gambe uno strumento a corde simile alla cetra. Nei suoi capelli una corona a rami intrecciati sembrava scolpita direttamente seguendo la linea dei suoi capelli che scendevano mossi ad incorniciare il bel viso. Gli occhi erano rivolti allo strumento, che pizzicava con dei piccoli ditali uncinati posti, come artigli, alle estremità delle dita. Il suono prodotto era tra i più armoniosi mai uditi. Parsifal tuttavia sembrò non gradire. Una smorfia alterò il suo volto. Emilia, che non aveva mai visto l’elfo spaventato, cominciò a domandarsi cosa temesse.
“Coraggio, sei qui per parlare con il re” disse Parsifal interrompendo quei pensieri.
Emilia si avvicinò e gli si sedette accanto.
Ognos smise di suonare. Qualcosa in lui era cambiato, osservandolo si accorse di come i suoi occhi avessero dei punti incredibilmente scuri. Ripensò a Giulio che aveva lasciato solo, completamente addormentato e senza alcuna spiegazione sul perché se ne fosse andata via.

Come vuoi che termini questo primo racconto delle avventure di Emilia?

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  • Mentre il destino di Emilia sembra segnato, Parsifal interverrà mostrando un'insolita profezia incisa nelle pareti del palazzo. (55%)
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  • Emilia rinuncia a se stessa e sposa Ognos. (9%)
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180 Commenti

  • Ciao Basilissa,
    ci hai fatto aspettare tanto per queste nuove avventure di Emilia!
    E’ sempre un piacere leggerti, peccato che la lunga attesa non faciliti la ripresa della trama.
    Per il finale (che non sarà proprio tale, mi sembra di capire…) volevo darti libera scelta con i trattini all’inizio, ma poi, perdonami, la profezia mi ha incuriosita troppo.
    Molto belle le descrizioni del palazzo, molto bella tutta la tua storia comunque.
    Ciao e a presto!

  • Sai che ti dico? Te la voglio rendere difficile! Non avevamo lasciato giù altre persone? Non vi era anche il corpo/guscio di Giulio, alias Parsifal? E se Parsifal avesse dato loro una possibilità? Magari in relazione alla profezia 😉

    Fantasie ed Incubi, piante che si spostano, il castello deserto che incute timore ma di cui non vi sembra pericolo perché non c’è nessuno che abbia anche solo l’idea di ribellarsi… Una descrizione vivida e stupenda.
    Ma i Mesonuchi? Possibile che siano stati semplicemente “lasciati indietro”?

    Ciao 🙂

  • Ciao Basilissa,
    Bel capitolo molto scorrevole come sempre. Mi è piaciuta la descrizione del palazzo sospeso. Ho votato per la profezia perché mi ispira tantissimo…
    da quello che capisco la tua intenzione è quella di continuare le avventure di Emilia, giusto ?
    A presto e buona giornata

  • Carina la storia. E complimenti per la scrittura. Il fantasy non è il mio genere, ma devo ammettere che non m’è dispiaciuta la tua storia.
    Comunque se t’interessa, ho scritto il proseguo di un mio vecchio racconto: Le arme, gli amori.
    A presto!

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