Quello che non si vede

Dove eravamo rimasti?

Liang porterà sicuramente a casa Tao, tuttavia sa che aiutare uno schiavo, peraltro fuggitivo, gli costerebbe sicuramente la vita. Quindi: Tao, lasciando spontaneamente la capanna, s'imbatterà nei soldati che lo riporteranno all'accampamento. Ma ci sarà una sorpresa, femminile. (67%)

Una voce inaspettata

Il crepitio del fuocherello acceso nell’incavo di mattoni gettava ombre rossastre sulle pareti della capanna. Un calore di cui Tao aveva da tanto tempo scordato l’esistenza. D’altra parte, ogni tanto gli capitava di pensare che poteva quasi ritenersi fortunato: molti ragazzi come lui avevano perso la vita durante il saccheggio del villaggio.

La gola pulsava, arsa ed irritata. Liang lo spinse ancora di più all’interno della casa, sistemando uno sgabello a tre gambe davanti al fuoco. Nel frattempo si accinse a recuperare un recipiente di ferro, che appese sopra il focolare. Ben presto un leggero e vago profumo di menta e the invase la stanzetta.

L’abitazione di Liang poteva apparire claustrofobica: formata da un unico locale, con numerosi oggetti ammassati in ogni angolo, una misera e spoglia fessura quadrata nel muro che ricordava una finestra…eppure era funzionale al punto giusto, constatò Tao. 

La parete che originariamente divideva in due la stanza, era stata tolta per permettere al calore di raggiungere subito ogni angolo in maniera uniforme.

-Siediti ragazzo, ti procuro qualcosa da mangiare-

Avanzando sul morbido tappeto di pelle di un animale non ben identificato, Tao si mise a sedere sullo sgabello, ringraziando tacitamente Liang per averne imbottito la seduta di paglia. Strinse i denti per un secondo, mentre scendeva con le mani a sfregarsi l’attacatura delle cosce. Ricordava ancora che uno dei soldati gli aveva detto di ringraziare…dal momento in cui lo stavano solo sculacciando…, per aver rovesciato una caraffa di liquore della scorta personale di Wang.

Liang si lisciò i lunghi baffi e, con un rumore metallico, riemerse da uno sgabuzzino che Tao non aveva notato. La porticina sembrava quasi a scomparsa nel muro. Lo sentì prendere qualcosa dalla mensola, ma era troppo incantato a fissare le fiamme che guizzavano nel focolare. Poco dopo una scodella colma di latte gli venne messa tra le mani. Bevve avidamente, non vedeva più il latte da tantissimo tempo.

Un sentore di amido di riso si unì agli altri aromi sparsi nell’aria. Recuperando la ciotola vuota dal grembo di Tao, Liang la riempì nuovamente di qualcosa che assomigliava ad un decotto di riso ed erbe. Il ragazzo nemmeno si chiese cosa contentesse. Divorò l’intero contenuto, e venne accontentato quando ne chiese per altre due volte. 

Sicuramente ora i pensieri seguivano una linea più retta, le idee quadravano meglio, dopo aver assunto qualche caloria.

-Signore…io vi ringrazio…non avrei mai creduto di incontrare una persona come voi- Fece una pausa, deglutendo, e inumidendosi le labbra, – …ed è proprio per questo che me ne devo andare. Non voglio per nessuna ragione mettervi in difficoltà, non me lo perdonerei mai.-

Scostante rimase il temperamento di Liang, che annuì sileziosamente, mentre rivoltava il decotto sopra il fuoco. Non si voltò nemmeno a guardare il ragazzo che usciva dalla porta e, d’altro canto, Tao risultava ormai totalmente indifferente ad ogni forma di comportamento. Giusta o anomala che fosse.

Il freddo pungente ed acuminato lo investì in pieno non appena aprì la porta. Stringendosi nel mantello di lana di Liang, si fece forza e cominciò ad avanzare in direzione del villaggio. Doveva farcela, si disse.

Camminò per parecchio tempo, lo scenario all’orizzonte e lo sfondo alle sue spalle rimanevano immutati, com’è giusto che siano le pianure asiatiche in inverno.

Non si era perso. Piuttosto, le sue condizioni potevano fargli aver perso la cognizione del tempo: gli pareva di arrancare nella terra ghiacciata da tanto, ma poteva sbagliarsi, dato che il sole restava ancora alto nel centro del cielo grigio.

Adagiò la schiena contro un masso, fermandosi un istante a riposare. Gli occhi si chiusero quasi subito.

La guancia bruciava. Tao, ad occhi chiusi, fece schioccare la lingua, come per lenire dall’interno della bocca quella sensazione. Un altro ceffone,più forte, lo risvegliò del tutto. Sgranando gli occhi, con il collo indolenzito, sfiorò l’infarto nel trovarsi faccia a faccia con il naso aquilino del luogotenente Chen.

Il soldato lo fissava. A Tao si bloccò il respiro in gola.

Quando riprese conoscenza, le voci troppo familiari dell’accampamento alleggiavano nelle orecchie del ragazzo. Riscuotendosi del tutto, si accorse di essere sdraiato a terra, con le mani legate dietro la schiena e metà del viso dentro una pozzanghera di fango. Sollevò il viso, giusto in tempo per vedere il generale uscire dalla tenda. Wang si piazzò davanti a lui, con le braccia muscolose conserte e le gambe divaricate. -Bene bene, ecco il nostro fuggitivo-, chinandosi gli afferrò un orecchio. Torcendogli l’elice lo fece sollevare

-Hai idea di cosa ti costerà quest’affronto?- Tao deglutì a vuoto, ed assecondò le gambe, che divennero talmente deboli da costringerlo ad inginocchiarsi. Wang scoppiò a ridere. -Puoi fare di meglio- aggiunse, colpendolo in mezzo alla schiena, stenendolo nel fango. -Striscia- Sogghignò.

Tao stava per obbedire, quando una voce femminile…

Tao stava per obbedire, quando una voce femminile...

  • ...decisamente furente, investì i pieno Wang, -Tian!!- (43%)
    43
  • ...si accostò a Wang, asserendo -Li tratti così bene i servi?- (29%)
    29
  • ...vagamente irata, proruppe nella situazione (29%)
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69 Commenti

  • Scelgo l’opzione che ha più possibilità di dare un finale alla storia: Tao diventa soldato.
    Ciao, Elena.

    La prima cosa che noto è che meriteresti più visibilità, perché scrivi bene, di certo molto meglio di alcuni che capita di veder svettare nelle classifiche. Boh, è uno dei misteri del sito, forse è il genere che hai scelto a non essere molto attrattivo.
    La tua è una bella storia, ben narrata, con uno stile molto personale che vedo un po’ in contrapposizione con le tendenze attuali che vogliono ridotte all’osso le parti descrittive. Tu descrivi molto, ma a mio parere bene, il che non è facile.
    L’impressione è che al racconto stiano un po’ stretti i dieci capitoli, infatti mi chiedo come riuscirai a terminarla in soli cinquemila caratteri.
    A parte questo, non molto da dire. Noto qua e là la tendenza al periodo ricercato, ad esempio:
    Wang spinse il ragazzo fino ad un bacino idrico formatosi in mezzo alla pianura.
    Forse è perché dopo chiami il bacino idrico, giustamente, “laghetto” e non volevi essere ripetitiva, ma qualche volta esiste una sola parola che descrive efficacemente qualcosa 😀
    Questo punto, invece, mi pare mancare di coerenza:
    -Come osi chiedermi queste cose?! Sai a cosa potrei andare incontro?!-
    Tao sospirò -Vi prego-
    Xia si mantenne pacata -D’accordo!-
    Cambia idea in una manciata di caratteri? Non sta decidendo tra il caffè macchiato e il cappuccino! 😀
    Questa frase, invece, forse non l’ho capita:
    Tao trattenne a stento un singhiozzo, reduce della minaccia generale ricevuta sul pianto.
    Per come l’ho intesa, il singhiozzo si trova orfano di un pianto non realizzatosi. Se è così è proprio una bella immagine, però avrei fatto uno sforzo in più per renderla immediatamente comprensibile, sarebbe stata molto più potente.

    Il ogni caso, brava

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw!! Innanzitutto, grazie mille per tutti i complimenti, mi fanno veramente moltissimo piacere.
      In effetti non riuscirò a terminarlo con il decimo capitolo, ed ho in mente un sequel di questa storia. Per quanto riguarda gli appunti sollevati hai ragione su tutto, e ti spiego l’ultima frase: praticamete il generale aveva detto a Tao che se avesse pianto lo avrebbe picchiato di più. Forse non sono stata abbastanza brava mentre lo spiegavo. O forse mi sono persa un “del generale” .
      Riferendomi invece ai termini per descrivere qualcosa….tendo sempre a non voler mai usare lo stesso termine per la medesima cosa, ma hai pienamente ragione quando dici che a volte per descrivere qualcosa esiste un termine e basta 😉
      Detto questo, grazie mille ancora, e spero leggerai anche il sequel.

  • Ciao Elena96, ti leggo per la prima volta anche perché è da pochissimo che frequento il il sito. Ho votato per le cure mediche e vedo che la stragrande maggioranza dei lettori ha votato lo stesso. A mio parere la ragione è questa: vogliamo lasciarti libera di proseguire in qualunque direzione. Salvando la vita del protagonista. Ciao e vienimi a trovare, un tuo parere mi interesserebbe molto.

  • Ciao Elena,son passata a rirenderti il favore e son lieta di averlo fatto. Complimenti per come scrivi e per la storia in sé, che è molto originale e interessante. Ho letto poche cose riguardo la Cina quindi se vorrai aggiungere qualche dettaglio in più sulle tradizioni,i luoghi ecc sarò contenta di leggerli. Quando penso a Xia e Wang mi immagino Mulan e Shian 😀 continua così e io ho votato per la punizione con l’acqua, anche se devo ammettere di provare parecchia pena per il povero Tao e spero che avrà la sua rivincita. Ciao!

  • Ciao 🙂
    Ovviamente lo aiuterà durante la notte, col favore del buio e quando i soldati di guardia son solo pochi! Non avrebbe senso fuggire di giorno sotto la luce del sole 😛
    Complimenti per il racconto (che ho letto tutto d’un fiato) e per la caratterizzazione dei personaggi (sebbene anche Wang secondo me meriterebbe un quarto d’ora sotto i riflettori, ha del potenziale, anche se forse non proprio positivo)!
    Complimenti anche per lo stile fluido di scrittura 😉 Seguo!

  • Un altro bel capitolo, anche se mi aspettavo una scena d’amore che tu hai “feddato” subito, dicendo che gli ricordava la madre 🙂
    Scherzi a parte, è una storia originale che seguo con piacere. Se non fossi così pigra e con poca voglia di studiare, avrei fatto un corso per naturopata, quindi leggere di piante e erbe, mi piace. Quanto alle scelte, la notte copre bene la fuga.
    A presto e complimenti per il racconto.

  • È arrivata la mail di notifica della pubblicazione del tuo capitolo precedente e pensavo di avere più tempo.
    Poi ho guardato il calendario e mi sono accorta di essere io in ritardo con la pubblicazione del mio racconto… ?

    Al solito entrambi i capitoli favolosi. Si riesce a capire benissimo lo spirito di Tao prima umiliato da Wang, poi ugualmente impotente davanti ad una ragazza che gioca al dottore sulla sua pelle.

    Voto per una fuga notturna per non farci vedere da nessuno 😉

  • Bellissimo capitolo. Ci sono alcune parti che lo rendono godibile quasi come un film (il ghiaccio che scricchiola, i puntini luminosi dovuti al trauma), sono dettagli che servono al lettore per vedere o sentire anche con la scrittura. Mi piace la piega che ha preso il racconto, e la “creatura celestiale” che decide di occuparsi dello schiavo. Ho votatop er l’ufficiale medico che aiuterà entrambi e poi mi piacerebbe sapere di più sulle erbe medicinali. Molto brava. Complimenti.

    • Ciao Silenti!! Bhe, devo dire che ero abbastanza dubbiosa sul diagolo che ho inserito. Di solito tendo a lasiare molto più spazio ai dialoghi, arricchendoli molto di più; qui ho esteso le descrizioni e scarnito le conversazioni. E’ una specie di prova. Speriamo vada bene 🙂

  • Ciao Elena,
    mi piacciono molto l’ambientazione del tuo racconto e l’impostazione storica !
    La narrazione è molto fluida e le descrizioni mi hanno fatta immergere appieno nel mondo che hai creato.
    Bello !
    Voto per Tao, con L’aiuto di Xia, torna al villaggio.
    Faccio il tifo per il protagonista e aspetto con ansia il prossimo capitolo ! 🙂
    A presto !

  • Ciao Elena, anche in questo caso mi ha colpito in particolare una descrizione in questo capitolo bellissimo: quella dell’abito brillante alla luce del sole che intravede Tao. Xia sembra proprio una ragazza diversa da tutti i soldati del campo, e soprattutto dal generale. Spero continui ad avere una parte importante nella storia, e per questo voto che lo aiuterà ancora una volta a sfuggire alle grinfie del generale. ?
    A presto!

  • Ciao 🙂
    Allora. Prima di tutto voglio dirti che scrivi davvero bene. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, posso dirti di aver notato qualche piccolo errore di punteggiatura leggendo i cinque capitoli. Nel senso: a volte ci sono periodi troppo brevi, e forse una virgola o un punto e virgola sarebbero preferibili al punto soltanto.
    Ma si tratta di piccolezze, quello che conta è capire cosa si sta leggendo ed io, nel farlo, ho capito dove vorresti portarci con la storia di Tao e della sua misera vita.
    Per questo motivo ti seguo e in questo capitolo ho votato che fuggirà di nuovo con l’aiuto di Xia, l’altra opzione e cioè che troverà ancora qualcuno al villaggio verrà di conseguenza.
    Bene, ti auguro una buona domenica e a rileggerti presto 🙂

  • Cara Elena,
    Per me il racconto é delizioso. Il problema non riguarda la trama. Ho visto molti racconti come il tuo andare benissimo. Da quel poco che vedo é proprio il genere “storico” che é un po’ la cenerentola di the incipit.
    Devi avere pazienza. Nutro piena fiducia che chiunque legga il tuo racconto si innamori di Tao e della sua storia come é successo a me.
    Per il voti mi piacerebbe davvero che investisse Wang. Ma trovo più credibile che dica “li tratti così bene i tuoi servi…”

  • Non so come mai questo racconto abbia così pochi incipoints, onestamente. Hai una discreta capacità narrativa e una buona immaginazione,questo è sicuro. Magari potresti osare di più con riferimenti storici e scorci culturali, dato il genere, perché si colloca proprio al limite fra l’avventura e lo storicistico – ma da un lato preferisco il linguaggio semplice e quotidiano, più che le elaborazioni orientaloidi.
    Non so che dire : bravo bravo bravo. Aspetto con un pizzico di trepidazione il seguito.

    • Ciao Gianluca. Sono felicissima che ti piaccia, in effetti mi rendo conto anche io che ogni capitolo che passa riesco a migliorare un pò, facendo diventare la storia ancora più realistica. Cercherò sicuramente di seguire il tuo consiglio ed inserirò più storia.
      Grazie ancora!!

  • Prima che volta che ti leggo e devo dire che mi piace molto il tuo racconto. Trovo la descrizione dei personaggi ben fatta e realistica. Il finale è il pezzo forte, sembra di vederlo mentre estrae dalla tunica la pietra che indica schiavitù. Penso che Liang lo porterà nella sua capanna ma i soldati se lo porteranno via. Questa scelta apre la porta a nuove avventure, perché secondo me non finirà qui tra loro due. Seguo la tua storia così hai altri due punti al tuo attivo. Se ti va di leggere la mia e darmi un parere, mi farà molto piacere. Ciao!

    • Ciao Hannock!! Innanzi tutto grazie mille per aver avuto la pazienza di leggere, e per aver commentato. Grazie soprattutto per seguire la storia, e spero di non deludervi con i prossimi capitoli. Passo ora a leggere il tuo racconto. Per ora avete votato tutte e tre le opzioni…cosi mi mettete in crisi però XD No dai…in realtà tutte tre queste opzioni sono fattibili, ho gia in mente il seguito per ognuna delle tre. Staremo a vedere, e grazie ancora!!

  • Finalmente libero! Per tutto il capitolo ho avuto paura che qualcuno si rendessero conto della sua fuga! Voto per il contadino….Tao non merita altre sofferenze! L’idea che l’ufficiale medico lo ritrovasse prendendone le difese mi piaceva ma ho paura che venga nuovamente maltrattato a causa di quel “in parte”….
    Ti faccio i miei complimenti! Non mi succede spesso di affezionarmi ad un personaggio ma con il tuo Tao sei riuscita a farmi sciogliere!

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